L’avventura enoica della coppia formata da Luca Caruso e Natascia Santandrea - con un vissuto professionale nell’ospitalità a tutto tondo e ora proprietari di Eolia - comincia nel 2020 nell’isola di Salina. La superficie vitata aziendale è attualmente intorno ai 6 ettari, divisi in una ventina di parcelle tra gli abitati di Malfa e Valdichiesa e allevati in prevalenza con le varietà tipiche dell’arcipelago delle Eolie: dal Corinto Nero al Nero d’Avola e al Nerello, dalla Malvasia delle Lipari al Catarratto e all’Insolia, per una produzione complessiva di circa 11.000 bottiglie, divisa tra i bianchi “V” e “M”, il rosso “CN” e il rosato “Rosa”. Un fascino quello emanato dalle piccole isole siciliane (ma che trova una fortunata serie di progetti anche negli arcipelaghi che popolano il resto del “Mare Nostrum”), sempre più capace di scatenare l’intraprendenza produttiva in bottiglia. Una produzione dai numeri confidenziali ma ben concepita dal punto di vista stilistico, sospeso tra le suggestioni mediterranee e i richiami salini, a formare un mix dalla significativa cifra gastronomica. Il Bianco “V” 2020 da uve Malvasia in purezza, maturato 12 mesi in acciaio sulle proprie fecce, profuma di albicocca, pesca, agrumi ed erbe aromatiche, con tocchi idrocarburici e iodati. In bocca il sorso è saporito, fragrante e reattivo, dallo sviluppo dinamico e dal finale lungo e persistente, dalla nota salina in chiusura.
(are)
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