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LO SCENARIO

Treasury Wine Estate riduce la produzione in Usa e svaluta scorte e marchi

Operazione da 558 milioni di dollari per “riequilibrare la propria catena di approvvigionamento negli Stati Uniti” e migliorare i “rendimenti futuri”
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Alcuni dei marchi americani del colosso Treasury Wine Estate

A partire da questo 2026, il colosso australiano Treasury Wine Estate (Twe, con un fatturato 2025 intorno a 1,7 miliardi di dollari, ed oltre 10.000 ettari di proprietà o in gestione in tutto il mondo), ridurrà i volumi di produzione dei propri vigneti in Usa, nella North Coast, ne metterà a riposo altri, per ridurre il quantitativo annuale di uva conferita, e procederà alle “relative svalutazioni delle attività per riflettere il minore utilizzo futuro previsto dell’intera rete, sia per i vigneti di proprietà sia per quelli in leasing”. E, ancora, procederà a “svalutare le scorte, prevalentemente vino sfuso, che Twe prevede di gestire mediante la vendita sui mercati del vino sfuso e tramite riclassificazioni interne”. Lo spiega una nota della stessa Treasury, che “annuncia oggi una serie di iniziative chiave volte a riequilibrare la propria catena di approvvigionamento negli Stati Uniti, con l’obiettivo di accelerare il miglioramento dei rendimenti futuri della propria attività nelle Americhe. A seguito di tali iniziative, e in aggiunta alla svalutazione già rilevata nel primo semestre dell’esercizio 2026, Twe prevede di contabilizzare nei risultati dell’esercizio 2026 (F26) un ulteriore onere straordinario al netto delle imposte pari a 558,4 milioni di dollari, relativo alla svalutazione non monetaria di attività situate negli Stati Uniti e ad un’ulteriore svalutazione dei marchi”.
Misure “draconiane” in Usa, dunque, quelle che il colosso proprietario di marchi come Penfolds, Daou Vineyards, 19 Crimes, Pepperjack, Squealing Pig, Wynns, Matua, Beaulieu Vineyard, Frank Family Vineyards e Castello di Gabbiano, in territori come, tra gli altri, Barossa Valley e Coonawarra in Australia, Napa Valley e Paso Robles negli Stati Uniti, Marlborough in Nuova Zelanda, Bordeaux in Francia, Toscana in Italia e Ningxia in Cina, si prepara a mettere in campo, e che danno seguito a quanto anticipato ad inizio giugno, quando Twe aveva annunciato ai propri investitori “l’avvio di una revisione strategica e operativa delle proprie attività nelle Americhe, finalizzata a migliorare i rendimenti per gli azionisti. Treasury - spiega la nota ufficiale - aveva evidenziato che uno degli aspetti principali della revisione avrebbe riguardato lo squilibrio strutturale della propria catena di approvvigionamento negli Stati Uniti. A seguito dell’indebolimento delle prospettive della domanda comunicato a dicembre, infatti, si era determinato un eccesso di capacità nella supply chain, in particolare per quanto riguarda vigneti, cantine e attività di confezionamento, oltre a livelli elevati di scorte derivanti dalle vendemmie più recenti”. Ancora, spiega Treasury, questi interventi, “e il relativo costo una tantum di natura non monetaria, si aggiungono alle iniziative sulla supply chain connesse al programma Ascent, annunciate nell’Investor Day. Queste ultime comprendevano la riduzione della superficie vitata e la trasformazione degli impianti di vinificazione e confezionamento, al fine di supportare i piani relativi alla futura configurazione del portafoglio di Twe. L’obiettivo di queste iniziative è accelerare il miglioramento della redditività della regione Americas nel medio termine”.
Ad essere oggetto di svalutazione dei marchi saranno, principalmente, Daou, Frank Family Vineyards e Beaulieu Vineyard (tutti in California, ndr), a seguito della revisione dei valori contabili delle attività al 30 giugno 2026. Tale svalutazione si aggiunge a quella già rilevata nei risultati semestrali”. L’Ebits di Twe “per l’esercizio 2026, prima delle componenti straordinarie e non ancora sottoposto a revisione contabile, dovrebbe attestarsi a 492,3 milioni di dollari, superando la fascia di guidance compresa tra 480 e 490 milioni di dollari comunicata durante l’Investor Day, principalmente grazie a Penfolds”, spiega ancora il gruppo, secondo cui il 2027 dovrebbe essere in linea con il 2026: “la sovraperformance di Penfolds e i benefici in termini di costi derivanti da Twe Ascent dovrebbero compensare l’andamento delle attività negli Stati Uniti, mentre prosegue il riequilibrio delle scorte presso i clienti”.
“Come annunciato a giugno, stiamo adottando misure proattive e decisive per allineare l’offerta a un modello rigoroso della domanda futura, nel contesto di un mercato vinicolo statunitense in evoluzione. Sia il nostro programma di trasformazione Ascent sia la revisione strategica delle possibili opzioni per il futuro delle nostre attività negli Stati Uniti stanno procedendo positivamente. La dinamica di fondo della nostra attività rimane positiva”, ha commentato l’ad Treasury, Sam Fischer.

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