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CRITICA

L’annata migliore di sempre? Secondo Robert Parker è la 2009, ma nel mondo c’è sempre più qualità

A ritroso tra i 100/100 assegnati dal critico più influente. Dagli anni Duemila anche l’Italia nel gotha dei migliori

L’annata migliore di sempre, per il vino mondiale, è stata senza grossi dubbi la 2009. Almeno secondo Robert Parker, il critico più influente dell’enosfera, che dalle pagine del celebre “The Wine Advocate” - la cui responsabile in Italia è Monica Larner - ha spesso e volentieri sancito il successo di una Regione, di un’azienda e, perché no, di un’annata. Come la 2009, appunto, capace di mettere in fila ben 32 100/100, come ricorda l’analisi del Liv-ex, anche se dalla sola Francia: 20 da Bordeaux e 12 dal Rodano. Altra annata memorabile la 2010, meritevole di 28 100/100 griffati Robert Parker: 12 da Bordeaux, 5 dalla California e 11 dal Rodano. Sul terzo gradino del podio, con 19 100/100, la 2005 (12 da Bordeaux, 4 dalla California e 3 dal Rodano) e la 2013, con un filotto tutto californiano. Tra gli aspetti più interessanti, i 100/100 storici, risalenti addirittura a due secoli fa, conquistati entrambi da etichette di Bordeaux, del 1811 e del 1847.

Da sottolineare anche la crescita esponenziale del numero di voti massimi concessi da Robert Parker, che fino al 2000 mai aveva superato le 10 etichette (raggiunte solo nel 1990, altra annata consegnata alla storia): da allora, al netto di vendemmie meno felici, come la 2004, la 2006, la 2008 e la 2011, l’eccellenza è diventata un concetto via via meno irraggiungibile e più accessibile, anche per merito di un movimento che, ovunque, è stato capace di puntare forte su livelli di qualità mai visti prima, come raccontano i risultati raggiunti dal Belpaese e certificati dai giudizi dei collaboratori di Robert Parker, prima Daniel Thomases, quindi Antonio Galloni, ed oggi, come detto, Monica Larner. L’onore è capitato per la prima volta al Barolo Riserva Collina Rionda 1989 di Bruno Giacosa, in Piemonte, dove i 100/100 sono stati assegnati, molti anni più tardi, anche al Barolo Riserva Monfortino 2004 di Giacomo Conterno, capace di bissare con l’annata 2010, ma anche al Barolo Riserva Villero 2007 e 2009 di Vietti ed al Barolo Vite Talin 2013 di Luciano Sandrone.

Tornando indietro nel tempo, a raggiungere il massimo dei voti sono stati altri tre grandi vini di Toscana: Le Pergole Torte Riserva 1990 di Montevertine, un Sangiovese in purezza, il Redigaffi 2000 di Tua Rita, un Merlot in purezza che nasce nella zona di Suvereto, al quale Parker ha assegnato il massimo punteggio come, nella vicina Tenuta San Guido, al Sassicaia 1985 dell’azienda simbolo di Bolgheri, che ha conquistato i 100/100 non nel momento in cui uscì sul mercato, ma in ben due retrospettive verticali, sorte comune al Masseto 2006 di Tenuta dell’Ornellaia. Arrivano dalla Toscana anche i 100/100 del Vin Santo di Montepulciano Occhio di Pernice 2001 di Avignonesi, così come i Brunello di Montalcino Tenuta Nuova 2010 di Casanova di Neri ed il Brunello di Montalcino Madonna delle Grazie 2010 de Il Marroneto, cui vanno aggiunti il Brunello di Montalcino Cerretalto 2010 di Casanova di Neri ed il Brunello di Montalcino Bassolino di Sopra 2010 di Pian dell’Orino. Infine, il Gewürztraminer Epokale 2009 di Cantina Tramin, il Masseto 2015 e 2016 ed il Solaia 2015 di Antinori.

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