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INNOVAZIONE

Coldiretti: un manifesto per la via italiana al Cyber Food

Nasce il primo piano nazionale dell’agrifood 4.0 per coinvolgere imprese e istituzioni e innovare un settore che vale un quarto del Pil del Belpaese
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Coldiretti riporta al centro l’agricoltura 4.0

Un manifesto per la prima via italiana verso l’agroalimentare 4.0, con tecnologie, sicurezza e controlli 100% made in Italy. A proporlo è la Coldiretti, in collaborazione con Filiera Italia e Bonifiche Ferraresi, nell’Innovation Day, organizzato con il Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, primo appuntamento dedicato alle innovazioni tecnologiche dal campo alla tavola per aiutare il Paese ad uscire dall’emergenza Coronavirus. “Un’emergenza - spiega il manifesto - che ha imposto un cambiamento radicale del modello economico globalizzato. Dal modo di rapportarsi con i consumatori alla sostenibilità ambientale, economica e sociale e nel nuovo scenario post-emergenza l’innovazione sarà uno strumento imprescindibile per garantire la prosperità della società”. <br>

L’agroalimentare, ricorda la Coldiretti, vale un quarto del Pil (oltre 538 miliardi di euro) e offre lavoro a 3,7 milioni di persone dal campo alla tavola, passando per industria, distribuzione e ristorazione. Considerata quindi l’importanza del settore, serve un impegno che coinvolga imprese e istituzioni per la nascita del primo piano nazionale dell’agrifood 4.0, con obiettivi chiari e definiti riassunti in sei punti: accelerare la transizione digitale premiando l’adozione di tecnologie di agricoltura e zootecnia di precisione con progetti in grado di preservare le caratteristiche uniche del nostro territorio; fornire agli agricoltori supporto alle decisioni agronomiche in tempo reale; creare consapevolezza e cultura nel consumatore sulla provenienza dei prodotti e delle loro caratteristiche, garantendo sicurezza, salubrità e qualità attraverso l’adozione di tecnologie digitali per la tracciabilità dei prodotti; incentivare modelli economici innovativi che prevedano una più equa distribuzione del valore lungo la catena di approvvigionamento; sostenere lo sviluppo di canali di vendita digitali per le filiere corte nazionali; sviluppare brevetti basati su tecnologie che abbiano uno standard tecnologico “made in Italy” a servizio della filiera agroalimentare italiana per migliorarne efficienza ed efficacia. Tra i primi promotori dell’iniziativa, oltre a Coldiretti, Filiera Italia e Bonifiche Ferraresi, ci sono Abaco, Agrorobotica, Antaresvision, Blutentacles, Bluarancio, Bs Company, Cynomis, Edo, IBF, Idroplan, Hort@, XFarm, XNext, Ono, Revétree, Youfarmer, Agrofood Bic, Radarmeteo, EVJA, Meteoleaks, Tokenfarm e Tziboo. <br>

Ed a proposito di agricoltura 4.0, nei campi italiani rimasti senza lavoratori a causa del Covid-19 arrivano i robot salva raccolti: dai droni che verificano in volo lo stato delle colture ai sistemi informatizzati di sorveglianza per irrigazioni e fertilizzanti, dall’impiego di trappole tecnologiche contro i parassiti dannosi alla blockchain per la tracciabilità degli alimenti fino al personal shopper digitale nel carrello. L’agricoltura 4.0, sottolinea la Coldiretti, rappresenta il futuro dei campi ed entro due anni mira a coinvolgere il 10% della superficie coltivata in Italia con lo sviluppo di applicazioni sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti: dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e del consumo di carburanti. <br>

Con una crescita del 22% in un anno, gli investimenti in nuove tecnologie nel settore agricolo si concentrano in particolare sui sistemi di monitoraggio e controllo delle produzioni (49%), sulle attrezzature e software gestionali (34%) e sulle tecnologie di mappatura delle superfici e la raccolta di dati per il supporto alle decisioni (14%), spiega un’analisi Coldiretti sull’Osservatorio Smartagrifood. Un’evoluzione del lavoro nei campi che sul Portale del Socio della Coldiretti ha portato alla creazione di Demetra, il primo sistema integrato per la gestione online dell’azienda agricola con lettura in tempo reale dello stato di salute delle coltivazioni, dati su previsioni meteo e temperature, fertilità dei terreni e stress idrico. Un sistema per una gestione efficiente e sostenibile delle colture e affrontare le nuove sfide dei cambiamenti climatici. I robot sono poi sempre più al centro dell’attività agricola per monitorare e bloccare i nuovi parassiti alieni che distruggono i raccolti, per risparmiare fino al 95% di acqua per l’irrigazione e nell’allevamento e per gestire in automatico serre di coltivazione senza l’intervento umano.<br>

Le opportunità offerte dall’agricoltura 4.0 con l’utilizzo dei Big Data Analytics e del cosiddetto “Internet delle cose” rischiano però spesso di non poter essere colte a causa dei ritardi nell’espansione della banda larga nelle zone interne e montane. Esiste, purtroppo, evidenzia la Coldiretti, un pesante “digital divide” tra città e campagna dove le nuove tecnologie sono uno strumento indispensabile per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire. L’obiettivo è introdurre sistemi digitali altamente tecnologici all’interno dei processi produttivi e tecnologie moderne finalizzate ad ottenere l’aumento della produttività accompagnata, però, dalla riduzione dei costi e da un aumento della sostenibilità ambientale.<br>

“Le nuove tecnologie digitali per l’agricoltura 4.0 di precisione - afferma Ettore Prandini, presidente Coldiretti - sono uno strumento strategico per ripartire da un presente che deve fare i conti con una emergenza, quella del Covid-19, che ci sta mettendo a dura prova ma che ha anche fatto scoprire l’importanza di una tecnologia che attende solo di essere applicata al meglio. Vogliamo accelerare la transizione digitale dell’agroalimentare Made in Italy, promuovendo la distintività e l’identità dei nostri prodotti e dei nostri territori con le giuste figure professionali all’interno delle aziende. Se siamo primi nel mondo nel cibo dobbiamo essere primi nel mondo anche nelle tecnologie che lo supportano”.<br>

“Occorre che la fibra e tutti i servizi telematici cessino di essere uno slogan e siano portati nelle aree rurali nell'arco di qualche mese e messi a disposizione degli imprenditori agricoli per poter usufruire di tutta la tecnologia dell’agricoltura 4.0 che andremo ad offrire loro”, dice ancora Prandini. “Per pensare al nostro futuro e dare grandi opportunità ai nostri imprenditori oggi diventa ancor più fondamentale sostenere gli investimenti sull’innovazione annunciati dal Governo e che noi abbiamo chiesto che vengano riprodotti anche nei prossimi anni per far sì che la nostra agricoltura, già leader mondiale per qualità ed eccellenze, lo diventi anche in termini di tecnologia. Lo potremo fare grazie anche al grande rapporto con bonifiche Ferraresi, alla piattaforma di Demetra sul portale del socio Coldiretti, al coinvolgimento di realtà come ad esempio il Gruppo Leonardo per quanto riguarda il tema dell'utilizzo dei satelliti, alla blockchain e all’agricoltura di precisione 4.0, per dare risposta a quelli che sono i bisogni e le informazioni che noi dobbiamo trasmettere ai consumatori. Tutto questo ci servirà per competere rispetto a quelle che sono le sfide future, dalla nuova strategia Farm to fork - ha concluso Prandini -, dove oggi vinciamo la battaglia per l’etichettatura dell’origine dei prodotti, al green new deal, beninteso non con risorse che vengano sottratte dalla Pac ma con nuove risorse che dovranno essere stanziate. E proprio per questo abbiamo appreso la disponibilità da parte della presidente della Commissione Ue Ursula Von Der Leyen di mettere nuove risorse a disposizione di quegli stati membri che sono stati colpiti duramente da coronavirus ma indicando quelli che sono i settori su quali bisognerà andare ad investire e ancora di più una sfida per questo nostro comparto”.<br>

“Il manifesto della filiera agroalimentare 4.0 va nella giusta direzione di creare aggregazione e sinergia tra il mondo della produzione agroalimentare e il mondo dell’innovazione tecnologica - ha sottolineato il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli -, un ecosistema nazionale capace di valorizzare le eccellenze coniugando tradizione e innovazione. Ciò - ha aggiunto il Ministro - costituisce anche un aiuto per il Governo, poiché abbiamo bisogno di accompagnare le imprese in questo percorso ma soprattutto di essere accompagnati dalle imprese”.<br>

“L’innovazione verso un agroalimentare più sano e sostenibile è al centro della nuova strategie europea Farm to fork - ha ricordato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato Filiera Italia - ma occorre capire come si vuole raggiungere questo obiettivo. Se si vogliono stravolgere i sistemi naturali e di qualità e verso un modello sintetico e artificiale, con la sostituzione di milioni di agricoltori con poche multinazionali e laboratori di sintesi, di questo non abbiamo bisogno. D’altro canto l’emergenza sanitaria ha accentuato alcuni processi innovativi già in atto, come la digitalizzazione, lo studio di nuovi imballaggi, la valorizzazione dei sottoprodotti per creazione di materiali monouso con ingredienti naturali e la riduzione degli scarti, favorendo l’economia circolare. Ma anche il lavoro per assicurare una base scientifica sempre più solida per evidenziare le proprietà degli ingredienti naturali funzionali come nel caso della Dieta Mediterranea. Con il manifesto per un’agricoltura 4.0 vogliamo creare un sistema che comprenda tutte le fasi di un sistema di innovazione vero nell’ottica del mercato, dalla ricerca alla selezione di progetti commercializzabili, fino all'incubazione vera e propria da idee ad aziende vere e proprie con la partecipazione di investitori per accelerare la crescita di start up”.

 

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