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MERCATI DEL MONDO

Barolo, Brunello e non solo, più protetti in Cina: accordo con l’Ue per la protezione di 100 Ig

Al vaglio di Consiglio e Parlamento Europeo, dovrebbe entrare in vigore nel 2020. Con la Cina che vale 12,8 miliardi di euro per l’agroalimentare Ue
CINA, DOP, IGP, UE, vino, Mondo
Cresce la tutela per le Dop e le Igp europee in Cina, con tante grandi denominazioni del vino italiano

Asti, Barbaresco, Bardolino Superiore, Barolo, Brachetto d’Aqui, Brunello di Montalcino, Chianti, Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Dolcetto d’Alba, Franciacorta, Montepulciano d’Abruzzo, Soave, Toscana e Vino Nobile di Montepulciano: è l’elenco delle Dop e Igp del vino (a cui si aggiungono Aceto Balsamico, Grana Padano, Parmigiano Reggiano Grappa, Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, Mozzarella di Bufala Campana e non solo: sono solo alcune delle 100 Dop Igp europee (di cui 26 italiane) che saranno tutelate in Cina (ed altrettante cinesi lo diverranno in Ue), quando entrerà in vigore l’accordo firmato dal Commissario Europeo (uscente) all’Agricoltura Phil Hogan e dal Ministro del Commercio cinese Zhong Shan, che arriva dopo lunghi anni di negoziati.
L’accordo sarà ora sottoposto a un controllo giuridico, e per quanto riguarda l’Ue spetterà poi al Parlamento europeo e al Consiglio dare l’approvazione, per poi entrare in vigore entro la fine del 2020. E dopo quattro anni, è già prevista l’applicazione dello stesso accordo per altre 175 denominazioni Ue e per altrettante della Cina.

“I prodotti a indicazione geografica europea sono rinomati in tutto il mondo per la loro qualità e i consumatori sono disposti a pagare un prezzo più elevato perché si fidano dell’origine e dell’autenticità di questi prodotti - ha sottolineato Hogan - ricompensando in questo modo gli agricoltori. L’accordo dimostra il nostro impegno a collaborare strettamente con i partner commerciali di tutto il mondo, come la Cina. Si tratta di una vittoria per tutti in quanto rafforza le relazioni commerciali, apportando benefici al settore agroalimentare e ai consumatori di entrambe le parti”.
Con un volume che ha raggiunto i 12,8 miliardi di euro tra settembre 2018 e agosto 2019, per l’Ue, spiega la Commissione, la Cina è la seconda destinazione delle esportazioni agroalimentari nonché la seconda destinazione delle esportazioni di prodotti protetti come indicazioni geografiche che comprendono vini, prodotti agroalimentari e bevande spiritose.

L’elenco Ue dei prodotti da proteggere in Cina comprende, tra gli altri, anche Cava, Champagne, Feta, Irish whisky, Münchener Bier, Ouzo, Polska Wódka, Porto, e Queso Manchego, mentre tra i prodotti cinesi nell’elenco vi sono ad esempio Pixian Dou Ban (Pasta di fagioli Pixian), Anji Bai Cha (Tè bianco Anji), Panjin Da Mi (Riso Panjin) e Anqiu Da Jiang (Zenzero Anqiu).

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