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L’EVENTO

“Champagne Experience”, il legame tra Italia e Champagne (anche a tavola) sotto i riflettori

Tra pairing con Parmigiano Reggiano e non solo, il 4-5 ottobre, a Bologna, la kermesse by Excellence Sidi, nel mercato n. 5 delle bollicine francesi
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“Champagne Experience”, il legame tra Italia e Champagne sotto i riflettori

Lo Champagne, dopo qualche anno in cui anche il “re” delle bollicine mondiali (quanto meno per valore, dato che la filiera del territorio “fattura” 5,7 miliardi di euro), torna a dare segnali positivi, visto che, nella prima metà 2026, secondo i dati del Comité Champagne, le spedizioni di bottiglie dalle maison sono tornate a crescere del +1,2%, a 107,1 milioni di euro. Di cui una buona parte arrivata in Italia, stabilmente, da anni, tra i primi mercati dello Champagne (nel 2025, il n. 6 in volume, con 7,8 milioni di bottiglie importate, ed il n. 5 in valore, per 210 milioni di euro, sempre secondo i dati del Comité). 
D’altronde, il legame tra Champagne e Italia, è solido e storico. E se molti dei pionieri della spumantistica italiana (da Franco Ziliani, in Franciacorta, a Carlo Gancia, già nell’Ottocento, a Canelli, a Giulio Ferrari, nel Trentodoc) hanno guardato anche alla Champagne per studiare e per intraprendere poi il loro percorso di successo, oggi sono tante le cantine italiane che distribuiscono anche Champagne, da Ceretto a Gaja, da Terlano ad Allegrini, da Marchesi di Barolo ad Antinori, da Masciarelli a Marilisa Allegrini, da Famiglia Cecchi a Banfi, a Rocca delle Macìe. Oltre, ovviamente, ai distributori di vino italiani, come i 21 riuniti in Excellence Sidi (da Compagnia del Vino a Cuzziol Grandivini, dal Gruppo Meregalli a Pellegrini, da Sagna a Visconti 43, da Sarzi Amadè a Terroir Ceretto, solo per citarne alcuni), che ha, da poco, eletto alla guida Guido Folonari (già ai vertici di Philarmonica), e che il 4 e il 5 ottobre manderà in scena la più importante kermesse italiana ed europea dedicata alle bollicine francesi, la “Champagne Experience” n. 9, a BolognaFiere. Un’edizione che cade in un anno particolare per il territorio francese, che ha vissuto, come molti altri in Italia ed in Europa, la sua vendemmia più precoce di sempre a causa del caldo, ma giudicata, comunque, di ottima qualità, e con rese bassissime (decise anche dalla filiera per riequilibrare domanda e offerta).
Protagoniste saranno ben 125 maison e piccoli vignerons in un percorso di degustazione ai banchi di assaggio (con i calici ufficiali realizzati in collaborazione con Odessa, distributore italiano esclusivo per il marchio Stölzle Lausitz) suddiviso in base all’area geografica, corrispondente alle diverse zone di produzione della Champagne - Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Côte des Bar, e con le “maison classiche” riunite, invece, in una specifica area - a BolognaFiere, che conferma la propria vocazione di punto d’incontro privilegiato per operatori del settore HoReCa, importatori, distributori, produttori e appassionati, dedicando all’evento uno spazio più ampio in grado di accogliere le migliaia di visitatori attesi e offrire un’esperienza ancora più completa e funzionale.
L’evento (che WineNews segue da anni, ndr) e che fa di Bologna, la “città delle Due Torri”, il quartier generale in Italia dello Champagne, accenderà i riflettori anche sulla grande capacità dello Champagne di essere un vino “gastronomico”, perché accanto alla possibilità di degustare centinaia di espressioni delle più grandi bollicine francesi, la kermesse promossa e organizzata da Excellence Sidi proporrà un itinerario gastronomico nel quale lo Champagne incontra prodotti capaci di raccontare territori, tradizioni e culture del gusto. Un dialogo tra vino e gastronomia che sarà celebrato, soprattutto, nelle masterclass della “Champagne Experience”, a partire da quelle che vedranno protagonista l’abbinamento tra Champagne e le diverse stagionature del Parmigiano Reggiano, con il Consorzio che è storico partner e che “rinnova il dialogo tra due eccellenze riconosciute a livello internazionale e accomunate da una lunga tradizione, da un profondo legame con il territorio e da una straordinaria capacità di esprimere complessità e sfumature”. O, ancora, quelle con al centro il mix tra Champagne ed il 24K Riserva Oro, il salmone di altissima qualità prodotto dall’azienda parmense FoodLab, o ancora con i salumi prodotti da Coati. Passando per un confronto a distanza, nel calice, tra lo Champagne e le bollicine dell’Emilia Romagna, il Lambrusco, ovviamente, in testa, grazie al Consorzio del Lambrusco e al Consorzio Emilia-Romagna, tra i partner (insieme alla Regione Emilia-Romagna) della kermesse.
Un evento che celebra il valore di un territorio, e di un vino che è un’icona mondiale, da quando è nato, tra i pochi vini al mondo ai quali sia stato attribuito un inventore: l’abate benedettino Dom Pérignon, nel Seicento all’Abbazia d’Hautvillers, a Épernay, “capitale” della celebre regione nell’Est della Francia - dove lo Champagne rappresenta solo l’8% della superficie vitivinicola ad Appellation d’origine contrôlée, ma il 51% del valore totale, con 35.000 ettari (che sono quelli che creano più ricchezza per ettaro al mondo), suddivisi tra 319 villaggi (come WineNews ha raccontato in un video reportage in alcune delle più famose maison d’oltralpe, da Joseph Perrier a Dom Pérignon, Moët & Chandon - di cui abbiamo recentemente intervistato lo Chef de Cave, Benoît Gouez - Ruinart e Veuve Clicquot, tutti “gioielli” di Lvmh, da Perrier-Jouët a Pommery, da Louis Roederer a Deutz).
Champagne che continua a rimanere un mito del vino, in un mondo che cambia, anche grazie ad una creatività che non conosce confini, tra partnership esclusive non solo con la ristorazione e l’hôtellerie, ma anche con le star più famose, e contaminazioni con l’arte, la moda, la musica, lo sport (come in Formula 1, all’ultimo Gran Premio d’Italia a Monza, dove c’eravamo anche noi), il cinema, e non solo, secondo una strategia di marketing che ha fatto scuola. Anche nel rispondere al calo mondiale dei consumi, alzando ancora di più l’asticella in termini di comunicazione ed investimenti. Del resto, come diceva Napoleone, il più grande estimatore della storia delle bollicine francesi, “quando vinci meriti lo Champagne, quando perdi ne hai bisogno”.

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