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TERAPIA

Combattere l’anosmia dopo il Covid-19 allenando il naso a riconoscere gli aromi

Il metodo del professor Laurence Gény-Denis dell’Università di Bordeaux, ispirato al mondo enoico, guadagna consensi tra i professionisti del vino
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Guarire l’anosmia dopo il Covid-19

Tra gli effetti a lungo termine del Covid-19, come ormai dimostrato da milioni di casi in tutto il mondo, c’è l’anosmia, problema non di poco conto per chi lavora nei tanti ambiti del mondo del vino. La perdita della capacità di percepire gli odori, transitoria, che, secondo il National Institute on Deafness & Other Communication Disorders, ha colpito il 77% dei positivi negli Stati Uniti, che in molti casi dura per mesi, si può superare, non solo con il tempo, ma anche con l’allenamento. Un approccio sostenuto, e teorizzato, dalla professoressa Laurence Gény-Denis, Responsabile della Formazione dell’Institut des Sciences de la Vigne et du Vin dell’Università di Bordeaux che, quando un gruppo di studenti si sono ammalati, ha rispolverato un vecchio metodo. In sostanza, dopo una visita dall’otorinolaringoiatra, ai ragazzi è stato fornito un diffusore portatile di aromi, da cui annusare, più volte al giorno, una selezione di quattro oli essenziali, fino a che non si tornano a riconoscere gli aromi a cui si era abituati. A quel punto, si passa ad altri quattro aromi, fino a ristabilire la piena consapevolezza dei diversi odori, attraverso l’allenamento quotidiano. Un metodo ben conosciuto a chi lavora o studia nel mondo del vino, basti pensare alla ruota degli aromi, o ai tanti kit per imparare a riconoscere gli aromi nel bicchiere, che sembra dare i suoi frutti, come raccontano le storie di wine maker e professionisti che, in giro per il mondo, hanno scelto il metodo del professor Gény-Denis, riacquistando l’olfatto.

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