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HÔTELLERIE & ENOGASTRONOMIA

La rivoluzione dell’hôtellerie di lusso post Covid-19 punta sul turismo enogastronomico italiano

Con un calo del turismo internazionale, si deve puntare su nuove promozioni ed offerte, che puntano sulla qualità delle proposte, anche di cibo e vino

Attenzione al messaggio diretto e personalizzato, creazione di nuovi tipi di promozione ed offerte, comunicazione più smart e attraverso nuovi canali: questa, in breve, la ricetta per la ripartenza dell’hôtellerie di lusso, settore che da sempre punta sulla clientela straniera, attirata dalla formula, che si può definire vincente, di soggiorno a cinque stelle in luoghi mozzafiato, in cui la cultura enogastronomica gioca un ruolo fondamentale, tanto da spingere numerose prestigiose aziende del vino italiane ad aprire resort all’interno delle proprie cantine e aziende agricole. Un canale che, oltre ad essere diventato una voce economica importante per i bilanci aziendali, è anche una vetrina importantissima per i vini, che hanno sofferto moltissimo per il blocco della ristorazione, che molte delle realtà di alto livello hanno come target primario e prevalente. Ripartenza, che dovrà però avvenire, a causa della crisi causata dalla pandemia di Coronavirus, puntando ad una clientela “nostrana”, ai turisti italiani, che con molta probabilità (nonostante la possibilità di spostarsi anche a livello internazionale che dovrebbe arrivare dal 2 giugno, ndr) sceglierà di fare le proprie vacanze in Italia. Ed è proprio su questo che si concentra Maria Carmela Ostilio, Associate Professor of Practice della Sda Bocconi School of Management di Milano: “La nuova era richiede da parte dei player del mondo hôtellerie un approccio differente nei confronti dell’ospite. Come in tutte le situazioni di crisi, la comunicazione deve assumere un ruolo guida: riuscire a illustrare il ‘come’ si possa garantire la sicurezza della clientela, prima, durante e dopo la visita all’hotel, diviene un passo fondamentale e tale sicurezza è la medesima che dovrà essere trasferita, da oggi e per sempre, anche durante la prenotazione con social network diversi come, ad esempio, Instagram e l’Instagram Shopping. Per invogliare i clienti a ricominciare a frequentare gli hotel – prosegue - incentivando anche una maggiore frequentazione di bar e ristoranti da parte della clientela esterna, nel mondo post-pandemico bisogna prevedere una varietà di promozioni, come ad esempio pernottamenti gratuiti, assicurazioni integrative temporanee, soggiorni aggiuntivi per la “terza notte”, upgrade di camere, buoni o carte regalo (che includano servizi come il check-out posticipato, una bottiglia d’annata di benvenuto, ecc), rebound per food e beverage, donazioni per una percentuale del valore della camera, oppure servizi gratuiti come gli ingressi a Spa, sessioni con personal trainer e così via”.

Con, come detto, tanti esempi nel mondo della viticoltura, di cantine che hanno abbracciato il mondo dell’hôtellerie, unendo l’offerta enoica al relax, il buon cibo e i paesaggi mozzafiato. Come il gruppo Terra Moretti, che tra la Franciacorta e la Maremma, tra l’Albereta (tra i vigneti della griffe Bellavista) e L’Andana (che lambisce La Badiola), pensa ad una rivisitazione dell’offerta in stile “viaggio in Italia”, una ritorno alla vera e propria villeggiatura, come spiega, a WineNews, Carmen Moretti: “siamo stati chiusi per la prima volta dopo 26 anni, e fa un certo effetto, ma vogliamo ripartire. In tutte le nostre realtà abbiamo spazi molto ampi, che è quello di cui ora c’è bisogno, da un punto di vista pratico, ma anche psicologico. Noi il “distanziamento sociale” lo abbiamo naturale, l’Andana ha 500 ettari, in Albereta ne abbiamo 20 con un parco di sculture, una collina nostra intera di vigneti, gli spazi stessi degli alloggi interni sono molto ampi. Proponiamo un ritorno alle vacanze Anni Sessanta, di villeggiatura, che è una cosa che abbiamo sempre fatto ed offerto, ma su cui punteremo in mondo più rimarcato”.

E tanti nomi di alcune delle più grandi catene di resort di lusso, in attesa di una vera ripartenza, hanno già le idee chiare su come riaprire in questo nuovo scenario. A partire da Marriott International, che comprende, tra le altre, strutture d’eccellenza come Excelsior Hotel Gallia a Milano e The Gritti Palace a Venezia,
l’impegno per la salute e la sicurezza del cliente è già una priorità. In questa ottica è stato creato il Global Cleanliness Council, che si impegna ad elevare gli standard di pulizia e redigere nuovi protocolli di interazione che riducano al minimo i rischi alla sicurezza sia per gli ospiti che per i dipendenti. Una importante novità è la tecnologia a luce ultravioletta che la compagnia sta testando per la sanificazione sia delle chiavi per gli ospiti che dei dispositivi condivisi dai dipendenti. L’Excelsior Hotel Gallia, di Milano, invece non ha mai smesso la sua attività e, come spiega Marco Olivieri, General Manager Excelsior Hotel Gallia, a Luxury Colletion Hotel, “ci stiamo preparando per riaprire i nostri servizi appena possibile e stiamo pianificando diversi scenari per implementare le varie misure di sicurezza, igiene e distanziamento sociale. La nostra priorità e che i nostri clienti e collaboratori siano al sicuro. Fino a quando le persone non potranno tornare a viaggiare a livello internazionale, ci focalizzeremo sui viaggi nazionali e poi europei. Stiamo pertanto creando tour e pacchetti per staycations, viaggi sul territorio che mettano in contatto i nostri meravigliosi alberghi a Milano, Venezia, Roma e Firenze, alla scoperta della nostra Bella Italia”.

Al The Gritti Palace di Venezia si sta “lavorando per poter riaprire al più presto, seguendo le direttive governative. Con la ‘nuova normalità’ salute e igiene saranno prioritarie per i nostri ospiti e come albergatori ci stiamo ri-immaginando come poter far loro vivere un’esperienza sicura ma allo stesso tempo umana. Per un settore che si basa sull’empatia, l’impatto delle misure di distanziamento sociale sarà significativo: interazione e coinvolgimento sono elementi chiave dell’esperienza di viaggio, del soggiorno in albergo in particolare” come spiega Paolo Lorenzoni, General Manager The Gritti Palace. La Dimora a Brusaporto (Bergamo), il Relais&Chateaux della famiglia Cerea, immerso nel verde della collina della Cantalupa, ha studiato e sviluppato un protocollo che permetterà ai futuri visitatori di godere della pace di questo angolo di paradiso in totale sicurezza. In tema di igiene, come spiega Rossella Cerea, managing director de La Dimora “Sanificheremo le camere prima dell’apertura e alla partenza dei clienti, omaggiandoli anche di mascherine brandizzate Da Vittorio e gel igienizzante. Per quest’ultimo, verranno inoltre posizionati dei dispenser sia all’ingresso della Dimora che della sala colazioni, oltre che nelle camere. Per far accedere gli ospiti alle diverse aree del Relais&Chateaux, abbiamo predisposto percorsi separati. Il nostro bellissimo dehor sarà anch’esso impiegato per le colazioni (e, per chi lo volesse, sarà allestito uno spazio anche nel boschetto antistante). Dal punto di vista del pricing, la nostra scelta non è stata quella di diminuire le tariffe delle camere, ma piuttosto quella di coccolare ancora di più il nostro cliente. Per dare il benvenuto a chi ci verrà a trovare, i nostri chef ideeranno ogni volta golose amenities abbinate ad una buona bottiglia di Franciacorta”. L’aspetto di Corporate Social Responsability è particolarmente sentito al Da Vittorio, che proprio a Bergamo, tra le città più colpite dal Covid19, ha iniziato la sua storia quasi 55 anni fa. Per restituire a quella comunità che tanto ha dato loro nel corso dei decenni, la famiglia Cerea si è subito resa disponibile per gestire la mensa dell’ospedale da campo allestito dagli Alpini alla Fiera di Bergamo, fornendo pasti per medici, infermieri e volontari. Per poter garantire un servizio continuativo e di qualità, Chicco Cerea ha lanciato ad aziende, fornitori e colleghi un appello sui social affinché si potessero ricevere materie prime utili per la realizzazione dei piatti. La risposta di solidarietà è stata così forte che, per non disperdere le eccedenze alimentari, la famiglia Cerea, in collaborazione con il Comune di Bergamo e i volontari degli Alpini, hanno iniziato a distribuire box di prodotti alle famiglie più bisognose della città.

La Famiglia Scheider, proprietaria di Terra, il Relais&Chateaux immerso nella cornice da sogno della Val Sarentino, si sta preparando per la riapertura, prevista per la metà di giugno: sicurezza degli ospiti, vicinanza e fidelizzazione della clientela ed ecosostenibilità continuano ad essere al centro della strategia, anche in questa fase di rilancio. L’igiene delle dieci camere di charme, che da sempre rappresenta uno dei punti di forza della struttura, verrà potenziata con un inserimento coerente con la filosofia green che contraddistingue Terra: nelle stanze, oltre a gel igienizzante, si vogliono aggiungere anche dei pot-pourri di erbette disinfettanti raccolte nelle vicinanze del Relais&Chateaux. Per chi vorrà trascorrere qualche giorno di soggiorno nella Val Sarentino, il Comune con la concentrazione di abitanti più bassa di tutta Italia ma con l’estensione territoriale più ampia, Terra propone una soluzione che permette al cliente di sentirsi sempre sicuro: il Terra Gourmet Hike, gustoso “pranzo al sacco” da consumare magari seguendo uno degli “Hidden Trail” suggeriti dalla struttura, percorsi segreti, sentire non marcati o indicati sulle mappe, per vivere il contatto con la natura in totale relax. Il Relais mantiene il contatto con i clienti anche attraverso newsletter quotidiane e attività social: grazie a strumenti come questi , sia lo chef Heinrich Schneider che la sorella Gisela, sommelier del ristorante Terra, hanno tenuto numerosi cooking show e live tasting via Zoom. Ma la terrazza diventerà un nuovo spazio ancora fruibile, che permetterà al pubblico di gustare in sicurezza la ricca offerta enogastronomica della famiglia Schneider. L’Hotel Byron (Forte dei Marmi) e l’Hotel Plaza e De Russie (Viareggio), in attesa di riprende l’attività, ha “attivato un team di consulenti per stilare un protocollo di azioni in linea con le caratteristiche dei miei hotel, integrato al protocollo nazionale “Accoglienza Sicura”. Si tratta di misure di prevenzione della diffusione del virus Covid-19 nelle strutture alberghiere e redatto da un pool di esperti e coordinato da Federalberghi, Assohotel Confesercenti e Confindustria Alberghi” afferma Salvatore Madonna, Amministratore Delegato del Gruppo Soft Living Places, la compagnia che gestisce i due alberghi storici. Last but not least, il Romeo Hotel di Napoli: l’iconico hotel di Napoli non smentisce il suo Dna di accoglienza partenopea d’eccellenza e scende in campo con un presidio medico in hotel e il programma “Romeo Special Care”, operativi entrambi a partire dal 29 maggio, progetto che entra a far parte dei servizi ad alto valore che l’hotel mette in atto per far fronte a questo momento. Che prevede il test immunocromatografico gratuito e obbligatorio per tutti gli ospiti e per lo staff e un presidio sanitario in hotel, a supporto dell’ospite, in qualsiasi momento.

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