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IL VOTO, L’8 E IL 9 GIUGNO

Dal Barolo al Chianti Classico con l’obiettivo Europa: le candidature di Damilano e Poggiali

Anche il vino guarda a Strasburgo: il produttore di Barolo con Forza Italia, il ceo di Fèlsina con Azione. In corsa anche Luigi Grillo e Nicola Caputo
BAROLO, CANDIDATI, CHIANTI CLASSICO, ELEZIONI UE, GIOVANNI POGGIALI, PAOLO DAMILANO, PARLAMENTO UE, POLITICA, UNIONE EUROPEA, Italia
Paolo Damilano (Damilano) e Giovanni Poggiali (Fèlsina), produttori candidati alle Europee

Non c’è dubbio che molto di quello che il vino, e l’agricoltura in generale, si troverà ad affrontare, per il suo futuro, passerà dai tavoli e dalle decisioni europee. Basti pensare a temi come il vino dealcolato, e la Pac, sempre presenti ed attuali, ma gli argomenti “caldi” di certo non mancano, con la ricerca di una visione comune che non appare semplice a livello continentale. E presto, con il nostro voto, decideremo le donne e gli uomini che siederanno nel Parlamento Europeo: l’8 e il 9 giugno le urne saranno, infatti, aperte per eleggere 76 membri attraverso il voto di preferenza. La schiera dei candidati è lunga tra le varie forze politiche in gioco e, tra i nomi in lizza, ce n’è qualcuno legato, in modo solido, anche al mondo del vino.
Ad iniziare da Paolo Damilano, alla guida di Damilano, tra i riferimenti del Barolo, già presidente della Barolo & Castles Foundation, imprenditore piemontese che ha sempre unito due mondi solo apparentemente distanti, quello della produzione vinicola (ma anche dell’acqua, suo è il marchio Valmora) e quello della cultura. Paolo Damilano, non a caso, è stato presidente della Film Commission Torino Piemonte e del Museo Nazionale del Cinema di Torino e si era anche candidato a sindaco di Torino e, con il gruppo di famiglia, controlla marchi identitari della storia della città, come il Pastificio Defilippis e il Bar Zucca, per decenni punto di ritrovo dei torinesi. Correrà alle Europee con Forza Italia nella Circosrizione Nord-Ovest. In quella Nord-Est, invece, per la lista di Azione, c’è Giovanni Poggiali, a capo di Fèlsina, uno dei marchi di riferimento del Chianti Classico, una figura che ha portato avanti il progetto vincente del nonno, l’imprenditore ravennate Domenico Poggiali che, nel 1966, insieme al figlio Giuseppe, scelse di investire in uno dei territori più significativi della Toscana enoica. Gli anni Novanta del Novecento segnarono l’arrivo in azienda di Giovanni Poggiali (attualmente anche nel Cda del Consorzio Chianti Classico) che costruisce un percorso virtuoso proiettando Fèlsina tra i “portabandiera” del Gallo Nero. Poggiali, con la famiglia, detiene anche Podere La Berta, in Romagna, che produce vini strettamente legati al territorio, Sangiovese in primis, ma non solo. E poi c’è Luigi Grillo, produttore nel cuore delle Cinque Terre, con la società Buranco, una lunga esperienza politica e una nota passione per il vino sfociata nella produzione, primo tra tutti, del famoso Sciacchetrà. Grillo è nella lista di Forza Italia, Circoscrizione Nord-Ovest. Legami con il vino, che, almeno da una prima lettura del lungo elenco di candidati pubblicato, tornano anche nella Circoscrizione Sud con Nicola Caputo, in corsa per la lista Stati Uniti d’Europa: si tratta dell’attuale assessore all’Agricoltura in Campania e già produttore con l’azienda di famiglia nella stessa regione.

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