L’italianità resta sempre il fenomeno più diffuso con il 27,8% dei prodotti venduti in supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio che richiama in etichetta il suo legame con il Belpaese. Un totale di 28.817 referenze che, nel 2025, hanno sviluppato vendite per oltre 13,3 miliardi di euro, contribuendo per il 27,3% al giro d’affari totale del paniere alimentare, come rilevato dall’Osservatorio Immagino di GS1 Italy, edizione n. 19, su 151.000 prodotti del food & beverage digitalizzati nella grande distribuzione italiana nel 2025. Un maxi-carrello che, rispetto al 2024, ha registrato una crescita del +1,8% in valore mantenendo stabili i volumi (+0%) e nel quale le categorie più brillanti sono state affettati, uova, caffè macinato, mozzarelle e surgelati vegetali naturali/frutta.
Anno di flessione, invece, il 2025, per i 9.416 prodotti che in etichetta vengono definiti “100% italiano” sia a valore (-1,1%) che a volume (-2,2%), con un fatturato che si è fermato a 5,5 miliardi di euro. Ma a brillare sono stati anche i 5.125 prodotti dotati di una delle tre Indicazioni geografiche riconosciute dalla Ue che nel 2025 hanno superato 1,96 miliardi di euro di incassi, realizzando una crescita del +4,8% accompagnata da un aumento del +2,3% a volume. Secondo l’indagine, infatti, oggi, l’insieme dei prodotti alimentari e delle bevande Dop, Doc e Docg rappresenta il 4,9% dell’assortimento di supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio e ne genera il 4% del giro d’affari. Non si tratta, comunque, di un paniere omogeneo: i 1.551 alimenti Dop sono cresciuti in modo importante (+9,6% a valore e +4,2% a volume), superando il miliardo di euro di sell-out, mentre dall’altro lato ci sono i 2.502 vini Doc che sono rimasti in sostanziale stabilità (-0,3% sia a volume che a valore), con 608 milioni di euro di incassi, e i 1.078 vini Docg registrati in lieve aumento (+0,9% a valore e +1,6% a volume) per un totale di oltre 347 milioni di euro di sell-out.
Per quanto riguarda, invece, i 2.404 prodotti Igp e Igt si segnala una contrazione del business, con un calo annuo delle vendite nell’ordine del -0,5% a valore e del -1,5% a volume, per un giro d’affari complessivo superiore a 771 milioni di euro, complici i non buoni numeri delle categorie affettati, vini Igp/Igt italiani, pasta di semola, sostitutivi del pane fresco e aceto.
Il Trentino-Alto Adige si conferma la regione n. 1 per valore delle vendite del paniere nel food & beverage archiviando un 2025 molto positivo (+4,2% a volume e +5,2% a valore, per un sell-out totale di quasi 481 milioni di euro) trainato da vini Doc/Docg, spumante classico, affettati, yogurt intero e mozzarelle. Anche se la performance migliore è stata quella della Liguria (+7,1% a valore e +6,9% a volume per un incasso di 30,5 milioni di euro sviluppato da 212 prodotti), guidata da olio extravergine di oliva, pasta fresca ripiena e olive.
Dato significativo quello che riguarda i claim in etichetta riferiti alla sostenibilità ambientale, presente in ben l’85% dei prodotti venduti in ipermercati, supermercati e negozi a libero servizio in Italia. Un paniere di 128.000 prodotti che nel 2025 ha superato i 53,4 miliardi di euro di vendite (+2% a valore e +1% a volume) che vede la prevalenza di indicazioni pratiche come raccolta differenziata, uso e conservazione e nel quale l’area più dinamica è quella dei disciplinari di filiera in agricoltura o allevamento, riportati su 15.190 prodotti con oltre 7,4 miliardi di euro di vendite (+2,5%), seguita dai claim relativi a studi Lca e impronta ambientale (stabili a valore e in crescita a volume, +1,6%). Lo studio dell’Osservatorio Immagino mette sotto i riflettori anche l’area dei claim generici, “su cui si inserisce - sottolineano i ricercatori - la direttiva Ue sul greenwashing entrata in vigore il 27 settembre scorso e che riguarda l’8% dei prodotti rilevati: un paniere composto da 12.126 referenze con oltre 7,2 miliardi di euro di sell-out, in sostanziale stabilità (-0,1% a valore e +0,3% a volume)”.
In generale, il 17,6% dei prodotti venduti nel largo consumo esplicitano sulle etichette il loro impegno sul fronte della responsabilità sociale, dell’attenzione all’ambiente e dell’osservanza delle regole alimentari imposte dalle religioni adottando almeno uno degli 11 tra loghi e certificazioni rilevati dall’Osservatorio Immagino. Si tratta di 26.569 prodotti che nel 2025 hanno sviluppato 10,5 miliardi di euro di sell-out (+1,2% a valore e +1,1% a volume), e dove protagonista è la certificazione “Eu Organic”, presente su 7.897 referenze con 1,5 miliardi di euro di incassi (+3,5% a valore e +2,4% a volume). Dinamica complessivamente positiva anche per i 2.074 prodotti certificati “kosher” (+5% in volume e +0,9% in valore, per un sell-out superiore a 1,3 miliardi di euro), mentre è stabile il paniere dei 680 prodotti certificati “halal” (+0,3% a volume e -0,1% a valore per 440 milioni di euro di vendite).
Inoltre, quasi un terzo del sell-out del settore alimentare si deve a prodotti del mondo free from. Il claim più rilevante in termini di incidenza sulle vendite è “senza glutine”, a cui si deve l’8,1% del sell-out complessivo e che accomuna il 9,5% dei prodotti monitorati, seguito da “pochi zuccheri”, rilevato sul 3,6% dei prodotti e che contribuisce per il 4,1% al sell-out totale, e “pochi grassi” per un giro d’affari di quasi 2,1 miliardi di euro, aumentato del +4% sull’anno precedente a fronte di un’avanzata del +3,1% delle vendite in volume. E quasi 17 prodotti alimentari su 100 venduti tra supermercati, ipermercati e negozi a libero servizio segnalano sulle etichette la presenza di uno o più dei 41 super ingredienti monitorati dall’Osservatorio Immagino. Un fenomeno importante, che accomuna il 16,9% delle referenze rilevate e incide per il 13,5% sul giro d’affari complessivo del mondo food & beverage indagato dall’Osservatorio Immagino. Un paniere che ha accresciuto del +5,3% il suo giro d’affari, avvicinandosi a 5,8 miliardi di euro di sell-out, e anche i volumi sono cresciuti, ma in modo più moderato (+2,2%). Il super ingrediente più rilevante è il “cacao”, evidenziato in 2.602 prodotti con oltre 1,5 miliardi di euro di giro d’affari, che hanno registrato una crescita annua delle vendite del +8,6% a valore e del +1,2% a volume.
Da quest’edizione, infine, l’Osservatorio Immagino si arricchisce di un nuovo carrello della spesa tematico: è quello composto dai 6.867 prodotti sulle cui etichette compare un riferimento alla qualità, nel quale il claim più importante per ampiezza dell’offerta e del giro d’affari è “filiera”, con 2.845 referenze e oltre 2 miliardi di euro di sell-out (+0,2% a volume e +1,7% in valore) con le uova che sono state la categoria che ha dato il maggior contributo alla crescita. “Tradizionale” è il secondo claim per importanza (+3,2% a valore e +1% a volume), spinto in particolare da latte fresco, anche se il bilancio migliore del 2025 è quello di “lavorato a mano” (+8,7% a valore e +8,2% a volume) trainato da tonno sott’olio, tonno al naturale e specialità ittiche.
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