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“Benvenuto Brunello” n. 31: Montalcino presenta in anteprima le nuove annate in veste local e global

Bene il Brunello 2018; la Riserva 2017 conferma le caratteristiche di un’annata calda; vincente il Rosso di Montalcino 2020 sulla versione 2021

“Benvenuto Brunello” 2022 - siamo all’edizione n. 31 - si conferma l’anteprima più lunga d’Italia (il via l’11 novembre per continuare ancora fino al 21 novembre), varcando i confini del borgo toscano per trasferirsi in contemporanea a Londra, New York, Los Angeles e Toronto, dove il 17 novembre sarà celebrato il “Brunello Day”. Dopo l’edizione 2021, che ha dato “uno scossone” al tradizionale format di questo evento diventando, a tutti gli effetti, la prima vera anteprima italiana (confermando il ruolo pionieristico di Montalcino in questo ambito, come prima “en primeur” tricolore nel 1992), quest’anno “Benvenuto Brunello” assume, insomma, un carattere sempre più internazionale, con il Brunello 2018, Selezione, la Riserva 2017 e i Rosso di Montalcino 2020 e 2021 al debutto nazionale e, per la prima volta, in quattro città, tra vecchio e nuovo mondo. A Montalcino, per intanto, restano saldamente protagonisti dell’evento due punti fondamentali: i risultati sempre più lusinghieri di un vino - il cui prezzo medio cresce nei primi 9 mesi 2022, segnando in valore un +21,5%, ora vicino ai 27 euro alla bottiglia franco cantina (+14%, con punte di oltre il 24% negli Usa), per un totale di 7 milioni di bottiglie vendute (dati: Osservatorio dei Prezzi del Brunello di Montalcino) - e il giudizio del bicchiere sulle nuove annate pronte ad affrontare i mercati nel 2023.
L’andamento in vigna dell’annata 2018 (quattro stelle su cinque, secondo il classico rating del Consorzio del Brunello) è stato diametralmente opposto a quello del 2017 e, probabilmente, si è caricato di molte aspettative, che tuttavia non si sono tutte infine realizzate. Il minimo comune denominatore è stata un’alternanza di temperature al di sopra e al di sotto della media che ha interessato l’inverno e la primavera con l’aggiunta di precipitazioni piovose non secondarie, innalzando il tasso dell’umidità. Una situazione metereologica altalenante che si è protratta anche nei mesi estivi, che hanno fatto registrare temperature tendenzialmente miti con sporadici picchi, seguita da un settembre dello stesso tenore che, in molti casi, ha indotto i produttori ad anticipare l’inizio della vendemmia sia per evitare il compromettersi del buono stato sanitario della materia prima e sia per venire incontro alla reazione delle piante, ancora come “intorpidite” dopo un’annata costellata da troppe sofferenze come la 2017. Insomma, un’annata buona senza dubbio, ma non una grande annata. Oltre al fattore umano legato alla gestione tecnica del raccolto, c’è poi da registrare, a posteriori, anche quello collegato all’interpretazione stilistica del millesimo. Da più parti, infatti, sembra che si stia progressivamente abbandonando il modello di un Sangiovese tutto potenza e intensità, perseguendone uno invece dotato di un maggiore equilibrio e una maggiore finezza, accanto ad una sempre più attenta ricerca delle espressioni specifiche delle microzone (come il proliferare dei Brunello Selezione e/o Vigna sembra indicare con chiarezza). Molti e interessanti i tentativi che vanno in questa direzione, anche se, almeno guardando ai Brunello 2018, qualcosa ancora deve essere registrato al meglio, specialmente per l’uso dei legni di affinamento.
Questi i migliori assaggi di WineNews. Aromi ben ancorati sui fiori e sui rimandi speziati e di sottobosco per il Brunello di Montalcino 2018 del Castello Tricerchi, snello, saporito e ben a fuoco nella sua progressione gustativa. Si segnala come uno dei migliori, ma non è la prima volta che capita, il Brunello 2018 di Giodo, dal raffinato gioco aromatico tra frutto, spezie ed erbe aromatiche, ad anticipare una bocca solida, ben profilata e senza tentennamenti. Probabilmente spiazzante per chi non è disposto ad accettare un Brunello che fa della leggiadria il suo punto di forza, la versione 2018 di quello prodotto da Gorelli, dai rimandi ai fiori e alle erbe officinali con qualche tocco di spezia che accompagnano una bocca sinuosa, raffinata, dal bel ritmo incalzante. Convincente il Brunello 2018 di Pietroso, dai tratti aromatici di piccoli frutti rossi, sottobosco e leggeri toni affumicati, ben assecondati da una progressione gustativa limpida e sapida.
Fiori leggermente appassiti, frutti rossi e tocchi affumicati formano il naso del Brunello 2018 di Canalicchio di Sopra, che trova in bocca il suo punto di forza espresso da una straripante energia e vivacità. Assolutamente ben eseguito il Brunello Vigna La Casa 2018 di Caparzo, dal naso finemente speziato e dal gusto succoso e piacevolmente caldo. Non perde il suo carattere schietto il Brunello 2018 di Fattoi, dal fruttato terroso e fragrante ad accompagnare un sorso tutto sapidità e contrasto. Aromi sfumati che incrociano frutti rossi e fiori appena appassiti per il Brunello 2018 di Gianni Brunelli - Le Chiuse di Sotto, polposo e scattante in bocca. Ricco e ben scandito il naso del Brunello Vigna Loreto 2018 di Mastrojanni, in cui emerge un fruttato rigoglioso dai tocchi speziati ad anticipare una bocca diffusa e ben profilata.
Un po’ di legno ancora da digerire negli aromi del Brunello Ofelio 2018 di Patrizia Cencioni, che portano con sé anche bei cenni floreali e fruttati. In bocca, il vino trova il suo punto di forza con una beva succosa e continua. Profumi soprattutto floreali con rifinitura speziata per il Brunello Piero 2018 di Talenti, dal sorso polposo e profondo. Radici, fiori, macchia mediterranea e spezie contraddistinguono il naso del Brunello 2018 di Tenuta di Sesta, dall’articolazione gustativa raffinata e ben a fuoco. Ben realizzato il Brunello Poggio al Granchio 2018 di Val di Suga, dai tratti aromatici di erbe aromatiche, cenni floreali e fruttati su base speziata. In bocca, il sorso è succoso, continuo e profondo. Fragranza speziata e fruttata nel Brunello Poggiarelli 2018 di Cortonesi, dallo sviluppo gustativo ben bilanciato e saporito.
Fiori, spezie e sottobosco segnano il naso del Brunello Vigna Montosoli 2018 di Altesino, dal gusto pieno e sapido con ritorni affumicati. Profilo aromatico dai tocchi fruttati e floreali su base affumicata per il Brunello 2018 de Le Chiuse, sapido e profondo nella sua progressione gustativa. Naso dai toni fruttati maturi e speziati per il Brunello 2018 di Armilla, dall’espressione gustativa tendenzialmente austera. Stilisticamente di impostazione moderna il Brunello Vigna Marrucheto 2018 di Banfi, dai toni aromatici che alternano vaniglia e frutto rosso, in uno sviluppo gustativo succoso e dai ritorni boisé. Bella finezza di fondo negli aromi del Brunello Filo di Seta 2018 del Castello Romitorio, dal fruttato dolce e speziato e dal gusto ben modulato nella sua solida articolazione. Delicato e giocato sui piccoli frutti rossi e sui piccoli fiori di aromatiche il Brunello 2018 di Camigliano, che in bocca aderisce saporito e sapido con un piacevole allungo fruttato.
Cioccolato, frutto rosso maturo e spezie contraddistinguono il Brunello Pianrosso 2018 di Ciacci Piccolomini d’Aragona, dalla bocca polposa e tendenzialmente potente. Fine nella sua trama fruttata con qualche tocco boisé in esubero il Brunello 2018 di Collemattoni, gustoso e ben profilato al palato. Pieno e ben a fuoco il rigoglioso fruttato che segna il naso del Brunello 2018 di Lisini, dallo sviluppo gusto piacevolmente caldo e avvolgente. Qualche impuntatura aromatica nei profumi di terra e sottobosco del Brunello 2018 di Piancornello, dai tratti gustativi sapidi e intensi. Spezie dolci, fruttato pieno e tocchi affumicati per il bagaglio aromatico del Brunello 2018 di Poggio di Sotto, pieno e serrato nel suo sviluppo gustativo.
Naso ricco che incrocia frutti rossi, spezie e tocchi speziati per il Brunello Chiuso del Lupo 2018 di Poggio Landi, piacevolmente sapido e succoso in bocca. Austero e compatto negli aromi il Brunello 2018 di Salvioni, ricco e serrato nella sua progressione gustativa. Erbe aromatiche, frutti scuri e abbondante speziatura per il naso del Brunello Vigna Vecchia 2018 di San Polo, dal gusto serrato e avvolgente. Ben eseguito il Brunello 2018 di Argiano, che mette in fila piccoli frutti rossi, sottobosco e toni affumicati nel suo bagaglio olfattivo, ben assecondato da un gusto pieno e saporito. Ben fatto il Brunello Campo del Drago 2018 di Castiglion del Bosco dal naso abbondantemente speziato con tocchi di erbe aromatiche e frutti rossi ad anticipare una bocca compatta e polposa.

Focus: i migliori assaggi di WineNews per il Brunello di Montalcino Riserva 2017
L’andamento in vigna dell’annata 2017, come tutti sanno, è stato non privo di ostacoli: ad una primavera con decorso climatico nella media, ma già con una tendenza al caldo, è seguita un’estate quasi torrida che ha di fatto estremizzato i processi fisiologici della vite. Un luglio caldissimo già determinava un iniziale stress idrico per le piante e, ad agosto, è andata persino peggio con un’area anticiclonica africana che determinava temperature a dir poco fuori scala, incrementando lo stress idrico, causando blocchi fisiologici delle funzioni fotosintetiche delle piante e, al contempo, accelerando ulteriormente le maturazioni dei grappoli. A rimettere un po’ in sesto le cose, a settembre, qualche pioggia che ha consentito alle piante di riattivare le proprie funzioni primarie, ma la 2017 non può che essere rubricata come un’annata calda e siccitosa, con tutte le conseguenze del caso sui vini. Tra i migliori assaggi, non nasconde i suoi tratti mediterranei il Brunello di Montalcino Riserva 2017 della Fattoria dei Barbi, contraddistinto al naso da un fruttato rigoglioso e maturo con tocchi di erbe aromatiche, ad anticipare una progressione gustativa solida e saporita. Ben profilati gli aromi del Brunello Mercatale Riserva 2017 di Ridolfi, dai toni dolci e caldi dei suoi profumi di frutti rossi e spezie che accompagnano uno sviluppo tendenzialmente arioso e di buon ritmo che chiude piacevolmente caldo. Frutto molto maturo e intenso segna il profilo aromatico del Brunello Vigna Soccorso Riserva 2017 di Tiezzi, dal gusto piacevolmente dolce e dai tannini serrati sul finale. Continuo con buoni risultati l’esperimento de Le Chiuse che con il suo Brunello Diecianni Riserva 2013, offre un vino dai tratti olfattivi austeri e classicheggianti e dal gusto succoso, sapido e profondo. Ematico ed agrumato, infine, il Brunello Duelecci Ovest Riserva 2017 di Tenuta di Sesta, dai rinfrescanti tratti di sottobosco e pepe a dare ritmo ad un sorso dolce e dal tannino gentile.

Focus: i migliori assaggi di WineNews per il Rosso di Montalcino 2020 e 2021
Capitolo Rosso di Montalcino. L’annata 2020 ha vissuto un andamento stagionale tendenzialmente fresco, con buon apporto delle piogge nei mesi invernali e primaverili e con il periodo estivo contraddistinto da temperature medio-alte che sono durate fino a settembre, mese in cui non sono mancate le piogge ed escursioni termiche notevoli. Il risultato in termini di vini è stato quello di ottenere un Sangiovese abbastanza equilibrato e non privo di profondità aromatica, capace di mettere a fuoco le sue caratteristiche fondamentali anche rispetto alla propria zona di coltivazione e al disegno stilistico dei suoi produttori. Il Rosso di Montalcino 2020 di Gorelli, si rivela un vino ben eseguito dai tratti olfattivi leggiadri e ben scanditi dalla fragranza, che in bocca si muove agile, e saporito. Sul medesimo registro stilistico anche il Rosso di Montalcino 2020 di Pietroso, dotato di rimandi ai piccoli frutti rossi e alle erbe aromatiche, dalla bocca ben profilata e ariosa. Il Rosso di Montalcino 2020 di Lisini, trova un’intensità aromatica ben accentata da un fruttato rigoglioso, ad anticipare una bocca polposa, continua e distesa.Non è bastato, invece, un inverno tendenzialmente freddo a contrastare una primavera e, soprattutto, un’estate dalle temperature molto elevate e dalla scarsissima piovosità, che, inevitabilmente, hanno inciso sulle caratteristiche del Sangiovese cresciuto nel 2021. I vini, in generale, hanno una timbrica aromatica calda e uno sviluppo gustativo in cui la componente tannica si rivela a tratti serrata. Ci sono delle eccezioni, evidentemente, come nel caso del Rosso di Montalcino 2021 di Uccelliera, dal fruttato ampio e monocorde che affianca una bocca larga e compatta. Molto maturo aromaticamente e dalla progressione gustativa di buona distensione il Rosso di Montalcino Per il Babbo 2021 di Tiezzi.

Focus: cosa aspettarci dall’annata 2022?
Infine uno sguardo a quello che è successo quest’ultimo anno, che si ricorderà come il più caldo e siccitoso di sempre. Il germogliamento iniziato alla fine della prima settimana di aprile, con ottima fertilità e grande numero di grappoli potenziali, ha dovuto affrontare poi poca pioggia e temperature alte per tutta la primavera. Le temperature sopra la media hanno determinato un minor sviluppo dei grappoli, piccoli e spargoli, che hanno ricordato le stagioni anticipate costantemente di un mese. L’impressionante intensità luminosa, che ha penalizzato l’attività fotosintetica della vite, si è riflessa in gradazioni poco elevate. Il Sangiovese, insomma, ha resistito: il lavoro dei viticoltori in vigna, su suolo e vigne, ha fatto il resto. Qualcuno ha potuto ricorrere all’irrigazione cosiddetta “di soccorso”, ma sarebbe meglio chiamarla “di qualità e benessere per le viti”. A luglio è arrivato il grande caldo, ma le piogge di 130 millimetri tra fine luglio e metà agosto hanno ribaltato il pronostico sull’annata, facendo calare le temperature e aiutando le piante a riequilibrarsi. La vendemmia è stata anticipata e si è conclusa l’ultima settimana di settembre. I vigneti, al momento della raccolta, erano verdi, in equilibrio, senza stress eccessivo. Si sono registrate rese in linea con ultimi anni, con uve equilibrate e interessanti per quanto riguarda gli aromi e i polifenoli. Un’annata che ha insegnato molto su ciò che, probabilmente, ci aspetterà in modo sempre più frequente nelle stagioni a venire.

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