Il rigore della pietra focaia e la dolcezza della pesca gialla; la delicatezza dei fiori di acacia e la freschezza della buccia di cedro; quindi cenni mentolati, di mandorla e di pepe bianco. È un naso fitto ma largo, affilato eppure gentile, quello della Riserva del Lupo 2021 di Ca’ Lojera, composto da uve di Turbiana che crescono a 300 metri dalla costa meridionale del Lago di Garda, fra Sirmione e Peschiera. Siamo nel Lugana, sulle caratteristiche argille bianche di origine lacustre che danno profondità al vino, se si ha tempo di aspettare. Dopo una lunga sosta di un anno in acciaio e ulteriori 18 mesi di affinamento in bottiglia, la Riserva del Lupo ha sorso pieno, aspro e intenso, marcatamente salato, dove spigolosità acide si alternano al calore speziato e alla morbidezza minerale, lasciando il palato ammandorlato e leggermente resinoso. Questa riserva deve il suo nome all’etimologia di Ca’ Lojera, cioè “Casa dei Lupi”: le rive del lago e la fitta rete di vie d’acqua che un tempo bagnavano il territorio locale erano, infatti, un tempo percorse da mercanti che usavano branchi di lupi per proteggere i loro nascondigli. Ambra e Franco Tiraboschi si sono quindi ispirati a questo animale determinato e coraggioso per iniziare la propria vinificazione nel 1992, che ha trasformato Ca’ Lojera in una cantina di 20 ettari e 200.000 bottiglie di produzione, oggi condotta insieme alle nipoti Marta e Irene.
(ns)
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