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Biologico, una ricchezza spinta dall’export: +149% in 10 anni per un valore di 2,6 miliardi di euro

Secondo i dati Osservatorio Sana, a cura di Nomisma, divulgati da “TuttoFood”, nel 2020 le vendite bio in Italia hanno superato i 4,3 miliardi
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Biologico, una ricchezza spinta dall’export: +149% in 10 anni per un valore di 2,6 miliardi di euro

Da scelta nutrizionale e di vita a fenomeno senza confini. Il biologico avanza e assume connotazioni ampie con risvolti non solo “lifestyle” ma anche etici e sociali. Emerge dall’Osservatorio TuttoFood , la fiera “Business 2 Business” (dal 22 al 26 ottobre, a Fiera Milano).
L’emergenza dovuta alla pandemia ha senza dubbio posto ancora più in evidenza la stretta relazione tra la salute dell’uomo e quella dell’ambiente e questo vale anche quando si parla di alimentazione. Il mercato del bio muove miliardi di euro l’anno solo in Italia e stimola l’innovazione in tutti gli attori della filiera. Ma è anche un fenomeno culturale e sociale di ampia portata che si estende in tutto il mondo e che è destinato a rimanere ed a evolversi. Secondo i dati dell’Osservatorio Sana a cura di Nomisma, intercettati e studiati da “TuttoFood”, nel 2020 le vendite di biologico in Italia hanno superato i 4,3 miliardi di euro
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Di questi, 3,9 sono riferibili ai consumi domestici (+7% rispetto all’anno precedente) e poco meno di 500 milioni all’away-from-home, che ha risentito delle chiusure dei pubblici esercizi durante i lockdown. Le abitudini di consumo premiano sempre più l’e-commerce, che l’anno scorso ha registrato un incremento a tre cifre (+143% rispetto al 2019) per un valore di 43 milioni di euro. Ma qual è l’identikit del consumatore-tipo di prodotti biologici? Parliamo di un target giovane, con un elevato livello di istruzione e più attento, informato e consapevole. E che, soprattutto, presta grande attenzione all’origine delle materie prime, prediligendo il made in Italy. Tende inoltre ad evitare gli sprechi e oltre alle materie prime bio preferisce un prodotto totalmente sostenibile nel packaging e nel metodo di produzione. L’attenzione alla sostenibilità ambientale si accompagna spesso anche a scelte etiche e sociali, scegliendo quindi prodotti certificati al fine di sostenere e rispettare il lavoro umano in territori o situazioni complesse.
Ancora più marcato è l’incremento dell’export che sempre secondo Nomisma è stato pari al 149% nel periodo 2010-20 raggiungendo i 2.,6 miliardi di euro. La crescita del bio guarda, dunque, all’estero. Soprattutto alle aree emergenti come l’Asia, ma anche il Sudamerica che rappresenta un mercato ormai maturo e in fase di consolidamento. L’attenzione ai cibi salutistici e naturali era già molto alta prima della pandemia, ma i buyer hanno rivelato che questa attenzione si sta ampliando anche ad altre categorie merceologiche, come il fresco e i piatti pronti, la cui richiesta è cresciuta molto durante i lockdown.
Per questo si punta ad incrementare i volumi di vendite di prodotti naturali e bio aggiungendo nuove referenze in queste categorie merceologiche. Anche nel settore sweets (dolci) sta crescendo l’attenzione verso prodotti più salutistici e con caratteristiche funzionali, ad esempio privi o a basso contenuto di zuccheri. Nel segmento del cioccolato questo si traduce in cioccolati con percentuali più elevate di cioccolato che, essendo anche più amari, attraggono target più attenti alle tendenze in fatto di gusto.

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