Esattamente a metà strada fra Castagneto Carducci e Bolgheri, lungo la via Bolgherese sul lato orientale che sale verso le colline, si trova Campo alla Sughera. Sul terreno di vecchi fondali marini, che qui incontrano i ciottoli levigati e le argille provenienti dal dilavamento delle delle rocce collinari, la famiglia di imprenditori tedeschi Knauf fonda Campo alla Sughera nel 1998. Venti ettari, suddivisi in 42 parcelle identificate dopo studi pedo-morfologici e climatici, ospitano oggi i vitigni tradizionali della denominazione: Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot e Vermentino. Le varietà sono state piantate ad alta densità secondo il metodo médocaine diffuso a Bordeaux, seguite rigorosamente durante tutto l’anno e poi vinificate minuziosamente in cantina, per non lasciare nulla al caso. Il risultato è una produzione ridotta a 110.000 bottiglie, suddivisa fra 5 etichette: il bianco Arioso; il rosso Campo alla Sughera; il Bolgheri Rosso Adèo; e l’Arnione, il Bolgheri Superiore (con le sue versioni eccezionali chiamate “Anime di Arnione”), prima etichetta prodotta dall’azienda nel 2001. Appuntito e fresco, profuma di piccoli frutti di bosco rossi e neri, agrumi e note di sottobosco; le tonalità scure e balsamiche del naso tornano anche al sorso, che aderisce materico al palato, muovendosi con eleganza sapida e tannini sottili verso un finale speziato di liquirizia e agrumato di chinotto.
(ns)
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