Il Gravello, prima annata sul mercato la 1988, è rosso maturato per 12 mesi in barrique. La versione 2024 profuma di ciliegia matura e macchia mediterranea con accenti speziati a rifinitura. In bocca il sorso è morbido, polposo e dalla solida persistenza finale. Librandi - la cantina che ha sede nei pressi di Cirò Marina - ha scritto alcune delle pagine più significative dell’enologia calabrese. E i suoi fondatori, Antonio e Nicodemo Librandi, hanno cambiato in modo definitivo lo scenario enoico regionale, a partire dai primi imbottigliamenti aziendali di Cirò effettuati nel 1968. Oggi, l’azienda è ormai configurata in una dimensione consolidata che la vede protagonista assoluta nelle vicende enoiche calabresi e non solo. Già perché Librandi, soprattutto negli anni Novanta del secolo scorso, è senz’altro la cantina che ha maggiormente influito sulla crescita enoica della Calabria, riportandola, per così dire, ai fasti della sua storia antica. A guidarla oggi ci sono i figli di Nicodemo, Paolo e Raffaele, insieme ai nipoti Teresa, Daniela, Walter e Francesco, già da tempo inseriti nel team operativo della cantina. Una realtà produttiva che fa perno su 232 ettari a vigneto, per una produzione complessiva annua di 2.000.000 bottiglie, declinate in un portafoglio etichette ricco ed incentrato sui vitigni locali di antica coltivazione con una presenza non meno importante di varietà internazionali.
(fp)
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