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ANTEPRIME

Il caleidoscopio de “L’Altra Toscana”, che vale il 40% della produzione regionale, nel calice

I migliori assaggi di WineNews fra 12 Denominazioni e 238 etichette in assaggio di 131 aziende, che raccontano un mosaico di vitigni e territori

Oltre le grandi e più affermate e conosciute denominazioni del vino regionale, la Toscana, dalle coste del Tirreno alle pendici degli Appennini, è capace di offrire, come poche altre, un mosaiche di diversità nel calice, dove si esprimono vitigni, in purezza o in blend, e territori anche molto diversi tra loro. Ed è stata, dunque, la cosidetta “L’Altra Toscana”, il terzo “territorio” delle “Anteprime di Toscana” 2026, promossa da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze (insieme a PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana), a presentare i vini prodotti dalle ultime annate.
Dopo il Vino Nobile di Montepulciano e il Chianti Classico, è l’associazione che riunisce la Toscana meno famosa, ma sempre più interessante dell’enologia regionale, a raccontare, dal cuore di Firenze, un volto estremamente variegato della Toscana, composta da un caleidoscopio di paesaggi, di vitigni, di marchi più o meno noti, di vini e di stili: “tutti assieme per raccontare una Toscana del vino diversa - ha spiegato Francesco Mazzei, alla guida dell’associazione L’Altra Toscana e presidente del Consorzio di tutela dei Vini della Maremma Toscana - ma importante, visto che rappresenta quasi il 40% dell’intera produzione vitivinicola toscana.
È fatta di Denominazioni che hanno ancora molto da raccontare e che incuriosiscono i mercati con la loro offerta variegata e con punte di qualità sempre più alte. Siamo qui come parte dell’orchestra chiamata Toscana: certo non siamo in prima fila a suonare, ma senza di noi il concerto non si suonerebbe”.
Un esempio di scelta collettiva che permette ai territori più nascosti - e per questo forse anche più autentici - e dalla grande tradizione vitivinicola, di mostrarsi insieme e “fare squadra”, in barba al proverbiale campanilismo toscano. All’edizione 2026 sono 8 i Consorzi che partecipano (sui 12 aderenti all’associazione: Maremma Toscana, Carmignano, Montecucco, Chianti Rufina, Cortona, Suvereto e Val di Cornia, Orcia, Terre di Casole, Terre di Pisa, Vino Toscana, Valdarno di Sopra e Colli Lucchesi), che coprono 12 Denominazioni con 238 etichette in assaggio delle 131 cantine che hanno aderito: numeri a rappresentare tutti i disegni geografici regionali, che vanno dalle montagne del Chianti Rufina e del Montecucco, alle colline della Val d’Orcia, di Suvereto, della Val di Cornia e di Terre di Casole, alle coste della Maremma Toscana; insieme ulteriormente delineati dall’indicazione regionale Toscana e Costa Toscana. Nel bicchiere una buona delegazione dei vitigni coltivati più diffusamente nel Granducato: l’immancabile varietà per eccellenza, il Sangiovese, ma anche il Ciliegiolo, la Grenache, il Pugnitello, il Mammolo, il Vermentino Nero, ma anche il Trebbiano, l’Ansonica e il Vermentino, senza dimenticare al compagine internazionale dei Merlot, Cabernet, Syrah. Ma anche gli internazionali come Petit Verdot, Cabernet, Merlot, Chardonnay e Viognier. Vinificati in purezza o in uvaggio, declinati in vini bianchi, rossi, rosati, e qualche bollicina.
L’eterogeneità che caratterizza questo racconto della Toscana nel calice, si riscontra anche nei valori che porta con sé. Andando in ordine di grandezza, l’Indicazione Geografica Tipica Toscana (nata nel 1984 come “Ente Tutela Vini della Toscana Centrale” e diventato “Consorzio Vino Toscana” nel 2019) copre poco più del 36% del volume imbottigliato della Regione: la produzione media degli ultimi 5 anni - coperta al 77% da vini rossi, al 18% da vini bianchi e al 5% da vini rosati - corrisponde a 91 milioni di bottiglie (valore altalenante, che è passato dai 77.878.464 bottiglie nel 2017 ai 104.745.111 dell’anno successivo, per attestarsi sugli 83.143.733 del 2025), a partire da una superficie vitata media di 13.600 ettari (anche questi altalenanti, passati da un minimo di 11.680 del 2017 e del 2023, all’incremento dell’ultimo biennio che ha quasi toccato i 15.000 ettari). Il valore di produzione medio dell’ultimo lustro è di oltre 458 milioni di euro, di cui il 31% è assorbito dal mercato italiano, mentre il restante 69% (cioé 62,8 milioni di bottiglie) è indirizzato all’export, con l’Europa mercato principale che si prende il 46%, seguita dagli Stati Uniti con il 33% e l’Asia con il 6%. Gli iniziali 70 soci del 2019, oggi sono diventati 450, che raggiungono il numero di oltre 1700 se si considerano i viticoltori afferenti alle cooperative. Il Consorzio della Maremma Toscana, invece, è nato nel 2014 da 9 produttori: oggi conta su 475 soci, dei quali 343 viticoltori, 131 produttori e 1 imbottigliatore. I produttori di Doc Maremma invece sono 950, con 2.248 ettari iscritti (in calo rispetto alla media quinquennale di 2400 ettari) a fronte di un potenziale viticolo della provincia di Grosseto di 9.400 ettari. La gestione di questi ultimi è biologica per un 44,5%, corrispondente a circa 4200 ettari. La produzione di vino imbottigliata del 2025 ha toccato il record storico di oltre 56.000 ettolitri (+0,5% sul 2024, contro un dato complessivo della Toscana di -2,4% sul 2024), quando erano 55.923 nel 2024 e 51.709 nel 2023: un incremento però accompagnato con un calo del prezzo medio del 10%. Il mercato principale è l’Italia (al 61%, di cui il 64% dedicato alla Toscana, raro caso di profeta in patria) mentre il restante 39% viaggia verso gli Stati Uniti e il Canada, poi Svizzera, Germania e Gran Bretagna, infine Paesi Bassi, Svezia e Cina. Francesco Mazzei Presidente Consorzio Tutela vini della Maremma Toscana e presidente Associazione L’Altra Toscana: “Il 2025 è stato un anno di transizione, segnato da forti oscillazioni nei mercati e da un clima di incertezza generale. Tuttavia - ha commentato Francesco Mazzei, presidente Consorzio Tutela vini della Maremma Toscana - la Denominazione ha mostrato una buona capacità di tenuta, grazie al traino del Vermentino una struttura produttiva flessibile e a un posizionamento sempre più riconoscibile. Guardiamo al 2026 con fiducia grazie a una strategia fortemente orientata anche ai nostri mercati chiave esteri”. Il Consorzio Suvereto e Val di Cornia rappresenta geograficamente il lembo meridionale della provincia di Livorno, congiunzione tra la Maremma pisana e quella grossetana: rinato nel 2021 dietro la rinnovata voglia dei produttori locali di lavorare insieme per valorizzare il territorio, si è arricchito recentissimamente anche di un aggiornamento di disciplinare. Originato nel 1989 come Val di Cornia Doc, si è visto riconosciuta la Docg Suvereto nel 2011, insieme alla Docg Val di Cornia Rosso. Proprio la Docg Suvereto prevede da settembre 2025 (tra le altre cose) l’aggiunta dei vitigni Syrah e Cabernet Franc ai già esistenti Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, con la possibilità di poterli vinificare tutti in purezza. Le bottiglie prodotte nel 2025 sono circa 25.000, mentre il dato dell’ultima vendemmia conta 2.200 ettolitri rivendicati, per un potenziale di produzione di circa 300.000 bottiglie. Le aziende attualmente iscritte al Consorzio sono 28 e coprono insieme un totale di quasi 820 ettari, la maggior parte dei quali si trovano nel comune di Suvereto (oltre 346). Il Cabernet Sauvignon con 156,8 ettari, il Sangiovese con 148,7 ettari e il Merlot con 147,5 ettari la fanno da padrone (soprattutto a Suvereto), seguiti però a stretto giro dal Vermentino con 102,8 (soprattutto a Campiglia Marittima e Monteverdi), tradizionalmente coltivato nel territorio ma curiosamente non previsto dal (nuovissimo) disciplinare che vi insiste. Il Consorzio Vini Montecucco: fondato nel 2000, ha visto approvare la Doc Montecucco nel 1998 e la Docg Montecucco nel 2011. La denominazione - che si estende dalle pendici del Monte Amiata fino verso il Mar Tirreno - conta oggi su 68 soci e copre 500 ettari di vigneto rivendicato 800 ettari di vigneto rivendicabile da cui si ricavano circa 1 milione di bottiglie all’anno: numeri che possono ancora crescere, visto che il potenziale produttivo del Montecucco - se tutti i vigneti fossero dedicati alla Doc e alla Docg - raggiungerebbe gli 800 ettari rivendicabili e i 5 milioni di bottiglie. Fra i vigneti c’è una altissima adesione alla certificazione biologica, tanto che gli ultimi dati di campionamento disponibili (giugno 2024) hanno registrato un 95% per la Doc e un 91,5% per la Docg. Insieme a questa attenzione alla sostenibilità e all’integrità del paesaggio agricolo non solo dedicato alla viticoltura, c’è una forte propensione all’enoturismo, tanto che il 100% delle aziende è attrezzata per accogliere visitatori. I mercati più interessati ai vini del Montecucco sono quello nazionale centro-settentrionale (a cui va il 35% della produzione) seguito da 4 principali mercati esteri: la Svizzera (cui va il 30%), la Germania (per un 12%), gli Stati Uniti (per l’8,5%) e infine il Benelux (per un ulteriore 8%). Data la varietà di territori, vitigni, vinificazioni e annate presenti, fare un commento strutturato sulle vendemmie e le denominazioni presentate risulta assai difficile, così come la catalogazione delle etichette in assaggio. La soluzione attualmente adottata dall’Associazione L’Altra Toscana è una doppia lista: da una parte divisi per denominazione, dall’altra divisi in 5 “percorsi”: il Sangiovese, gli internazionali, gli altri autoctoni, i blend di Sangiovese, i bianchi. In generale, i vini sono sembrati centrati e definiti, con espressioni particolarmente interessanti nei bianchi della zona di Pitigliano, nei Sangiovese dell’Orcia e negli internazionali a ridosso della costa toscana. La sessione di degustazione della staff WineNews ha seguito per lo più i “percorsi” proposti dall’associazione, riunendo la propria selezione dei migliori assaggi in 3 gruppi: bianchi, autoctoni e blend e internazionali. Ecco, di seguito, i vini che ci hanno colpito di più ...

Vini bianchi
Cantina della Luce, Bianco di Pitigliano Fattucchiero 2024
Strawberry blond il colore, profuma di frutta gialla matura e succosa, con cenni di macchia mediterranea: un vino ampio e solare, dal lungo finale sapido e pulito.

Tenuta Roccaccia, Bianco di Pitigliano Poggio Stellato 2024
Inizialmente timido, svela lentamente il suo generoso bouquet aromatico composto di cedro, ginestra e pietra focaia: in bocca mantiene vivacità di beva e aderenza fruttata.

Sassotondo, Bianco di Pitigliano Superiore Vigna Isolina 2019
Vino dorato e stratificato: cera d’api, tamarindo, agrumi, cipresso, resina, cedro candito, anticipano una bocca tannica e sapida, fruttata e balsamica, che chiude su note dolci di caramella d’orzo.

PoggioArgentiera, Maremma Toscana Vermentino PoggioArgentiera 2025
Profumi di fiori bianchi ma anche lilla, con la dolcezza della frutta a polpa bianca a dar sapore ad un sorso pieno e sapido, che chiude su tonalità più gialle di cedro e pesca gialla.

San Felo, Maremma Toscana Vermentino Le Stoppie 2025
Ha carattere citrino che rinfresca e rende appuntito un naso e un sorso dolce di pera e melone bianco, con una sferzata di nepitella nella scorrevolezza pepata.

Collemassari, Maremma Toscana Vermentino Melacce 2025
Quasi glaciale al naso, con note bianche di albedo, mandorla bianca e melone bianco, acquista energia al palato, con tanta aderenza, poi mineralità e chiusura fresca e dolce di salvia e camomilla.

Cantina I Vini di Maremma, Maremma Toscana Vermentino Albarese 2024
Profumi saturi, intensi e dolci di vaniglia, mela e pera e melone bianco con cenni iodati e rocciosi; il sorso non è da meno, così succoso e gastronomico.

Fattoria di Magliano, Maremma Toscana Vermentino Pagliatura 2024
Fieno, camomilla, mela, mandorla bianca gli aromi di questo vino dal nome azzeccato: la bocca ha infine grip sapido e pepato, che rilascia dolcezza al sapore di pera in caramella.

Belguardo-Mazzei, Maremma Toscana Vermentino Superiore Belguardo V 2024
Ha la balsamicità gentile delle dune maremmane, unite alla dolcezza della frutta matura bianca: il sorso procede ricco di polpa ma teso, verso un finale floreale e pulito dalla mandorla cruda.

Gagiablu, Maremma Toscana Vermentino Superiore 2024
Un vino decisamente giallo, nel colore, nei profumi di cera d’api, cedro e melone, e nei sapori, cui si aggiungono cenni balsamici e minerali: la trama è armoniosa e gustosa.

Sangiovese e vitigni autoctoni
Frescobaldi, Chianti Rufina Vigna Montesodi Terrælectæ
Riserva 2022
Tonalità violacee nel floreale con note di sottobosco, per questo vino fitto e caldo ma elegante, che procede sapido in bocca, di buona aderenza, che poi cede verso un finale floreale e pulito.

Villa Travignoli, Chianti Rufina Vigna Colonneto Terrælectæ Riserva 2022
Fine ed elegante anche questo Chianti Rufina Riserva, generoso di fiori, ciliegia, mentuccia e arancia: al palato resta intenso e saporito di frutta a polpa rossa, balsamico e agrumato il finale.

Basile, Montecucco Sangiovese Cartacanta 2022
Scuro e fitto, ma nitido, è carnoso e leggermente ematico, con note di camelia e melograno; sapido e saporito il sorso, aderisce con succo chiudendo vegetale.

Vitabella Toscana, Montecucco Sangiovese Ceppicaio 2021
Ciliegia, mammola e rosa, certa rocciosità umida da sottobosco e melograno: viene da morderlo, questo bicchiere, che anticipa un sorso saporito e balsamico dal lungo finale floreale e agrumato.

Marco Capitoni, Orcia Sangiovese Frasi 2022
Naso profondo di ciliegia in confettura e susina, alloro e mirto con note terrose, fiori rossi e neri: il sorso polposo ha aderenza decisa, che poi rilascia sapori balsamici e floreali.

Fabbrica Pienza, Orcia Newton Rosso 2022
Decisamente vivaci i profumi dolci di melograno e ciliegia, fiori e macchia maremmana, coerenti ai sapori di un sorso carnoso e ritmato fra soste tanniche e scorrevolezze acide.

Ammannati Lisa, Terra di Casole Sangiovese Etichetta Grigia 2022
Piccoli frutti di bosco con ciliegia, speziature fresche e balsami di sottobosco, anticipano incedere fruttato e roccioso, tannino ancora ruvido ma saporito di fragola e macchia mediterranea.

Sequerciani, Maremma Toscana Pugnitello 2022
Ha ricordi vinosi e sviluppi violacei e balsamici questo Pugnitello, prima di diffondersi con aderenza fine nella trama ma intenso nei sapori speziati e balsamici.

Cincinelli, Toscana Mammolo Il Santo 2022
Fragola e fiori di rosmarino, leggera ematicità e speziatura dolce, per una bocca fresca, chiara, sapida e agrumata, aderente ma succosa, dolce nel finale pulito e floreale.

Francesca Pascale, Toscana Vermentino Nero I Pilastri 2024
C’è la viola mammola con la mentuccia, ci sono i piccoli frutti di bosco e le spezie fresche: ma soprattutto c’è un sorso succoso di mora e rovi e camelia; lungo lungo e dissetante.

Blend e vitigni internazionali

Nittardi, Maremma Toscana Rosso Ad Astra 2023
Vino fitto e violaceo con ciliegia in confettura, spezie dolci e erbe aromatiche. Pulito nel finale, ci arriva con un sorso dalla trama spessa di frutta e fiori violacei.

Le Pianore, Montecucco Rosso Tiniatus 2021
Un Montecucco floreale e vegetale, fresco e chiaro, con spezie dolci e ricordi di dune maremmane: segue un sorso molto più spesso, dato da sensazioni di iodio, sapidità marina e delicatezza floreale.

Petra, Toscana Rosso Hebo 2024
Un didattico esempio di note vegetali di peperone, unite alla dolcezza della viola e dell’amarena; anche la bocca è dolce dolce di ciliegia e camelia, vaniglia, ma fresco di peperone e scorrevole.

Antinori, Toscana Rosso Villa Antinori 2023
Ha una interpretazione più dolce e meno vegetale questo rosso, nondimeno profondo nei sapori e deciso nell’aderenza violaceo.

Tenuta Moraia, Toscana Rosso Perpiero 2021
Naso speziato, scuro e fitto, con note di peperone, amarena, sottobosco; la bocca dalla trama fitta e sapida, ha polpa di frutta nera a rossa, fiori appassiti e andamento fresco

Bragaglia, Maremma Toscana Syrah Fonte di Bestiale 2023
Ha profumi nitidi di pepato, ciliegia, rosa e foglia di pomodoro, alternando noti dolci e vegetali che danno ritmo. In bocca aderisce con sapidità e con la succosità di una ciliegia in caramella.

Bulichella, Suvereto Rosso Montecristo 2020
Vino di ottima freschezza sia balsamica che speziata, ben integrati alle note dolci di ciliegia e fiori lilla e bianchi; piccante in bocca, aderisce succoso, fruttato e floreale, lungo e bilanciato.

Tenuta di Biserno, Toscana Rosso Cuvée Eva 2023
Componenti e aromi ricamati con finezza in questo rosso, che sa di frutti e balsami di bosco, trasportati da un sorso sapido sapido, dal tannino succoso e pepato, dolce di mora in caramella.

Vallepicciola, Toscana Rosso Migliorè 2021
Vino fitto fitto di frutta rossa in confettura, viola in caramella, mora e rovi e note di sottobosco; la bocca materica ma vinosa, scorre dolce e speziata, decisamente persistente.

Brancaia, Toscana Rosso Il Blu 2022
Croccante anche se caldo, violaceo anche se rosso, balsamico anche se speziato: è ricco di chiaro-scuri Il Blu di Brancaia, contrastato anche al palato succoso e piccante, balsamico e dolce.

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