Tagliare 50 grammi di cibo gettato a testa ogni settimana, in maniera tale che nel 2030 lo spreco alimentare settimanale pro capite raggiungerà 369,7 grammi, ovvero il 50% in meno dei 737,4 grammi registrati attualmente, in linea con l’Agenda 2030 dell’Onu. È l’obiettivo con cui l’Osservatorio Waste Watcher International si affaccia alla “Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare”, edizione n. 13, che quest’anno si celebrerà il 5 febbraio e il il cui tema è proprio #2030Calling.
“Trasformazioni strutturali e durature dei nostri comportamenti sono quelle richieste a tutti noi”, spiega Andrea Segrè, fondatore della Giornata e direttore scientifico Osservatorio Waste Watcher, sottolineando come questo obiettivo rappresenti un “percorso concreto verso la riduzione del 50% dello spreco alimentare entro il 2030 e una rinnovata consapevolezza della responsabilità di ciascuno e dell’interconnessione globale”.
Per l’occasione, il 3 febbraio in Piazza Venezia a Roma, si svolgerà l’evento ufficiale promosso dalla campagna Spreco Zero con la partecipazione delle istituzioni, di esperti e stakeholders, in cui verranno presentati i nuovi dati del Rapporto 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International, il termometro dello spreco legato ai comportamenti di fruizione e gestione del cibo: secondo i numeri più recenti, nello Stivale il costo complessivo dello spreco alimentare aveva raggiunto i 14 miliardi di euro, ovvero 4,5 milioni di tonnellate di cibo gettato.
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