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OSCAR DELLA RISTORAZIONE

50 Best Restaurants 2019, il Mirazur di chef Mauro Colagreco sul tetto del mondo

Fuori gara l’Osteria Francescana di Massimo Bottura, primo degli italiani il Piazza Duomo di Crippa (n. 29), poi Le Calandre degli Alajmo (n. 31)

È il Mirazur di Menton, in Francia, il miglior ristorante al mondo per la “World’s 50 Best Restaurants 2019”, universalmente riconosciuta come la classifica più autorevole della ristorazione mondiale, nata dai giudizi di 1.040 esperti di tutto il mondo, ed ospitata per la prima volta in Asia, a Singapore. Lo chef argentino Mauro Colagreco, ai fornelli del tre stelle Michelin della Costa Azzurra, che sul palco ha celebrato i 4 Paesi a cui deve il proprio successo, ossia Argentina, Francia, Italia e Brasile, e ricordato a tutti i suoi colleghi come la cucina debba restare un mezzo per superare barriere e confini, succede al “nostro” Massimo Bottura, che ha portato l’Osteria Francescana di Modena per ben due volte sul gradino più alto, nel 2016 e nel 2018, e “relegato”, come noto, tra i “Best of The Best”, ossia i vincitori passati della “World’s 50 Best Restaurants”, e ormai fuori gara, così come El Bulli (2002, 2006, 2007, 2008 e 2009), The French Laundry (2003 e 2004), The Fat Duck (2005), Noma (2010, 2011, 2012 e 2014, incorsa nella sua nuova location), El Celler de Can Roca (2013 e 2015) e l’Eleven Madison Park (2017). Sul podio anche il Noma, nella sua nuova veste e location, alla posizione n. 2, simbolo della rivoluzione culinaria del Nord Europa, guidata da René Redzepi, già vincitore, come visto, in quattro precedenti edizioni, e l’Asador Etxebarri di Atxondo, in Spagna, alla posizione n. 3, mentre il primo tra gli italiani è Enrico Crippa, che con il Piazza Duomo di Alba (in partnership con la famiglia Ceretto) è alla posizione n. 29 (era alla n. 16 un anno fa), davanti ai fratelli Raffaele e Massimiliano Alajmo, anima de Le Calandre di Rubano, alla posizione n. 31 (dalla n. 23 raggiunta nel 2018).
Non è andata benissimo agli chef del Belpaese, che fanno tutti un passo indietro, almeno ai piani alti, se si considera anche che Niko Romito è scivolato fuori dalla top 50 (al n. 51), mentre la buona notizia arriva dall’ingresso nel gotha della ristorazione mondiale di Mauro Uliassi, nuovo tre stelle Michelin di Senigallia, alla n. 61, del Lido 84 di Riccardo Camanini, di Gardone Riviera, cui è andato anche il premio “One to Watch”, al ristorante dal maggiore potenziale, alla n. 78, e del St Hubertus di San Cassiano dello chef Norbert Niedekofler, altro tre stelle Michelin, alla posizione n. 116. Merita una menzione anche Il Ristorante - Luca Fantin, italianissimo tra i fornelli e nello stile, ma a Tokyo, alla n. 107. Ci sarà comunque modo di rifarsi, tra un po’ più di un anno, il 16 settembre 2020, quando la “World’s 50 Best Restaurants” tornerà in Europa, a Parigi.
Nei giorni scorsi, insieme alla seconda parte della classifica, erano stati annunciati i premi speciali principali, con la chef messicana Daniela Soto-Innes del Cosme “World’s Best Female Chef”, lo chef spagnolo José Andrés che ha conquistato l’“Icon Award”, mentre l’italiano Lido84, come detto, proclamato vincitore del premio “One to Watch”. Svelati oggi anche tutti gli altri, con lo chef più votato dai colleghi, premiato con lo “Chef’s Choice Award”, che è stato il francese Alain Passard, dell’Arpège, a Jessica Préalpato il “World’s Best Pastry Chef Award”, allo Schloss Schauenstein (n. 50), in Svizzera, il “Sustainable Restaurant”, al The Test Kitchen, in Sudafrica (n. 44), “Best Restaurant in Africa”, all’Azurmendi (n. 14), in Spagna, l’“Highest Climber Award” (ha guadagnato 29 posizioni, dalla 42 del 2018), al Pujol (n. 12), in Messico, il “Best Restaurant in North America”, al Den, in Giappone (n. 11), l’“Art of the Ospitality Award”, al Central (n. 6), in Perù, il “Best Restaurant in South America” ed al Gaggan, in Tailandia, il “Best Restaurant in Asia”, mentre il “Best Restaurant in Europe”, ovviamente, è andato al vincitore, al francese Mirazur. In un’edizione caratterizzata dal rinnovamento delle regole tradizionali, con i vincitori delle passate edizioni fuori concorso, in una sorta di Hall of Fame, con la più importante classifica mondiale sulla ristorazione che brinda italiano, con Bellavista, nome top della Franciacorta come sparkling wine partner, con il territorio lombardo delle bollicine alla ribalta in una delle più prestigiose vetrine della gastronomia mondiale.

Focus – Tutta la “World’s 50 Best Restaurants” dal n. 50 al n. 1

50 Schloss Schauenstein - Svizzera, “Best Sustainable Restaurant”

49 Leo - Colombia

48 Ultraviolet by Paul Pairet - Cina

47 Benu - Usa

46 De Librije - Olanda

45 Suringe - Tailandia

44 The Test Kitchen - Sudafrica, “Best Restaurant in Africa”

43 Hof Van Cleve - Belgio

42 Belcanto - Portogallo

41 The Chairman - Hong Kong

40 Restaurant Tim Raue - Germania

39 A Casa Do Porco - Brasile

38 Hisa Franko - Slovenia

37 Alinea - Usa

36 Le Bernardin - Usa

35 Atelier Crenn - Usa

34 Don Julio - Argentina

33 Lyle’s - Uk

32 NE Nerua - Spagna

31 Le Calandre - Italia

30 El Kano - Spagna

29 Piazza Duomo - Italia

28 Blue Hillat Stone Barns - Usa

27 The Clova Club - Uk

26 Boragò - Cile

25 Alléno Paris Au Pavillon Ledoyen - Francia

24 Quintonil - Messico

23 Cosme - Usa “World’s Best Female Chef”

22 Narisawa - Giappone

21 Frantzen - Svezia

20 Tickets - Spagna

19 NE Twins Garden - Russia

18 Odette - Singapore

17 Steirereck - Austria

16 Alain Ducasse Au Plaza Athenee - Francia

15 Septime - Francia

14 Azurmendi - Spagna, “Highest Climber Award”

13 White Rabbit - Russia

12 Pujol - Messico, “Best Restaurant in North America”

11 Den - Giappone, “Art of the Ospitality Award”

10 Maido - Perù

9 Disfrutar - Spagna

8 Arpège - Francia

7 Mugaritz - Spagna

6 Central - Perù “Best Restaurant in South America”

5 Geranium - Danimarca

4 Gaggan - Tailandia “Best Restaurant in Asia”

3 Asador Etxebarri - Spagna

2 Noma - Danimarca

1 Mirazur - Francia

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