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“UN ERRORE”

Le dogane portuali Usa applicano un “doppio dazio” per Parmigiano Reggiano e Grana Padano

Il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani ha chiesto l’intervento della “Task Force Dazi” della Farnesina per tutelare le produzioni italiane

I dazi imposti dal Presidente Usa Donald Trump non sono per tutti una novità, compresi prodotti di punta del made in Italy agroalimentare come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano che hanno negli States un mercato fondamentale: dagli Anni Sessanta, infatti, le due Dop pagavano un dazio del 15%, poi, da aprile 2025, si è aggiunto un ulteriore 10%, portando il totale al 25%, infine, dal 7 agosto le tariffe americane sui più famosi ed amati formaggi italiani sono passate dal 25% al 15% grazie a un accordo tra Stati Uniti e Unione Europea che ha le uniformate a questo nuovo livello. Questione complessa, anche per le dogane portuali Usa di New York e del New Jersey che avrebbero applicato un “doppio dazio” più alto alle due Dop, scatenando nuove tensioni tra Usa e Ue e costringendo il Ministro degli Affari Esteri e vice Premier Antonio Tajani a chiedere l’intervento della “Task Force Dazi” della Farnesina, che si è subito attivata per tutelare le produzioni italiane.
In pratica, come spiegano gli addetti del settore, si tratterebbe di un’interpretazione errata dell’intesa. Il problema che si è verificato il 27 agosto deriva dal complesso meccanismo che regola l’importazione negli Stati Uniti dei formaggi a pasta dura prodotti con latte vaccino, come appunto il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. L’accordo prevede che un certo quantitativo di formaggio europeo possa entrare nel mercato Usa con un dazio del 15%. Oltre tale quantità, sulla parte eccedente viene applicato un dazio fisso di 2,2 euro al chilo. “È stato erroneamente applicato un dazio aggiuntivo del 15%, raddoppiando in sostanza il dazio, senza rispettare l’accordo di un 15% all-inclusive”, ha sottolineato Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, ringraziando il Ministero degli Esteri e Tajani, per essere intervenuto a “fare chiarezza”. Il Ministro, ha spiegato Stefano Berni, dg Consorzio Grana Padano, “si è subito attivato non appena gli abbiamo segnalato che le dogane portuali di New York e del New Jersey stanno interpretando in maniera eccessivamente penalizzante per il Grana Padano e il Parmigiano Reggiano gli accordi sui nuovi dazi. In particolare per il formaggio importato fuori dalle licenze pretendono sia lo storico costo fisso di ingresso (circa 2,2 dollari/kg) e sia un’aggiunta del 15% portando in questo caso il costo complessivo a 5 dollari/kg, pari a quasi un 30% del valore del prodotto arrivato in porto. Secondo i documenti da noi visionati - ha aggiunto Berni - in questo caso deve essere applicata una sola delle due tariffe, cioè quella meno vantaggiosa per l’importatore ma, ripeto, una sola e non entrambe assommate. Confidiamo nella diplomazia italiana ed europea affinché venga rapidamente chiarito questo grande equivoco che ci metterebbe in forte difficoltà perché fuori dalle licenze di importazione c’è oltre il 35% del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano esportato in Usa per circa 200.000 forme da 39/40 kg/cadauna”.
Per questo il Ministro Tajani, ha subito chiesto “la corretta applicazione dell’intesa”, e la Farnesina ha effettuato passi specifici sull’Ambasciata Usa a Roma e sulla Direzione Generale Commercio della Commissione Ue e analoghe istruzioni sono state date all’Ambasciata a Washington.
Per il Parmigiano Reggiano gli Usa sono il primo mercato estero pari al 22,5% della quota export totale: nel 2024 sono state esportate oltre 16.000 tonnellate, con un aumento del +13,4% sul 2023. Per il Grana Padano gli States rappresentano, invece, il terzo mercato, con 215.000 forme esportate nel 2024, preceduti dalla Germania, mercato principale con 634.000 forme (23,6% del totale), e dalla Francia con 319.000 forme.

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