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Allegrini 2018
ENOTURISMO IN ITALIA

Campagna italiana batte città, almeno quest’anno. Tra distanze naturali e accoglienza “diffusa”

Le mete che l’hanno resa famosa, dalla Franciacorta alle Langhe, la Valpolicella, Chianti Classico, Bolgheri, Montalcino, la Maremma, la Sicilia ...

Le città d’arte con i loro monumenti e musei, e il paesaggio che, con le sue colline, cipressi e vigneti, è l’altra bellezza dell’Italia. Con la campagna che, nel rapporto con la città, tra agricoltura ed urbanizzazione, capitolo fondamentale della storia italiana (ripercorso per WineNews dallo storico Massimo Montanari) e reso celebre dalle opere dei più grandi pittori (come nel ciclo di affreschi “L’Allegoria ed Effetti del Buono e del Cattivo Governo” di Ambrogio Lorenzetti, 1338-1339, Siena, Palazzo Pubblico, ora visitabili), nel nuovo Millennio torna ad essere la protagonista. Perché, dopo l’emergenza Covid, se la città ha tutte le carte da giocare per rilanciarsi velocemente, nel frattempo, ad esercitare fascino e attrattiva sono quei luoghi “isolati” ed immersi nella natura, ma dove anche lo spazio è un lusso, le distanze sono naturali (e, anche grazie a questo, sono stati e sono meno colpiti dal virus) e l’alta ristorazione è diffusa ed en plein air, ma senza rinunciare a modernità & comfort, e che hanno riaperto le porte nella Fase 3, reinventandosi in tempi rapidi. Come le mete top tra i vigneti, selezionate da WineNews, che, pioniere del genere, hanno reso famosa la campagna italiana facendola entrare nei sogni degli enoturisti del mondo, e, almeno per quest’anno, anche degli italiani, che non rinunciano a viaggiare alla riscoperta del Belpaese.
Bellezza e pace a parte, ora il turismo in campagna ha dalla sua anche il senso di sicurezza. Del resto è qui che si è registrata la percentuale più bassa di contagi in Italia, e nonostante che l’agricoltura non si sia mai fermata per non farci mai mancare il cibo (solo lo 0,07% su oltre 49.000 denunce di infortunio da Covid al lavoro, tra fine febbraio e il 15 giugno, riguarda le produzioni agricole, ha comunicato l’Inail). E in un’estate italiana in tutti i sensi, visto che anche gli italiani la trascorreranno nelle località del Belpaese, se per esempio al mare non si rinuncia, la scelta cadrà su strutture d’accoglienza che distano qualche km in più dalla spiaggia, ma che sono immerse nella natura.
Meta nella meta, tra i vigneti a pochi passi dal mare, nella Maremma Toscana, pioniere tra i wine relais è L’Andana Tenuta La Badiola con la Spa Espa, di Terra Moretti, antica tenuta di caccia del Granduca di Toscana Leopoldo II, che punta tutto sullo spazio aperto e l’esperienza gourmet affidata allo chef più stellato d’Italia, con La Trattoria di Enrico Bartolini, 1 stella Michelin. Dalla Maremma ai vigneti di Bellavista in Franciacorta, il Gruppo è un precursore dell’hôtellerie di lusso anche con L’Albereta Relais & Châteaux con l’Espace Chenot Health Wellness Spa, ad Erbusco, dove La Filiale, la pizzeria firmata da Franco Pepe ha posizionato i suoi tavoli nel bosco, e che ha inaugurato Lido La Tesa, una terrazza naturale con vista: una spiaggia verde, in pratica, in risposta a quella di Castiglione della Pescaia, dove si trova L’Andana, confermato, con le 5 Vele 2020 di Legambiente e Touring Club Italiano, come il mare più bello d’Italia.
Dalla Franciacorta alle Langhe, Palás Cerequio di Michele Chiarlo, è il relais dedicato ai crus del Barolo, immerso tra i filari di uno dei più importanti, il Cerequio di La Morra. Tra il nuovo chef, Francesco Oberto, una stella Michelin con il ristorante Da Francesco a Cherasco, e apericru in cui i grandi Barolo e Barbaresco incontrano le sue creazioni, la cornice sono un Caveau con una collezione di oltre 600 bottiglie ed il primo paesaggio italiano Patrimonio dell’Unesco. Un’“opera d’arte” come quelle di Emanuele Luzzati, Ugo Nespolo e Giancarlo Ferraris dell’Art Park La Court, il parco artistico della griffe nel cuore del cru delle sue migliori Barbera.
Dalle Langhe a Gavi, tra i vigneti del bianco del “rosso” Piemonte, a circondare la Locanda La Raia della cantina biodinamica, antica stazione di Posta dell’Ottocento, sono anche un giardino di erbe officinali e un altro grande e diffuso per vivere la natura tra escursioni e picnic, accanto al ristorante all’aperto di Tommaso Arrigoni, con orto e prodotti dei presìdi Slow Food. L’arte, anche qui, è rappresentata dalle opere della Fondazione La Raia, che si visitano a piedi o in bicicletta, tra uccelli e mucche. E la Spa si affaccia direttamente sui vigneti di Cortese.
Dal Piemonte al Veneto, un progetto di ospitalità a 360° unico nel suo genere, è Venissa, la Tenuta voluta dalla famiglia Bisol sull’isola di Mazzorbo, nella Venezia Nativa, dove è rinata la vigna murata di Dorona, l’antica uva amata dai Dogi, con l’Osteria Contemporanea e il ristorante 1 stella Michelin, con gli chef Francesco Brutto e Chiara Pavan, i cui ingredienti sono i pesci della laguna e le verdure coltivate sull’isola dai pensionati. Chicca nella chicca, Casa Burano: un albergo diffuso nel cuore della laguna che vive ai ritmi della natura, nelle celebri case colorate dell’isola dei pescatori.
Da Venezia alla Valpolicella, tra i vigneti di Amarone e le marogne di Fumane, c’è un gioiello del Rinascimento italiano: Villa della Torre della griffe Allegrini, villa veneta tra gli esempi storico-architettonici più importanti del Cinquecento italiano, circondata dal vigneto Palazzo della Torre da cui nasce il celebre vino, e tornata visitabile. Dimora di campagna ma anche luogo pensato per la pace del corpo e dell’anima secondo i canoni della latinità e i principi vitruviani, ma anche seguendo i passi biblici dall’Inferno al Paradiso, tra sacro e profano (a ornare le stanze sono gli ironici ed animaleschi Mascheroni-camini), voluta dall’umanista Giulio della Torre, tra le scuole che contribuirono al suo progetto c’è anche quella di Giulio Romano, autore di Palazzo Te a Mantova.
Dalla Valpolicella al Chianti Classico, anche Antinori ha riaperto le porte dell’universo di tenute & accoglienza, dove la storia si fonde con la contemporaneità: dall’avveniristica Antinori nel Chianti Classico, cantina-museo ed essa stessa opera d’arte con il ristorante sul tetto con vista vigneti, Rinuccio 1180, all’antica Badia a Passignano, dove il vino riposa nelle cantine del monastero del 395, il refetterio conserva l’“Ultima Cena” del Ghirlandaio, capolavoro del Rinascimento, e l’alta cucina 1 stella Michelin è firmata Osteria di Passignano; ma anche Fonte dei Medici, borgo del Quattrocento sempre in Chianti Classico, oggi country resort & restaurant circondato dai prestigiosi vigneti del Tignanello e del Solaia, passando per il Castello della Sala, in Umbria, fino a Bolgheri, dove, a Guado al Tasso, all’Osteria del Tasso, en plein air, la vista è sui vigneti del celebre terroir.
Un universo di cantine, ristorazione ed hôtellerie d’alto livello, è anche quello di Tommasi Family Esatate, dal Veneto, con Villa Quaranta Wine Hotel & Spa, antica villa padronale del Seicento tra la Valpolicella e il Lago di Garda, circondata da un grande parco con alberi secolari, oggi wine relais di charme con ristorante e vinoterapia, alla Toscana, dove Poggio al Tufo fin dal nome richiama la particolarità del suo territorio: Pitigliano, la città del tufo, tra i vigneti della Maremma, Morellino in primis, e uno dei più importanti siti archeologici della civiltà etrusca.
Dalla Maremma a Montalcino, è una roccaforte senese del Trecento immersa tra i vigneti di Brunello, Castello Banfi, l’antico Castello di Poggio alle Mura, oggi meta da sogno per gli enoturisti del mondo, che ha riaperto le porte e quelle delle sue storiche cantine ai visitatori, e quelle del ristorante gastronomico e dell’Enoteca con vista mozzafiato su uno dei paesaggi italiani più famosi. Al suo interno, c’è anche un vero e proprio gioiello, unico nel suo genere: il Museo del Vetro e della Bottiglia, la più grande collezione privata di vetri storici.
Dalla Toscana all’Umbria, la formula diffusa, è anche quella de Le Tre Vaselle Resort & Spa fondato, in tempi non sospetti, da Lungarotti a Torgiano: 10.000 metri quadrati, dal borgo umbro al parco degli ulivi, con “Le Melograne”, ristorante gourmet, il bistrot evocazione della tipica osteria umbra, e la trattoria “Alla Vecchia Fornace”. Fiore all’occhiello, La Bella Uve spa, tra le più prestigiose in Italia dedicate alla vinoterapia. Anche la famiglia Lungarotti è pioniera nell’accoglienza, e a Torgiano, una tappa obbligata per gli eno-appassionati è il Museo del Vino, 3.500 opere che raccontano 5.000 anni di storia enoica, e che ne fanno uno dei più belli e importanti al mondo.
Dall’Umbria all’Abruzzo, a Casacanditella, tra i vigneti della cantina Masciarelli, Castello di Semivicoli è un antico Palazzo baronale, oggi dimora di charme. Costruito tra il Seicento ed il Settecento tra la Maiella e il mare, è stato restaurato nel rispetto dell’architettura originaria, dall’antico frantoio alla cantina, dalla bottaia alle cucine, con incursioni contemporanee firmate Frau e Philip Stark, dall’accoglienza al piano nobile al wine bar. Tutto è incentrato sul concetto di distanza naturale e sull’aria aperta, dal giardino segreto ai vigneti di Trebbiano.
Dall’Abruzzo alla Puglia, dal cuore verde d’Italia ad uno dei suoi mari più belli, con i vigneti tutt’attorno, Borgo Egnazia a Savelletri di Fasano è una masseria resort costruita ex novo, tra pietre di tufo e piante di fico, suites di lusso e ville eleganti, ma anche casette dei contadini, e una proposta enogastronomica che va dalla colazione delle massaie al Ristorante Due Camini, 1 Stella Michelin, guidato dallo chef Domingo Schingaro. Ma anche con la Spa Vair e le spiagge private lambite dai filari di viti.
Dalla Puglia alla Sicilia, con i vigneti tutt’attorno, ma anche gli uliveti e distese di erbe aromatiche, ovvero tutta l’essenza della macchia mediterranea, senza dimenticare il mare davanti agli occhi - quello della spiaggia di Porto Palo - a La Foresteria Planeta a Menfi l’ospitalità è quella tipicamente made in Sicily, tra l’accoglienza calorosa della famiglia Planeta e i sapori tramandati di generazione in generazione, nella cucina a vista dove ai fornelli c’è lo chef Angelo Pumilia.
Offrire agli amanti del buon bere un’accoglienza a 360 gradi, ridisegnando e ripensando le aziende come veri e propri poli d’attrazione turistica internazionale dove tutto ruota attorno al vino, inteso come cultura, e dunque declinabile nell’arte, nella storia e nel design, è la strada intrapresa da tantissime cantine italiane. E dalle più piccole alle più grandi, dalle più famose a quelle in ascesa. E di cui le mete citate sono solo alcune case history che ci hanno segnalato la riapertura.

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