Aiuto nelle operazioni di vendemmia e scambio di manodopera, un passo in avanti arriva dal Veneto, una delle regioni enoiche più importanti d’Italia, che punta a seguire l’esempio del Trentino dove recentemente è entrato in vigore il riconoscimento per la “Ganzega” e il lavoro solidale. La “Ganzega”, come già raccontato da WineNews, riguarda l’aiuto spontaneo, occasionale e gratuito da parte di familiari, amici e vicini per attività agricole, come la vendemmia e la raccolta delle mele, tradizionalmente accompagnato da un momento conviviale come “ricompensa” e che rappresenta l’unica forma di riconoscimento per l’aiuto prestato mentre l’aiuto di soccorso. L’altra novità in Trentino, ha riguardato, invece, la collaborazione reciproca tra imprenditori agricoli in particolari situazioni di necessità come, ad esempio, malattia e infortunio. Novità che vengono incontro a vari aspetti, dalla ricerca del personale, non sempre facile, alla burocrazia fino alla difesa di tradizioni storiche.
A Venezia, intanto, si è svolto il confronto tra l’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond e i rappresentanti della Camera di Commercio di Treviso e di Unioncamere del Veneto per avviare il percorso finalizzato all’esame e alla valutazione dello scambio di manodopera tra imprenditori agricoli quale uso da inserire nell’apposito registro camerale. Il confronto, come ha spiegato una nota della Giunta Regionale della Regione Veneto, ha confermato una volontà comune di procedere, nel rispetto delle procedure previste dalla normativa nazionale, alla raccolta degli elementi necessari per valutare la registrazione dell’uso. La Camera di Commercio ha manifestato la propria disponibilità alla massima collaborazione e, attraverso Unioncamere, è stato inoltre assicurato un coordinamento con le altre Camere di Commercio del Veneto. La Regione predisporrà ora una proposta formale da trasmettere alla Camera di Commercio di Treviso e a Unioncamere del Veneto, così da consentire l’avvio dell’iter previsto per la raccolta, l’esame e la valutazione dell’uso.
L’articolo 2139 del Codice civile, si legge ancora nella nota, “prevede infatti che tra piccoli imprenditori agricoli sia ammesso lo scambio di manodopera o di servizi secondo gli usi. Il precedente del Trentino dimostra la possibilità di arrivare alla registrazione di un uso in materia, creando un riferimento più chiaro per le aziende agricole”.
L’assessore regionale all’Agricoltura, Dario Bond, ha spiegato che “nelle nostre campagne lo scambio di manodopera tra agricoltori e l’aiuto di parenti e affini sono pratiche diffuse, soprattutto nei periodi di vendemmia e raccolta. Vogliamo che chi lavora in buona fede possa farlo con maggiore certezza, senza il timore che una forma genuina di collaborazione venga confusa con lavoro irregolare. Per questo, ho avviato il tavolo di confronto con Unioncamere per procedere velocemente all’adeguamento del Registro camerale degli usi a questa pratica tra imprenditori agricoli”. Bond ha aggiunto che “il dato importante di questo incontro è che abbiamo intrapreso un percorso operativo. Quando a fine agosto avevo lanciato il mio appello, l’obiettivo era molto semplice: capire se anche in Veneto, come accade in Trentino, fosse possibile dare una cornice di certezza a una pratica di collaborazione che nelle nostre campagne esiste da sempre. Oggi possiamo dire che quel percorso inizia”. E, quindi, che “non stiamo inventando una nuova forma di lavoro e non stiamo cercando scorciatoie rispetto alle regole. Stiamo cercando di riconoscere e rendere più chiara una modalità di collaborazione gratuita e reciproca che appartiene alla storia delle nostre campagne. L’agricoltore che, nei momenti di maggiore necessità, dà una mano al collega o riceve da lui un aiuto deve poter sapere con chiarezza dentro quale quadro si muove, come forma di tutela”.
Particolarmente rilevante sarà il coinvolgimento delle Organizzazioni professionali agricole, il cui contributo è stato riconosciuto da tutti i partecipanti all’incontro come essenziale. Le Ooppaa potranno infatti contribuire a documentare la diffusione e le caratteristiche della pratica nei diversi territori, raccogliendo gli elementi necessari a dimostrare l’esistenza dell’uso e rappresentando concretamente le esigenze delle imprese agricole.
“Adesso serve il contributo di tutti - conclude Bond - la Regione farà la propria parte, la Camera di Commercio ha dato disponibilità, Unioncamere garantirà il necessario coordinamento e le organizzazioni agricole dovranno aiutarci a ricostruire, territorio per territorio, una pratica che conoscono direttamente e che gli agricoltori utilizzano da generazioni”. L’obiettivo è “meno zone grigie e più certezza per chi lavora correttamente. Non vogliamo complicare la vita agli agricoltori con nuovi adempimenti: al contrario, vogliamo mettere ordine e dare un riferimento a chi si aiuta reciprocamente nel rispetto delle regole. Ora abbiamo aperto la porta: lavoriamo perché il Veneto possa arrivare rapidamente a un risultato concreto”.
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