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DATI ISTAT E ICE

Cina: nei primi 6 mesi 2019 le spedizioni di vino italiano a 63,5 milioni di euro (+4,86%)

Fine della spirale negativa? Difficile dirlo, ma il dato dello spumante, che cresce del 42,45% a 10 milioni di euro, fa ben sperare
CINA, EXPORT, ISTAT, vino, Mondo
Segnali positivi dal mercato cinese

Timidi segnali, ma da cogliere al volo, per ripartire e recuperare il terreno perduto nell’ultimo anno: sono quelli che arrivano dalle esportazioni di vino in Cina, mercato complesso e per l’Italia ancora ostico, che nei primi sei mesi del 2019 sembra aver ritrovato smalto. Come raccontano i dati Istat, elaborati da Ice di Pechino, nel primo semestre 2019, le spedizioni enoiche hanno toccato i 63,5 milioni di euro, in crescita del +4,86% sullo stesso periodo del 2018. Stabile l’imbottigliato fermo, che rappresenta la quota ampiamente maggioritaria, a 49,76 milioni di euro (+0,18%), mentre l’exploit, in una Cina che si riscopre improvvisamente in linea con le tendenze globali, è degli spumanti, che superano i 10 milioni di euro (+42,45%). Che sia finita la spirale negativa su quello che, ormai da anni, è diventato per tanti motivi il mercato su cui il vino italiano è quasi obbligato a puntare forte per crescere ancora? Difficile dirlo, specie perché i dati che arrivano dalla Cina sono spesso contraddittori, ma il rimbalzo degli spumanti è un dato da tenere in considerazione, in un Paese in cui le bollicine, storicamente, hanno sempre trovato poco spazio.

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