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STRATEGIA AZIENDALE

Treasury Wine Estates, prosegue il riordino dei marchi: ceduti Rosemount, Ingoldby e Secret Stone

Ad acquistarli, Ag Oatley Wines (fondatrice di Rosemount stessa, che ne torna quindi in possesso). Per il colosso australiano sono 6 i brand venduti
AUSTRALIA, CESSIONI, COMPRAVENDITE, TREASURY WINE ESTATES, Mondo
Treasury Wine Estates ha ceduto i marchi Rosemount, Ingoldby e Secret Stone

Prosegue la strategia di riordino del portafoglio di Treasury Wine Estates, colosso australiano con un fatturato 2025 intorno a 1,7 miliardi di dollari e 9.500 ettari di proprietà o in gestione in tutto il mondo, che ha annunciato di aver ceduto i marchi Rosemount, Ingoldby e Secret Stone, insieme alle relative scorte, ad Ag Oatley Wines, famiglia peraltro fondatrice dell’australiana Rosemount stessa che nel 2005 la vendette al Gruppo Foster (la cui divisione vinicola al tempo era proprio Treasury Wine Estates). La somma della transazione non è stata rivelata, ma l’operazione dovrebbe concludersi entro ottobre, e fa seguito alle recenti cessioni anche delle aziende Seppelt, Rouge Homme e Tollana a proprietari locali, nell’ottica del programma di ristrutturazione annunciato da Treasury Wine Estates ad agosto (qui in riferimento al mercato Usa) e che prevede la riduzione dei marchi di cui è proprietaria, che attualmente sono 76, ad un portafoglio prioritario di 30 su cui concentrarsi principalmente e in cui, verosimilmente, dovrebbero restare, tra gli altri, i globali Penfolds, Daou e Matua, insieme a realtà regionali di spicco come Wynns, Pepperjack, Coldstream Hills e Squealing Pig.
“Siamo entusiasti di poter riportare Rosemount nella nostra famiglia ancora una volta”, ha affermato Sandy Oatley, proprietaria Ag Oatley Wines. Anche se, in base all’accordo, Treasury Wine Estates manterrà i diritti di vendita di Rosemount in Europa, senza dover pagare royalty, per un periodo massimo di tre anni.
Il tutto, però, a pochi giorni di distanza dalla notizia dei 170 licenziamenti avviati dal colosso australiano in tutte le sue attività a livello globale, principalmente nei reparti marketing, It e ruoli di supporto, come riportato da “The Drink Business”.

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