Librerie, archivi, collezioni: elementi che evocano subito la conservazione della memoria e di cose preziose nel tempo. E tra i vini italiani che meglio sanno affrontare il passare degli anni, c’è l’Amarone della Valpolicella, al centro di tanti progetti in materia. Dalla “Library” di Bertani, nome storico della Valpolicella (oggi del gruppo Angelini Wines & Estates, che custodisce le vecchie annate a partire addirittura dal 1958) all’Archivio Tedeschi della cantina Tedeschi, un patrimonio di oltre 27.000 bottiglie di annate che attraversano 50 anni di storia, mentre c’è chi il concetto di “archivio” lo declina come edizione speciale e limitatissima di Amarone della Valpolicella Classico Archivio Storico come Zenato, prodotto solo nelle annate migliori, per fare degli esempi. Ad arricchire ulteriormente questo parterre di eccezioni per gli appassionati del grande rosso veneto, è un altro nome di primissimo piano dell’Amarone, come Tommasi Family Estates, da quattro generazioni nel cuore della Valpolicella Classica, che lancia la “Biblioteca di Famiglia”, un cofanetto che riunisce tre annate di Amarone della Valpolicella Classico Docg (2012, 2017 e 2022) custodite nella cantina di famiglia, e la Tommasi Amarone 2017 Special Edition, una tiratura limitata, che celebra il primo decennio di un classico attraverso il linguaggio della musica.
“L’Amarone è il vino che rappresenta la Valpolicella nel mondo e porta con sé una responsabilità: dimostrare che la sua grandezza si misura nel tempo - dichiara Giancarlo Tommasi, direttore tecnico ed enologo responsabile Tommasi Family Estates - ed aprire la nostra cantina e proporre annate che hanno avuto il tempo di evolvere significa affermare un principio in cui la famiglia crede da oltre un secolo: un grande vino non si giudica soltanto al momento dell’uscita, ma per la sua capacità di trasformarsi restando fedele a sé stesso. Queste bottiglie sono la prova più autentica della qualità dei nostri vini, del lavoro in vigna e della dedizione che l’Amarone richiede in cantina. Con la “Biblioteca di Famiglia” e la Special Edition vogliamo condividere questo patrimonio e raccontarlo anche ad un pubblico nuovo”.
E se la “Family Library” racconta una storia attraverso tre annate a cinque anni di distanza l’una dall’altra, in un percorso verticale che abbraccia un intero decennio e permette di cogliere come lo stesso vino, nato dagli stessi vigneti, si trasformi con il passare degli anni, la Special Edition dell’annata 2017 è il cardine anche di un altro progetto, che rende omaggio al primo decennio dell’Amarone della Valpolicella Classico Doc 2017. Il claim “A classic, ten years in the making” ne sintetizza lo spirito: come i grandi brani, i grandi vini attraversano gli anni e rivelano sfumature nuove a ogni ascolto. L’astuccio, dal disegno contemporaneo ispirato all’estetica delle piattaforme musicali, accoglie una cartolina che racconta l’annata, suggerisce gli abbinamenti e custodisce le note di degustazione dell’enologo, con una playlist originale su Spotify accessibile tramite un Qr code, curata da Matilde Davoli per Sudestudio, che contiene brani usciti dal 2017 a oggi e disposti in ordine cronologico, scelti per riflettere i tratti di questo Amarone - una sensorialità calda ed elegante, una spiccata personalità, la ricercatezza, spiegano da Tommasi - e che accompagnano la degustazione in quattro momenti: Opening, Tasting, Sharing e Celebrating. Il percorso si apre con “Motion Sickness” di Phoebe Bridgers, pubblicato proprio nel 2017 e attraversa un decennio di contaminazioni tra pop, elettronica e indie fino a Jungle, Jessie Ware, Little Simz, David Byrne e The Strokes. Con due “tappe” che portano la firma dello studio: “Gallipoli” dei Beirut e “Calma Cara” dei Selton, registrate al Sudestudio. “L’annata 2017 - prosegue Giancarlo Tommasi - vive oggi un momento di piena espressione: il frutto ha lasciato spazio a note più profonde, la struttura si è fatta elegante, i tannini vellutati. Per questo invitiamo gli appassionati a riscoprirla non solo con il palato, ma anche con occhi e orecchie nuovi”.
Per un volume di una “Library” capace di raccontare una storia che si costruisce negli anni, e finisce in un calice. Come quella di Tommasi Family Estates, fondata nel 1902, e che, dalla Valpolicella Classica, ha messo insieme 800 ettari di vigneto in sette regioni, con le tenute Tommasi Viticoltori in Veneto, Tenuta di Caseo in Oltrepò Pavese, Casisano a Montalcino e Poggio al Tufo nella Maremma Toscana, Masseria Surani in Puglia, Paternoster nel Vulture (Basilicata), un progetto in Umbria ad Orvieto, ed Ammura, tenuta sull’Etna in Sicilia, acquisita nel 2022, a cui si aggiungono partnership strategiche di prestigio: nel Chianti Classico, con La Massa, e nel Collio Friulano, con Marco Felluga Russiz Superiore. Ma anche il progetto culturale e vitivinicolo De Buris, dedicato alla Valpolicella Classica e al recupero della villa. Oltre agli investimenti in ospitalità: Villa Quaranta Wine Resort & Thermal Spa in Valpolicella, Albergo Mazzanti e Locanda al Pompiere nel cuore di Verona, e l’Agriturismo Poggio al Tufo a Pitigliano, nella Maremma Toscana. Un gruppo quello di Tommasi Family Estates, che, in questi ultimi anni, è veramente diventato uno dei players più importanti in Italia e nel mondo.
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