02-Planeta_manchette_175x100
Allegrini 2018
BILANCIO

Vendemmia 2020: il quadro di Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini

Qualità buona se non ottima, quantità in linea con il 2019, ma gli occhi sono tutti sui mercati e la ripresa dei consumi. Con l’aiuto del Governo

Una qualità delle uve buona se non ottima, e in alcuni casi eccellente, per un’annata che si preannuncia interessante. Una quantità in linea con quella del 2019 (-1%, a 47,2 milioni di ettolitri), che mai come quest’anno risente della congiuntura economica e della conseguente misura di riduzione volontaria delle rese messa in campo dal Governo, oltre a quelle operate da molti Consorzi di tutela. Ma che tuttavia dovrebbe consentire all’Italia di rimanere il principale produttore mondiale di vino, seguita dalla Francia, con 45 milioni di ettolitri, e dalla Spagna, con 42 milioni di ettolitri. È il quadro di sintesi, al netto di eventuali ulteriori eventi climatici avversi, relativo alle stime vendemmiali 2020, elaborato da Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini (Uiv), e presentato oggi in conferenza online, a cui ha partecipato anche la Ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova.
Secondo il dossier redatto dal gruppo di lavoro congiunto, ad una qualità alta e a una quantità leggermente inferiore alla media dell’ultimo quinquennio (-4%) fa da contraltare la particolare situazione economica internazionale, che registra una notevole riduzione degli scambi globali di vino (-11% a valore e -6% a volume nel primo semestre 2020, sul pari periodo 2019) e una contrazione, la prima dopo 20 anni di crescita, delle esportazioni del vino made in Italy (-4% nei primi 5 mesi), sebbene inferiore a quella dei principali competitor. Elementi questi che hanno determinato difficoltà tra le imprese e un aumento seppure contenuto delle giacenze dei prodotti a denominazione (+5% per le Do a fine luglio) con conseguente limatura dei listini di Igt, Doc e Docg. In questo contesto economico ancora difficile la vendemmia in corso rappresenta, per caratteristiche quali-quantitative, una eccellente opportunità per la ripartenza del prodotto Italia, a maggior ragione se sostenuto da una adeguata campagna nazionale e internazionale di promozione del vino del Belpaese.

Per il presidente Assoenologi, Riccardo Cotarella: “l’annata 2020 si presenta con delle uve di ottima qualità, sostenute da un andamento climatico sostanzialmente positivo, che non possono che darci interessanti aspettative per i vini provenienti da questa vendemmia. Sotto il profilo fitosanitario - ha proseguito Cotarella - i vigneti si presentano sani anche se le precipitazioni degli ultimi giorni impongono un continuo monitoraggio da parte dei tecnici per valutare l’accrescimento dei grappoli e il controllo dei potenziali attacchi di patogeni. Intanto, i primi riscontri analitici evidenziano delle gradazioni medio alte e un buon rapporto zuccheri/acidità, oltre ad un interessante quadro aromatico per le varietà bianche e tenori polifenolici medio alti nelle uve a bacca rossa. Preludio di interessanti e ottimi vini. L’alta qualità sarà elemento determinante per affrontare e superare il difficile momento che il mondo del vino e in generale il sistema produttivo mondiale stanno vivendo a causa dell’emergenza Covid”.
“Il settore vitivinicolo italiano ha dato prova di una straordinaria capacità di ripresa e resilienza - ha dichiarato Raffaele Borriello, dg Ismea - riuscendo a reggere l’urto di questa crisi senza precedenti che si è abbattuta sul sistema produttivo globale. Un sospiro di sollievo proviene sia dal cessato allarme dazi verso gli Usa,
che sta invece penalizzando i nostri concorrenti francesi e spagnoli, ma anche da una vendemmia che per qualità e quantità risponde agli attuali bisogni del settore. Desta naturalmente preoccupazione - ha concluso Borriello - la flessione sui mercati esteri, dopo 20 anni di crescita ininterrotta, e lo spettro di una recessione economica globale, ma il sistema vitivinicolo italiano appare solido e in grado di tornare sui livelli a cui ci aveva abituato”.
Per il presidente dell’Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona: “Il bilancio previsionale della vendemmia si annuncia positivo sia per la diffusa qualità delle uve, con diverse punte di eccellenza, sia per una quantità leggermente inferiore allo scorso anno che ci aiuterà a gestire il mercato in maniera equilibrata. Premesse importanti per valorizzare i listini di un’annata produttiva che ci attendiamo molto interessante. Adesso, quindi, diventa necessario sostenere la ripresa dei mercati e del nostro export con nuovi investimenti, aumentando per il prossimo triennio la dotazione dell’Ocm Promozione, orientando adeguatamente le risorse e iniziative del “patto per l’export” e utilizzando rapidamente i fondi avanzati dalle ultime misure del Governo a sostegno del settore, riduzione delle rese e distillazione di crisi”.
“In un anno normale - ha detto Ignacio Sanchez Recarte, segretario generale del Comité Vins (Ceev) intervenuto in conferenza con un focus sull’andamento vendemmiale europeo - saremmo tutti concentrati nel cercare di ottenere la stima più precisa della vendemmia, al fine di fissare meglio i prezzi e programmare l’anno; tuttavia questo non è un anno normale e la crisi del Covid-19 rimane per il momento il fattore più influente e dirompente per le aziende vinicole. A livello Unione Europea, e grazie agli aumenti di Spagna e Francia, ci aspettiamo - ha aggiunto Recarte - una vendemmia 2020 leggermente superiore (+ 5 milioni di ettolitri) rispetto a quella del 2019 per i primi 5 produttori - Italia, Francia, Spagna, Germania e Portogallo - e vicina alla media degli ultimi 5 anni. Con le giacenze di vino ancora relativamente elevate, la vendemmia 2020 entrerà in un mercato ancora fortemente caratterizzato dall'incertezza e dalla destrutturazione provocata dal Covid-19. Ora sarà fondamentale concentrare tutti gli sforzi e le azioni sulla ripresa dei mercati a livello UE e internazionale. Senza questa ripresa, più che mai, la sostenibilità delle aziende vinicole dell'UE sarà a rischio”.
Rassicura il mondo del vino la Ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, che ha voluto sottolineare la propria “attenzione e vicinanza al vostro settore, che non è mai stata in discussione. Lo evidenziano le misure ad hoc assunte in questi mesi di emergenza e una interlocuzione che, se possibile, si è intensificata proprio alla luce dell’emergenza. Ho già dato mandato ai miei Uffici di condividere innanzitutto con le imprese una analisi puntuale sulle misure messe in campo. Anche nelle relazioni odierne, tra l’altro, la sofferenza dovuta al blocco del settore horeca e alla difficile ripartenza è emersa con grande evidenza. Ed è per questo, lo ribadisco, che proprio nel Dl Agosto abbiamo voluto con forza la misura destinata alla ristorazione del valore di 600 milioni di euro a fondo perduto, ad una sola condizione: acquisti di prodotto made in Italy. Una misura importante, capace di generare fatturato pari al quadruplo dell’importo destinato a ciascuna impresa, e che evidentemente avrà un effetto virtuoso proprio sul vino e proprio nei segmenti di eccellenza particolarmente colpiti dalla crisi. Adesso - conclude la Ministra Bellanova - per il rilancio puntiamo su export e internazionalizzazione, definendo strategie che dovranno vedere strettamente alleate e coese la filiera istituzionale e la filiera produttiva”.
La geografia dell’annata produttiva vede in leggero incremento il Nord (+3% sul 2019), mentre al Centro e al Sud le quantità si dovrebbero ridurre rispettivamente del 2% e del 7%. Il Veneto (+1%) rimarrà la prima regione con 11 milioni di ettolitri, seguita da Puglia (8,5) Emilia-Romagna e Abruzzo. Assieme le 4 regioni sommano i 2/3 di tutto il vino italiano. Tra le principali aree produttive, segno più per Piemonte e Trentino-Alto Adige (+5%), Lombardia e Marche (+10%), Emilia-Romagna e Abruzzo (+7%). Calo della produzione, invece, in Toscana e Sicilia (-15%), Friuli-Venezia Giulia (-7%) e Puglia (-5%). Ad oggi, 3 settembre, è stato raccolto il 20% dell’uva.

Focus – Previsioni di produzione per la campagna vitivinicola 2020/2021
Con la vendemmia 2020 si consolida la collaborazione tra Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini che uniscono le rispettive forze e competenze con l’obiettivo di fornire un quadro ancor più completo e dettagliato relativamente alle Previsioni Vendemmiali, per offrire alle imprese italiane e alle amministrazioni dati utili nel definire politiche e azioni da mettere in campo. Il lavoro di previsione diventa ancora più importante in un anno come questo che vede le aziende affrontare gli sviluppi ancora molto incerti del dopo crisi sanitaria, nella speranza che non ci sia un ritorno all’emergenza primaverile. A preoccupare è soprattutto la domanda estera, rallentata nel mese di maggio, ma anche la domanda interna legata al canale Horeca e alla evoluzione dei flussi turistici.
L’indagine vendemmiale è stata messa a punto armonizzando le consolidate metodologie operative basate su tre distinte fasi: rilevazione da parte dei rispettivi osservatori territoriali (le sezioni regionali di Assoenologi, le imprese socie di UIV e l’Ismea, che ha contribuito con la propria rete e il confronto con l’Ufficio Vitivinicolo del Mipaaf), valutazione comparata delle indicazioni quali-quantitative e successiva elaborazione statistica rispetto alle serie storiche ufficiali degli anni precedenti. Il presente dossier è diviso in due parti. Nella prima viene fatto un quadro sintetico sugli aspetti generali che hanno caratterizzato la produzione, presentando alcuni elementi di riflessione dell’andamento dei mercati. Nella seconda è dettagliata la situazione, Regione per Regione.

Focus - Vendemmia 2020: buona qualità e produzione contenuta fanno da preludio a un’annata di grande interesse per il vino italiano
L’annata 2020 si presenta con uve di ottima qualità, sostenute da un andamento climatico sostanzialmente positivo, che prefigurano interessanti aspettative per i vini provenienti da questa vendemmia. L’incertezza meteorologica legata anche ai cambiamenti climatici genera comunque apprensione e grande incertezze sulla tenuta qualitativa delle uve. Dal punto di vista produttivo si stima una quantità in linea con quella dello scorso anno, quindi leggermente inferiore alla media storica. Se infatti al Nord si prevede di stare nella media produttiva, al Centro-Sud alcuni fenomeni di stress climatico, seppur localizzati, possono causare un calo quantitativo. Caso a parte la Sardegna che lo scorso anno aveva visto la propria produzione fortemente ridotta a causa di un forte stress idrico e che invece quest’anno dovrebbe rientrare nelle medie storiche.

Andamento climatico
Dopo il ripristino delle riserve idriche dei suoli nella maggior parte dell’areale italiano per effetto di novembre e dicembre 2019 con piovosità generalmente abbondante, i mesi di gennaio e febbraio sono risultati molto miti e con precipitazioni scarse. Marzo ha invece goduto di una piovosità in genere abbondante e accompagnata da temperature nella norma, eccezion fatta per il brusco calo delle temperature registrato a partire dal 24 marzo a seguito di un’irruzione di aria polare continentale da Est, che ha prodotto locali danni da gelo anche sulla vite. Temperature miti e piovosità scarsa hanno caratterizzato aprile e maggio, mentre giugno ha presentato tempera- ture lievemente inferiori alla norma con piovosità abbondante. Tali condizioni si sono mantenute anche a luglio al Nord per effetto del prevalere di un regime circolatorio atlantico, mentre scarsa è stata la piovosità al Centro-Sud. Agosto ha infine presentato temperature lievemente superiori alla norma nei massimi e nella norma nei minimi, cui si è accompagnata una piovosità generalmente scarsa, salvo eccezioni a carattere locale su Lombardia Centro- Orientale, Piemonte Sud-Occidentale, Marche, Salento, Basilicata e Calabria. Tali condizioni ricordano le estati di fine millennio con limitati giorni caldo-afosi, in quanto, nonostante le temperature si siano mantenute alte, dall’ultima settimana di luglio si sono registrate ondate di calore, precedute da sporadici fenomeni temporaleschi. Questa situazione si è protratta per tutta l’estate, caratterizzata dall’anticiclone delle Azzorre, che ha limitato quello africano, che invece aveva stazionato nel bacino del Mediterraneo nelle ultime estati. Questo quadro porta con sé il rischio di infiltrazioni di aria più fresca, con possibilità di instabilità con piovaschi e temporali. Dal punto di vista fitosanitario i vigneti si presentano sani anche se le precipitazioni degli ultimi giorni impongono un continuo monitoraggio da parte dei tecnici per valutare l’accrescimento dei grappoli e lo stato di sanità delle uve. Ad oggi (3 settembre) è stato raccolto circa il 20% dell’uva. Ovunque si denota un certo anticipo del ciclo vegetativo, per cui si prospetta una raccolta delle uve leggermente anticipata, e infatti è già in atto quella delle basi spumante con specifiche legate alle diverse zone. Anche quest’anno la prima regione a staccare i grappoli è stata la Sicilia a fine luglio, seguita come da tradizione dalla Puglia e dalla Lombardia con la Franciacorta. Tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre, nella maggior parte delle regioni italiane si sono svolte le operazioni di raccolta per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon). Il pieno della raccolta in tutt’Italia si stima avverrà dalla metà di settembre in poi, per concludersi verso la fine di ottobre se non agli inizi di novembre con i conferimenti degli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, di Cabernet in Alto Adige, di Aglianico del Taurasi in Campania e dei vitigni autoctoni sulle pendici dell’Etna.

2020: produzione contenuta rispetto alla media storica
Le previsioni effettuate a fine agosto - quando la quasi totalità dell’uva era ancora sulle piante - stimano la produzione nazionale di vino 2020 a 47 milioni di ettolitri, in lieve calo, quindi, rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri del 2019 (dato Agea, sulla base delle dichiarazioni di produzione).
L’elaborazione di Assoenologi, Ismea e UIV fa infatti ipotizzare che la produzione di uva possa oscillare intorno ai 65 milioni di quintali che, trasformati, danno circa 47 milioni di ettolitri di vino, un quantitativo leggermente inferiore anche rispetto alla media produttiva degli ultimi cinque anni (- 4% se riferito alla media quinquennale 2015/2019 pari a 49,1 milioni di ettolitri di vino - dato Agea). Se i mesi di settembre e ottobre decorreranno positivamente, le stime qui riportate potranno essere confermate anche se a questo punto della campagna - con la vendemmia appena iniziata e un carico di incertezze maggiore del consueto - tale dato rimane indicativo, oscillando tra un’ipotesi minima di 46 milioni di ettolitri e una massima di oltre 48 milioni. Stimare la produzione di quest’anno è ancora più complesso rispetto al passato perché alla normale aleatorietà del decorso climatico di settembre si aggiungono tutte le incognite legate all’adesione dei produttori alla Misura della riduzione volontaria delle rese per le uve IG, una misura con un plafond di 100 milioni di euro, e alla gestione delle produzioni che ha portato molti Consorzi di tutela ad abbassare le rese massime da disciplinare. Volendo fare una sintesi rispetto alle diverse aree geografiche del Paese, si osserva una lieve ripresa al Nord (+3%), mentre Centro (-2%) e Sud (-7%) mostrano segni negativi. In alcuni casi le riduzioni delle produzioni sono dovute alla combinazione di eventi climatici avversi, quali l’eccessivo caldo e la mancanza di piogge nei momenti fonda- mentali per l’accrescimento dei grappoli, ma anche a scelte vendemmiali quali l’adesione alla riduzione delle rese. Il Veneto, in base ai primi dati rilevati, mantiene il primato e si consolida la regione italiana più produttiva con circa 11 milioni di ettolitri, seguito dalla Puglia (8,5), dall’Emilia Romagna (7,7) e dall’Abruzzo (3,4). Queste quattro regioni insieme nel 2020 produrranno circa 30 milioni di ettolitri, ossia circa il 65% di tutto il vino italiano. Al di là che la variazione generale sia con segno positivo o negativo, guardando fuori dai confini nazionali - dove le prime stime danno in crescita sia la produzione della Francia che della Spagna, portandole rispettivamente a 45 e 42 milioni di ettolitri - l’Italia ad oggi conferma la leadership tra i Paesi produttori. Qualità buona tendente all’ottimo con alcune punte di eccellenza. In tutto il territorio italiano si registra una buona qualità delle uve. I grappoli sinora conferiti sono risultati sani, grazie soprattutto all’attenta gestione del vigneto da parte dei produttori e degli enologi. L’andamento climatico caldo temperato, senza eccessi di calore e non particolarmente piovoso, accompagnato da buone escursioni termiche tra il giorno e la notte, ha favorito una lenta ma graduale maturazione delle uve. I primi riscontri analitici evidenziano delle gradazioni medio-alte e un buon rapporto zuccheri/acidità, oltre ad un interessante quadro aromatico per le varietà bianche e tenori polifenolici medio-alti nelle uve a bacca rossa. Preludio di interessanti e ottimi vini. Il cambiamento climatico, che ci ha portato da un clima temperato ad un clima caldo arido, genera grande apprensione per i mesi di settembre e ottobre dove si conta di concentrare la vendemmia 2020. Sarà determinante per il successo di questa annata l’opera dei produttori e degli enologi, che, attraverso le proprie competenze ed esperienze, sapranno fare tesoro e valorizzare al meglio le uve che arriveranno nelle cantine italiane.

Mercato
Il mercato alla produzione ha risposto alla crisi sanitaria ed economica con una certa stabilità, anche se le situa- zioni sono differenziate: i listini per le tipologie di vino e denominazioni maggiormente veicolate presso le catene della distribuzione moderna hanno tenuto anche nei mesi “cruciali” dell’emergenza; diversa la situazione per quei prodotti che sono maggiormente presenti sul circuito Horeca, che hanno visto cali della domanda nei mesi del lockdown, con diminuzione dei listini in seguito al mancato assorbimento degli stock in cantina da parte del mercato. Confrontando la campagna 2019/2020 appena conclusa con quella precedente (2018/2019), si osserva che per i vini da tavola si è registrata una crescita dei listini (+2,8%) a fronte di una flessione degli Igt (-3,6%) e delle Doc-Docg (-5,2%). Il mercato sarà chiaramente influenzato anche dallo stock di cantina: in attesa dei dati definitivi della dichiarazione obbligatoria delle giacenze, i dati del Registro telematico indicano che, al 29 luglio, nelle cantine italiane erano presenti 42 milioni di ettolitri di vino (+2% annuo) e 3,6 milioni di ettolitri di mosti (-6%). In calo gli stock dei vini da tavola (-5%, grazie alle forti richieste della Gdo sul segmento brik), mentre diversa la situazione per i Dop che hanno giacenze in aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2019, una situazione che, al momento, non desta particolari allarmi visto il particolare contesto dovuto alla crisi sanitaria e considerato che le giacenze, a tale data, comprendevano ancora il vino destinato alla distillazione di crisi e che sarà consegnato alle distillerie nelle prossime settimane.

Commercio estero
Sul fronte del commercio estero, dopo la frenata di aprile (-9% e -10% a volume e valore su marzo) e di maggio (-15 a volume e -11 a valore su aprile) il dato cumulato dei primi 5 mesi del 2020 fa segnare una flessione dell’export di vini e spumanti italiani. Tale riduzione, grazie all’ottima performance dei primi tre mesi dell’anno, risulta tuttavia limitata a un -2,6% in volume e un -4% in valore, con flessioni superiori alla media soprattutto a carico dei vini Dop, spumanti compresi.
Tra le destinazioni, l’Ue e i Paesi extra Ue fanno registrare entrambi una battuta d’arresto in valore di pari entità e in linea con la media (-4%). Le attese sono comunque di una sostanziale ripresa dei flussi, visti anche i dati di giugno, mese che ha fatto segnare per il totale agroalimentare un rimbalzo dell’3% dell’export in valore. Al di là del dato puntuale dei due mesi “epicentro” della crisi sanitaria, a preoccupare gli operatori sono i dati mondiali del commercio con l’estero che già da marzo avevano registrato una battuta d’arresto del valore che è si è consolidata nel secondo semestre soprattutto negli Usa, in Cina e Russia. Le più recenti elaborazioni statistiche evidenziano nel primo semestre una riduzione degli scambi mondiali a volume del 6% e dell’11% a valore rispetto allo stesso periodo del 2019, con netto peggioramento della situazione nel trimestre aprile-maggio, soprattutto sulla componente prezzi medi.

Focus – La vendemmia 2020 Regione per Regione
Piemonte
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2019
L’inizio dell’anno è stato caratterizzato da temperature superiori alla media e da scarse piogge, arrivate invece copiose nel mese di aprile, anche accompagnate da grandine in alcuni casi. La differenza sostanziale rispetto al 2019 è stata la temperatura, che si è mantenuta a livelli più elevati inducendo una buona differenziazione dei fiori e una buona allegagione. Germogliamento e fioritura sono avvenuti in leggero anticipo. Nella prima metà di giugno una serie prolungata di piogge ha determinato infezioni di oidio, che si sono manifestate successivamente nella seconda metà di giugno, dopo l’allegagione. Infezioni latenti di peronospora si sono registrate in coincidenza delle piogge del 3 di luglio, ma in generale le infezioni fungine sono state tenute sotto controllo. Nelle giornate del 1°, del 10 e del 22 agosto le massime termiche sono state prossime o superiori ai 35°C, causando ustioni a carico dei grappoli. Il mese di agosto è stato caratterizzato da intense e violente precipitazioni a carattere di nubifragio cadute localmente soprattutto in zona Moncalvo (AT) e Santo Stefano Belbo (CN). In Piemonte la flavescenza dorata, soprattutto sulle varietà più sensibili come Barbera, continua ad essere un tema di attualità mentre il mal dell’esca, in modo trasversale tra denominazioni e tra le varietà, è una patologia in lieve ma costante aumento.
Con riferimento alle uve precoci Moscato bianco, Chardonnay, Pinot nero, Brachetto, la maturazione, pur partendo in anticipo, ha subito una flessione a causa delle citate piogge agostane per poi accelerare e presentarsi in anticipo rispetto alla vendemmia 2019, in linea con le annate precoci. La vendemmia si presenta anticipata rispetto alla media con raccolta delle varietà destinate allo spumante metodo classico Alta Langa Docg a partire dalla quarta settimana di agosto e del Moscato destinato Asti Docg a cavallo tra l’ultima settimana di agosto e la prima di settembre. Per le varietà tardive le differenze tra le annate si assottiglieranno.
La qualità delle uve si presenta generalmente buona e la vendemmia 2020 si prospetta di ottima qualità con punte di eccellenza e di livello produttivo superiore alla media, con una previsione di un aumento del 5% rispetto al 2019.

Valle d’Aosta
Quantità: +7% rispetto vendemmia 2019
Dal punto di vista climatico è stata una buona annata, con condizioni che hanno permesso il susseguirsi regolare nella vite delle diverse fasi fenologiche. Il clima favorevole ha anche creato le condizioni per diminuire l’insorgere di malattie, tanto che le uve si presentano in ottime condizioni sanitarie e di maturazione. Con queste premesse, la previsione è che si abbia anche un incremento della produzione di circa il 7% rispetto al 2019.

Lombardia
Quantità: +10% rispetto vendemmia 2019
In generale l’annata si presenta equilibrata sia nelle temperature che negli eventi meteo. Le piante, salvo isolati casi, non hanno mai manifestato stress idrico. La buona escursione termica tra giorno e notte ha favorito le varie fasi vegetative, anche se in modo abbastanza anomalo, nelle ultime settimane, ha frenato quella che si era fin dall’inizio presentata come un’annata precoce (10/12 giorni di anticipo rispetto al 2019), Lo stato sanitario in generale si presenta tra buono e molto buono, qualche focolaio di peronospora e oidio, ma nessuna situazione che abbia destato reale preoccupazione. Alcune zone sono state contraddistinte da eventi meteo come bombe d’acqua e grandine in fase precoce (Scanzo, Franciacorta, Valtènesi), che hanno provocato danni comunque limitati in quantità. L’annata al momento nel complesso si presenta con un maggior carico produttivo e potenzialmente molto positiva dal punto di vista qualitativo. In Oltrepò e Franciacorta le vendemmie sono iniziate nel mese di agosto, mentre per le altre zone il periodo di raccolta si allinea con lo scorso anno. A livello di maturazione il 2020 si presenta molto difforme sia all’interno della zona viticola che del vigneto e spesso anche nella produzione della stessa pianta (grappoli con presenza di acini maturi opposti ad acini acerbi). La vite, a seguito dei forti e repentini cambi di temperatura, piovosità ed eventi meteorici, sembrerebbe aver subito stress con vari arresti e riprese vegetative. A livello sanitario per il momento non ci sono problemi rilevanti (qualche inizio di botrite, ma non preoccupante). I livelli di acidità nei varietali bianchi sono decisamente ottimi. In generale le premesse sono per un’annata di ottima qualità e con un livello produttivo maggiore del 10% rispetto al 2019.

Trentino Alto Adige
Quantità: +5% rispetto vendemmia 2019
Il clima invernale si è presentato con temperature e precipitazioni nella norma. La stagione è stata regolare, con un momento di elevate precipitazioni nella prima metà di giugno, con oltre 90 mm di pioggia nell’arco di pochi giorni (6/9 giugno) e un abbassamento notevole delle temperature medie, non sufficiente per contenere le infezioni sia primarie che secondarie di peronospora, con comparsa dei primi danni assai diffusi, ma solo limitatamente gravi. Si conferma l’intensificarsi dei danni legati ai giallumi della vite nelle zone trentine, aspetto per il quale si pone massima attenzione nei monitoraggi sia del danno, che della presenza del vettore (Scaphoideus titanus). Il periodo primaverile, più caldo rispetto all’andamento climatico degli anni passati, con temperature del mese di maggio al di sopra della media, ha anticipato la ripresa vegetativa e di conseguenza tutti gli stadi fenologici successivi al germogliamento, registrabili su un periodo più precoce di 7-10 giorni. La fioritura è coincisa con temperature miti e assenza di piogge garantendo una buona allegagione. L’estate mediamente calda e secca nella prima parte della stagione ha mantenuto l’anticipo vegetativo. Il periodo di maturazione dei grappoli registra, rispetto allo scorso anno, un anticipo di circa 10-12 giorni e di 7-10 giorni relativamente alla media del lungo periodo. In generale anche la raccolta, in linea con la tendenza degli ultimi anni, risulta anticipata. La qualità media delle varietà va da ottima a eccellente. Pinot, Lagrein e tutte le varietà tardive tra cui il Cabernet sauvignon sono al momento le più promettenti, insieme a Merlot e Teroldego. L’inizio della vendemmia, con le varietà bianche precoci a basse quote, si è registrato nell’ultima settimana di agosto. La maggior parte dell’uva sarà raccolta tra il 10 e il 25 settembre, concludendo con i Cabernet sauvignon probabilmente verso metà/fine ottobre. Le previsioni quantitative fanno presumere una raccolta superiore del 5% rispetto allo scorso anno, che rientra nella media del lungo periodo. La qualità sul futuro vino si presume da ottima a eccellente.

Veneto
Quantità: +1% rispetto vendemmia 2019
La partenza del ciclo vegetativo è avvenuta con un leggero anticipo rispetto alla scorsa annata; durante fioritura e allegagione non si sono evidenziate particolari criticità. L’andamento di temperature e precipitazioni nei mesi tra marzo e giugno ha seguito uno schema decisamente favorevole alla vite. Tra i mesi di giugno e luglio le temperature sono da ritenersi in linea con le medie stagionali, con degli innalzamenti riscontrati tra fine luglio e la prima quindicina di giorni di agosto. Il passaggio delle perturbazioni estive ha creato fenomeni atmosferici anche di forte intensità, che hanno colpito a macchia di leopardo il territorio del Veneto Centro Orientale, generando in alcuni casi grandinate che nel complesso non hanno comunque determinato perdite di produzione significative. Anche la violenta grandinata che ha investito la zona del Veronese il 23 di agosto ha portato danni ingenti ai vigneti, ma circoscritti in zone limitate. Visto il buon andamento climatico durante il ciclo vegetativo non si sono registrati grossi problemi fitosanitari. La maturazione delle uve precoci è prevista tra la penultima/ultima settimana di agosto. Si evidenzia una diminuzione di grappoli sulle varietà precoci (Pinot, Chardonnay) mentre per la varietà Glera il numero di grappoli rispecchia la media. La vendemmia della Glera atta a Prosecco è iniziata a fine agosto nelle zone di Vicenza e Padova, per le zone pianeggianti del Veneto orientale inizierà tra la seconda e la terza settimana di settembre, mentre per le colline si parla di terza e quarta settimana di settembre. I bianchi tardivi (Garganega, Cortese, Trebbiano) verranno raccolti dalla seconda settimana di settembre, a seguire le varietà dei rossi, di cui le varietà tardive si stima abbiano un incremento quantitativo rispetto allo scorso anno. Lo stato sanitario e la qualità delle uve risultano essere buoni, il tenore zuccherino dai primi prelievi effettuati dovrebbe essere nella norma con la media delle annate precedenti, così pure il quadro acido. La resa di uva/vino dovrebbe essere in linea con le vendemmie precedenti con una tendenza a un leggero incremento dovuto anche ai nuovi vigneti impiantati. I presupposti qualitativi del futuro vino si possono definire buoni, anche in funzione dell’andamento vegetativo e meteorologico avuto fin ad ora.

Friuli Venezia Giulia
Quantità: -7% rispetto vendemmia 2019
La stagione invernale è stata caratterizzata da mesi poco piovosi e con temperature al di sopra della norma. Dopo le precipitazioni dei primi di marzo, un lungo periodo di clima secco e ventilato ha costretto i vignaioli a intervenire con irrigazioni di soccorso, al fine di garantire il germogliamento della vite. Le piogge dei primi giorni di maggio hanno preparato al meglio la pianta alla fioritura, avvenuta dopo il 20 dello stesso mese, in anticipo di una decina di giorni rispetto allo scorso anno. L’andamento climatico nei mesi di giugno e luglio, è stato contraddistinto da una spiccata variabilità, mentre la chiusura del grappolo è avvenuta dopo la metà di giugno e l’invaiatura è in linea con lo scorso anno. Molto bene l’andamento di agosto, con un clima temperato caratterizzato da alcuni piovaschi pomeridiani che hanno contribuito ad aumentare l’escursione termica, favorendo la complessità aromatica, specialmente nelle uve a bacca bianca. Per quanto riguarda lo stato sanitario delle uve, ad oggi, non si sono registrati particolari problemi se non alcuni sporadici attacchi di peronospora e oidio durante il periodo vegetativo, a causa di insistenti ristagni di umidità particolarmente frequenti nelle zone pianeggianti. I primi dati analitici (rapporto zucchero – acido) fanno registrare un lieve calo di concentrazione zuccherina rispetto alla vendemmia precedente, con un considerevole aumento della componente acida, fondamentale per l’equilibrio aromatico del futuro vino. La vendemmia è iniziata a fine agosto per le basi spumante, per alcuni vigneti di prima produzione e per le nuove varietà “resistenti alle crittogame” (funghi della vite).Si va ai primi di settembre invece per Pinot grigio, Pinot nero e alcuni cloni di Sauvignon. A seguire si vendemmieranno le uve di Traminer aromatico, Chardonnay, Pinot bianco, Glera (per Prosecco) e Ribolla gialla. Stando alle attuali condizioni climatiche, solo dopo il 20 di settembre dovrebbero iniziare i primi conferimenti di uve a bacca rossa (Merlot e Cabernet franc), per terminare con la raccolta delle varietà tardive (Verduzzo, Refosco e Picolit). Per le uve rosse, purtroppo ridotte a un 20% dell’intera produzione viticola regionale, un certo interesse è rivolto al Refosco, al Merlot, al Cabernet sauvignon e al Pinot nero che da quest’anno entrerà nella produzione del Prosecco rosé. Allo stato attuale, rispetto allo scorso anno, la quantità di uva si attesta attorno ad un meno 7% con una qualità definibile ottima.

Liguria
Quantità: +15% rispetto vendemmia 2019
In Liguria sia a Levante, sia a Ponente, si stima una buona produzione favorita da un andamento climatico che porterà qualcosa in più nelle cantine liguri rispetto allo scorso anno. Nelle zone più prossime al mare si inizierà dai primi di settembre con la raccolta delle uve Pigato e Vermentino, per poi proseguire nelle aree più interne con la raccolta del Rossese. Seppur si sia rilevata una certa variabilità meteorologica, sono stati riscontrati alcuni focolai di oidio che comunque sono stati ben controllati. L’uva sta maturando bene, con un ottimo rapporto zuccheri/acidità: la previsione qualitativa è buona. Si prevede un incremento produttivo medio del 15% rispetto al 2019.

Emila Romagna
Quantità: +7% rispetto vendemmia 2019
L’andamento climatico del 2020 è stato caratterizzato dalla scarsità di pioggia in diverse zone della regione, per cui si è dovuti ricorrere all’irrigazione di soccorso. La siccità di fine inverno ha inciso sulla differenziazione a fiore, con un numero di fiori non elevato; il ridotto contenuto di acqua del suolo e le alte temperature di inizio marzo hanno predisposto le viti ad un anticipo di germogliamento, salvo interrompere questa fase di sviluppo causa un importante ritorno di freddo a fine marzo/primi di aprile. Sono rari, e comunque irrilevanti, i casi di danni diretti ai germogli e alle gemme della vite, ma questa situazione ha disturbato molto il corretto svolgimento del germogliamento. C’è però da segnalare la comparsa di una nuova malattia fungina in alcune zone dell’Emilia: black rot. Oltre alla disformità di maturazione, bisogna mettere in conto anche una minor quantità di grappoli rispetto al preventivato, a seguito del minor numero di gemme schiuse rispetto a quelle lasciate con la potatura. A parità di vitigno, quest’anno la differenza di maturazione tra pianura e collina è decisamente significativa: per il Trebbiano si sono registrate differenze in termini di alcol potenziale anche di due gradi. Le varietà precoci quali Chardonnay, Pinot e Sauvignon hanno raggiunto la maturazione con circa 8-10 giorni di anticipo rispetto al 2019, conservando però livelli di acidità superiori rispetto alla scorsa vendemmia, probabilmente in ragione di maggiori escursioni termiche tra il giorno e la notte, che hanno favorito anche quadri aromatici delle uve molto interessanti. Situazione a sé quella del Pignoletto, che denota una forte differenza tra la maturazione di collina e pianura, con un divario di almeno 10 giorni. Disformità anche nella maturazione del Sangiovese, che negli appezzamenti più esposti mostra un anticipo anche di 15 giorni rispetto al 2019, mentre sui versanti meno esposti bisognerà aspettare di più. Più omogenea la situazione nel caso del Merlot, anche se quello in collina comunque anticipa di circa 7-8 giorni suquello di pianura. L’Albana è il vitigno che meno ha risentito del clima in termini di allegagione e quindi di produzione: produzioni buone ed equilibrate, abbastanza allineate con l’epoca di maturazione media di questo vitigno che si dovrebbe attestare tra la I e la II decade di settembre. Per il Cabernet si può attendere, sperando che il clima aiuti il perfezionamento della maturità fenolica, così come per il Sangiovese in alcune aree collinari. In conclusione, per raccogliere al giusto grado di maturazione, bisognerà avere attenzione e pazienza, diluendo la raccolta su un arco temporale lungo, che è partito prima di Ferragosto con la raccolta delle basi per gli spumanti metodo classico e terminerà con ragionevole probabilità a fine settembre/primi di ottobre con alcuni Sangiovese, ma soprattutto con Trebbiano e Uva Longanesi. La produzione si prevede in ogni caso di eccellente qualità, con un incremento del 7% rispetto al 2019.

Toscana
Quantità: +15% rispetto vendemmia 2019
L’annata 2020 è cominciata con una piovosità piuttosto limitata nei mesi invernali. Le viti hanno iniziato a germogliare negli ultimi giorni di marzo in concomitanza di giornate fredde, caratterizzate da temperature minime anche inferiori agli zero gradi. Sporadicamente ci sono stati danni da freddo nei fondovalle e sulle varietà più precoci. La fertilità si è dimostrata da subito inferiore rispetto alla media degli ultimi anni (soprattutto sui cordoni speronati), complici le gelate tardive e l’anomalia termica verificatasi nella primavera 2019 durante la differenziazione a frutto delle gemme basali dei germogli. L’inizio fioritura è stato registrato tra il 20 ed il 25 maggio a seconda delle varietà, con poi un decorso regolare favorito da un clima ideale caratterizzato da giornate calde, secche e lievemente ventose. Come conseguenza si è notata un’ottima allegagione dei frutti che ha portato ad una buona architettura dei grappoli, contraddistinti da una bella elongazione e ramificazione del rachide. Complice la scarsa piovosità (le uniche piogge ci sono state a giugno), la presenza di peronospora è stata molto limitata se non assente, mentre si è notata una pressione oidica importante, che ha costretto a trattamenti supplementari nel periodo da fine giugno a metà luglio. Durante gli ultimi giorni di luglio è cominciata l’invaiatura su Sangiovese con un leggero anticipo rispetto alla media degli ultimi anni. Le calde temperature di agosto hanno limitato la presenza di insetti dannosi. Per contro, si notano sempre di più ingenti danni da ungulati. Attualmente le uve presentano un ottimo stato sanitario. Nelle ultime settimane si sono cominciati a evidenziare fenomeni di stress idrico a causa del perdurare del clima secco e delle temperature elevate. La raccolta delle varietà bianche precoci e delle basi spumante è iniziata nella seconda metà di agosto in alcune zone. Si prevede la raccolta del Merlot e di altre varietà precoci durante i primi giorni di settembre. Nelle settimane centrali di settembre si ipotizza la raccolta di Vermentino, Vernaccia e dei vigneti nelle zone di Bolgheri, per poi proseguire, verso la fine del mese, con le uve di Sangiovese per Chianti, Chianti Classico e Brunello di Montalcino, Carmignano e Nobile di Montepulciano. La previsione è di una contrazione del 15% della produzione, che potrebbe essere ancora più importante se permangono condizioni di siccità. La sanità e la concentrazione delle uve porta a pensare che si tratti di un’ottima annata da un punto di vista qualitativo, soprattutto per i vini rossi da invecchiamento.

Umbria
Quantità: -5% rispetto vendemmia 2019
La stagione 2019 si è conclusa registrando nei mesi di novembre e di dicembre il frequente transito di perturbazioni atlantiche con piovosità superiore alla media. Anche le temperature sono state superiori alla norma. I mesi di gennaio e febbraio 2020 si sono caratterizzati per le scarse precipitazioni e per le temperature in debole o moderata anomalia positiva nei massimi, mentre prossime alla norma sono risultate le minime. Questa carenza di precipitazioni nei primi mesi dell’anno non ha creato particolari apprensioni alla luce della rilevante piovosità che, fra novembre e dicembre, ha riallineato le riserve idriche dei suoli. Nonostante un germogliamento in linea con le annate più regolari, a causa delle piogge copiose avvenute nella prima settimana di giugno, si è registrato un ritardo nelle successive fasi fenologiche di almeno 10 giorni, oltre ad attacchi disomogenei di peronospora. In particolare, l’invaiatura è avvenuta in ritardo rispetto ad una annata classica. Tale ritardo è stato in seguito compensato in parte dal clima caldo con poca escursione termica dei mesi di luglio e agosto. Nell’ultima settimana di agosto è iniziata la vendemmia per le varietà bianche internazionali, notoriamente precoci. Per le varietà tardive, come sempre, sarà il regime idrico del mese di settembre a decretare l’esito delle ultime fasi della maturazione e l’inizio della vendemmia per queste uve. La produzione al momento sembra essere in linea con quella dell’anno 2019, cioè non particolarmente abbondante, tuttavia, con il perdurare delle condizioni climatiche attuali potremmo assistere ad un abbassamento sensibile della produzione (bruciature, appassimento). La qualità sembra al momento ottima, con punte di eccellenza per le varietà tardive.

Marche
Quantità: +10% rispetto vendemmia 2019
Settimo anno consecutivo con inverno più caldo della media storica regionale. La terza decade del mese di marzo ha fatto registrare un flusso di aria gelida siberiana che ha causato un sensibile abbassamento dei valori termici che sono scesi mediamente di 10°C sotto la norma. Lo stesso mese è stato provvidenzialmente piovoso dopo il protratto periodo di siccità invernale con 111 mm di pioggia, corrispondente ad un incremento del 73% rispetto alla media storica. I mesi di aprile, maggio e giugno sono rientrati sostanzialmente nella media storica per quanto riguarda sia la temperatura media che le precipitazioni. Purtroppo, in questi mesi, soprattutto in alcune aree inter-ne del Fermano, si sono verificate grandinate ingenti che hanno praticamente azzerato le produzioni per questa annata. Nel mese di luglio si è instaurato un sistema di alta pressione che ha favorito giornate calde ma asciutte, con alcuni temporali estivi ed elevate escursioni termiche tra la notte e il giorno. Viste anche le basse temperature di fine marzo si è assistito ad un posticipo di circa una settimana rispetto al 2019 della data di germogliamento. Ritardo che è stato abbondantemente recuperato ed addirittura superato per quanto riguarda la data di fioritura, che invece ha registrato un anticipo medio di circa 7 giorni. Lo sviluppo vegetativo dei germogli è stato regolare ed equilibrato, mentre le maturazioni nel mese di agosto stanno procedendo con accumuli zuccherini settimanali importanti. Questa velocità sta portando a piena maturazione nella fascia costiera le varietà più precoci quali il Pecorino. Il ritardo di una settimana iniziale di questo passo potrà essere azzerato e portare il periodo di maturazione in linea con quello dello scorso anno, fatta eccezione per le aree interne del Piceno dove si registra un leggero ritardo. A seguito delle piogge insistenti del mese di maggio si è assistito in alcuni limitati casi alla comparsa di peronospora sulle foglie delle femminelle con particolare riferimento alla varietà Montepulciano. Da evidenziare la comparsa di numerosi casi di mal dell’esca nei vigneti più vecchi. La disponibilità idrica dei terreni ha consentito una buona divisione e distensione cellulare degli acini che sicura-mente hanno raggiunto la loro dimensione ottimale. Per le varietà notoriamente più produttive, quali Trebbiano toscano e Passerina, si prevede un aumento di produzione. Riguardo al Verdicchio si prevede una produzione in crescita dovuta principalmente al maggiore peso dei grappoli. A livello regionale si prevede un incremento di produzione del 10% circa.

Lazio
Quantità: -5% rispetto vendemmia 2019
Un inverno mite ha fatto partire in anticipo il ciclo vegetativo rispetto agli anni passati, anche se, successivamente, una primavera fresca e piovosa fino al 20 di giugno lo ha rallentato, in particolare nelle zone interne e alle altitudini più elevate. Alcuni temporali primaverili hanno condizionato fioritura e allegagione, regolando in modo naturale la quantità dei grappoli presenti sulle viti e rendendoli più spargoli. In generale, l’andamento stagionale è stato caratterizzato dal passaggio da una situazione di piovosità a quella di perdurante bel tempo e siccità, che hanno segnato soprattutto i mesi di luglio e agosto. Il repentino cambio di clima registrato in concomitanza con l’arrivo dell’estate e il conseguente innalzamento delle temperature con i terreni ancora umidi, sono stati ben controllati dai viticoltori, che hanno evitato lo svilupparsi di malattie nel vigneto. Ci si aspetta una perfetta gradazione zuccherina, in linea con i valori dell’anno passato e della media degli ultimi 5 anni, e una qualità delle uve ottima, con punte di eccellenza per i vitigni bianchi precoci e per il Cesanese. La vendemmia sta iniziando con lieve ritardo rispetto alla media degli anni passati: a metà agosto per le basi spumante e nell’ultima decade di agosto per bianchi internazionali, a seguire per i bianchi autoctoni e rossi internazionali (rispettivamente prima e seconda decade di settembre) per terminare con Montepulciano e Cesanese rispettivamente nella terza decade di settembre e inizio ottobre. Al momento le uve sono in generale sanissime, appena più leggere del normale per via dello stress idrico che inizia a farsi sentire. Il raccolto dovrebbe subire una leggera contrattura rispetto allo scorso anno di circa il 5%.

Abruzzo
Quantità: +7% rispetto vendemmia 2019
L’andamento climatico ha visto un inverno mite e siccitoso, una primavera fresca a tratti fredda, con poche precipitazioni piovose a carattere torrentizio tra fine marzo e aprile, piogge ripetute ma di scarsa entità tra maggio e luglio. Il germogliamento è stato in linea con gli altri anni, non c’è stato il temuto anticipo, probabilmente a causa della scarsa presenza di acqua e della poca idratazione delle piante. I vitigni precoci hanno avuto un’ottima allegagione, con una rapidissima moltiplicazione cellulare e distensione che ha causato uno sviluppo velocissimo. I vitigni tardivi, ovvero quelli di quarta epoca di maturazione, in modo particolare il Montepulciano, hanno avuto delle fasi fenologiche un po’ dilatate e si trovano con 5-7 giorni di ritardo rispetto alla media del periodo. Dal punto di vista sanitario i vigneti si presentano sani, non ci sono stati particolari focolai d’infezioni, solo l’oidio si è manifestato in modo sporadico nei vigneti più sensibili, ma senza conseguenze. La vendemmia per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot grigio) è iniziata tra il 17 e il 20 agosto nelle zone più costiere, mentre per quelle più interne e collinari intorno al 24 dello stesso mese. Per le altre uve bianche (Trebbiano, Malvasia, Passerina e Pecorino) l’inizio dei conferimenti è previsto a fine agosto, primi di settembre. Per le varietà a bacca rossa, principalmente Sangiovese e Montepulciano, si prevede che la raccolta avverrà a partire dall’ultima settimana di settembre fino poi alla fine di ottobre. La quantità si stima superiore del 7% circa rispetto alla vendemmia precedente, con un tenore qualitativo molto buono con punte di eccellenza sia sui vini bianchi che sui rossi, confidando in un mese di settembre con un meteo stabile.

Molise
Quantità: +2% rispetto vendemmia 2019
L’andamento stagionale ha consentito una buona gestione dei vigneti, che appaiono ad oggi in ottima salute. La previsione si attesta su di un leggero incremento rispetto al 2019, che porterà a un risultato produttivo di 233.000 ettolitri. I primi dati analitici sulle uve sono confortanti per il grado di maturazione raggiunto, il che fa ben sperare sul livello qualitativo del vino.

Campania
Quantità: invariata rispetto vendemmia 2019
L’annata 2020 è stata abbastanza omogenea in tutta la regione, poiché le condizioni climatiche sono state simili sia nelle zone pedemontane sia nella fascia costiera. I primi mesi dell’anno sono stati caratterizzati da temperature piuttosto miti, con una piovosità moderata, che hanno contribuito ad un germogliamento nei tempi classici attorno alla metà di aprile. I mesi di aprile e maggio hanno fatto registrare temperature leggermente al di sopra della media. Nell’ultima settimana di maggio e i primi di giugno un anticiclone proveniente dal Nord Europa ha segnato un repentino abbassamento delle temperature medie di almeno 3 °C. Ciò ha rallentato il ciclo vegetativo della vite, spostando di qualche giorno la fioritura e di conseguenza l’allegagione. Pochi i danni segnalati a seguito di questo improvviso calo delle temperature ai primi di giugno sulla fioritura del Fiano di Avellino in Irpinia. Qualche leggera gelata nello stesso periodo ha fatto qualche danno a macchia di leopardo tra le zone più alte attorno a Benevento e la parte bassa di Torrecuso. Lo stato vegetativo della vite non è stato compromesso in quanto si è avuta una buona percentuale di allegagione. Da metà giugno il recupero delle medie stagionali, con giornate calde ed assolate, ha riportato le fasi fenologiche nella norma e nel complesso la stabilità delle condizioni climatiche ha determinato una bassissima pressione fitopatica. Il perdurare di buone condizioni climatiche nei mesi di luglio e agosto ha portato a una buona maturazione delle uve, complice l’assenza di picchi di caldo, al contrario degli anni precedenti. Ad oggi le uve bianche presenti sul territorio regionale sono tutte invaiate. In generale si può stimare un leggero anticipo sulla raccolta di circa 5-7 gg rispetto l’epoca classica. Per i rossi invece, considerando anche la grande biodiversità del vigneto Campania, possiamo dire che l’invaiatura è giunta ad un 50-60%. I tempi di raccolta delle uve a bacca nera, fatto salvo repentini e inaspettati cambiamenti climatici a settembre, dovrebbero essere regolari. Con queste premesse, la previsione sula qualità delle uve si attesta su parametri di eccellenza, e per quanto riguarda le uve da basi spumante si rilevano ottimi equilibri di acidità. Nei primi giorni di settembre si prevede la raccolta della Falanghina, destinata all’elaborazione delle basi spumante, con un leggero anticipo di circa 5-7gg rispetto lo scorso anno. Per il Piedirosso, se si protrarranno le attuali condizioni meteo, sarà raccolto regolarmente a partire dalla prima decade di ottobre. Nell’area di produzione del Vesuvio, le maturazioni sono ottimali ed uniformi grazie alle piogge passate. Sulle principali varietà a bacca bianca (Caprettone e Falanghina) si prevede un leggero anticipo di circa 7 gg sulla raccolta rispetto alla scorsa annata. Per le varietà rosse (in particolare Piedirosso e Aglianico) l’invaiatura è giunta al 60% e si può prevedere che i tempi di raccolta siano regolari a partire dai primi di ottobre. Per quanto concerne la Penisola Sorrentina, per le uve Gragnano e Lettere, la raccolta dovrebbe cominciare regolarmente (non prima di fine settembre-inizi di ottobre) con una resa in linea con lo scorso anno. In provincia di Caserta, nell’Agro-aversano la raccolta dell’Asprinio destinato alle basi spumante, prevede un anticipo di circa una settimana rispetto lo scorso anno. In generale si prevede una raccolta con quantità simili a quelle dl 2019.

Puglia
Quantità: -5% rispetto vendemmia 2019
L’inverno è stato mite: si sono susseguiti e alternati brevi periodi di freddo e pioggia. Non sono mancati casi di gelate ma sono stati sporadici, seppure sparsi per tutta la Puglia, ed hanno portato ad una perdita parziale di prodotto su alcune varietà precoci (Minutolo), ma non tanto gravi da pregiudicarne l’annata. La fase di germogliamento è avvenuta in un clima ideale, con giornate soleggiate e temperatura mitigata dal vento di Tramontana. Ugualmente le fasi fenologiche successive sono avvenute in modo regolare e perfetto. I mesi di giugno e luglio sono stati caratterizzati dal caldo, interrotto solo da alcuni periodi più freschi che hanno favorito la maturazione. I primi grappoli si sono staccati a fine luglio con le uve a base spumante per poi proseguire con Chardonnay, Pinot e Sauvignon. Le operazioni di raccolta per le uve autoctone bianche come Bombino bianco, Verdeca e Bianco d’Alessano sono previste per la prima decade di settembre, per poi proseguire con gli altri vitigni come il Trebbiano e la Malvasia. Per i vitigni a bacca rossa come il Primitivo si è avviata la vendemmia nella seconda metà di agosto, mentre per il Negroamaro intorno alla seconda decade di settembre. A fine settembre sarà il turno del Bombino nero, proseguendo con Montepulciano e Susumaniello e terminando con il Nero di Troia. La vendemmia 2020, dalle prime stime effettuate su Sangiovese, Trebbiano, Nero di Troia, Merlot e Lambrusco, si accinge ad essere un’ottima annata, con un vigneto che si presenta in buona salute. In termini di qualità le attese sono elevate, soprattutto grazie al fatto che la bacca risulta sana, senza particolari stress, con un buon grado zuccherino e con valori di acidità ottimali e stabili.

Basilicata
Quantità: -5% rispetto vendemmia 2019
Il clima si è rivelato quest’anno molto favorevole, con temperature senza picchi eccessivi, che avrebbero minato l’attività fotosintetica della pianta, e con una buona escursione termica tra giorno e notte in tutta la regione. Le piogge sono state sempre abbondanti e ben distribuite su tutto il periodo stagionale, così da permettere un corretto assorbimento da parte della pianta e, nel contempo, poter intervenire con trattamenti fitosanitari a cadenza regolare. L’unica anomalia che si registra riguarda una perturbazione accompagnata da grandine che ha investito la zona bassa del Vulture provocando danni di media importanza. Tale evento è rimasto però isolato e la produzione non ha subito conseguenze, lasciando proseguire l’evolvere delle viti ottimamente. Infatti la previsione sulla qualità è di alte aspettative, mentre si pensa a una leggera diminuzione sulla quantità rispetto al 2019.

Calabria
Quantità: invariata rispetto vendemmia 2019
L’andamento stagionale, seppur con qualche anomalia lungo i diversi mesi, non ha influito sul risultato finale. Nessuna particolare preoccupazione legata ad infezioni della pianta, che sono sempre state sotto controllo durante tutte le fasi fenologiche. La vendemmia in Calabria si stima sostanzialmente in linea con quella dello scorso anno, quindi intorno ai 110.000 ettolitri di vino.

Sicilia
Quantità: -15% rispetto vendemmia 2019
L’annata 2020 lascia alle spalle un andamento nella norma. Il clima non è stato favorevole in inverno e primavera, con fenomeni di siccità, ma per fortuna l’estate non ha registrato grandi ondate di caldo. A fine marzo si è avuto un periodo di circa 15 giorni di freddo, che ha rallentato e riportato in linea rispetto alla media annuale la fase fenologica del germogliamento. Le temperature particolarmente basse rispetto alla media di questo periodo hanno contenuto la crescita vegetativa, impedendo anche lo sviluppo di fitopatie. La fioritura è iniziata con circa 8 giorni di ritardo e l’allegagione è stata piuttosto irregolare, determinando qualche fenomeno di acinellatura. I mesi di giugno e luglio sono decorsi con assenza di precipitazioni importanti e con giornate soleggiate e calde. Alla fine di luglio alcune zone sono state interessate da una perturbazione atlantica, che ha portato un abbassamento delle temperature e abbondanti precipitazioni che hanno permesso un riequilibrio idrico dei vigneti. In generale la gestione delle vigne non ha evidenziato particolari problemi. La qualità finora è buona, ma dipenderà da settembre. Buona anche la curva aromatica grazie a escursioni termiche giuste, fino a 12 gradi in notturna con punte di 18°C nei territori superiori a 350 metri sul livello del mare. La vendemmia è iniziata a fine luglio con le varietà precoci (Pinot grigio, Chardonnay base spumante) e sta pro-seguendo nel migliore dei modi, tanto che i primi dati analitici dei mosti in fermentazione fanno ben sperare per i futuri vini, per i quali si prevede un’ottima annata soprattutto per i rossi con gradazioni medio-alte. Complessivamente in tutta la regione si stima un calo della produzione del 15%.

Sardegna
Quantità: +18% rispetto vendemmia 2019
L’annata 2020 è stata caratterizzata da un inverno mite, una stagione primaverile con discrete precipitazioni e temperature nella media che hanno favorito un anticipo nel germogliamento di 7-10 giorni ed un ottimo sviluppo vegetativo. Non si sono verificati particolari eventi atmosferici negativi a parte qualche danno da gelata in maniera sporadica al Nord sul Vermentino, nell’Oristanese sulla Vernaccia e più consistente nel Sud dell’isola soprattutto sulle cultivar precoci come lo Chardonnay ed il Moscato. Qualche preoccupazione destano le temperature troppo elevate riscontrate tra il 13 ed il 22 agosto, che potrebbero creare un blocco delle piante più esposte in particolare negli impianti non irrigui con scottature delle uve e fenomeni di disidratazione con relativa perdita in quantità e qualità. Allo stato attuale tutte le uve mostrano una buona qualità, con la varietà vermentino in splendida forma sia in termini qualitativi che quantitativi, seguita da Malvasia, Nasco e Nuragus, Torbato. La qualità risulta buona anche nelle varietà precoci come il Moscato, lo Chardonnay e la Vernaccia, purtroppo colpite da gelata primaverile che ha comportato una diminuzione delle quantità. Nella prima decade di agosto sono state già in buona parte effettuate le raccolte per le basi spumante e attualmente e già in stato avanzato quella delle cultivar più precoci internazionali come Chardonnay, Sauvignon e Moscato. Intorno al 17 agosto è iniziata la raccolta del Vermentino, entrata nel vivo la settimana del 24 agosto nel Sud dell’isola, mentre al Nord si prevede l’inizio ai primi di settembre. Nell’ultima settimana di agosto è iniziata anche la raccolta del Nasco. Si è dato il via alla raccolta delle uve da utilizzare per i rosati il 24 agosto, mentre per quanto riguarda il Carignano si prevede l’inizio raccolta dalla seconda settimana di settembre. Sulle cultivar più tardive come il Cannonau si prevede un anticipo intorno ai 7-10 giorni, anticipo fortemente legato all’andamento climatico delle prossime settimane. Sul finire di agosto è avvenuta la variazione dei venti da Scirocco a Maestrale, che ha aiutato senz’altro a ristabilire una situazione climatica più favorevole ad una corretta maturazione. Si prevede in linea generale una buona raccolta sia per le uve bianche sia per le uve rosse, con notevole incremento in particolare delle uve Vermentino, fortemente colpite dalle gelate nella scorsa annata. Il buono stato qualitativo e sanitario delle uve ad oggi fa presupporre l’ottenimento di vini di ottima qualità con punte di eccellenza.

Copyright © 2000/2020


Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit


Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2020