Non solo è la prima varietà per ettari e produzione nel Collio friulano, ma tante sono anche le espressioni peculiari che questo vitigno - considerato internazionale, ma presente storicamente nel territorio - raggiunge nella mezzaluna compresa tra il torrente Judrio e il fiume Isonzo. Al Pinot Grigio è stato dedicato, nei giorni scorsi, “Collio Evolution” 2026, l’evento annuale del Consorzio Vini Collio, che ha proseguito il percorso di approfondimento sulla storica denominazione collinare del Friuli Venezia Giulia iniziato nel 2025 indagando sul posizionamento dei suoi vini nell’HoReCa e sui suoi vitigni.
E dopo la prima edizione dedicata all’autoctono Friuliano, per l’edizione n. 2 - che ha coinvolto in un walk around tasting aperto al pubblico 50 aziende - la scelta è caduta sul Pinot Grigio. “Quest’anno “Collio Evolution” si è concentrato sul Pinot Grigio, un vitigno noto a livello mondiale che qui sulle nostre colline esprime una particolare identità legata al territorio - ha detto, spiegando la scelta, Luca Raccaro, presidente Consorzio Vini Collio - dalla terra al calice, l’essenza identitaria del Pinot Grigio è il nostro messaggio. Non vogliamo solo raccontare un vitigno, ma rappresentare l’evoluzione del Collio, che non significa dimenticare la tradizione, ma portarla nel futuro. Questo lavoro richiede una comunità unita, con un’identità condivisa. Le annate più vecchie degustate in questi giorni ci hanno confermato che il nostro Pinot Grigio sa evolvere molto bene nel tempo. È un messaggio importante per il mercato e uno stimolo per tutti i produttori”. In particolare nel triangolo che definisce il terroir - ossia il rapporto del vitigno con l’ambiente pedoclimatico e la mano del produttore - il Pinot Grigio del Collio è capace di amplificare organoletticamente l’uno e/o l’altro elemento. Caratteristica messa in evidenza nelle masterclass riservate alla stampa, guidate rispettivamente da Daniele Cernilli - memoria storica del vino italiano e fondatore di DoctorWine - sull’evoluzione del Pinot Grigio nel Collio, e da Cristina Mercuri, Master of Wine, sulla lettura del Collio attraverso le uve “neutre” del Pinot Grigio.
Il Collio deve la sua fama contemporanea, del resto, ai suoi grandi vini bianchi, conquistata nella seconda metà degli Anni Sessanta e consolidatasi tra la fine dei Settanta e l’inizio degli Ottanta. Una vocazione che si legge nell’88% della superficie a uve bianche. A coprire il 70% della superficie sono quattro varietà: Pinot Grigio (24%), Sauvignon (17%), Friulano (14%), Ribolla Gialla (13%). “Il Pinot Grigio, considerato internazionale, ma da sempre presente in Friuli Venezia Giulia, si esprime in Collio in modo particolare - conferma Lavinia Zamaro, direttrice Consorzio Vini Collio - il suo ettarato nella nostra Doc ha cominciato a crescere sulla scia del successo del vitigno sui mercati internazionali, ma i produttori sono stati sempre attenti a difenderne le peculiarità con un’attenzione particolare ai parametri qualitativi rimasta sempre presente nel tempo. Il peso dei diversi vitigni è sostanzialmente stabile negli ultimi anni, con il Pinot Grigio che registra una lievissima flessione, mentre crescono gli autoctoni sulla spinta della domanda regionale e nazionale. Nel medio e lungo periodo non mi aspetto grandi variazioni sia perché Collio è una piccola Doc senza possibilità di ampliamento, sia perché è sempre stata orientata alla qualità e non all’inseguimento delle mode, anche se non avulsa dal mercato. Certo lo stile dei vini è cambiato nei decenni. Oggi i vini non sono più quelli degli Anni Novanta: in linea con il gusto del consumatore finale si cerca un equilibrio tra vini gastronomici e vini di beva adeguata ad altre occasioni di consumo. Guardando al futuro, la sfida più importante che abbiamo davanti è quella del cambiamento climatico”.
Nell’excursus storico dedicato al Pinot Grigio - vitigno frutto di una mutazione gemmaria del Pinot Nero - è stato evidenziato il “percorso geografico” fino all’arrivo in Collio ad opera del Conte Teodoro De La Tour intorno al 1850 alla Tenuta Villa Russiz a Capriva del Friuli che ha avuto un ruolo storico fondamentale per la sua valorizzazione, e poi a Mario Schiopetto, sempre a Capriva, artefice della rinascita moderna con la sua prima annata di Pinot Grigio del Collio nel 1968, che ha anticipato il successo globale del vitigno. Successo globale che risale agli Anni Settanta e Ottanta quando, ad opera di Santa Margherita della famiglia Marzotto, il vitigno - vinificato in bianco grazie alle nuove presse orizzontali - ha vissuto un’autentica esplosione commerciale, soprattutto negli Stati Uniti e nel Regno Unito, portando l’Italia al vertice mondiale con più del 40% della produzione globale di bottiglie, seguita dalla Francia (25-26%), con quote minori in Svizzera, Slovenia e altri Paesi, inclusi nuovi produttori come Australia e California. La produzione italiana è concentrata nel Triveneto (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino) per oltre l’82% nazionale, ma in questo quadro la nicchia produttiva del Pinot Grigio del Collio si distingue per l’identità territoriale che enfatizza il “senso del luogo” in ogni calice grazie a produttori che ne sono grandi interpreti.
“All’origine era ramato carico per l’inevitabile contatto con le bucce, poi grazie alla possibilità tecnologica di vinificare senza le bucce, è divenuto bianco - ha sottolineato Daniele Cernilli - ora le due e più sue interpretazioni, se aggiungiamo quelli da macerazioni spinto e addirittura in rosso come quello di Josko Gravner, convivono e questo, insieme alla sua provenienza territoriale, è un elemento di forza che lo differenzia dalla massa di Pinot Grigio “neutri” che imperano sui mercati internazionali”. “Se a livello internazionale il Pinot Grigio è definibile come “category”, quello del Collio è un vino “di origine”- ha sottolineato Cristina Mercuri - in Collio il Pinot Grigio, vitigno neutro, si comporta come una lente di ingrandimento del territorio e di come l’uomo lo legge decidendo se dare più peso alla voce del luogo o alla propria interpretazione stilistica anche attraverso stili diversi come la macerazione, la fermentazione in diversi contenitori. Ne scaturisce una pluralità di stili produttivi unica”.
“Con questa seconda edizione “Collio Evolution” ha trovato la sua forma: un appuntamento in cui il Collio si mette alla prova davanti a stampa, operatori e appassionati - ha concluso Lavinia Zamaro, direttrice del Consorzio - la domanda che ci siamo sentiti fare più spesso in questi giorni è stata: quale sarà il vitigno del prossimo anno? Per ora non lo sveliamo, ma possiamo già dare una certezza: “Collio Evolution” tornerà il 24 e il 25 ottobre 2027”.
Focus - “Collio Evolution” 2026: i migliori assaggi WineNews
Borgo Savaian, Collio Pinot Grigio 2025
Giallo paglierino con riflessi rosati. Bouquet fresco di mela e pera con note di fragolina di bosco. Il sorso ha bell’acidità vivace, scorrevole e lungo.
Francesco Rotolo, Collio Pinot Grigio 2025
Giallo paglierino con riflessi rosa-arancio. Già il naso annuncia una certa “dolcezza” della frutta gialla e dei fiori bianchi. In bocca fresco, strutturato con finale morbido.
Sturm, Collio Pinot Grigio 2025
Giallo con riflessi verdolini. Naso cangiante: con l’aumento di temperatura emergono frutta tropicale e lieve speziatura. Bell’acidità al sorso che lo rende molto scorrevole a fronte di una buona struttura; lungo, con chiusura amarognola.
Fantinel Tenuta Sant’Helena, Collio Pinot Grigio Rocciaponca 2025
Giallo paglierino. Al naso mela verde, pera e agrumi, con una punta balsamica finale. In bocca acidità fresca e integrata, corpo morbido e leggermente glicerico, alcol ben bilanciato. Pulito e semplice.
Collavini, Collio Pinot Grigio Villa Canlungo 2025
Giallo. Naso pulito e giovane con note di frutta bianca, pesca e pera, con accenno salino sul finale. Al sorso acidità vibrante e texture stratificata grazie ai lieviti e alle differenti provenienze delle uve; finale lungo con ritorno della nota salina.
Marco Felluga, Collio Pinot Grigio Mongris 2025
Giallo dorato. La breve macerazione a freddo pre-fermentativa rende il naso meno fruttato a favore di complessità, note di pietra focaia, erbe mediterranee. Al sorso, verticale, bell’acidità e lunghezza. Gastronomico.
Russiz Superiore, Collio Pinot Grigio 2025
Dorato con sfumature ramate. Al naso con note citriche e di pera, con leggera nota tostata. Al sorso l’uso del legno (15%) non appesantisce, conferisce tensione profondità ed eleganza.
Venica & Venica, Collio Pinot Grigio Jesera 2025
Ramato chiaro. Al naso note prefermentative, pera, pesca e sfumature di frutti rossi, melograno e ciliegia, fresco. Al sorso è succulento e rinfrescante con buona texture glicerica, complesso, grazie anche al 10% in botti grandi, e longevo.
Primosic, Collio Pinot Grigio Skin 2020
Ramato intenso grazie ad una macerazione di circa 8 giorni. Naso definito da una nota pepata, tostata e dolce di vaniglia da legno, melograno e altra frutta rossa. Al sorso solido con tannino setoso, muscoloso e un poco ruvido. Complesso e gastronomico.
Castello di Spessa, Collio Pinot Grigio Joy 2025
Color rame chiaro. Sentori di frutta rossa: ciliegia, fragoline di bosco e note floreali. Fragrante e leggermente fermentativo. Il sorso è scorrevole in bell’equilibrio tra struttura e acidità.
Livon, Collio Pinot Grigio Clas 2024
Color rame chiaro. Naso verticale, appena fermentativo, piccoli frutti di bosco e leggera speziatura. Al sorso, che chiude sapido, buona freschezza acida, grande bevibilità, equilibrato e vivace.
Tenuta Borgo Conventi, Collio Pinot Grigio 2024
Ramato vivido e aromi complessi di frutta matura, leggermente fermentativi e leggere sensazioni tanniche. In bocca acidità vivace, una certa morbidezza e chiusura sapida.
Colmello di Grotta, Collio Pinot Grigio Coldigrotta 2022
Rosa carico con una evoluzione percepibile. Naso complesso, etereo, che annuncia una certa morbidezza del sorso un poco tannico, elegante.
Villa Russiz, Collio Pinot Grigio 2025
Rosa intenso. Il naso è “spesso”, rotondo quasi da rosso e al tempo stesso con note di frutta rossa fresca. Al sorso è strutturato, pieno e con finale amarognolo.
Clementina Palese
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