Dopo un 2025 chiuso positivamente per la denominazione Chianti Classico su mercati, con una crescita del +1,2% in volume e del +2,6% in valore, grazie soprattutto alla crescita dell'apprezzamento delle tipologie premium del territorio, la Riserva e la Gran Selezione, che valgono ormai il 43% del volume e il 55,2% del valore della denominazione, come ha spiegato a WineNews il presidente del Consorzio del Chianti Classico, Giovanni Manetti, il territorio del Gallo Nero guarda con fiducia al 2026 in cui arrivano sul mercato le nuove annate, con caratteristiche ben diverse tra loro. Da una parte, vini più magri, molto freschi e diretti, i Chianti Classico 2024, dall’altra, le Riserva e le Gran Selezione 2023, vini più polputi e dai toni morbidi e confortanti. Questo in sintesi il quadro immediato che emerge dall’assaggio alla “Chianti Classico Collection” 2026 dei vini con il Gallo Nero da parte dello staff WineNews. Che, nel calice, ha trovato vendemmie molto diverse, la 2024 e la 2023, e per certi aspetti opposte.
La 2024 - 305.000 ettolitri di produzione complessiva - è stata un’annata contraddistinta, nei mesi decisivi in funzione della vendemmia, a partire dal fine di maggio, da temperature sotto la media, con le piogge ad arrivare frequenti e abbondanti fino a giugno. I mesi di luglio e agosto sono stati contraddistinti da temperature, in generale, un po’ meno torride rispetto all’ormai consolidato scenario meteorologico segnato dal riscaldamento climatico, con le piogge che sono continuate a cadere con buona frequenza fino a settembre ed oltre, “preparando il campo” ad una vendemmia che si è dilata nel tempo fin quasi alla fine di ottobre. Una situazione sostanzialmente di eccezione, che ha riportato alla memoria le vendemmie degli anni Novanta del secolo scorso, caratterizzate da un andamento climatico più fresco e da una periodizzazione della raccolta spalmata in un lasso di tempo più lungo, culminante classicamente con il mese di ottobre. E di conseguenza la vendemmia 2024, con il suo particolare e, per certi aspetti, ormai “raro” andamento climatico, ha portato nel bicchiere vini in generale ben eseguiti, ma, come si dice in questi casi “buoni, ma non buonissimi”, sempre, è chiaro, con le eccezioni del caso. Un’annata insidiosa peri produttori, che, d’altro canto, hanno potuto misurarsi, nella costruzione dei loro vini, con elementi favorevoli per un’impronta stilistica “contemporanea” e “gastronomica”. Fragranti negli aromi e dalla beva schietta, agile e scattante. Certo, non mancano i casi di etichette dalla spalla un po’ debole o dai tannini “scoperti o di magrezza davvero evidente, che, in prospettiva, aprono un problema su come declinare le Riserva e le Gran Selezione di questo millesimo”. Quadro completamente diverso, invece, quello per l’annata 2023. Luglio è stato decisamente caldo, con massime stabilmente sopra i 30 gradi centigradi. In agosto l’andamento termico è stato simile a quello di luglio, ma aggiungendo un picco termico delle massime, che hanno toccato anche i 40 gradi centigradi, mentre le piogge sono state modeste. Anche il mese di settembre è stato più caldo rispetto alla media (+1,6 gradi centigradi), con massime costantemente vicine ai 30 gradi centigradi (e, in alcune giornate, anche oltre) e piogge, di nuovo, concentrate in pochi eventi. Tempi della raccolta, di conseguenza, più brevi e concentrata tra inizio/metà settembre e inizio/metà ottobre. Con una primavera contraddistinta da un elevato numero di giorni di pioggia, e il conseguente persistere di una elevata umidità relativa, a costituire un habitat ideale per la peronospora, con contrazione delle quantità prodotte (200.000 ettolitri). La prova del bicchiere del millesimo 2023, dunque, ha confermato le premesse della vendemmia, con i suoi pregi (una piacevolezza diffusa e una confortante impronta dolce), ma anche con i suoi difetti, con vini, in generale, dal carattere aromatico più “mediterraneo”, rotondo e caldo, e, in alcuni casi, con progressione gustative in debito di freschezza, pur non mancando, naturalmente, di eccezioni.
Questi, di seguito, i migliori assaggi dello staff WineNews.Trova la cifra della raffinatezza il Chianti Classico 2024 di Badia a Coltibuono, dai profumi fragranti e dalla bocca piacevolmente sottile e saporita. Caratteristiche di fondo che si ritrovano anche nel Chianti Classico 2024 di Buondonno, dalla pulizia elegantemente floreale. È invece un piccolo capolavoro di equilibrio, energia e piacevolezza ilChianti Classico “Sonocosì” 2024 di Jurij Fiore (figlio di Vittorio Fiore con cui conduce anche l’azienda chiantigiana Poggio Scalette), in parte grazie anche al suo essere un’etichetta realizzata nell’Uga di Lamole. Sempre da questo areale arriva anche il Chianti Classico Duelame 2024 di Lamole di Lamole (Gruppo Herita Marzotto Wine Estates) vino ben eseguito, dai toni fruttati definiti e dal sorso saporito. Sorso incalzante, molto sapido e di bella vivacità quello del Chianti Classico Retromarcia 2024 di Monte Bernardi, dai profumi schietti e diretti. Centra bene l’annata il Chianti Classico 2024 di Poggerino, succoso e sapido al palato. Ben fatto il Chianti Classico 2024 di Corsini Villa Le Corti, dal rigoglioso fruttato ad anticipare uno sviluppo gustativo fragrante e continuo. Solido il Chianti Classico 2024 di Tenuta Casenuove, dalla timbrica aromatica fruttata e con tocchi di sottobosco e gusto deciso e saporito.
Sul fronte della 2023, ad emergere il raffinato e ben profilato Chianti Classico 2023 del Castello di Monsanto. Delicato nei profumi e nella sua dinamica gustativa il Chianti Classico Lamole 2023 de I Fabbri. Buono il Chianti Classico La Porta di Vertine 2023 di Bertinga, dai profimi affascinanti che incrociano terra e frutti rossi e dal gusto sapido ed energico. Bella energia gustativa nel Chianti Classico 2023 dell’Erta di Radda dai profumi schietti e decisi. Interpretazione affascinate dell’annta per il Chianti Classico 2023 di Val delle Corti, dai profumi sfumati e dalla progressione gustativa ritmata e saporita. Ben fatto ilChianti Classico 2023 di Tenuta Perano (Frescobaldi) dallo stile sobriamente modernista. Dinamico e “gastronomico” il Chianti Classico 2023 di Tenuta Carleone.
Tra le Riserva si fanno notare ilChianti Classico Riserva 2023 di Brancaia, probabilmente il vino aziendale più centrato, che possiede profumi raffinati e bocca ben profilata. Dai toni solari e ben scanditi i profumi del Chianti Classico Riserva 2023 di Capraia (Rocca di Castagnoli)che trova in bocca un sorso polposo e ben proporzionato. Altrettanto ben eseguito il Chianti Classico Riserva 2023 del Castello di Volpaia, dai registri aromatici fruttati e speziati e dalla progressione solida e saporita. Definito e classicheggiante, con i suoi rimandi fruttati e di sottobosco, il Chianti Classico Riserva 2023 de La Montanina, convincente anche in bocca con un sorso polposo e continuo. Tocchi ferrosi su base floreale e speziata per ilChianti Classico Riserva 2023 di Riecine, che in bocca rende un sorso tonico e profondo. Il Chianti Classico Riserva 2023 di Rocca della Macìe riesce a intrecciare bene l’apporto alcolico con una struttura succosa, fresca e stratificata da note sia fruttate che terrose, mentre risulta piacevole il Chianti Classico Vallenuova Riserva 2023 di Tolaini con la sua trama fitta e balsamica, arricchita dalla dolcezza acidula dei piccoli frutti di bosco.
Degni di nota anche il Chianti Classico Riserva 2022 di Castello di Radda, che alterna speziature dolci a note di sottobosco, fiori appassiti e ciliegia, in un sorso calmo, profondo e persistente; il Chianti Classico Novecento Riserva 2022 di Dievole, dalla progressione ematica e dalla consistenza sapida, anticipata da profumi intensi e nitidi; infine il Chianti Classico La Forra Riserva 2022 di Tenuta di Nozzole, dal carattere roccioso, eppure dolce di mora in caramella, polposo al sorso e dal finale di spezie fresche. Tra le Gran Selezione, risulta definito e vivace nei profumi il Chianti Classico Gran Selezione Badia a Passignano 2023 di Antinori, dal sorso pieno e ritmato, dalla lunga sapidità speziata finale. Molto bene per il Chianti Classico Gran Selezione 2023 di Cigliano di Sopra, dai profumi sfumati sulle erbe di campo e i piccoli frutti rossi e una progressione gustativa vivace e scorrevole. Profumi cristallini per il Chianti Classico Gran Selezione Vigna Barbischio 2023 di Maurizio Alongi, a cui si aggiunge un sorso bilanciato e reattivo. Il Chianti Classico Gran Selezione La Corte 2023 di Castello di Querceto ha sorso materico ma fresco, grazie a profumi di sottobosco, di agrumi rossi e infine vegetali. Buona interpretazione modernista per il Chianti Classico Gran Selezione Castello di Brolio 2023 di Ricasoli, fine nei profumi e dolce nel sorso. Infine, tra le Gran Selezione 2022 degne di nota ci sono il Chianti Classico Gran Selezione Sanlorenzo 2022 del Castello di Ama, dai profumi definiti e dal gusto succoso e continuo. Ben fatto il Chianti Classico Gran Selezione Badiola 2022 del Castello di Fonterutoli, fragrante e solido, e interessante il Chianti Classico Gran Selezione Vigneto Cerbaiola 2022 del Castello di Gabbiano, dalla bella definizione aromatica e gustativa. Ben eseguita anche laGran Selezione Riserva Ducale Oro 2022 di Ruffino, dai profumi fitti ma dalla trama fine e dal sorso intenso ma bilanciato fra aderenza sapida e scorrevolezza polposa. Citiamo infine, piacevole eccezione, la Gran Selezione Salivolpe 2021 di San Leonino (Angelini Wines and Estates), dai profumi vivaci e ispidi di piccoli frutti di bosco assieme a cenni mentolati, che danno anche progressione ritmata al sorso solare e persistente.
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