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MERCATI DEL MERCOSUR

Brasile, il mercato del vino cresce trainato dagli spumanti e dall’effetto premiumizzazione

Ita-Italian Trade Agency: nel 2025 le importazioni hanno raggiunto 58 milioni di dollari, a +6,8% sul 2024. L’Italia a 42,8 milioni di euro (+3,7%)
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Brasile, il mercato del vino cresce

Il Brasile è una delle “grandi speranze” di un mercato del vino che, con sempre più insistenza, sta cercando di diversificare i propri mercati, andando ad esplorare Paesi con potenzialità notevoli, ma ancora non del tutto esplose. Tutto questo anche alla luce delle incertezze, tra dazi, svalutazioni e calo dei consumi, che stanno caratterizzando il principale player per quanto riguarda le importazioni, gli Stati Uniti. E se il Brasile, per il vino italiano, è ancora una nicchia, tanto che ha generato un giro di affari, per l’export, di 42,8 milioni di euro nel 2025 (+3,7% sul 2024), secondo i dati Istat analizzati da WineNews, si può comunque immaginare che il mercato brasiliano possa velocemente crescere anche alla luce dell’accordo Ue-Mercosur. Stando a quanto riportato da Ita-Italian Trade Agency, guidata da Matteo Zoppas, nel 2025, le importazioni brasiliane di vino hanno raggiunto complessivamente 165,1 milioni di litri, per un controvalore superiore a 558 milioni di dollari, a +6,8% sul 2024. “Questi dati consolidano la posizione del Brasile quale principale mercato di destinazione del vino in America Latina e tra i più rilevanti mercati extraeuropei. L’elemento di maggiore significato risiede tuttavia nella divergenza tra la crescita del valore e quella dei volumi, fenomeno che evidenzia un incremento del prezzo medio unitario e conferma l’avanzamento di un processo strutturale di premiumizzazione dei consumi”.
Secondo Ita-Italian Trade Agency, “il profilo del consumatore brasiliano sta attraversando una trasformazione significativa. Il vino viene sempre più apprezzato nelle principali aree metropolitane attraverso canali distributivi specializzati - enoteche di fascia alta, piattaforme di e-commerce qualificate e canali horeca premium - da parte di una clientela che privilegia la qualità rispetto alla frequenza di consumo. Si registra una crescente attenzione verso prodotti dotati di chiara identificazione territoriale, elevato standard qualitativo percepito e capacità di trasmettere valori identitari”.
Uno scenario, quindi, interessante in vista anche dell’arrivo di “Wine South America” n. 6, evento firmato da Veronafiere (attraverso la controllata Milanez & Milaneze), la rassegna dedicata alla promozione del settore dei vini e delle bevande alcoliche in Brasile, in programma a Bento Gonçalves dal 12 al 14 maggio nello Stato del Rio Grande do Sul, al centro di una delle più rinomate regioni vinicole brasiliane.
L’interesse per il vino lo si vede anche nel mercato interno brasiliano. “Wine South America”, citando un’indagine di Ideal.Bi, ha affermato che il fatturato del mercato brasiliano, nel 2025, è cresciuto del +9% sull’anno precedente. In evidenza ci sono gli spumanti, segmento che, nel 2025, ha raggiunto un volume di 4,5 milioni di casse da 9 litri vendute, +8% sul 2024 e nuovo record storico. Negli ultimi anni, viene fatto notare, gli spumanti hanno mantenuto una traiettoria di espansione continua e consolidato un importante cambiamento negli stili di consumo: le bollicine non sono più limitate alle occasioni di festa, ma vengono consumate durante l’anno. E questa non è soltanto una buona notizia per gli sparkling brasiliani, ma anche per gli spumanti italiani, il cui “status” è tra i vertici mondiali e che possono continuare a trovare, sempre di più, terreno fertile in uno dei principali Paesi del Sud America.

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