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NEI MERCATI EUROPEI

Le vendite complessive di bevande nel largo consumo aumentano (+2,9%), ma non si tratta di alcolici

Circana: i consumatori stanno sostituendo l’alcol con prodotti più salutari. Ananda Roy: “non basta ridurre i prezzi”. Acquisti di vino a -1,5%
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La vendita complessiva di bevande aumenta, ma non per gli alcolici

Gli alcolici perdono terreno, ma le vendite complessive di bevande aumentano: esattamente del +2,9% raggiungendo i 180 milioni di euro, tra giugno 2025 e 2026, nei 6 principali mercati europei del largo consumo (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito). Perchè se è vero che le persone hanno ridotto il consumo di alcol, le stesse stanno spendendo di più però per una nuova generazione di bevande, che si propone come alternativa agli alcolici e risponde alla crescente attenzione verso stili di vita più salutari. A dirlo è l’ultima analisi di Circana che spiega come la spesa per gli alcolici è diminuita del -0,8% in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Regno Unito, mentre le vendite di bevande alternative a basso o nullo contenuto alcolico sono aumentate del +7,3%. Gli acquisti di vino in Gdo sono diminuiti del -1,5%, la birra del -0,9%, il sidro del -1,2% e i superalcolici del -2,2%, a dispetto di bevande sportive, energy drink e bevande a base di yogurt che da sole hanno contribuito alla crescita del +5,4% delle vendite di bevande analcoliche per un totale di 109 miliardi di euro.
D’altronde, il 43% dei consumatori intervistati da Circana e la metà delle persone tra i 25 e i 39 anni, hanno dichiarato di aver ridotto il consumo di alcol comprandone di meno, rimandando gli acquisti o rinunciandovi del tutto. Tra le bevande più acquistate ci sono l’acqua in bottiglia (per il 44% del campione), succhi e smoothie (per il 31%) e tè e caffè (29%). Solo il 15% afferma di aver acquistato più bevande alcoliche, nonostante peraltro il ricorso significativo delle insegne alle promozioni: nei 12 mesi presi in oggetto nell’analisi, circa il 41% della birra e il 37% delle bevande alcoliche sono stati venduti in promozione, rispetto al solo 25% delle bevande nel complesso.
“Negli ultimi 5 o 6 anni, a partire dalla pandemia, l’alcol ha perso popolarità. E questo ha favorito la disponibilità di una gamma più ampia di alternative e di prodotti più salutari. In particolare, i più giovani consumano molto meno alcol e non ci sono segnali che questo atteggiamento sia destinato a cambiare con l’avanzare dell’età - spiega Ananda Roy, Senior Vice President, Strategic Growth Insights Circana - non è ancora la fine per i produttori di alcolici, ma questi dovranno fare molto di più che ridurre i prezzi. Sarà necessario sviluppare prodotti a minore gradazione alcolica, con meno zuccheri e meno calorie, che consentano a birra, vino e superalcolici di restare rilevanti in un contesto in cui le abitudini di consumo stanno cambiando”.
I dati Circana mostrano, inoltre, che i prodotti a Marchio del Distributore rappresentano oggi il 35% della spesa per le bevande con le marche dei retailer che stanno guadagnando terreno in categorie tra cui caffè, vino e champagne e bevande a base di latte.
Nonostante la spesa per le bevande sia aumentata, tuttavia, i volumi effettivamente venduti sono cresciuti appena del +0,5%, a causa dell’aumento medio dei prezzi (pari al 2,3%) che ha contribuito in misura significativa alla crescita del valore delle vendite. Nel Regno Unito, che rappresenta il 30% della spesa complessiva nei 6 principali mercati europei, gli acquisti di bevande sono aumentati del +3,2% per 54 miliardi di euro, ma rappresentano soltanto il 19% dei volumi venduti.
L’aumento dei prezzi ha, inoltre, contribuito alla crescita della spesa del +2,9% in Italia e del +2% nei Paesi Bassi, nonostante i volumi acquistati siano rimasti stabili in entrambi i Paesi. In Spagna il quadro è stato più equilibrato: i prezzi sono aumentati del +2,4%, mentre i volumi acquistati sono cresciuti del +2,6%. In Francia, invece, l’aumento della spesa è stato determinato soprattutto dalla crescita degli acquisti: i volumi venduti sono aumentati del +3,3%, a fronte di un incremento dei prezzi di appena il +0,4%. La Germania è stato l’unico dei 6 Paesi ad aver registrato una diminuzione dei volumi di bevande acquistati, in calo del -2,7%, mentre i prezzi sono aumentati del +4%. Alcuni prodotti hanno, tuttavia, continuato a crescere nonostante l’aumento dei prezzi. I volumi venduti di bevande a base di yogurt sono aumentati del +12,3%, quelli dei superalcolici ready-to-drink del +12,9%, mentre l’acqua naturale e le bevande a base vegetale hanno registrato entrambe una crescita del +5,2%. Il quadro complessivo del mercato delle bevande è migliorato nel secondo trimestre del 2026, quando i prezzi medi sono diminuiti dello 0,2% e i volumi di bevande venduti sono aumentati dell’1,6%.

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