Competenza sedimentata in mezzo secolo di esperienza, eloquio e simpatia “certificano” Fausto Maculan, classe 1950, tra i protagonisti della rinascita dell’enologia italiana negli Anni Ottanta. Il visionario produttore di Breganze (Vicenza) ha attraversato in particolare gli Anni Settanta e Ottanta proattivamente insieme a un manipolo di enologi della sua generazione, compagni alla Scuola di Enologia di Conegliano, che a loro volta hanno disegnato la qualità del vino della Penisola. Il percorso viticolo ed enologico di Fausto Maculan è stato, fin dai suoi esordi, corroborato da studio e osservazione in un continuo arricchimento guardando alle migliori esperienze in Italia e all’estero in generale e in particolare alla Francia, interpretandole per adattarle alla sua realtà di Breganze. Alcune pietre miliari: nel 1985, tra i primi in Italia e preso per matto, pianta nel vigneto Ferrata Chardonnay ad altissima densità con 10.000 ceppi ad ettaro; approfondendo gli studi di Émile Peynaud - il famosissimo enologo francese, che ha modernizzato il Bordeaux e migliorato la qualità dei vini mondiali - incontrato fortunosamente alla prima edizione di Vinexpo a Bordeaux nel 1981, concepisce tini troncoconici in acciaio per ottimizzare le follature delle uve rosse per l’estrazione di aromi e colore, minimizzando l’apporto tannico dei vinaccioli. I numerosi viaggi studio, in cui intraprendenza e caso si sono mescolati per portarlo a conoscere guru internazionali inarrivabili con cui ha intessuto relazioni, sono la materia dei suoi racconti che rivelano uno spaccato di quel periodo di “costruzione” della viticoltura e dell’enologia italiana all’indomani della crisi del metanolo.
Il suo impegno nello studio dei fattori che, riuniti in un disegno armonico d’insieme, determinano la qualità del vino, unito alla frenetica attività commerciale supportata da uno storytelling efficace tra i clienti e nei migliori ristoranti in Italia e nel mondo, hanno fatto conoscere grazie ai vini icona dell’azienda - il Torcolato, passito dalle radici antiche prodotto con l’uva autoctona Vespaiola, e il Fratta uvaggio di Cabernet e Merlot - la Doc Breganze dentro e fuori il continente. La creatività, che accompagna mente lucida e visione, è l’altro ingrediente della personalità di Fausto Maculan, che per esperienza continua ad essere punto di riferimento nell’azienda passata da tempo nelle mani delle sue due figlie, Angela, responsabile dell’export, e Maria Vittoria che si occupa della parte viticola ed enologica.
Per suggellare le sue prime 50 vendemmie Fausto Maculan ha pensato di “creare” un vino che le ricordasse e le assemblasse tutte (realmente) con una modalità davvero particolare. L’occasione è stato il “feston” (una grande festa, ndr) organizzato per il suo compleanno posticipato di sei mesi, il 13 giugno 2023, con 150 invitati, tra parenti, dipendenti - anche quelli in pensione - amici e colleghi, dotando ognuno di due bottiglie di diverse etichette delle annate correnti e della riserva storica del cinquantennio. Dopo l’assaggio, quasi come in un rito propiziatorio, ogni ospite ha versato le “sue” due bottiglie in una barrique. Fratta, Palazzotto e altri bordolesi anche non più in produzione, dopo una sosta di 18 mesi in barrique, sono stati “nuovamente” imbottigliati dando vita a “Una storia lunga 50 vendemmie”, irripetibile e irreplicabile vino dedicato al mezzo secolo della sua carriera. La presentazione, nei giorni scorsi nell’azienda a Breganze, è stata l’occasione per raccontare con una degustazione la storia dell’azienda in sei decenni, ognuno rappresentato da vini e annate che hanno costruito l’alfabeto enologico e la reputazione di Maculan in Italia e nel mondo.
“È un vino nato come un divertissement dal valore simbolico per coinvolgere gli ospiti - ha spiegato Fausto Maculan - ciascuno di loro ha contribuito a edificare cinquant’anni di storia della nostra realtà così come a creare l’etichetta che li celebra. Il risultato finale era impossibile da predire in quanto la componente d’azzardo era estremamente sostanziosa. Ma osare è necessario per raggiungere obiettivi al di sopra delle aspettative. È uno dei più importanti insegnamenti che ho appreso nel corso della mia carriera e che, con questo vino, desidero restituire”. Un vino, perfettamente in linea con la creatività di Fausto Maculan, in cui il tempo, i vigneti, gli stili enologici sono stati assemblati con una sorta di happening collettivo da cui sono scaturite 300 bottiglie con etichette scritte e numerate a mano dallo stesso produttore, distribuite esclusivamente su assegnazione.
Clementina Palese
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