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IL RICORDO

Dalle istituzioni alla politica, al mondo agricolo e del vino: il ricordo per Carlo Petrini

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “le sue intuizioni e sollecitazioni hanno generato nuova consapevolezza della cultura del cibo”
ASSOENOLOGI, CARLO PETRINI, CIA-AGRICOLTORI, CITTÀ DEL VINO, Coldiretti, Confagricoltura, CROSETTO, DEMETER, DON CIOTTI, ELLY SCHLEIN, FIVI, LEGACOOP AGROALIMENTARE, LOLLOBRIGIDA, MATTARELLA, TAJANI, URSO, Non Solo Vino
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con Carlo Petrini

Il mondo delle istituzioni, le organizzazioni di categoria, la politica e non solo. La notizia della scomparsa di Carlo Petrini, che ci ha lasciato ieri sera, a 76 anni, nella sua abitazione a Bra in Piemonte, ha colpito tutti e la risposta è stata un grande e sentito abbraccio collettivo per ricordare il fondatore di Slow Food e di Terra Madre, uno dei più grandi pensatori del nostro tempo, capace di trasformare il semplice atto di mangiare in un atto politico, culturale e poetico come ha ricordato WineNews. Per il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “la scomparsa di Carlo Petrini lascia un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell’intera società e non solo in Italia. Le sue intuizioni e le sue costanti sollecitazioni sulla sostenibilità, sulla necessità di preservare le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali, sul rispetto dell’ambiente hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione, ispirata a criteri di qualità, di genuinità, di eticità”.
“Carlo è stato un visionario e un costruttore: di relazioni, di progetti, di riflessioni. Ma per noi - ha detto un altro gigante dei nostri tempi, - il presidente dell’associazione “Libera contro le mafie”, don Luigi Ciotti - è stato prima di tutto un grande amico. Due cose di lui mi hanno sempre colpito. La capacità di andare controvento: ad esempio, elaborando una filosofia della lentezza e della prossimità delle scelte, proprio mentre esplodevano i consumi globalizzati, dentro la società della fretta. E poi la sua fiducia nelle buone idee. Carlo non era un credente, ma credeva profondamente in ciò che faceva, e nella possibilità di convincere e coinvolgere altri. La sua passione per il cibo come nutrimento non solo del corpo, ma anche dello spirito e dei rapporti fra le persone, aveva qualcosa di intrinsecamente spirituale”.
Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha sottolineato come “lasciare una impronta sulla Terra che il tempo non cancelli non è cosa da tutti. Lessi con attenzione le parole cristalline sulla Sovranità Alimentare subito dopo aver rinominato il Ministero dell’Agricoltura, aggiungendo questo obiettivo strategico a quelli che gli sono propri. Le parole di un uomo che nella vita si era battuto per il diritto al cibo di qualità, per la libertà dei popoli, per la difesa dei più deboli e della Terra Madre cancellarono in un attimo ogni bassa polemica suscitata da quella scelta. Poteva permettersi, per storia e autorevolezza, di esprimere il suo pensiero ricordando a tutti, e tra tutti c’ero anche io, il peso e la responsabilità di perseguire quegli obiettivi. Ascoltava senza pregiudizi, valutava le persone e sosteneva le azioni che riteneva giuste. Come avvenne per la candidatura della Cucina Italiana Patrimonio dell’Unesco. Non ho mai saputo dire di no alle sue proposte perché lavorava per sostenere la qualità del cibo, della vita e della solidarietà. È stato uomo della tradizione e dell’innovazione. Della riflessione e della sfida. Dell’approfondimento, senza mai permettere che questo diventasse un alibi per restare fermi. Non tutti gli uomini lasciano una traccia del loro passaggio, ma Carlin Petrini lo ha fatto. Grazie, Maestro. Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti”. Dal fronte istituzionale e del Governo arrivano, tra gli altri, anche i ricordi del Ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, degli Esteri, Antonio Tajani, e, in particolare, quello della Difesa, Guido Crosetto, affidato ai social: “ho conosciuto Carlin quando ancora non era il Mito che poi è diventato negli anni, all’Osteria Boccon Divino a Bra. Nello scorrere del tempo diventammo amici e gli diedi una mano a costruire l’Università del Gusto, la Banca del Vino e ciò che ruota intorno a Pollenzo. Abbiamo “visitato” insieme decine di ristoranti e cantine e, davanti ad un piatto od un bicchiere, abbiamo spaziato con la mente in ogni pensiero ci venisse. Negli ultimi anni l’avevo perso di vista ma ci sentivamo ogni tanto per un saluto veloce e per lamentarci del tempo che passava e di come fossimo diventati prigionieri di traiettorie di vita che non ci lasciavano più spazio per la spensieratezza di un tempo. Questa notte mi sono tornati nitidi i ricordi di risate, discussioni, sogni. Tutti in rigoroso dialetto piemontese. Perchè quella è sempre stata la “lingua ufficiale” dei nostri dialoghi. Il mondo ha perso un sognatore vero. Buon viaggio, Carlin”. E tra gli altri, dal mondo della politica, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha affermato che Carlo Petrini “con la sua visione, la sua intelligenza e la sua ostinazione gentile ha cambiato il modo di parlare di cibo, di terra, di clima e di comunità. Ha dato voce a un’idea più giusta e più umana del rapporto tra persone, ambiente e territorio, lasciando un segno profondo ben oltre il nostro Paese. E questa idea che ha seminato per tutta la vita continuerà a germogliare per un futuro più giusto. A noi ha insegnato tantissimo, come ho potuto dirgli nell’ultimo incontro avuto qualche mese fa”.
Ma non mancano i ricordi anche dal mondo del vino. Per il presidente Assoenologi, Riccardo Cotarella, “con Carlo Petrini, l’Italia perde un personaggio straordinario, una delle menti più illuminate e autorevoli del nostro tempo nel racconto del rapporto tra uomo, terra e cibo. Perdiamo un filosofo della terra, del buon vivere e del buon cibo, un uomo che ha saputo dare dignità culturale al cibo, all’agricoltura e alle produzioni identitarie. Petrini ha insegnato al mondo che la qualità non è lusso, ma rispetto: rispetto per la natura, per il lavoro dell’uomo, per le tradizioni e per le comunità. È stato un difensore instancabile della biodiversità, della sostenibilità e della cultura rurale. La sua voce ha saputo unire etica, ambiente e convivialità, diventando patrimonio universale”. Rita Babini, presidente Fivi (Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti), ha voluto mettere in risalto “il contributo che Carlo Petrini ha dato al mondo del vino e, in generale, all’agricoltura, in Italia e nel mondo, è inestimabile: la sua visione, la sua volontà di mettere la terra al centro, la sua continua tensione a fare rete e a unire le forze sono alla base della nascita stessa di Fivi”. Angelo Radica, presidente delle Città del Vino, di cui fanno parte oltre 500 Comuni a vocazione vitivinicola, ha ricordato Carlo Petrini come “una personalità di rilievo, in grado attraverso la sua visione e la sua geniale concretezza di imprimere un segno profondo nel nostro mondo, quello dell’agroalimentare”. Un ricordo di Carlo Petrini, arriva, tra gli altri, anche dal Wine Research Team, guidata dal presidente Vincenzo Tassinari (che Carlin ha conosciuto bene anche quando Tassinari era presidente di Coop Italia, ndr) che ha parlato di “un uomo visionario che ha saputo difendere la qualità contro l’omologazione, la biodiversità contro l’appiattimento culturale, i territori contro la perdita delle identità. Ha insegnato che la terra non appartiene a nessuno, ma è un patrimonio da custodire e tramandare. Il suo pensiero resterà un riferimento imprescindibile per chiunque operi nel mondo agricolo ed enologico”. Il Wine Research Team ha ricordato che Petrini avrebbe dovuto partecipare all’evento “Wrt Futura - Vino e Intelligenza Artificiale”, il 4 giugno, all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e, per questo motivo, d’intesa con i promotori e con tutti i partecipanti, l’intera iniziativa, sarà dedicata alla memoria del fondatore di Slow Food.
Tante, ovviamente, le testimonianze anche dal mondo della filiera agroalimentare. Per Coldiretti, “la scomparsa di Carlo Petrini rappresenta una perdita per l’Italia, per il mondo agricolo e per tutti coloro che, come Coldiretti, hanno dedicato la propria vita alla difesa del cibo, della biodiversità e delle comunità locali. Con lui se ne va una figura che, con passione , ha saputo parlare in maniera trasversale di alimentazione, territorio e identità”. Con il presidente presidente Coldiretti, Ettore Prandini che, ha sottolineato come “insieme a Carlo Petrini abbiamo spesso portato al centro del dibattito pubblico il valore del cibo non solo come prodotto, ma come simbolo di cultura. Ha saputo costruire un pensiero che ha lasciato un segno”. Anche Cia-Agricoltori Italiani ha parlato di Carlo Petrini come un “pioniere assoluto, nel mondo, di una visione lucida e innovativa dell’agricoltura, del cibo e dello sviluppo delle produzioni locali e dei territori rurali, un rivoluzionario contemporaneo della cultura agroalimentare italiana che ha dato nuova luce al valore della biodiversità e della sostenibilità. Uomo e intellettuale di rara sensibilità, gli va riconosciuto il coraggio della schiettezza nell’attivare una nuova riflessione globale, rispetto al ruolo del comparto e alla centralità delle produzioni agricole. Perdiamo una figura di riferimento che ha saputo scuotere le coscienze in modo indelebile - dice il presidente Cia - Agricoltori Italiani, Cristiano Fini - segnando profondamente il dibattito culturale, agricolo e sociale del nostro Paese. Ci lascia un testamento che è allo stesso tempo per noi l’invito a persistere nella missione che ci vede agricoltori custodi del territorio, in quella che è la sua accezione più piena ispirata dai pilastri di Petrini sul cibo buono, pulito e giusto”. Confagricoltura, ancora ricorda Carlo Petrini come una “figura di straordinario rilievo per il mondo dell’agricoltura, dell’alimentazione e della cultura rurale italiana e internazionale. Con il suo instancabile impegno, Carlo Petrini ha contribuito a valorizzare il lavoro degli agricoltori, la tutela della biodiversità, le produzioni locali e il legame tra terra, comunità e cibo”.
Tra i ricordi dedicati a Carlo Petrini c’è anche quello di Federalimentare, guidata dal presidente Paolo Mascarino: “Petrini ha rivoluzionato il concetto di alimentazione elevandolo a patrimonio culturale e identitario. Ha valorizzato le comunità agricole locali esaltando la filiera corta e la sostenibilità degli alimenti, la biodiversità, le produzioni locali e il cibo facendolo diventare un elemento distintivo dell’italianità nel mondo. I suoi insegnamenti hanno dato tanto al mondo agroalimentare e anche l’industria ha colto ispirazione dalla sua visione. La Federazione si unisce al dolore della famiglia, degli amici e della sua comunità”. “Con la sua visione pionieristica, Petrini ha avuto il merito storico di mettere il cibo al centro del dibattito globale in tempi in cui l’alimentazione veniva considerata un tema puramente commerciale - ha ricordato il presidente Legacoop Agroalimentare, Cristian Maretti - o confinato alla sfera domestica. Quando ancora nessuno parlava di sostenibilità, biodiversità o consumo critico, ha saputo guardare oltre, ha intuito che il futuro del pianeta sarebbe passato dalla tutela di chi la terra la lavora ogni giorno”. Anche Demeter Italia, associazione privata di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici, e la Biodynamic Federation Demeter International (Bfdi), ha ricordato Carlo Petrini con un messaggio arrivato dal presidente Demeter Italia, Enrico Amico: “Con Carlo Petrini se ne va una delle voci più lucide e coraggiose che il mondo del cibo abbia mai avuto. Con il suo messaggio è riuscito a costruire un movimento nato in Italia e diventato internazionale, capace di guidare i consumatori alla consapevolezza che scegliere cosa mangiare non è un gesto neutro: è un atto etico, sociale e culturale. Un messaggio che l’agricoltura biodinamica porta nel proprio Dna da oltre un secolo, e che in Petrini ha trovato un interlocutore straordinario”. Tante reazioni, tra le tantissime arrivate da ogni dove, che testimoniano la grandezza e l’universalità del messaggio di Carlo Petrini.

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