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DATI

Enoturismo, in cantina vince la degustazione con il tour. Ma bisogna crescere online

Divinea: nelle aziende italiane l’accoglienza è donna, ma nel weekend troppe chiusure. La spesa media tra 21 e 50 euro a persona

Per quanto le attività in cantina si stiano sempre più diversificando, ad oggi, la proposta nelle aziende del Belpaese, è ancora principalmente basata sulla classica degustazione tra 3 e 5 vini e comprensiva del tour della cantina che è presente in quasi tutte le aziende e corrisponde al 71% dell’offerta enoturistica complessiva, come raccontano i dati raccolti ed analizzati dall’ultimo report Divinea, il principale portale di enoturismo italiano, con oltre 350 aziende vitivinicole e 1.200 esperienze. Dietro al tour, le esperienze esclusive, ovvero quelle che vanno al di là della classica degustazione, come ad esempio, il pic-nic, il trekking tra i vigneti, la caccia al tartufo, il corso di cucina o il pranzo con degustazione che in totale corrispondono al 14% dell’offerta. Gli eventi rappresentano il 7% delle proposte enoturistiche e sono particolarmente concentrati nella stagione estiva. Il 5% delle esperienze sono rappresentate dalle degustazioni online che continuano anche dopo il periodo di emergenza sanitaria, mentre il restante 3% sono esperienze di lunga durata che prevedono il pernottamento, come ad esempio il week-end in cantina, particolarmente richiesto in occasione di compleanni e anniversari.

Ogni cantina propone mediamente 4,2 esperienze, un dato in crescita rispetto agli anni precedenti principalmente dovuto al fatto che sempre più cantine si siano organizzate per promuovere esperienze originali che vadano al di là delle classiche degustazioni e che alcune cantine abbiano deciso di promuovere le degustazioni online per continuare a mantenere il contatto con i clienti anche durante i periodi di basso flusso enoturistico. Altro punto rilevante della proposta enoturistica riguarda la distribuzione delle giornate prenotabili: il 98% delle esperienze sono prenotabili durante la settimana da lunedì e venerdì; il sabato e la domenica sono il 78% le esperienze a disposizione rispetto alla totalità mentre, se si considera solo il sabato, questo dato scende al 55%. Sono percentuali sicuramente in crescita rispetto agli anni passati, tuttavia denotano ancora un evidente disallineamento rispetto alla domanda, visto che gli enoturisti prediligono viaggiare durante il fine settimana.

Guardando al prezzo per persona delle degustazioni, varia a seconda di diversi fattori come il numero di vini in degustazione, il tempo dell’esperienza, la tipologia di cantina e il territorio di appartenenza. Tuttavia, è possibile individuare tre livelli di degustazioni: le entry level, di solito con 3 vini e con giusto dei grissini per accompagnare e con un valore per persona fino a 20 euro, che rappresentano il 37% rispetto alla totalità delle degustazioni offerte; quelle di medio livello con 3-5 vini in degustazione spesso accompagnati da prodotti del territorio e con un prezzo per persona che varia tra 21 e 50 euro. Si tratta della maggior parte delle esperienze prenotabili, per la precisione il 55% delle degustazioni; le premium, che prevedono un’attenzione particolare al cliente, di solito sono sempre tour privati col produttore o l’enologo e hanno un prezzo superiore a 50 euro per persona, e rappresentano attualmente l’8% delle degustazioni totali, seppur in crescita anno dopo anno.

Analizzando invece i prezzi delle proposte delle esperienze in cantina diverse dalle degustazioni, ecco che il valore per persona si rivela ben più alto delle degustazioni. In particolare, come il 43% del totale presenti un prezzo per persona superiore a 50 euro. Gli eventi sono sempre una valida alternativa per le cantine con quasi la metà della proposta che si concentra in un range tra 21 e 50 euro. Oltre ad avere un numero di persone per prenotazione mediamente più alto rispetto alle tipiche esperienze, consentono alle cantine di gestire un numero complessivo di partecipanti più alto e con marginalità interessanti.

Guardando al personale coinvolto, emerge che il 55,7% delle aziende che erogano servizi enoturistici si avvale di personale interamente o comunque prevalentemente di sesso femminile. Inoltre come più dell’85% delle aziende presenti buona parte o non meno della metà della propria forza lavoro del gentil sesso, a riprova che l’enoturismo è sempre più a trazione femminile. L’indagine ha anche evidenziato come la forma di prenotazione più comune sia quella che prevede il pagamento in cantina prevista per l’87,7% dei rispondenti mentre il pagamento con carta di credito e/o Paypal è previsto nel 58,3% dei casi. Per chi non ha un sistema di pagamento online ma preferisce comunque ricevere la somma anticipatamente, il 33% dichiara di accettare anche bonifici bancari.

Inoltre, dai dati Divinea sulle aziende Fivi, quindi solitamente realtà di piccole e medie dimensioni, è emerso che il 4,6% delle cantine non ha una struttura predisposta ad accogliere visitatori, mentre il 68,2% svolge degustazioni ma non ha una risorsa dedicata. Poco meno di 1 cantina su 4 presenta una persona focalizzata all’ospitalità mentre solo il 3,1% dispone di un team strutturato per l’enoturismo. E ancora, il 53,5% delle aziende non presenta nel proprio sito web una sezione dedicata all’enoturismo, il 21,2% ha una sezione per le visite ma con informazioni parziali e non esposte in maniera chiara, il 19,6% presenta un form di prenotazione ma senza la possibilità di indicare la data e/o pagare online, mentre solo il restante 5,7% presenta un sito web predisposto alla vendita di esperienze enoturistiche e collegato al calendario delle disponibilità dell’azienda. Dati che dimostrano come vi siano ancora ampi margini di miglioramento sia per quanto riguarda le risorse umane che per le tecnologie a supporto della gestione enoturistica.

La distribuzione delle visite nei mesi dell’anno ritorna pressoché la stessa prepandemica. Al netto di diverse stagionalità a seconda delle diverse regioni vinicole, agosto e settembre restano i mesi più richiesti intorno al 20% ciascuno mentre tra luglio e ottobre si registrano il 70% delle prenotazioni effettuate durante il 2021. Guardando invece alla distribuzione delle prenotazioni per giorno, orario e forma di pagamento osserviamo che: la maggior parte delle prenotazioni avviene durante la settimana con preferenza il martedì, dal momento in cui le persone stanno meno al computer durante il fine settimana; l’orario preferito per prenotare una visita in cantina è la mattina presto e intorno all’ora di pranzo. In ogni caso, data la distribuzione su tutte le fasce orarie, è sempre meglio dotarsi di un sistema di prenotazione online piuttosto che perdere potenziali clienti; oltre 3/4 dei visitatori, indipendentemente dalla nazionalità, preferisce prenotare online, smentendo una volta per tutte le teorie di alcune cantine che ritengono che gli enoturisti non siano predisposti ai pagamenti online.

Stabile anche il numero di persone per ciascuna prenotazione che si conferma di 2,8 così come lo scontrino medio delle prenotazioni, che torna ai valori di pre-pandemia, per la precisione di 85,5 euro, dopo il calo a 77 euro registrato nella seconda metà del 2020. Analizzando nel dettaglio la variazione dello scontrino medio a seconda della tipologia di esperienza, troviamo la conferma che esperienze come il pic-nic, la cena in vigna o il trekking tra i vigneti siano mediamente il 25% più remunerative delle classiche degustazioni. Dopo il lockdown si riduce anche il lasso di tempo tra il momento della prenotazione e il giorno dell’esperienza in cantina che passa da 23 a 10 giorni. Questo intervallo di tempo resta pressoché invariato nel 2021, stabilizzandosi a 12 giorni. Come già era emerso dai dati 2020, la maggior parte delle prenotazioni arrivavano da un pubblico femminile. Nel 2021, però, si registra un ulteriore incremento del 12% che porta le prenotazioni effettuate da donne ai 2/3 del totale. Altro elemento da evidenziare è ancora l’elevato tasso di rifiuto da parte delle cantine, che si attesta all’11,1%. Il fatto che più di una prenotazione su 10 non venga confermata da parte della cantina conferma ancora la limitata capacità organizzativa da parte delle aziende che non hanno un controllo accurato delle loro agende e finiscono per rifiutare alcuni visitatori, in certi casi dopo che questi ultimi hanno già effettuato la prenotazione. Infine, la crescita delle esperienze acquisite come regalo, che nel 2021 si attestano al 17,2% sul totale dei pacchetti venduti con picchi fino al 40% a ridosso di ricorrenze come il Natale.


Focus - La classifica delle 10 esperienze più richieste del 2021


L’esperienza all’aria aperta

Passeggiare tra le vigne, degustare in un punto panoramico o in un angolo riparato all’ombra di un albero. Ogni luogo è perfetto per vivere un’esperienza memorabile immersi nella natura e scoprire i vini del territorio.

Punti di forza: perfettamente in linea con la tendenza di passare sempre più tempo in contatto con la natura e in totale sicurezza.

Punti di attenzione: le condizioni metereologiche possono mettere a repentaglio l’esperienza, è sempre meglio avere un piano b.


L’esperienza enogastronomica

L’accostamento cibo-vino resta sempre il preferito dei wine lover italiani. Dal tagliere per

l’aperitivo richiesto dai più giovani al pranzo e la cena con vino in abbinamento ad ogni portata

che accontenta tutti.

Punti di forza: il valore monetario dell’esperienza è superiore ad una classica degustazione e l’aspetto culinario permette di metterein risalto i vini in degustazione.

Punti di attenzione: preclude un investimento iniziale e incrementa i costi fissi. Da tenere presente anche gli eventuali adempimenti alle normative.


Il tour e la degustazione personalizzata

Sempre più richiesta da una nicchia di pubblico alto spendente che cerca un’esperienza esclusiva. Si passa dal wine lover che ricerca il confronto con l’enologo al turista che desidera avere un momento di condivisione con il proprietario.

Punti di forza: è un’esperienza ben remunerativa e crea le condizioni per fidelizzare il cliente.

Punti di attenzione: richiede tempo e organizzazione per dedicare le giuste attenzioni ai clienti.


La degustazione classica

Proposta da tutte le cantine anche se sempre più visitatori la considerano ripetitiva e poco memorabile. È importante che le cantine sappiano reinventarsi e trovare elementi distintivi.

Punti di forza: Non richiede un particolare investimento iniziale, facile da organizzare e permette di gestire anche visite dell’ultimo momento.

Punti di attenzione: segue un format standard che potrebbe scontentare chi ha già visitato altre cantine.

Il pic-nic in vigna

L’unione di esperienza all’aperto ed enogastronomica è il mix perfetto per chi cerca un momento di evasione dalla vita quotidiana e vuole stare in compagnia a contatto con la natura.

Punti di forza: particolarmente richieste durante la stagione estiva, da giovani e turisti di prossimità. Si rivolge ad un pubblico che, se soddisfatto, può tornare più volte ed esserne promotore.

Punti di attenzione: richiede organizzazione interna e un occhio di attenzione alle condizioni meteo. Attrae un tipo di pubblico che acquista mediamente meno vino al termine dell’esperienza.

L’esperienza romantica

Le cantine restano tra i luoghi preferiti per un momento intimo con il proprio partner. C’è chi la predilige per una ricorrenza come San Valentino, chi per l’anniversario, fino a chi la sceglie per fare la proposta di matrimonio.

Punti di forza: migliora il percepito dell’azienda e attrae un pubblico alto spendente, non necessariamente appassionato di vino.

Punti di attenzione: chi prenota questo genere di esperienze ha aspettative elevate e in genere acquista meno vino rispetto ad altre tipologie di clienti.

Smart Tasting

La degustazione online, in calo rispetto all’anno precedente, resta una valida alternativa per connettere le cantine con chi non ha la possibilità di recarsi fisicamente, soprattutto durante la bassa stagione enoturistica.

Punti di forza: abbatte le barriere geografiche, facilitando l’incontro anche in periodi con restrizioni, soprattutto per stranieri.

Punti di attenzione: l’investimento di tempo e risorse per gestire una degustazione da remoto in genere non è profittevole. Inoltre, riuscire a catturare l’attenzione del cliente di fronte ad uno schermo è sempre più difficile.

L’esperienza per famiglia

Un piccolo parco giochi, la degustazione con le marmellate, fino a personale dedicato che tiene compagnia ai più piccoli mentre i genitori si godono la visita in cantina.

Punti di forza: far felice i più piccoli significa soddisfare anche i genitori e questa attenzione viene ripagata con clienti fidelizzati e disposti a spendere cifre maggiori.

Punti di attenzione: preclude una rivisitazione degli spazi e la presenza di bambini non è sempre vista positivamente dagli altri visitatori.

L’esperienza sport e avventura

Il trekking, il giro in bici e la passeggiata a cavallo tra i vigneti sono sempre più richiesti e attraggono coppie e gruppi di persone interessati a vivere a stretto contatto con la natura.

Punti di forza: permette di allargare l’offerta enoturistica con attività originali, attraendo un pubblico più ampio rispetto ai soli wine lover.

Punti di attenzione: le attenzioni dedicate a soddisfare questo tipo di pubblico in generale non viene ripagato con incrementi nelle vendite di vino.

L’esperienza in compagnia di cani

Una ciotola per far dissetare il cane all’arrivo, percorsi in vigna disegnati per gli amici a quattro zampe, fino a degustazioni per animali. Le proposte per il migliore amico dell’uomo sono un trend in forte crescita.

Punti di forza: attrae una tipologia di pubblico che viaggia in compagnia di cani.

Punti di attenzione: prevede l’organizzazione di spazi all’interno e all’esterno mentre in periodi di alta stagione potrebbe scontentare una parte dei visitatori che non si sentono a loro agio in compagnia di animali domestici.

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