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“BOLGHERI DIVINO”

Bolgheri, territorio simbolo dell'enologia mondiale dai “padri fondatori” ai fasti contemporanei

Passato, presente, futuro e nuove annate di una delle Denominazioni più “preziose” al mondo. Grazie ad una storia di pionierismo e libertà enologica

Qualunque ruolo abbiano rivestito nella storia, o ricoprano oggi, le donne sono da sempre tra le più grandi estimatrici del vino e della sua cultura. E ala storia del vino e, in particolare, con l’ascesa di uno dei territori-simbolo dell’enologia mondiale come Bolgheri, si legano le vicende della Contessa Clarice della Gherardesca, sposa del Marchese Mario Incisa della Rocchetta, e della sorella Carlotta, sposa del Marchese Niccolò Antinori, con in dote le rispettive Tenute San Guido e Guado al Tasso. Sono i primi del Novecento e, a partire da quel momento, i fatti del territorio compreso tra Castagneto Carducci e Bolgheri, sulla costa toscana, sono soprattutto quelli di una storia di pionierismo e libertà enologica (che tra storia, attualità e bellezza vi racconteremo, nei prossimi giorni, nel video reportage di WineNews), incardinata su tre grandi vitigni internazionali, Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc - e, perché no, il Petit Verdot - ma anche di destini incrociati, tra le grandi famiglie di un tempo, tra i cosiddetti “padri fondatori” di Bolgheri (Nicolò Incisa della Rocchetta, Lodovico Antinori, Piero Antinori, Pier Mario Meletti Cavallari, Eugenio Campolmi e Michele Satta), le aziende bolgheresi come il Castello di Bolgheri dei Conti Zileri dal Verme, discendenti dei Della Gherardesca, e tra gli importanti imprenditori di vino e non, che, in tempi più recenti, hanno investito sul territorio credendo nelle potenzialità del “modello Bolgheri”: da Angelo Gaja con Cà Marcanda a Paolo Ziliani della Guido Berlucchi con Caccia al Piano (dove nasce il primo metodo classico realizzato nel Comune di Castagneto Carducci e quindi del territorio di Bolgheri, di cui vi racconteremo in un servizio di WineNews tra qualche giorno), da Marilisa Allegrini con Poggio al Tesoro a Giovanni Folonari delle Tenute Folonari con Campo al Mare, da Stanislaus Turnauer della Tenuta Argentiera alla famiglia Knauf con Campo alla Sughera, da Alejandro Bulgheroni con Tenuta Meraviglia e Le Colonne, da Claudio Tipa di ColleMassari con Grattamacco a Michele Scienza con Guado al Melo (una cantina che è, al tempo stesso, museo, biblioteca e centro didattico sul vino, come vi racconteremo nel video online nei prossimi giorni), da Banfi a Zenato con Podere Prospero, solo per citarne alcuni.
Tra “i cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar” e mentre “per le vie del borgo dal ribollir de’ tini va l’aspro odor de i vini l’anime a rallegrar”, rileggendo senza mai stancarsi i versi che il grande poeta Giosuè Carducci ha dedicato a questi luoghi, è il racconto che WineNews fa di Bolgheri per “Bolgheri Divino”, l’en primeur del Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Bolgheri e Doc Bolgheri Sassicaia, con l’anteprima per la stampa italiana ed internazionale del nuovo Bolgheri Superiore Doc 2020 (che debutterà nel mercato nel 2023), di scena oggi nella location unica dell’antica Torre di Donoratico, tra i vigneti bolgheresi e il mare. Ma per la prima volta con l’edizione n. 2, domani e il 4 settembre, l’evento apre anche al pubblico, permettendo agli appassionati di incontrare i produttori ed assaggiare i vini più rappresentativi di oltre 60 cantine e la nuova annata 2021 del Bolgheri Doc Rosso. E lo fa con una “Degustazione Diffusa” tra il Frantoio di Casa Carducci e il Castello della Gherardesca a Castagneto Carducci, la cui storia segue proprio quella della famiglia Della Gherardesca, sua proprietaria, e dove, ad incrociarsi, sono anche le vite di due dei più grandi poeti di tutti i tempi: Dante, che nella “Divina Commedia” dedica uno dei Canti più famosi al Conte Ugolino della Gherardesca, la cui statua, una copia di quelle del Metropolitan Museum di New York e del Musée d’Orsay di Parigi, accoglie i visitatori sul piazzale, e il Carducci, per il quale questi sono i luoghi più cari dell’infanzia, resi immortali dal primo Premio Nobel italiano per la Letteratura in opere come l’ode “Davanti San Guido” in cui è ricordata la figura di una donna forte come la nonna Lucia Galleni. E che è ispirata dal Viale del Cipressi di Bolgheri, la cui sistemazione si deve nei primi anni dell’Ottocento al Conte Guido Alberto Della Gherardesca, pioniere dell’agricoltura moderna del territorio, e il quale, con quel pragmatismo che contraddistingue ancora oggi questo territorio, scelse di piantare i cipressi, al posto dei platani e dei pioppi troppo appetibili per i bufali allo stato brado, destinandoli ad un’“immortalità” anche poetica.
Ma veniamo al presente. Figlie d’arte, eredi dei “padri” di questo territorio e di una produzione impegnata nella costante ricerca dell’eccellenza, oggi le “Ladies di Bolgheri” sono etichette tra le più preziose, eleganti, raffinate e desiderate al mondo, ma sono anche Albiera Antinori, presidente del Consorzio e di Marchesi Antinori, alla guida di Guado al Tasso, la storica Tenuta della famiglia Antinori e del vino-simbolo Guado al Tasso, Priscilla Incisa della Rocchetta, a capo delle relazioni esterne della Tenuta San Guido dove nasce il Sassicaia, icona dell’Italia del vino nel mondo che ha dato origine e portato al successo il territorio, grazie al padre Nicolò Incisa della Rocchetta e all’enologo Giacomo Tachis, e Cinzia Merli, alla guida de Le Macchiole, fondata da Campolmi, il nativo tra i “padri di Bolgheri” del quale porta avanti la produzione di vini come Paleo e Messorio, entrambe vice-presidenti, alla guida della Doc Bolgheri. Un “triumvirato” al femminile, ma prima ancora, ed è questo l’aspetto più importante, di altissimo livello, diverse ma tutte con il futuro del territorio ben chiaro in testa.
“Mettere al centro i grandi vini di Bolgheri nella loro terra di origine - spiega Albiera Antinori - è lo scopo che ci siamo prefissati pensando a “Bolgheri DiVino”. L’edizione 2022 è diversa dalla precedente, con una grande novità: l’apertura al pubblico”. Un chiaro segnale del lavoro che il territorio sta portando avanti anche nell’enoturismo d’alto livello. Ma la mission di questo secondo mandato, anche dopo l’obbligo di inserire la parola “Toscana” in etichetta e la modifica al disciplinare per la produzione della Doc Bolgheri in versione bianca, è prima di tutto quella di continuare ad accrescere il valore dei vini di Bolgheri, mantenendo ben salde assieme una storia unica ed importante, con il prestigioso e le esigenze di mercato di una Denominazione sulla cresta dell’onda.

Focus - Il territorio di Bolgheri in numeri
Autentica “perla” dell’enologia toscana e mondiale, come valore del prodotto imbottigliato, Bolgheri è di gran lunga la Denominazione con il prezzo medio più alto in Italia e nei mercati del mondo tra tutte le Denominazioni italiane. E questo, grazie a vini che sono prodotti da 66 cantine in un territorio bellissimo, ricco di natura e biodiversità, tra le colline e il mare, ma davvero molto piccolo: poco più di 1.350 ettari di vigneti preziosissimi che oggi hanno quotazioni tra le più alte d’Italia (oltre 500.000 euro ad ettaro, da stime WineNews, nel susseguirsi di acquisizioni da inizio 2022) , e in cui i vitigni internazionali, ma non solo, hanno trovato massima vocazione. Vini che, anche per questo, sono diventati tra i più apprezzati dalla critica e dal mercato, tra i più desiderati dai collezionisti e tra i fine wine più performanti, cercati e scambiati sul Liv-ex, a partire dal Sassicaia, dal Masseto e dall’Ornellaia (quest’ultimi oggi di proprietà della famiglia Frescobaldi, ma creati dal genio di Lodovico Antinori, fondatore della Tenuta di Biserno, che ha poi anche segnato e sta segnando la ricomposizione nel territorio della famiglia Antinori con i fratelli Piero e Ilaria, diretta da Niccolo Marzichi Lenzi, nella vicinissima Bibbona, ndr).
Il risultato è una produzione 2021 che ha superato oltre 7,2 milioni di bottiglie (dai 6,5 milioni nel 2020) per un giro d’affari di 150-170 milioni di euro. Ma anche oltre 98 milioni di euro che, dal “gioco statistico” dell’incrocio tra giacenze di Cantina Italia, il report del Ministero delle Politiche Agricole redatto dall’Icqrf, e valore degli sfusi - intorno agli 850 euro ad ettolitro per il Bolgheri Rosso 2021, 1.000 per il biologico, e sui 1.400 euro per il Bolgheri Rosso Superiore (che, però, di fatto, non viene praticamente scambiato da nessuno, ndr), secondo i dati del Consorzio riferiti a marzo 2022 - sono custoditi in cantine private e capitalizzate, tra vigne ed immobili, con una redditività tra il 39% ed il 40%, che è un dato territoriale elevatissimo.
Tornando ai vigneti di Bolgheri, l’età media delle vigne è di quasi 16 anni, segno che nel suo complesso il territorio è appena entrato nella maturità e la qualità media della produzione delle vendemmie in uscita nei prossimi anni non potrà che continuerà a salire.

Focus - Le nuove annate a Bolgheri
Mentre è nel vivo la vendemmia 2022, dagli assaggi in anteprima di WineNews delle nuove annate, il Bolgheri Superiore Doc è frutto di una vendemmia grandissima come la 2020, caratterizzata da un inverno mite e piovoso, e da un mese di marzo in cui in alcune notti le temperature si sono avvicinate alla 0, ma non ci sono stati problemi legati al gelo. La primavera è stata calda con precipitazioni nella norma, garantendo un regolare sviluppo vegetativo fino alla fioritura. A metà giugno ci sono state le ultime grandi piogge prima dell’estate, che è stata calda e asciutta. Si è dovuto attendere fino al termine di agosto per nuove precipitazioni e per un abbassamento delle temperature A fine agosto sono arrivate delle piogge che hanno portato ad un notevole abbassamento delle temperature, risalite poi verso la metà di settembre.
Il Bolgheri Doc Rosso 2021 è la conferma di un’ottima vendemmia, risultato di una primavera il cui inizio è stato asciutto fino all’inizio di aprile quando a un brusco calo delle temperature ha preceduto un periodo con precipitazioni regolari fino a metà maggio. Il clima finora umido ha iniziato a cambiare a giugno, quando è iniziato un periodo estivo asciutto e siccitoso perdurato sino metà agosto. Settembre è iniziato con temperature estive e già dalla seconda settimana è stato caratterizzato da un’ottima escursione termica tra giorno e notte. La vendemmia è proceduta regolarmente assista dal bel tempo e da giornate ventose che hanno scongiurato problemi legati all’umidità.

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