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PECK E LE SUE SQUISITEZZE A MILANO, IL RISTORANTE SAN DOMENICO E I SUOI VIP A NEW YORK, LA TRATTORIA DELL’ALBA E LE SUE BOTTIGLIE PREGIATE A CREMONA: ECCO I VINCITORI DEI PREMI “LECCIO D’ORO” 2003 A MONTALCINO

Un negozio di ricercatezze gastronomiche nel cuore della metropoli lombarda, un ristorante leggendario in cui i vip newyorkesi si ritrovano per assaggiare le ricette tradizionali italiane, un’osteria tipica del Cremonese che fa della fornitissima cantina uno dei suoi punti di forza. Mario Stoppani di Peck a Milano, Tony May del Ristorante San Domenico a New York, Omar e Ubaldo Bertoletti della Trattoria dell’Alba a Piadena (Cremona): ecco i vincitori del “Leccio d’Oro” del Consorzio del Brunello di Montalcino, assegnato ogni anno per “Benvenuto Brunello” (14 e 15 febbraio 2003), evento internazionale che ha presentato l’annata 1998 e la Riserva 1997. La commissione del “Leccio d’Oro”, che ha scelto come ogni anno un’enoteca, un ristorante ed un’osteria che si sono distinti nella presentazione, nel servizio e nella diffusione del vino, in particolare del Brunello, è composta dal presidente del Consorzio del Brunello Filippo Fanti, dai vice presidenti Giacomo Neri e Gioberto Zannoni, dai giornalisti e scrittori d’enogastronomia Paola Mura, Faith Willinger, Folco Portinari, Emanuela Audisio e dal presidente dell’Association de la Sommellerie Internationale Giuseppe Vaccarini. La tradizionale e attesa cena di gala di “Benvenuto Brunello”, che si è tenuta nel suggestivo scenario del Castello di Poggio alle Mura, è stata firmata da Antonio Di Siervi (insieme agli chef Antonello Mele e Vincenzo D’Amico), patron di Le Stelle di Bruxelles, uno dei più prestigiosi ristoranti italiani in Belgio, Paese che rappresenta un importante mercato di riferimento per il Brunello di Montalcino. Di Siervi ha proposto alcuni dei piatti che hanno reso celebre la sua cucina, particolarmente apprezzata dai personaggi celebri che frequentano assiduamente Le Stelle, come il re Alberto e la regina Paola del Belgio ed il primo ministro Guy Verhofstadt. Anche Romano Prodi, presidente della Commissione Europea a Bruxelles, ama spesso ritrovare in questo piccolo angolo d’Italia trapiantato in Belgio i sapori e le suggestioni del nostro Paese. Gli invitati alla cena di Montalcino, tra i più importanti esponenti della stampa nazionale ed internazionale, hanno potuto così assaggiare il carpaccio d’anatra marinato al latte di mandorle e balsamico extra-vecchio di Modena, i cappelli del prete farciti con asparagi e robiola al burro nocciolato e grana, i bocconcini di cinghiale in salmì e pera di patate, l’anatra al marsala con insalata trevisana all’arancia e pinoli, e il semifreddo di castagne meringato e salsa profumata all’arancia.

ANNO 2003
Il Ritratto: Peck - Milano
Mario Stoppani rileva nel 1970, insieme ai fratelli, la storica Salumeria Peck di Milano, fondata nel 1883 dal boemo Francesco Peck, e già entrata a pieno titolo tra i simboli della città meneghina. Con Stoppani, Peck si ingrandisce e si trasforma in un negozio unico al mondo, tre piani colmi di prelibatezze e prodotti introvabili. Particolare importanza ha oggi nell’offerta di Peck il settore enoteca, sviluppato e migliorato proprio da Mario Stoppani. L’enoteca Peck si estende su un’area di oltre 400 metri quadrati, con oltre 2.000 etichette da tutto il mondo, vendute da personale altamente qualificato. Ricco l’assortimento di Brunello di Montalcino, con una scelta delle migliori etichette del territorio.
Il Ritratto: Ristorante San Domenico - New York
Il Ristorante San Domenico di New York, uno dei più prestigiosi locali “made in Italy” della città, è stato aperto nel giugno del 1988 da Tony May: a solo un mese dall’inaugurazione Bryan Miller, critico del “New York Times”, gli assegna le “tre stelle” riconoscimento che non aveva mai dato prima ad un ristorante italiano. Nello stesso anno la rivista “Exquire Magazine” definisce il San Domenico “The Best of the Year”, il miglior ristorante italiano in USA. La luce soffusa, i pavimenti in cotto fiorentino, le sedie in pelle ed il servizio impeccabile fanno di questo locale a Manhattan uno dei più eleganti della città, in cui gustare cibo italiano ai massimi livelli. I raviolini con ricci di mare e ragù di cappesante, l’uovo in raviolo al burro nocciola tartufato, il cannolo aperto con ricotta di pecora sono solo alcuni esempi della raffinata cucina del ristorante, opera della chef italiana Odette Fada. Nella vasta ed esclusiva cantina del San Domenico il Brunello di Montalcino vanta un posto in prima fila.
Il Ritratto: Trattoria dell’Alba - Piadena (Cremona)
Omar e Ubaldo Bertoletti hanno fatto della loro trattoria, inaugurata “ufficialmente” nel 1925, ma in realtà appartenente alla famiglia da ben cinque generazioni, un interessante crocevia tra ricette cremonesi e mantovane, eseguite con maestria e semplicità. La proposta gastronomica è incentrata sul territorio, con una particolare predilezione per gli animali da cortile e i pesci di fiume. Principali protagonisti sono i salumi di altissima qualità, prodotti e stagionati in proprio, a cui si affiancano faraone, conigli ed oche, e ancora lucci, pesci gatto ed anguille. Tra i piatti più famosi, i tortelli di zucca, i marubini, i bigoli ed i bolliti. Ma i gourmet vengono qui anche per le particolarissime mostarde fatte in casa e per una selezione unica di formaggi, spesso rari, ricercati con competenza e passione presso i produttori locali. La grande cantina, proprio sotto alla trattoria, propone una carta dei vini di oltre 600 etichette, con una predominanza di toscani, tra i quali il Brunello di Montalcino fa la parte del leone.


ALBO D'ORO: IL PREMIO DEL CONSORZIO
DEL BRUNELLO E’ ANDATO A...

Il Consorzio del Brunello organizza il Premio “Leccio d’Oro” dal 1994: nella prima edizione il premio fu assegnato alla memoria del famoso chef Edgardo Sandoli de Il Montalcino di Milano e La Cucina di Edgardo di Montalcino. Da allora, una giuria di qualificati giornalisti e gourmet italiani ed esteri ha attribuito il prestigioso riconoscimento a selezionati ristoranti, enoteche ed osterie dell’Italia e del mondo

ANNO 2002

Il Ritratto: Ristorante Le Stelle - Bruxelles
Antonio Di Siervi, dopo la scuola alberghiera e varie esperienze a Zurigo e Lucerna, arriva in Belgio negli anni Settanta. Qui, grazie a locali come Le Stelle, L’Osteria delle Stelle, La Buca di Bacco e L’Ascoli, contribuisce all’affermazione della grande cucina italiana. Al ristorante Le Stelle la parola d’ordine è eccellenza: i segreti del successo di Antonio Di Siervi sono la grande freschezza e qualità degli ingredienti, importati direttamente dall’Italia. Tra i piatti più famosi, la mozzarella di bufala ai pomodori freschi ed il carpaccio di manzo ai fiocchi di parmigiano. Non manca naturalmente una lista dei vini esemplare, in cui trovano ampio spazio le migliori annate di Brunello di Montalcino. Le Stelle è frequentato da grandi personalità quali il Re Alberto e la Regina Paola del Belgio, il primo ministro Guy Verhofstadt, il presidente della Commissione Europea Romano Prodi. Nel 1996 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha premiato Antonio Di Siervi come uno dei 24 migliori ristoratori italiani all’estero.
Il Ritratto: Hostaria da Ivan - Roccabianca (Parma)
A una trentina di chilometri da Parma Ivan Albertelli e la moglie Barbara Aimi hanno aperto la loro osteria nel 1991: due salette essenziali in cui vengono serviti piatti semplici del territorio e grandissimi vini. Tra le ricette che riscuotono maggiore successo, l’anatra al forno con mostarde, il guanciale di manzo stracotto nel vino rosso, i tortelli di verza e cotechino serviti su una crema di patate. Le materie prime sono di altissima qualità: Ivan Albertelli lascia stagionare prosciutto crudo, culatello di Zibello e coppe nelle tre bellissime cantine sotto l’osteria. Qui sono custodite centinaia di bottiglie rare provenienti da tutto il mondo: la Toscana è ben rappresentata, con numerose etichette di Brunello.
Il Ritratto: Enoteca Accademia - Zurigo
Isidoro Mora è il “patron” dell’Accademia Piccoli, uno dei più prestigiosi ristoranti di cucina italiana in Svizzera. Da qualche anno, per soddisfare le richieste dei suoi clienti - grandi appassionati di vino del nostro Paese - ha deciso di affiancare all’antico ristorante l’Enoteca Accademia: un ambiente raccolto e raffinato in cui è possibile degustare vini di ogni regione italiana. Nella lista sono presenti oltre dieci etichette di Brunello di Montalcino, uno dei più serviti ed apprezzati anche al ristorante. Qui la cucina è nel segno della tradizione, con ingredienti selezionati e ricette di stampo classico.

ANNO 2001
Il Ritratto: Enoteca Longo - Legnano (Milano)

Giovanni, Osvaldo e Paola, i tre fratelli Longo, eredi di un patrimonio di esperienza e professionalità, sono i titolari di una delle più affermate enoteche e “vetrine” dell’agroalimentare di qualità in Italia. I Longo curano di persona la ricca selezione dei vini, frequentando le cantine più famose e individuando nel vasto panorama enologico etichette di fama e produttori emergenti. Giovani e tenaci, Giovanni, Paola ed Osvaldo (che è anche presidente di Vinarius, l’Associazione Enoteche Italiane), portano nel loro lavoro l’esperienza acquisita in decenni di attività (l’enoteca è stata fondata nel 1961), la specializzazione raggiunta frequentando i corsi di sommelier dell’AIS, la personale sensibilità verso i prodotti e uno spiccato senso commerciale, vivacizzato da continui contatti con la produzione in Italia e all’estero.
Il Ritratto: La Pergola Hotel Hilton - Roma
Per tutte le più prestigiose guide gastronomiche nazionali ed internazionali (Gambero Rosso, L’Espresso, Veronelli, Gault Millau, Michelin), La Pergola è il miglior ristorante di Roma e uno dei migliori in Italia. Sul trono di questo raffinato “regno” enogastronomico c’è lo chef bavarese Heinz Beck, conosciuto in tutto il mondo per il suo stile innovativo e le sue combinazioni raffinate: a soli 37 anni, il geniale cuoco prepara ogni giorno le delizie della più gustosa cucina italiana, variando il menu in base ai prodotti freschi di stagione: per citarne alcuni, panaché di pesce all’olio di basilico, ravioli di verdure ai frutti di mare, garganelli con asparagi e quaglia, tortelli di fave e pecorino, spaghetti con scorfano, zucchine e peperoni, filetto di spigola con purè di sedano, petto di piccione in crosta di erbe con il suo fegato, la “mitica” tazza di cioccolato con gelato al caffè. Un’opera del geniale Heinz Beck, che ha cominciato la sua carriera molto giovane passando per i migliori ristoranti e alberghi di Monaco, Friburgo e Majorca, è anche la ricchissima cantina, in cui sono conservate 40.000 bottiglie.
Il Ritratto: Osteria Oasis - Sapori Antichi - Vallesaccarda (Avellino)
L'Oasis-Sapori Antichi è gestita dalla famiglia Fischetti, che offre ogni giorno le tipiche e prelibate specialità irpine: piatti dai sapori netti, puliti e lineari che derivano dalla tradizione e da informazioni orali raccolte sul territorio. Le specialità elaborate dalla chef Maria Luisa Fischetti (che nel 2001 è entrata a far parte dei Jeunes Restaurateurs d'Europe) sono la ricottina di fuscella con lardo di montagna al pepe nero, i laccettini al ragù d'agnello e caciocavallo maggengo ed il capretto dei pascoli irpini alla vecchia maniera. La cantina, visitabile, ha oltre 1000 bottiglie, di cui il 90% è italiano, ed un terzo relativo al territorio, anche se non mancano le grandi etichette di Francia e California.

ANNO 2000

Il ritratto: Enoteca Trimani - Roma
Il negozio di vini della famiglia Trimani è ormai un pezzo della storia di Roma: è notizia certa che Francesco Trimani già nel 1821 vendeva vino. Da allora l’attività è proseguita ininterrottamente adeguando il punto vendita a seconda delle richieste di mercato, passando da vinaio con cucina fino all’attuale negozio. Qui si contano oltre 4.500 referenze tra vini italiani (tra i quali spiccano le numerose etichette di Brunello di Montalcino) e da tutto il mondo, raffinatezze alimentari ed articoli per degustazioni. L’enoteca, che si estende su 400 metri quadrati, è uno dei più importanti punti vendita specializzati in Italia. Nel ‘91 al negozio di vini si è anche affiancato il Trimani Wine Bar, locale destinato alla mescita e al servizio al tavolo di vini ed invitanti proposte alimentari, che ha contribuito a lanciare la moda dei “wine bar”. Dal 1970, il negozio è gestito, oltre che dal “patron” Marco Trimani (autore di libri sul vino e redattore della voce “vino” per l’ultimo aggiornamento dell’Enciclopedia Italiana e del Dizionario Enciclopedico Treccani), dalla moglie Rosalena, dai figli Paolo, Carla, Francesco e Giovanni.
Il ritratto: Babbo - New York
Mario Batali crede che l’olio extravergine di oliva sia prezioso quanto l’oro, e che il cibo, come quasi tutte le cose, sia meglio lasciarlo nella sua bellezza e semplicità. Così Mario Batali crea la magia notte dopo notte nel West Village di Manhattan, ripartendo il suo tempo fra due luoghi: Po, la trattoria informale nata nel 1993, e Babbo, un ristorante-enoteca che il New York Times ha eletto tra i locali a “tre stelle” e la James Beard Foundation ha onorato con il premio “miglior ristorante nuovo del 1998”.
Il ritratto: Giardino - San Lorenzo in Campo (Pesaro)
“Cucinare è stata la passione della mia vita” racconta Efresina Rosichini, oggi settantaduenne. “Ho cominciato da ragazzina, seguivo i cuochi nelle ville e nei palazzi dei signori per le occasioni importanti. Così ho imparato a far bene questo lavoro che abbisogna sì di una mano felice dono della natura, ma anche di un’approfondita conoscenza delle materie prime e delle tecniche di preparazione e di cottura, più tanta curiosità ed infinita umiltà”. Oggi al Giardino Efresina è attorniata da quattro giovani cuochi ed un pasticciere. I piatti del Giardino racchiudono i sapori della tradizione delle Marche, ma la cucina è di concezione moderna. La cantina è uno dei fiori all’occhiello del Giardino, gestito da Massimo Biagiali e sua moglie Patrizia (entrambi sommelier), e riflette la loro passione per la ricerca di prodotti eccezionali: dall’inizio degli anni Ottanta sono state selezionate 800 etichette tra i vini italiani e stranieri (con addirittura 30 etichette di Brunello di Montalcino).

ANNO 1999
Il ritratto: Checchino dal 1887 - Roma

La trattoria Checchino dal 1887, che ha una cantina tra le più belle e ricche d’Italia, è un tempio della gastronomia tradizionale romanesca: qui, intorno al 1890, un po’ per caso e po’ per sapienza, come in ogni invenzione della storia, la sora Ferminia (figlia di Lorenzo e Clorinda, fondatori del locale) crea la “coda alla vaccinara”. Simbolo internazionale della cucina popolare ed autentica di Roma, questo originale piatto nasce dalle frattaglie, considerate scarti e regalate ai “vaccinari” come integrazione della paga. Da Checchino si trova la citazione di tutta la cucina romanesca del “quinto quarto”: il padellotto, i rigatoni con la pajata, l’insalata di zampi, la trippa, il “bue garofolato”. Checchino racconta una storia di Roma sconosciuta, fatta di uomini politici, personaggi dello spettacolo, uomini di cultura e d’affari, gente comune che vuole da un piatto e da un vino qualcosa di più di un semplice cibo, che cerca in una ricetta storia e cultura.
Il ritratto: Il Cibreo - Firenze
Il ristorante Cibreo di Fabio Picchi è un mix di alta qualità gastronomica e di elevata creatività, frutto di sperimentazione appassionata ma ispirata a quello che per Picchi è un oggetto di culto: gli ingredienti, gli aromi, i sapori, i segreti della vera cucina tradizionale. Arredato con sobria eleganza, in un’atmosfera di gran piacevolezza, affacciato sul popolare mercato di Sant’Ambrogio, deve la sua fama al fatto di essere “familiare” ed allo stesso tempo di alto livello. I pezzi forti del Cibreo sono l’insalatina di trippa e lampredotto, la minestra “Piazzesi”, le “zuppe” (ribollita, passato di peperoni, pappa al pomodoro, polenta alle erbe), il piccione farcito alla mostarda di Cremona, il baccalà mantecato, il palombo alla livornese, l’inzimino di calamari. A fianco del ristorante, c’è la trattoria ed il bar, dove tra gli antichi arredi si servono snack e piccoli assaggi del ristorante. La cantina comprende oltre 150 vini, per lo più toscani.
Il ritratto: Enoteca Etlivin - Yokoama
L’azienda giapponese Etlivin di Hitoshi Sasaki, nata nel 1986 a Yokoama, ha una rete di vendita capillare e ben organizzata in tutto il Paese e sta conseguendo crescenti successi di mercato, contribuendo così alla diffusione del vino italiano di qualità in Giappone. Hitoshi Sasaki, attualmente, commercializza solo vini italiani di 70 aziende (di cui 12 aziende di Montalcino): nel 1998 ha importato ben 12.000 bottiglie di Brunello (1.000 casse). In Giappone il vino italiano sta riscuotendo notevoli successi, come del resto la cucina italiana: nella sola Tokio ci sono circa 400 ristoranti italiani, importantissimo veicolo per la diffusione dei nostri vini. Hitoshi Sasaki ha iniziato ad organizzare, e con successo, momenti di degustazione e di incontro sui vini italiani di prestigio.

ANNO 1998
Il ritratto: Enoteca Solci - Milano

L'enoteca Solci di Milano (nata nel 1938 come classica bottega di vini e oli pregiati d’Italia) si distingue da decenni per il suo progetto commerciale: i punti chiave sono l’immagine aziendale, la qualità del prodotto, l’esclusività, la selezione dei punti vendita (presenti solo nel centro urbano o centri commerciali) e la tradizione e garanzia di prodotti genuini. Angelo e Piero Solci, oltre a permettere ai clienti di scegliere in assoluta tranquillità migliaia di prodotti selezionati per qualità e prezzo, organizzano degustazioni e presentazioni, aiutando il consumatore a conoscere e abbinare correttamente i vini .
Il ritratto: Four Seasons - New York
Ideato e creato da Mies van der Rohe e Philip Johnson, due degli architetti più importanti del Ventesimo secolo, per celebrare la ricerca suprema del moderno nel design, cucina e servizio, il ristorante Four Seasons di New York è stato il primo ad introdurre in America l'idea di un menù che cambia con le stagioni ed è ancora un pioniere della gastronomia. Secondo “The New York Times”, i menù attuali "con il loro miscuglio elettrico di ingredienti e di stili hanno praticamente definito la cucina americana della metà degli anni Novanta". Da 40 anni ospita tutti i più grandi avvenimenti: dalla festa di compleanno di John Fitzgerald Kennedy, quando Marilyn Monroe ha fatto la sua serenata davanti alla folla con la sua versione di “Happy Birthday”, ai Grammy Awards del 1997.
Il ritratto: Trattoria Gostilna Devetak - San Michele del Carso
La famiglia slovena Devetak gestisce dal 1870 l’omonima trattoria a San Michele del Carso, a pochi chilometri dal confine sloveno e dal monte San Michele, famoso per le drammatiche battaglie nella Grande Guerra. La vicinanza con la Slovenia e l'Austria ha influito notevolmente sulle tradizioni culinarie della trattoria, che è rimasta una tipica “Gostilna” con i migliori piatti tradizionali carsici sloveni Mitteleuropei. La cantina per l’invecchiamento dei vini, curata personalmente dal proprietario Agostino Devetak, è scavata nella pietra (circa 80 metri quadrati) e contiene oltre 15.000 bottiglie di vino.

ANNO 1997
Il ritratto: Zachys - New York

Don Zacharia, suo figlio Jeff e suo genero Andrew McMurray sono i titolari di Zachys, il più importante negozio di vini e liquori a New York ed uno dei leader dei punti vendita di vini di qualità negli Stati Uniti. L’Enoteca Zachys, dove lavorano 40 impiegati a tempo pieno, ogni anno vende 90.000 casse, corrispondenti ad oltre un milione di bottiglie di vino. Il negozio, se così si può chiamare, è in costante fermento, avendo mediamente oltre 2.000 clienti al giorno. Da più di 6 anni Zachys ha fatto un notevole sforzo, attraverso l’educazione e la pubblicità, per incrementare le vendite di vini italiani: nel 1996, ha venduto 8.600 casse - oltre 100.000 bottiglie - di vini italiani, che rappresentano la terza più grande categoria di vendita, sia in quantità che in valore (la prima categoria è rappresentata dai vini della California, la seconda dai vini di Bordeaux). Le vendite di vini italiani sono aumentate nel ’96 del 150%: il maggior incremento è stato per il Brunello di Montalcino, di cui sono state vendute 12.000 bottiglie. In termini di valore, il Brunello, in questa enoteca di New York, rappresenta il primo tra i vini italiani. Zachys dice di avere un solo problema con il Brunello: non ne ha abbastanza.
Il ritratto: Ristorante Tantris - Monaco
Il Tantris, aperto nel 1971 dall’industriale Fritz Eichbauer, è uno dei ristoranti più famosi della Germania e pietra miliare della storia della gastronomia tedesca. Il primo chef del Tantris è stato l’austriaco Eckart Witzingmann, a lungo onorato delle tre stelle Michelin ed eletto recentemente “Cuoco del Secolo” dalla rivista “Gault Millau”. Nel 1978 Witzingmann lasciò il Tantris per divenire a sua volta proprietario. La pesante eredità dei rinomati fornelli fu data all’altoatesino Heinz Winkler, e poi all’attuale chef Hans Haas, tirolese, vincitore del “Bocuse d’Or” e miglior cuoco di Francoforte. La sua cucina si distingue per la naturalezza e la creatività, per la leggerezza delle salse e delle marinate. La sua fantasia e l’amore per la terra lo spingono a raffinati accostamenti tra l’alta cucina e la tradizione. Il direttore del Tantris è Peter Kluge e la cantina è curata da Paula Bosch, “Sommelier dell’anno 1985” dell’Accademia Gastronomica Tedesca di Berlino e di “Sommelier dell’anno 1987” della rivista “Gault Millau”.
Il ritratto: L'Osteria della Chiocciola - Cuneo
L'Osteria della Chiocciola, nata nel 1990 a Cuneo - in uno stabile antico nel centro storico - per volontà dell’Arcigola e di Gianfranco Riva (che cura tutti gli aspetti organizzativi ed operativi), è un vero e proprio punto di riferimento in fatto di cucina, con ricette tradizionali del territorio. E’ stato uno dei primi locali che hanno rispolverato e rimodernato una formula che oggi si sta rivelando vincente: un tipo di locale meno formale, nel quale si può stare in piacevole compagnia, senza comunque dimenticare la qualità dei piatti e di vini proposti (dove predomina il Piemonte, anche se la Toscana ed il Brunello di Montalcino sono ben rappresentati), nonché il corretto modo di servirli e gustarli. L’Osteria è divisa in due parti: ai tavolini in marmo, al piano terreno, si possono gustare piatti di affettati e formaggi e piatti caldi, preparati secondo la fantasia del giovane chef Giuseppe Lucia, e al piano superiore c’è il ristorante vero e proprio, dove si possono gustare i piatti di Langa e del resto del Piemonte.

ANNO 1996
Il ritratto: Ristorante Enoteca Pinchiorri - Firenze
Grazie agli splendidi ambienti cinquecenteschi del Palazzo Ciofi Iacometti (con arredi d'epoca e delizioso giardino estivo), alla regia dell’appassionato sommelier Giorgio Pinchiorri ed alla cuoca di talento d’origine francese Annie Feolde, l’Enoteca Pinchiorri di Firenze (nato come enoteca nel 1973, e come ristorante nel 1979) ha raggiunto una notorietà mondiale. Il suo “cartellone” s’ispira ad una rivisitazione elegante della cucina toscana e piatti della nouvelle cuisine internazionale. Nella straordinaria cantina di Pinchiorri (vero e proprio “sancta sanctorum” del buon bere) si possono trovare tutti i grandi vini italiani, francesi, californiani, australiani. Il Brunello ha un posto di tutto privilegio (nella carta dei vini sono presenti circa 40 etichette), anche con bottiglie preziose (l'annata più vecchia di Brunello è del 1945). La grande voglia di fare sempre di più e meglio ha portato alla nascita di un secondo ristorante nella città di Tokio, con la stessa impostazione e con la stessa cantina e carta di vini del ristorante fiorentino.
Il ritratto: Enoteca Brantl di Monaco - Baviera
Nominata il 5 ottobre 1995 dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro, cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana, da sempre innamorata della cultura e dello stile di vita italiano, Sigrid Brantl si è prodigata, con grande conoscenza e professionalità, nella promozione culturale e commerciale dei vini italiani di pregio in Germania, in particolare del Brunello. L'Enoteca Sigrid Brantl è il punto di incontro preferito da uomini di cultura, politici, artisti, uomini di affari e gente comune che amano i vini ed i cibi tipici d’Italia.

ANNO 1995
Il ritratto: Ristorante Valentino - Los Angeles
Il ristorante di Piero Selvaggio è stato probabilmente il primo ristorante italiano di classe a Los Angeles, oltre che uno dei più votati dai critici. I vini italiani sono sempre stati un importante elemento del Valentino: le cantine hanno 100.000 bottiglie di vino, nonostante Piero Selvaggio abbia perduto 17.000 bottiglie nel terremoto del 1994. Nella lista oltre 20.000 bottiglie di vini italiani, la più grande collezione in Usa, con una consistente presenza di produttori di Brunello di Montalcino.
Il ritratto: Enoteca La Fortezza - Montalcino
L’Enoteca La Fortezza è stata una delle prime a nascere a Montalcino divenendo un punto di riferimento importante per i produttori che si affacciavano al mercato negli anni Settanta. In questa enoteca, gestita da Mario Pianigiani e Marzio Giannelli, è possibile trovare i vini della totalità dei produttori di Montalcino. La gamma dei Brunello non ha uguali in tutto il mondo. Ubicata negli antichi locali della Fortezza, l’Enoteca ha sempre operato con competenza per la valorizzazione del Brunello e degli altri vini di Montalcino.

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