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IL NOSTRO RICORDO

Carlin Petrini “non morirà”: il cibo buono, pulito e giusto sarà sempre l’utopia del mondo

Alessandro Regoli e Irene Chiari, fondatori WineNews: “ci ha avvicinato ed appassionato a questo mondo”. Lo staff: “inesauribile fonte di ispirazione”
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Carlo Petrini con WineNews

È cosi grande l’eredità di Carlin Petrini che ha iniziato ad essere raccolta ed a farsi sentire ben prima che il fondatore Slow Food, tra i più grandi gastronomi ed intellettuali di sempre, ci lasciasse. Perché lo “slow food” è stato, è, e resta, il più importante movimento mondiale nato dal basso, che, da quando è stato fondato, 40 anni fa, nel 1986 nelle Langhe contadine di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, e oggi del Barolo - celebrati dalla Chiocciola proprio nel 2026, ma nella vita si sa niente è un caso - lotta per il diritto al cibo buono, pulito e giusto e per il diritto al suo piacere per tutti ed in tutto il Pianeta, dai bambini alle comunità di Terra Madre. E che sarà sempre la vera utopia del mondo, da Bra a Parigi, dall’Africa alla Casa Bianca, dalla Città del Vaticano all’Ue, dall’Onu alla Cina e negli oltre 160 Paesi dove è arrivata la rivoluzione di Slow Food, passando dagli “Orti nelle scuole”, dai Presìdi, dall’Arca del Gusto, dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, da Terra Madre Salone del Gusto e da molti altri importanti progetti con i quali ha cambiato per sempre il modo di vedere e considerare quello che mangiamo. Anche per WineNews, dove, ogni giorno, la filosofia di Petrini è tra le fonti di ispirazione per parlare di vino ed agricoltura come “medium” per raccontare al mondo i valori e la bellezza del nostro Paese, per i legami che hanno con i territori, la loro storia, la loro natura, la loro cultura e le loro comunità, come strumenti di agroecologia ed ecologia integrale. E della nostra “biodiversità culturale”, contro l’omologazione di pensiero.
“Con Carlo Petrini se ne va uno dei più grandi pensatori del nostro tempo, capace di trasformare il semplice atto di mangiare in un atto politico, culturale e poetico - dice Alessandro Regoli, fondatore e direttore WineNews - la sua filosofia del “buono, pulito e giusto” ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo a riscoprire il valore del tempo, della terra e della comunità. Grazie a Carlo Petrini, “agnostico pio” secondo la definizione perfetta di Papa Francesco, il cibo non è più solo nutrimento, ma è diventato coscienza, resistenza e lentezza consapevole. Una figura che mi ha avvicinato ed appassionato a questo mondo, fin dal 1986, quando ci siamo conosciuti a Montalcino, dove sono nato e dove anche Slow Food ha mosso i primi passi”.
“Alla fine degli Anni Ottanta - è il ricordo di Irene Chiari, fondatrice e responsabile comunicazione WineNews - incominciammo a lavorare con un’azione di comunicazione e di marketing dedicata ai territori del vino e della gastronomia di qualità, tra i giovani allora affascinati da quei nuovi argomenti, che nel 2000 avrebbero portato alla nascita online di WineNews. Capimmo che non si poteva parlare soltanto di aziende, ma dovevamo raccontare gli uomini in cantina e le loro storie, la bellezze dei paesaggi e lanciare idee e progetti con chi allora aveva capito la nuova filosofia di Slow Food. Una persona, Petrini, potente nei sentimenti e nei valori, e la sua coerenza è esemplare”.
“Di Carlo Petrini ricordo il timore reverenziale che mi suscitava al primo incontro che ho avuto con lui, per WineNews al Salone del Gusto di Torino nel 2010 - racconta Federico Pizzinelli - che si è trasformato subito in fonte di ispirazione e di riflessione vera su tematiche importanti, come è sempre stato ogni qual volta ho avuto il privilegio di intervistarlo, di scambiare una battuta o semplicemente di ascoltarlo parlare. Un gigante, capace di spiegare cose complesse con parole semplici, come nessuno”. Per Emma Lucherini, “contribuire grazie a WineNews e nel mio piccolo a diffondere l’educazione alimentare con una comunicazione rispettosa delle persone, dei territori, delle produzioni e delle diversità, fatta con passione, con piacere e libertà di pensiero, in famiglia e nel lavoro, e ciò che mi ha trasmesso, con gioia e calore ogni volta, Petrini, l’unico intellettuale italiano nella lista delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo”, per il prestigioso quotidiano britannico “The Guardian”.
Quando, anni fa, WineNews ha chiesto a Petrini il futuro di Slow Food, la sua risposta è stata chiara: i giovani. Nel 2025, con l’attore Paolo Tibaldi, il fondatore Slow Food ha scritto “Vite di Langa e Roero”, il suo ultimo libro per sensibilizzare le giovani generazioni, che vivono in questo areale del Basso Piemonte dove tutto è iniziato, sulla storia e sulle trasformazioni socio-economiche che hanno permesso alle Langhe di passare dalla “malora fenogliana” ad un territorio celebre nel mondo per la sua enogastronomia.
Senza Carlin il mondo non sarà più lo stesso: dovrà essere migliore a partire dal cibo che ogni giorno portiamo a tavola per condividerlo con gli altri. Perché, come diceva Petrini, “chi semina utopia, raccoglie realtà”. Alla sorella Chiara, agli amici e a tutta la comunità di Slow Food, le nostre più sentite condoglianze ed il nostro grande abbraccio.

Carlo Petrini si potrà salutare domani, 23 maggio, ed il 24 maggio, nella Sala Rossa dell’Agenzia di Pollenzo (dalle ore 9 alle ore 19). La commemorazione avrà luogo il 24 maggio nel Quadrilatero dell’Agenzia (ore 11:30).

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