Non è stata un’annata facile, la 2021. Un anno meteorologicamente impegnativo, da gestire in vigna e di conseguenza in cantina. Con un andamento stagionale irregolare, dai cambiamenti repentini e da piccoli eventi eccessivi, ha portato una maturazione delle uve marcatamente variabile anche tra le diverse zone della Valpolicella, dal fondovalle alle aree collinari più elevate. Ci sono voluti quindi mani veloci, per intervenire repentinamente in vigna in caso di bisogno, e occhi attenti nella gestione del fruttaio, dove, però, un autunno fresco (e, quindi, un appassimento naturalmente più lento e graduale) ha permesso di tirare un po’ il fiato. Le conseguenze dell’emergenza climatica in corso si sono, quindi, fatte sentire negli acini e in seguito in bottiglie, creando vini del tutto simili agli Amarone più tradizionali del territorio, in cui si riconosce non di meno lo sforzo dei produttori di mantenersi coerenti alle scelte fatte nell’ultimo lustro, verso acidità più sostenute e aromaticità più fresche. È la fotografia scattata ad “Amarone Opera Prima” 2026, edizione n. 22 dell’evento del Consorzio Vini Valpolicella, guidato da Christian Marchesini, e dedicato al vino più blasonato del territorio, nei giorni scorsi, alle Gallerie Mercatali di Veronafiere, a Verona, con la presentazione in anteprima del millesimo 2021 del grande rosso della Valpolicella.
Andando nel dettaglio, la primavera - reduce di un inverno più caldo della media - è stata fresca e ha portato gelate tardive: le basse temperature hanno ritardato il risveglio delle piante, iniziato solo intorno la prima decade di aprile, in leggero ritardo rispetto alla media storica (6 aprile). Il germogliamento è stato complessivamente omogeneo nei vigneti e solo in alcune aree circoscritte le gelate primaverili dei primi giorni di aprile hanno lasciato il segno, causando danni limitati. Maggio è stato molto piovoso (con 120 millimetri distribuiti in 11 giorni) e ancora freddo della media clima: un momento delicato per la gestione in vigna della peronospora, che ha richiesto attenzione e interventi costanti, fin dall’inizio del mese in alcuni areali. La fioritura - avvenuta tra il 5 e il 10 giugno, in ritardo di 10 giorni sulla media storica del 29 maggio - si è svolta regolare grazie a condizioni più calde e secche rispetto alla media, ma ad un’ottima disponibilità idrica accumulata nel mese precedente. In questa fase la peronospora è rimasta sotto controllo, mentre l’oidio ha richiesto maggiore attenzione in particolare nell’ultima decade di giugno.
Oltre all’anomalia delle temperature (febbraio e gennaio, giugno e settembre più caldi della media, aprile e maggio più freddi, secondo fonti Arpav Centro Meteorologico di Teolo) anche le piogge hanno registrato atipicità, con significative differenze rispetto alla media storica della somma mensile delle piovosità. Sempre secondo fonti Arpav, i mesi hanno registrato per la maggior parte meno pioggia rispetto alla media storia (con marzo e giugno estremamente secchi e l’estate in generale meno piovosa di 50 mm rispetto alla media storica), mentre è risultato più piovoso il mese di gennaio, poi maggio e luglio (con episodi di grandine), infine novembre. Se queste condizioni (fresco e pioggia; caldo e secco) hanno dato filo da torcere nella lotta a peronospora e oidio, non sono state registrate presenze significative di Botrite (Botrytis cinerea) né di sviluppo di marciumi
con il proseguo della stagione, grazie soprattutto alla condizione climatica asciutta del mese di settembre. Per quanto riguarda i fitofagi principali come Tignoletta, Tignola e cocciniglie si è assistito ad uno sviluppo particolarmente rallentato, probabilmente a seguito di una tendenza climatica altalenante. Da segnalare, come l’annata 2020, presenza crescente di Scaphoideus titanus, vettore del fitoplasma della flavescenza dorata, con tuttavia assenza di segnalazioni di manifestazioni di fitoplasmosi ascrivibili a giallumi della vite.
Mentre luglio 2021 è stato caldo come gli anni precedenti, agosto è stata sia caldo che secco, con precipitazioni inferiori alla media, causando stress idrico in alcuni vigneti della denominazione: anche l’invaiatura è quindi avvenuta in ritardo, verso metà agosto, rispetto al 7 agosto della media storica. Il mese di settembre è stato altrettanto caldo e decisamente asciutto, con piogge scarse e temperature di poco superiori rispetto alla media (+1,5°), consentendo alla vendemmia di riallinearsi ai tempi storici di metà mese e di raccogliere uve sane. La maturazione, variabile a seconda delle zone, è stata complessivamente più lenta rispetto alle annate più calde. Seguendo da vicino ogni fase fenologica e monitorando costantemente acidità e contenuto zuccherino - e con l’aiuto di un clima relativamente fresco di settembre e le buone escursioni termiche notturne - si sono preservate l’integrità aromatica delle uve e favorite le ottime maturazioni fenoliche, con dotazioni antocianiche buone e superiori a quelle del 2020.
L’andamento della maturazione è stato monitorato tramite campionamenti settimanali in 12 punti distribuiti in tutto l’areale Valpolicella: 5 in fondovalle, 5 in collina e 2 in alta collina. Uno dei principali parametri presi in esame è il grado Babo: al 7 settembre sono stati riscontrati valori medi di 15,73, superiori alle due annate precedenti (e piuttosto in linea con il 2018, a testimonianza del recupero sul ritardo fenologico avvenuto nel caldo mese di agosto). Anche per quanto riguarda l’acidità totale è stata riscontrata una certa diversità a seconda delle zone, con valori più alti in collina: al 7 settembre sono stati rilevati valori di poco inferiore allo scorso anno (una media di 8,73 g/l) che conferma una tendenza al riallineamento rispetto alla media storica. Per quanto riguarda gli antociani, sono stati riscontrati valori buoni (una media di 287 mg/l) significativamente superiore a quella dello scorso anno, ma in linea con quelle degli anni precedenti. Rapportando questi valori con gli antociani estratti a pH 3,2 si può calcolare l’estraibilità: nel 2021 mediamente non si discosta dalle annate precedenti ed è praticamente identica a quella del 2020 (40%). In merito al peso medio di acino rilevato, per la varietà Corvina è stato di 2,82 g, maggiore rispetto al 2019 e 2020.
Anche in fruttaio è stato monitorato attentamente lo stato delle uve raccolte, facendo attenzione alle diverse zone e varietà, sia per quanto riguarda le cinetiche di appassimento che il mantenimento di un’ottima condizione sanitaria. L’ingresso in fruttaio è stato leggermente posticipato della media, ma grazie ad un autunno più fresco della media in settembre e ottobre, la messa a riposo si è compiuto lentamente, gradualmente e in modo prolungato. La dinamica del calo peso ha evidenziato differenze tra le varietà, con la Rondinella che ha mostrato una velocità di appassimento superiore rispetto alla Corvina, mentre il Corvinone ha evidenziato una cinetica più lenta. Tale comportamento è tipicamente riscontrabile in annate caratterizzate da un appassimento più lento e da condizioni climatiche più fredde; nelle annate più calde, invece, l’effetto varietale risulta meno marcato e le differenze tendono ad attenuarsi. Ciò ha condotto a generose dotazioni zuccherine e polifenoliche, e preziosi precursori aromatici per dare vita ai nuovi Amarone.
Secondo il panel di assaggio del Consorzio Vini Valpolicella composto da esperti enologi e degustatori, il profilo del nuovo millesimo riflette un’integrazione completa ed equilibrata delle componenti sensoriali (soprattutto quelle gustative e retro-olfattive), oltre ad una struttura elegante, con solide prospettive in termini di invecchiamento. Secondo gli esperti, l’Amarone 2021 a livello sensoriale mostra profili di buon carattere, struttura e corredo aromatico, con il mantenimento fedele dell’impronta varietale, bilanciate note da appassimento e un’accurata modulazione dei legni; il tutto contenendo la percezione alcolica ed esaltando i livelli di tipicità anche fra gli stili più moderni. Negli assaggi WineNews si sono percepite le conseguenze dell’emergenza climatica in corso, che ha imposto agli acini ritardi alternati ad accelerazioni nelle diverse fasi fenologiche della vite, e creato vini dal tenore alcolico sostenuto, profumi spesso evoluti e dalla struttura del tutto aderenti alle versioni più tradizionali di Amarone. Rossi in cui si riconosce, non di meno, lo sforzo dei produttori di mantenersi coerenti alle scelte fatte nell’ultimo lustro, verso acidità più sostenute e aromaticità più fresche. Ne hanno dato prova i campioni delle aziende che seguono.
Accordini Stefano, Amarone della Valpolicella Classico Acinatico 2021
Elegante e nitido, ma non meno intenso, il naso di camelia e rosa appassita, di ciliegia e susina, alloro e pepe nero. Anche il sorso mantiene gentilezza nelle tonalità floreali e nella freschezza mentolata, mentre scorre centrale e aderisce sapido e speziato.
Albino Armani, Amarone della Valpolicella Classico 1607 2021
Il caratteristico naso dolce e appuntito dell’Amarone 1607, che sa di piccoli frutti di bosco e rovi, arancia rossa, vaniglia e cenni ematici; al palato è astringente e agrumato, scorre sapido e floreale, piccante e nuovamente fruttato nel finale.
Villa della Torre (Marilisa Allegrini), Amarone della Valpolicella Classico 2021
La chiarezza dei profumi netti e chiari di fragola, tamarindo, salvia, chinotto e pepe verde si ritrova anche al sorso: limpido, vegetale, pulito e fresco, con una lieve aderenza sapida laterale e un tannino levigato centrale e agrumato.
Bottega Spa, Amarone della Valpolicella Il Vino degli Dei 2021
Caldo e intenso di note dolci di ciliegia e vegetali di rovo e mirto. Il sorso è teso, compatto e sapido, il calore è perfettamente integrato, ha acidità fruttata e dolcezza floreale, chiudendo su note agrumate e pepate.
Ca’ la Bionda, Amarone della Valpolicella Classico Ravazzol 2021
Vino di chiaro-scuri: frutta rossa in confettura, spezie dolci e note ematiche a dare larghezza, balsami di sottobosco, freschezza agrumata e note alcoliche a dare verticalità. Il sorso è materico e lungo, sia sapido che fresco, il sottobosco fruttato e balsamico va a braccetto con gli agrumi.
La Giuva (Gruppo Oniverse), Amarone della Valpolicella 2021
Caldo e profondo, frutta stramatura nera e rossa, foglie secche e liquirizia, certe note affumicate ed evolute, alloro; il sorso è aderente e sapido, guadagna in freschezza di frutto e acidità e si allunga verso un finale accennatamente vegetale.
Massimago, Amarone della Valpolicella Conte Gastone 2021
Fiori appassiti, radici, fragola in confettura e macchia mediterranea si percepiscono in modo riservato, mentre il sorso rivela la solita dolcezza fruttata e vivacità acida, sostenute da sapidità e calore ben bilanciati.
Monte del Frà, Amarone della Valpolicella Classico Tenuta Lena di Mezzo 2021
Ciliegia e mora in caramella, macchia mediterranea, buccia di mandarino e liquirizia: profumi definiti e freschi, che tornano al sorso materico e aderente, leggermente ammandorlato, dall’incedere ritmato e persistente.
Cantine Giacomo Montresor, Amarone della Valpolicella 2021
Naso violaceo, di amarena in confettura e violetta mammola, accompagnate da note balsamiche di corteccia e alloro, infine di arancia rossa. Il sorso è sapido e scorrevole, attraversato da dolcezza fruttata e da nitidezza vegetale
Pasqua Vini, Amarone della Valpolicella Famiglia Pasqua 2021
Fitto, scuro, dolce e speziato, balsamico, amarena e mora in confettura, mirto e goudron. Eppure vivo, non evoluto, semplicemente concentrato. Al sorso si allarga nella trama, resta saporito e aderente, ma con succo e carnosità; il finale è caldo, fruttato e speziato.
Santa Sofia, Amarone della Valpolicella Classico 2021
Inconfondibilmente mentolato e fine, generoso di frutta e fiori rossi, come susine e ciliegie, camelia e rosa, con accenni di chinotto e bacche di ginepro. Il sorso aderisce con tannini sapidi e saporiti, lasciando poi spazio alla scorrevolezza agrumata e al finale di frutta speziata.
Costa Arènte, Amarone della Valpolicella Valpantena 2021 (campione da botte)
Calde note aranciate di agrumi in confettura, di amarena, di mirto e pepe verde, si diffondono sia al naso che al palato attraverso un sorso fresco e aderente, vivace e balsamico, con un lungo ricordo di arancia rossa finale.
Le Guaite di Noemi, Amarone della Valpolicella 2021 (campione da botte)
Dalla trama larga ed evoluta, è profumata di ciliegia in confettura e chiodi di garofano, corteccia e goudron, ma anche appuntita di tamarindo e susina; il sorso è, invece, vivace e fresco, dall’aderenza pacata e dall’allungo balsamico e fruttato.
Rubinelli Vajol, Amarone della Valpolicella Classico 2021 (campione da botte)
La nota alcolica porta in rilievo i profumi dolci di amarena e di fiori appassiti, insieme a note boscose, di liquirizia e noce moscata, infine chinotto. Al palato è materico, pieno e aderente, intenso nei sapori fruttati e speziati e sapido a tutto sorso, fino alla chiusura ammandorlata.
Salvaterra, Amarone della Valpolicella Classico 2021 (campione da botte)
Scuro e calmo, ma vivace, profuma di polpa di frutta rossa con tonalità carnose, lievemente ematico, spezie fresche r sottobosco; naso di grande profondità e stratificazione, mentre il sorso scorre pepato e sapido, sempre caldo, ma dalla freschezza fruttata con chiusura ammandorlata.
Santi, Amarone della Valpolicella Santico 2021 (campione da botte)
Cacao, tamarindo, chinotto, foglie secche, prugna essiccata e goudron: naso sostenuto da calore e trama fitta terrosa. Il sorso è più vivo, guadagna in freschezza e integrità di frutto (sempre di prugna) e si muove con trama tannica fitta e speziata.
Sartori Verona, Amarone della Valpolicella Classico Corte Brà Riserva 2021 (campione da botte)
Si apre gradualmente questo naso, proponendo profumi di ciliegia sotto spirito, poi mora in caramella e rovi, infine mirto e chiodi di garofano, mentre il sorso esordisce e si mantiene sia compatto che speziato, con un allungo balsamico che lascia la bocca floreale e fruttata.
Secondo Marco, Amarone della Valpolicella Classico 2021 (campione da botte)
Esordisce caldo al naso e con tonalità più evolute del solito, ma senza tradire la finezza che lo contraddistingue: prugna in caramella, chinotto, fiori appassiti e sottofondo di corteccia resinosa, si ritrovano anche al sorso dal tannino fine e dall’andamento succoso, sia agrumato che pepato.
Villa Bellini, Amarone della Valpolicella Classico Centenarie 2021 (campione di botte)
Ispido e mentolato, intenso e carnoso, emergono note di macchia mediterranea, frutti di bosco, cenni ematici e di goudron, mentre al sorso è pepato e aderente, materico e sapido, persistente e caldo, ma pulito nel finale.
Zymè, Amarone della Valpolicella Classico Am 2021 (campione di botte)
Fitto fitto e caldo al naso, con note di prugna e violetta, chiodi di garofano, amarena sotto spirito, mirto e cenni iodati; il sorso è molto dolce e subito aderente, poi diffonde sapidità fruttata e floreale, sostando lungamente al palato.
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