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LA CURIOSITÀ

Dalla mela di Biancaneve alla pizza della Regina Margherita, il cibo è storia e magia

L’immaginario collettivo è ricco di vicende storiche legate alla tavola e fiabe ambientate in cucina, raccontate anche nelle uscite in libreria 2026
CIBO, FIABE, STORIA, Non Solo Vino
La vera Pizza Napoletana (credit: Avpn-Associazione Verace Pizza Napoletana)

Dalla mela di Biancaneve alla pizza della Regina Margherita, dalle brioche di Maria Antonietta alle briciole di pane di Pollicino, il cibo è storia e magia, e l’immaginario collettivo è ricco di vicende storiche legate alla tavola e di fiabe ambientate in cucina, che hanno attraversato epoche, culture e generazioni (come abbiamo riportato su WineNews, raccontando che il cibo è anche tra le voci principali del “Dizionario della fiaba italiana. Simboli, personaggi, storie delle fiabe regionali”, opera monumentale di Gian Paolo Caprettini, Meltemi Editore, 2025). A raccoglierle, sono anche alcune nuove uscite 2026 in libreria. Come “Dove crescono le favole”, il libro firmato da Andrea Mauger e illustrato da Diego Cusano (Valentina Edizioni, febbraio 2026, pp. 56, prezzo di copertina 15,90 euro), nel quale personaggi fantasiosi e divertenti fatti di verdure insegnano a nutrirsi correttamente e con un pizzico di fantasia. O riedizioni di best sellers, come “I tacchini non ringraziano” di Andrea Camilleri con le illustrazioni di Paolo Canevari (Editore Tea, 13 marzo 2026, pp. 196, prezzo di copertina 12 euro): lo zoo personale del grande scrittore siciliano, nel quale tutti gli animali sono descritti come portatori di uno spirito ricco di amore e di intelligenza, nel segno di un’armonia della vita nel rispetto di tutte le specie viventi. Ma anche edizioni speciali, come quella a colori de “Il cantico delle creature” di San Francesco d’Assisi (Gallucci Editore, marzo 2026, pp. 26, prezzo di copertina 15 euro), la prima poesia scritta in italiano ed un’opera che è una lode a Dio, alla vita e alla natura che viene vista in tutta la sua bellezza e complessità, negli 800 anni dalla morte del Santo, con le illustrazioni di Mauro Evangelista e la musica del maestro Angelo Branduardi.
Ma tra le vicende e le scoperte che hanno fatto la storia e che sono legate al cibo - raccontate da scrittori, critici gastronomici, medici e studiosi italiani in un approfondimento su “La Lettura” del “Corriere della Sera” - si va dal cuoco Michelino, che preparò nientemeno che l’Ultima Cena di Gesù secondo il Vangelo apocrifo di Maddalena, a François Vatel, il famoso cuoco del Re di Francia Luigi XIV suicida nel 1671 per il disonore di un pesce mai arrivato per uno dei grandi banchetti del Re Sole; dalla frase tristemente celebre che costò la testa alla Regina di Francia Maria Antonietta, “se non avete pane, mangiate brioche”, rivolta al popolo della Rivoluzione francese, al blu di Prussia, nato per caso nel Settecento ad opera del farmacista tedesco Johann Diesbach che aggiunse sale al rosso cremisi per addensarlo; dalla vera passione di Gioachino Rossini che non era la musica, ma la cucina, “primo gastronomo dell’universo” come si definiva lo stesso grande compositore italiano che, non a caso, dà il nome a molte ricette e che era anche un fine esperto di vino, all’invenzione delle patatine fritte a metà Ottocento da parte del cuoco americano George Crum che provò a tagliare le patate sottilissime e a lasciarle cadere nel grasso caldo e abbondante della padella; dal babà, “re” della pasticceria napoletana, che ha rubato il nome ad uno dei ladri più famosi di sempre, Alì Babà, al frisbie che, in origine, era il piatto della Frisbie’s Pies del pasticcere americano William Russell Frisbie con cui giocavano gli studenti di Yale, dalla Moka, il cui nome deriva da un porto dello Yemen sul Mar Rosso dal quale, nel Medioevo, arrivava il “caffè di Moka”, alla pizza, of course, rosso pomodoro, bianco mozzarella e verde basilico creata dal pizzaiolo Don Raffaele per la Regina Margherita di Savoia in visita Napoli, e oggi diventata lei stessa “regina” della cucina italiana nel mondo.

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