In un momento in cui il dibattito sul gender gap attraversa tutto il comparto agroalimentare, dalla viticoltura alla produzione brassicola, arriva una fotografia nitida e per certi versi allarmante della condizione femminile nel settore della birra in Italia: le donne sono preparate, qualificate e presenti in ruoli chiave lungo l’intera filiera, ma continuano a fare i conti con stereotipi, mancati riconoscimenti professionali e comportamenti discriminatori. A dirlo, è la prima indagine nazionale dedicata alle professioniste della birra, promossa dall’Associazione Le Donne della Birra (fondata nel 2015 per valorizzare il ruolo della donna in ambito birrario e diffondere e migliorare la conoscenza e la cultura della birra di qualità) con il patrocinio della Consigliera di Parità della Regione Lombardia Anna Maria Gandolfi e il supporto di Associazione Le Donne dell’Horeca (Adhor), di AssoBirra, l’associazione che rappresenta l’industria birraria italiana, e di Unionbirrai, organizzazione di riferimento per i birrifici artigianali indipendenti. Il sondaggio ha coinvolto 212 donne per un totale di oltre 4.500 risposte, restituendo per la prima volta un quadro dettagliato della presenza femminile nel comparto brassicolo nazionale (i risultati saranno presentati il 15 ottobre nell’edizione n. 8 del convegno Filiera della Birra, al Palazzo della Cultura di Milano).
Un’indagine che si inserisce nel più ampio dibattito sul ruolo delle donne nelle filiere agroalimentari e che trova un punto di contatto con il mondo del vino, dove la crescente leadership femminile sta contribuendo a ridefinire modelli organizzativi e strategie aziendali. La ricerca “Il ruolo delle donne nella trasformazione dei modelli di governance e di leadership nelle aziende vitivinicole”, realizzata dalla business school internazionale Mib Trieste School of Management con l’Associazione Nazionale Le Donne del Vino, evidenzia, infatti, come le imprese guidate da donne mostrino spesso una maggiore capacità di visione, innovazione e sostenibilità, contribuendo a ridefinire i modelli di leadership nel comparto.
Nonostante le difficoltà, il giudizio complessivo sul comparto resta positivo: il mondo della birra viene, infatti, descritto come creativo, stimolante e ricco di opportunità. Ma se nel vino la sfida è oggi quella di consolidare i risultati raggiunti e trasformare la crescente presenza femminile ai vertici in un nuovo paradigma di leadership, nella birra il percorso appare ancora più impegnativo: la presenza femminile è, ormai, una realtà consolidata lungo tutta la filiera, ma il pieno riconoscimento di competenze, autorevolezza e capacità di guida resta un traguardo ancora da conquistare.
Le partecipanti al sondaggio condotto dalle Donne della Birra operano su tutto il territorio italiano e rappresentano realtà molto diverse, dai birrifici artigianali ai grandi gruppi industriali, dalle aziende di distribuzione ai pubblici esercizi, con una forte presenza nei settori produzione, commerciale e vendite, eventi e somministrazione, oltre che in ambiti specialistici come marketing, risorse umane, finanza e acquisti e approvvigionamenti. Il profilo delineato dall’indagine è quello di professioniste prevalentemente comprese tra i 35 e i 54 anni, con un elevato livello di istruzione, una significativa esperienza lavorativa e una marcata propensione all’aggiornamento professionale attraverso percorsi specifici per mastri birrai, sommelier della birra, degustatrici, analisi sensoriale e tecniche di spillatura. Proprio la formazione è uno degli elementi centrali della ricerca: molte intervistate ritengono, infatti, che il possesso di competenze tecniche specialistiche sia indispensabile per ottenere credibilità e rispetto in un settore ancora dominato dagli uomini.
Eppure il problema non è la preparazione. Il 40% delle donne intervistate segnala difficoltà direttamente legate al genere, mentre il principale ostacolo individuato riguarda la fatica nel vedere riconosciuta la propria autorevolezza professionale. Molte raccontano di dover dimostrare più dei colleghi uomini il proprio valore per essere considerate competenti, soprattutto nei rapporti con clienti e fornitori. Continuano, inoltre, a pesare stereotipi sulla forza fisica necessaria per lavorare in produzione e pregiudizi che associano la maternità a una minore continuità professionale o a ridotte prospettive di carriera.
Particolarmente significativo è anche il dato relativo al clima lavorativo: se il 55% delle intervistate considera inclusivo il proprio ambiente professionale, il 24,5% dichiara di aver subito episodi di sessismo, sminuimento professionale o molestie, mentre il 12,7% afferma di aver assistito a situazioni analoghe. In alcuni casi, chi ha denunciato tali comportamenti ha riferito di aver subito conseguenze pesanti, fino ad arrivare a episodi di mobbing. Accanto alle criticità emergono però segnali di cambiamento, soprattutto nelle aziende più strutturate, dove cresce l’attenzione verso la prevenzione delle molestie e la costruzione di ambienti di lavoro più inclusivi. Tra gli strumenti indicati dalle partecipanti figura anche la Certificazione della parità di genere Uni/PdR 125:2022, considerata utile per introdurre politiche aziendali orientate all’equità.
Un ruolo fondamentale viene attribuito anche al networking: le associazioni femminili sono percepite come strumenti preziosi per superare l’isolamento professionale, favorire il confronto, sviluppare attività di mentoring e rafforzare la solidarietà tra colleghe. Le professioniste chiedono, inoltre, una profonda evoluzione nella comunicazione del settore, auspicando il superamento di immaginari ancora legati a codici prevalentemente maschili e all’oggettivazione del corpo femminile, per valorizzare, invece, la birra come prodotto culturale e professionale. Tra le azioni concrete suggerite dall’indagine figurano il rafforzamento della formazione tecnica e scientifica, programmi aziendali contro i bias inconsci, il sostegno ai percorsi Science, Technology, Engineering and Mathematics (Stem), la promozione dell’equità salariale, il monitoraggio della presenza femminile nei ruoli di leadership e misure a favore della genitorialità come maggiore flessibilità oraria, smart working e congedi parentali più evoluti.
“Questa indagine ci restituisce una fotografia importante - afferma Federica Felice, presidente delle Donne della Birra - abbiamo incontrato donne competenti, formate, appassionate e protagoniste a tutti gli effetti della filiera birraria, ma abbiamo anche raccolto testimonianze che mostrano quanto alcuni stereotipi siano ancora presenti. Il nostro obiettivo è trasformare questa fotografia in uno strumento di cambiamento: vogliamo che nel mondo della birra competenza, professionalità e talento siano riconosciuti senza differenze di genere. Per questo continueremo a promuovere formazione, confronto e occasioni per fare rete, coinvolgendo donne e uomini dell’intero settore”, conclude Felice.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026



























































































































































































