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Allegrini 2018
GUIDE

Vitae 2021, Antinori al top con 8 etichette “Quattro Viti”, davanti alla famiglia Lunelli (a 5)

Sul podio della guida Ais (presentazione online il 28 novembre), con 3 vini, Gruppo Santa Margherita, Gruppo Italiano Vini, Allegrini e Gaja
AIS, ALLEGRINI, ANTINORI, BARBARESCO, BAROLO, BRUNELLO, FRANCIACORTA, GAJA, GIV, GUIDA, LUNELLI, PIEMONTE, QUATTRO VITI, SANTA MARGHERITA, TOSCANA, VITAE 2021, Italia
I vigneti di Antinori nel Chianti Classico

Barolo Bussia Vigna Colonnello Riserva 2014 di Prunotto, Bolgheri Superiore Guado al Tasso 2017 di Tenuta Guado al Tasso, Maremma Toscana Cabernet Poggio alle Nane 2017 di Fattoria le Mortelle, Solaia 2017 e Tignanello 2017 di Maerchesi Antinori, Nobile di Montepulciano Santa Pia Riserva 2016 di Fattoria la Braccesca, Muffato della Sala 2016 del Castello della Sala e Castel del Monte Aglianico Bocca di Lupo 2016 di Tormaresca: ecco le otto etichette del mondo Antinori, tra Toscana, Piemonte, Umbria e Puglia, capaci di conquistare le “Quattro Viti”, il massimo punteggio della Guida Vitae 2021 firmata da Ais - Associazione Italiana Sommelier, che verrà presentata sulla pagina Facebook Ais il 28 novembre.
In tutto, sono 694 i vini che hanno ottenuto le “Quattro Viti”, e dietro alla Marchesi Antinori, c’è la famiglia Lunelli, a quota cinque etichette. Quattro sono della griffe del Trentodoc Ferrari, cuore pulsante del gruppo: il Trento Brut Perlé Bianco Riserva 2012, il Trento Extra Brut Giulio Ferrari Riserva Del Fondatore 2009, il Trento Extra Brut Riserva Lunelli 2012 e il Trento Extra Brut Rosé Giulio Ferrari Riserva Del Fondatore 2008. A queste, va aggiunto il Montefalco Sagrantino Carapace 2016 di Tenuta Castelbuono, dedicato alla cantina firmata dal grande scultore Arnaldo Pomodoro (il Venissa Bianco 2015 di Venissa, il vigneto gioiello recuperato da Bisol - che, dal 2014, è entrato a far parte della famiglia Lunelli -  viene invece portato avanti personalmente da Gianluca e Matteo Bisol sull’Isola di Mazzorbo, a Venezia, ndr).
Sul gradino più basso del podio, a quota tre “Quattro Viti”, troviamo, invece, il Gruppo Santa Margherita, con il Franciacorta Dosage Zéro Annamaria Clementi Riserva 2010 e il Franciacorta Dosage Zéro Noir Vintage Collection Riserva 2011 di Ca’ del Bosco e L’alto Adige Spumante Pas Dosé 2015 di Kettmeir; Allegrini, con l’Amarone della Valpolicella Classico 2016, il Brunello di Montalcino Vignavecchia 2015 di San Polo e il Bolgheri Superiore Dedicato A Walter 2016 di Poggio al Tesoro; il Gruppo Italiano Vini, con lo Sforzato di Valtellina Sfursat 5 Stelle 2017 di Nino Negri, il Frascati Superiore Luna Mater Riserva 2019 di Fontana Candida e l’Aglianico del Vulture Superiore Serpara 2016 di Re Manfredi - Cantine Terre degli Svevi; e Gaja, il re del Barbaresco con la passione per la Toscana, con il Barbaresco Sorì San Lorenzo 2017, il Barolo Sperss 2016 e il Bolgheri Rosso Camarcanda 2017 di Ca’ Marcanda.
A livello regionale, guida il Piemonte, con 152 vini premiati, davanti ala Toscana, a quota 129 etichette insignite dei “Quattro Grappoli”, mentre in termini di denominazioni, i Barolo sono 78, i Barbaresco 29, i Brunello 23 e i Chianti Classico 17, come i Franciacorta. “La declinazione dell’evento in forma virtuale ci consente - dice il presidente Ais, Antonello Maietta - di dare maggiore spazio alla voce dei produttori, che potranno raccontare in prima persona le eccellenze della nostra guida. Anche se le attuali contingenze non ci permettono di riunirci di persona con tutti i nostri Sommelier e con tutti gli appassionati, come di consueto, potremo fare insieme un brindisi virtuale collegandoci dai nostri dispositivi”.

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