Il podio è stato tutto appannaggio del mito di Borgogna Henri Jayer con sua la magnum di Richebourg Grand Cru 1985 che è si confermata il “top lot” e che è stata aggiudicata per 37.820 euro (la base d’asta era di 23.000 euro), seguita da una bottiglia di Richebourg Grand Cru 1986 battuta a 10.980 euro (con base d’asta 5.800 euro) e una bottiglia di Vosne Romanée Cros Parantoux Grand Cru 1996, sempre del mito borgognone, venduta a 9.028 euro (base d’asta 4.800). Ma anche l’Italia ha saputo affermarsi grazie, soprattutto, ai grandi vini di Piemonte e Toscana, tra Barolo, Brunello di Montalcino, Supertuscan e Chianti Classico, ma anche ad etichette più rare e ricercate di Veneto e Campania. Come la jeroboam di Monfortino 2015 di Giacomo Conterno aggiudicata a 3.660 euro (base d’asta 3.000 euro) e, di nuovo, il lotto comprendente 3 bottiglie sempre di Monfortino, annata 2013, battuto a 2.684 euro (partendo da 2.100 euro), ma anche le 2 bottiglie di Brunello di Montalcino Docg 1986 di Soldera Case Basse vendute a 1.830 euro (base d’asta 1.200 euro), affiancate dalle ottime performance di Ornellaia con le 6 bottiglie annata 1993 della Tenuta dell’Ornellaia (oggi del Gruppo Frescobaldi) battute a 1.037 euro, e del Tignanello con 6 bottiglie annata 2014 di Marchesi Antinori a 1.037 euro. Ma anche, tra le eccellenze italiane meno note, spiega Finarte, si registra l’affermazione di Montevetrano con le sue 3 jeroboam di Colli di Salerno Igt annate 2012, 2015, 2016 del Montevetrano vendute a 976 euro, Quintodecimo con le 6 bottiglie della Grande Cuvée Luigi Moio 2001-2021 aggiudicate a 549 euro, la selezione di 6 bottiglie (2 magnum di Merlot 2021, 2 di Merlot 2022 e 2 di Rosso 2022) di Miani battuta a 549 euro, la jeroboam di Chianti Classico San Lorenzo Gran Selezione 2018 del Castello di Ama venduta a 464 euro e le 6 bottiglie di Radici Riserva 2016 di Mastroberardino battute a 232 euro. Sono i risultati dell’Asta Finarte, che si è tenuta nei giorni scorsi a Milano.
“I risultati di quest’asta confermano una tendenza che osserviamo con crescente interesse - commenta il responsabile del Dipartimento Vini e Distillati in Finarte, Guido Groppi - il mercato premia con sempre maggiore convinzione i vini italiani, e non solo le etichette più celebrate come Conterno, Soldera e i Supertuscan. La domanda si allarga anche verso cantine di nicchia: un segnale molto incoraggiante per la maturazione del collezionismo enologico italiano”.
Ma oltre al vino tricolore e, di nuovo, ai grandi vini della Borgogna (da segnalare anche una bottiglia di Clos de Vougeot 1996 di Domaine Rene Engel aggiudicata a 1.220 euro, una bottiglia di Richebourg 1981 di Romanée-Conti venduta a 1.220 euro e il lotto con una bottiglia di Château Mouton Rothschild 1965 protagonista del record di rilanci e battuto alla fine a 671 euro partendo da una base di 150 euro), l’asta ha dato spazio anche ai distillati: “un mercato in piena evoluzione e dove la risposta del pubblico è stata entusiasta su tutta la linea a dimostrazione che i collezionisti cercano oggi esperienze sempre più ampie e diversificate”, aggiunge Groppi. Tra i “top lot” del segmento, il whisky Macallan n. 80 Proof del 1956, battuto a 2.000 euro, la grappa Marc de Bourgogne di Romanée-Conti 1989, a 1.800 euro, e i whisky Signatory Springbank n. 118 e Springbank 23 Yo Aeging Monography di Samaroli entrambi venduti a 1.500 euro.
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