Nel 2025 le visite (15 miliardi, -4%) sono ancora sotto ai livelli del 2019, ma la spesa complessiva - complice anche l’inflazione - è cresciuta: 71 miliardi di euro (+12% di 5 anni fa) con un prezzo medio dello scontrino di 4,74 euro (+17%). Sono i numeri dei consumi fuori casa degli italiani analizzati da Circana e presentati nel talk “Stato dell’arte dei consumi fuori casa in Italia” al “Sigep World” 2026, edizione n. 47 del Salone Internazionale della Gelateria, Pasticceria, Panificazione artigianali e Caffè, l’evento di riferimento a livello internazionale per il foodservice organizzato da Italian Exhibition Group, alla fiera di Rimini fino a domani. E secondo il quale, nell’ultimo anno, per cibo e bevande, gli italiani hanno speso complessivamente 155 miliardi di euro: i 71 miliardi di euro della spesa fuori casa rappresentano il 46% del totale, mentre quella effettuata in Gdo è equivalsa a 84 miliardi di euro, ovvero il 54%.
Tra i trend segnalati, il fatto che - dopo i fast food - sono le gelaterie la categoria con la maggior crescita per le visite sul 2024, mentre prodotti da forno, caffè e pizza vengono catalogati come quelli “più in salute”, a testimoniare anche l’importanza della colazione come momento preferito di consumo degli italiani. E a proposito di colazioni, come spiegato in un altro convegno, “L’Hotel: il nuovo mercato potenziale per il mondo food”, oggi la prima colazione e la ristorazione valgono volumi che superano quelli di un singolo locale: perché al netto di un 15% di italiani che dichiara di non fare colazione o, comunque, di consumarla in meno di cinque minuti, c’è anche chi la sceglie come esperienza e arriva a spendere da 10 a oltre 55 euro, con punte legate all’hôtellerie di lusso che accompagnano soggiorni da 800 euro a notte. L’hotel, spiegano i promotori del talk, diventa così luogo di consumo continuo, dalla colazione all’day dining, capace di attrarre brand globali e locali.
Ma tornando ai consumi fuori casa, gli italiani entrano nel 2026, secondo Circana, con margini di spesa compressi a causa di stipendi bassi, incertezza per il contesto geopolitico internazionale e rincari sui beni essenziali. La preoccupazione principale, per il 71%, resta il costo della vita e il potere d’acquisto, mentre aumenta anche l’ansia legata alle azioni del Governo Usa: il 57% si ritiene preoccupato (a gennaio scorso questa percentuale era intorno al 30%) e c’è anche un 51% degli intervistati che ritiene, per esempio, che i dazi faranno crescere ancora i prezzi nei ristoranti.
E al “Sigep World”, si è tenuta anche la finale italiana di “Gelato Festival World Masters”, la più importante competizione internazionale dedicata ai gelatieri singoli e a conquistare il titolo di “Miglior gelatiere Italiano” 2026 è stato Salvatore Ravese, della gelateria Garden di Gioia Tauro, primo classificato con il gusto “Bacio dei due Mari”, a base di miele di sulla biologico di Calabria, con sentori di caffè di pura arabica e bergamotto di Reggio Calabria, accompagnati da granella di Torrone Igp di Bagnara Calabra. Secondo posto per Guido Zandonà (del Gelato che Meriti a Padova) con il gelato “Caramello salato al burro superiore”, seguito da Danilo Cinelli (Delizie Bolognesi a Bologna), terzo classificato con il sorbetto “Bora Bora”, al latte di cocco, arancia e vaniglia Tahiti. Quarta posizione, invece, per Elisabeth Stolz (dell’Osteria Hubenbauer a Varna, Bolzano) con “I tesori delle nostre montagne”, un gelato allo yogurt con variegato di mosto di birra, crumble di cereali, mele cotte e miele. Questo quattro maestri rappresenteranno l’Italia alla Finale Mondiale 2026.
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