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CRISI IN MEDIO ORIENTE

Fertilizzanti alle stelle: gli agricoltori Ue ed italiani protestano contro il Piano di Bruxelles

Coldiretti, Cia-Agricoltori Italiani e Confagricoltura all’unisono al Parlamento Ue a Strasburgo contro le misure per salvare redditi e raccolti

La crisi dei fertilizzanti accende la protesta degli agricoltori europei contro le politiche di Bruxelles. Con i prezzi dei concimi schizzati dell’81%, Coldiretti, Cia-Agricoltori Italiani e Confagricoltura si schierano compatte denunciando il rischio concreto di un crollo dei raccolti. In particolare, Coldiretti punta il dito contro la mancata sospensione del Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam) e dell’Ets, definendola un errore gravissimo. Per salvare la produzione alimentare nostrana, l’associazione invoca un fondo straordinario urgente, chiedendo di archiviare le “follie del Green Deal” in favore di soluzioni concrete come il digestato. Il Piano d’azione presentato oggi, dalla Commissione Ue, viene giudicato tardivo e insufficiente anche da Cia-Agricoltori Italiani e Confagricoltura, che insieme al Copa-Cogeca hanno organizzato una flash action davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo per chiedere risposte rapide e strutturali ad una crisi aggravata dalle tensioni geopolitiche e dal blocco dello Stretto di Hormuz, in un contesto segnato da una nuova e forte impennata dei prezzi, in particolare dei fertilizzanti azotati, aumentati del +40% tra dicembre 2025 e aprile 2026.
Coldiretti evidenzia come, “a causa del conflitto in Iran e la chiusura di Hormuz i prezzi dei fertilizzanti come l’urea sono rincarati del +81% rispetto a un anno fa, mettendo in pericolo i raccolti” e determinando “aumenti fino a 250 euro a ettaro che riducono oltre il livello di guardia i redditi degli agricoltori, mentre aumentano i prezzi per i consumatori”. L’associazione denuncia, inoltre, che, “nonostante una crisi internazionale senza precedenti la Commissione Ue conferma di non voler compiere nessun passo indietro sul Cbam e sull’Ets , due strumenti climatici del Green Deal che stanno impattando negativamente sui costi di produzione per gli agricoltori e sui prezzi alimentari per i consumatori e che andrebbero sospesi immediatamente”.
Dal canto suo, Bruxelles punta a intervenire lungo tutta la catena del valore per aumentare nell’immediato disponibilità e accessibilità economica dei fertilizzanti. L’obiettivo a medio termine è rafforzare l’autonomia strategica attraverso il potenziamento della produzione interna, la diversificazione delle forniture e la decarbonizzazione del settore, migliorando la trasparenza e il dialogo tra gli attori della filiera. Tra le misure previste figura il ricorso agli strumenti della Politica Agricola Comune (Pac), con sostegni mirati e maggiore flessibilità nei pagamenti, il rafforzamento della liquidità tramite la riserva agricola e un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato. Sul fronte commerciale, il piano contempla la sospensione temporanea dei dazi su ammoniaca e urea da Paesi terzi (esclusi Russia e Bielorussia) e un’applicazione agevolata del Cbam per attenuarne l’impatto sui costi, insieme alla creazione di una partnership tra produttori, agricoltori e istituzioni.
Ma, secondo Coldiretti, il piano non prevede nuove risorse ma, al contrario, attingerà da quelle della Pac, togliendo di fatto ancora una volta fondi agli agricoltori per affrontare l’emergenza. L’associazione sottolinea che, nonostante i concimi pesino fino al 24% degli input intermedi nelle aziende a seminativi, l’Ue continua a difendere rigidamente le logiche climatiche ed ereditate dal Green Deal, dedicando troppo poco spazio al reddito agricolo e al rischio di riduzione della produzione alimentare. A Strasburgo è scattata anche la mobilitazione dei giovani agricoltori di Coldiretti, guidati dal delegato nazionale Enrico Parisi e dalla presidente Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari, con slogan espliciti contro le politiche comunitarie, tra cui “Stop Von Der Tax” e “Ursula il tuo patto ci lascia al verde”.
“Gli agricoltori sono con le spalle al muro e non possono più aspettare”, rilancia Cia-Agricoltori Italiani, evidenziando come l’urea sia passata in pochi mesi da meno di 500 euro a tonnellata a 570-600 euro, per poi superare i 700 euro con l’aggravarsi del conflitto, fino a toccare punte proibitive di 800 euro in diversi Stati membri.
A pesare sul comparto è l’intero meccanismo Cbam, entrato in vigore il 1 gennaio 2026. Secondo i calcoli del Copa-Cogeca la misura comporterà un costo diretto di 820 milioni di euro già nel 2026, destinato a salire fino a 3,4 miliardi di euro nel 2034. Di fronte a questi dati, la Commissione ha annunciato un’analisi approfondita dell’impatto dei costi legati a Cbam ed Ets sui prezzi finali. “Il Piano presentato da Bruxelles non basta. Agli agricoltori servono risposte immediate, non promesse future - sottolinea il presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani Cristiano Fini - occorre intervenire subito con un sostegno diretto per compensare l’impennata dei costi di quest’anno, sospendere immediatamente il Cbam sui fertilizzanti, eliminare temporaneamente dazi e misure antidumping e garantire trasparenza sui prezzi per fermare le speculazioni”.
Dalla stessa piazza arriva l’allarme di Confagricoltura, che parla di rischio concreto di “agri-shock” e di ripercussioni sulla sicurezza alimentare: “siamo di fronte a una crisi senza precedenti e rischiamo un agri-shock. Se i prezzi dei fertilizzanti rimarranno ai livelli attuali, gli agricoltori potranno dover rivedere le loro intenzioni di semina. I fertilizzanti sono il nutrimento delle piante. Senza fertilizzanti sono a rischio le produzioni e quindi la sicurezza alimentare”, avverte il presidente Confagricoltura e Copa Massimiliano Giansanti, sottolineando come “la Commissione Europea non sembra aver compreso lo stato emergenziale che gli agricoltori stanno affrontando a causa del blocco di Hormuz. È necessario che il Piano d’Azione previsto dalla presidente von der Leyen preveda strumenti concreti, strutturati e immediati”. Le richieste del settore convergono su interventi immediati per contenere i costi, sospendere la tassazione alle frontiere e incentivare soluzioni alternative come il digestato (ciò che resta dopo la produzione di biogas e viene riutilizzato nei campi per nutrire il suolo, ndr), ma anche su una strategia di lungo periodo che riduca la dipendenza dall’estero attraverso la circolarità dei nutrienti, la produzione di fertilizzanti bio-based e l’integrazione tra agricoltura e innovazione, con il sostegno agli investimenti per l’ammoniaca verde e l’idrogeno rinnovabile, la semplificazione normativa per l’uso di materiali recuperati come i Renure (fertilizzante ottenuto dal trattamento di reflui zootecnici - letame, liquami, digestato - in cui l’azoto viene recuperato e reso disponibile per le piante, ndr) e il digestato anche nelle aree vulnerabili ai nitrati, lo sviluppo di un mercato unico più integrato e l’introduzione di strumenti digitali e di agricoltura di precisione, oltre al rafforzamento dei sistemi di monitoraggio come l’Osservatorio europeo dei fertilizzanti.
Proprio sul digestato si concentra la richiesta di Coldiretti, che lo definisce “l’unica nota positiva del Piano” in quanto valida alternativa ai concimi chimici per ridurre la dipendenza dall’estero. L’associazione chiede, però, una forte semplificazione burocratica per renderne reale e immediato l’utilizzo nei campi.
“Serve una vera strategia europea per rafforzare l’autonomia produttiva e ridurre la dipendenza estera - sottolinea invece, ancora, Fini - bisogna accelerare la produzione interna di fertilizzanti, rendere più flessibile la direttiva nitrati, sbloccare rapidamente l’utilizzo di digestato, letame e soluzioni alternative oggi frenate dalla burocrazia, oltre a favorire una gestione più efficiente dei nutrienti tra territori. Solo così possiamo offrire agli agricoltori strumenti concreti, sostenibili e competitivi per difendersi. L’Europa deve scegliere se sostenere davvero i propri agricoltori o continuare a rincorrere una crisi che richiede risposte ben più ambiziose”, dichiara il presidente Cia-Agricoltori Italiani, mentre Confagricoltura ribadisce la necessità di “arginare le speculazioni sui prezzi dell’urea, revisionare le tariffe sui fertilizzanti provenienti da Russia e Bielorussia, sospendere la tassazione Cbam, incentivare l’utilizzo del digestato”, conclude Giansanti, a fronte delle critiche del settore.
Da Bruxelles arrivano, però, rassicurazioni sulla portata strategica del Piano: “con questo Piano d’Azione, stiamo investendo in un’industria europea dei fertilizzanti più forte, sostenendo gli agricoltori europei e accelerando l’innovazione in soluzioni sostenibili sviluppate in Europa. La crisi in corso dei combustibili fossili dimostra che la leadership climatica e la resilienza economica sono interconnesse. Per questo l’Europa sta costruendo un futuro basato su sostenibilità, accessibilità e forza industriale”, afferma Ursula von der Leyen, presidente Commissione Europea, che sottolinea l’attenzione alle difficoltà del comparto agricolo. “La Commissione Europea riconosce le difficoltà che il settore agricolo sta affrontando a causa dell’aumento dei costi e della volatilità dei mercati internazionali. Con questo Piano d’Azione proponiamo misure immediate per sostenere gli agricoltori, anche attraverso la mobilitazione delle risorse disponibili della politica di coesione, definendo al contempo azioni a medio e lungo termine per rafforzare la resilienza del settore, ridurre le dipendenze esterne e rendere l’agricoltura europea più solida e competitiva”, dichiara Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme. A ribadire la centralità del tema anche sul Piano strategico è, infine, la posizione di Christophe Hansen, Commissario per l’Agricoltura e l’Alimentazione Ue: “la sicurezza alimentare inizia dalla sicurezza dei fertilizzanti. L’Europa deve produrre di più e dipendere meno dagli altri per i nutrienti che sostengono la nostra agricoltura. Il Piano d’Azione che presentiamo oggi mira a garantire la produzione alimentare europea, la competitività e l’autonomia strategica. Nel breve termine, sosterremo gli agricoltori europei affinché possano acquistare i fertilizzanti necessari per la prossima stagione di raccolto. Nel lungo termine, rafforzeremo la produzione interna e sbloccheremo il potenziale per lo sviluppo di fertilizzanti a base biologica. Questo Piano d’Azione darà vita a un partenariato europeo sui fertilizzanti con investimenti e azioni a tutti i livelli: europeo, nazionale e privato”.

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