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Uk, cresce l’offerta di vino per vegetariani e vegani … Sud Africa: successo del winemaker nero … Foster’s, operata divisione tra birra e vino … Cina: l’azienda Castel alla conquista del mercato … California: vendemmia -6%
di Andrea Gabbrielli

- Uk, cresce l’offerta di vino per vegetariani e vegani
Catene come Tesco ma anche Marks & Spencer, Sainsbury e Asda stanno incrementando l’offerta di vini, a proprio marchio, per i consumatori sia vegetariani che vegani. Questi ultimi non solo non consumano carne o pesce ma nemmeno latte e derivati, uova, miele e non acquistano o usano prodotti di qualsiasi genere la cui realizzazione implichi lo sfruttamento diretto di animali. Tesco, per esempio, offre il 50% dei vini, adatti a questa tipologia di consumatori. In sostanza si tratta di vini che non subiscono trattamenti (chiarifiche, per esempio) che richiedono l’impiego di chiara d’uovo, colla di pesce, gelatina, caseina o albumina, tutti di provenienza animale. I supermercati si sono attrezzati per fornire tutte le informazioni del caso ai propri clienti e quindi anche se sono adatti ai vegetariani e vegani. Grazie a questo tipo di offerta, stanno crescendo le preferenze dei consumatori per questo tipo di vini.

- Sud Africa, il successo del winemaker nero
E’ un nero, si chiama Tarire Masayiti - in lingua shona il suo nome significa speranza - è nato in Zimbawe e oggi è uno dei più grandi produttori di vino del Sud Africa con vigneti che si estendono per tutto il pianoro a Paarl Western Cape. La sua cantina - Nederburg - produce 12 milioni di bottiglie di vino e la Fifa ha scelto un suo bianco ed un rosato come vini ufficiali degli ultimi Campionati del Mondo di calcio. La particolarità sta nel fatto che il vino sudafricano, nonostante la caduta dell’apartheid e le sovvenzioni del Governo, continua ad essere una questioni di bianchi. Infatti i produttori di vino neri sono appena una manciata eppure il vino sudafricano dà lavoro a decine di migliaia persone e le esportazioni si aggirano sui 400 milioni di litri all’anno. Gli sforzi per invertire secoli di disuguaglianza, attraverso la riforma agraria, non ha dato grandi risultati. Tarire Masayiti, con tutte le difficoltà che ha dovuto affrontare - non ultima i corsi in lingua afrikaans suggerisce una strada diversa. Oggi infatti è diventato una celebrità, collabora con l’Università di Stellenbosch e segue con molta attenzione gli aspiranti giovani produttori neri. Il futuro del vino prodotto dalla gente di colore del Sud Africa, è nelle mani di professionisti di successo come lui.

- Foster’s, operata la divisione tra birra e vino
Treasury Wine Estates, è il nuovo nome per la settore vino della Foster’s Group che segna la divisione - annunciata qualche mese fa - tra il comparto birraio e le imprese vinicole del gruppo. La nuova divisione raggruppa 12.000 ettari di vigneti, 20 cantine e 50 marche di vino, tra cui le più note sono Penfolds, Lindemans, Rosemount, Wolf Blass e Beringer. Con questa decisione, ormai divenuta operativa, viene definitivamente messa in discussione la strategia multi-bevanda che Foster’s Group ha portato avanti negli ultimi anni. Tale cambiamento ha portato alla perdita di valore di 1 miliardo di AUS $ nell’anno fiscale 2010 a causa dell’eccesso di offerta, dalla recessione economica e dalle differenze di cambio. La scelta sarebbe operata dalla società per dare alle imprese che si occupano di birra la necessaria flessibilità, mentre per il vino si tratterebbe di trovare una nuova collocazione.

- Cina, l’azienda Castel alla conquista del mercato
Castel, l’azienda numero uno del vino francese dovrebbe raggiungere le 20 milioni di bottiglie di vino vendute nel mercato cinese sui 14 milioni del 2009. La Cina diventerebbe così il primo mercato di esportazione del leader d’Oltralpe. “Dal 2005, ogni anno abbiamo raddoppiato il volume delle nostre vendite”, ha dichiarato Franck Crouzet, direttore della comunicazione del gruppo. Castel Freres ha mosso i suoi primi passi nel mercato cinese nel 1998, poi ha costruito un impianto di imbottigliamento e quindi ha inaugurato una joint venture con la cantina cinese Changyu per impiantare un vigneto: Chateau Changyu-Castel. Solo negli ultimi 5 anni però le vendite di vino francese marchiate Castel in Cina hanno registrato un’impennata grazie all’introduzione di una vera e propria rete di distribuzione che ha coinvolto una decina di distributori situati in tutto il paese. Uno di questi partner, Pechino Hengyi Shengsi, ha anche rafforzato i legami con il gigante francese con la firma di un contratto di distribuzione della durata di 11 anni con un obiettivo di vendita annuale di € 8-15.000.000.

- California: vendemmia in calo del 6%
Secondo le ultime stime dell’Ufficio nazionale di Statistica Agraria, la vendemmia 2010 in California subirà un calo del 6% su quella del 2009. Complessivamente il raccolto dovrebbe ammontare a 3,5 milioni di tonnellate su 198.000 ettari in produzione. Al momento a causa delle basse temperature e della piovosità la vite è in ritardo di circa due settimane rispetto alla media degli ultimi anni. A causa delle piogge e dell’umidità si registrano molto attacchi di peronospora. Inoltre la comparsa dallo scorso settembre della tignolotta rimane una delle preoccupazioni maggiori e molti vigneti infettati sono stati messi in quarantena.

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