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FRANCIA

Crisi a Bordeaux, i vignaioli rilanciano: “non basta estirpare i vigneti per risolvere il problema”

Tra le richieste avanzate, nell’unità di crisi dal “Collective Viti 33”, anche la messa a punto di un prezzo minimo che tuteli la categoria
Bordeaux, vino, VITI 33, Mondo
Quale futuro per il vino a Bordeaux? (ph: Collective Viti 33 Facebook)

Come è noto, nonostante i grandi nomi che fanno storia a sé, la produzione di vino a Bordeaux, una delle zone più prestigiose del mondo, ma anche tra le più vaste, è in grande difficoltà. Un momento delicato, soprattutto per i piccoli produttori, costretti a “svendere” il proprio vino, scaturito dall’aumento dei costi e dal calo dei consumi. Tanto che il Governo francese è stato costretto a intervenire puntando sulla distillazione di crisi e l’espianto dei vigneti abbandonati ed improduttivi per sostenere il settore vitivinicolo del Paese.
Ma sarà sufficiente? Per il collettivo Viti 33, portavoce dei piccoli produttori, no
: “l’espianto di 9.000 ettari di vigneto non basterà per riportare in equilibrio Bordeaux”, è il concetto che è emerso nell’unità di crisi, voluta proprio dal collettivo, che si è svolta al Conseil Interprofessionnel du Vin de Bordeaux, alla presenza dei Sindacati e delle Autorità locali. Un incontro per trovare nuove soluzioni dove è emersa la preoccupazione del collettivo Viti 33 per una perdita eccessiva di vino in futuro, la stima fatta è di 30.000/40.000 ettari vitati che potrebbero scomparire entro 5 anni se le cose non cambiano.
Con 108.000 ettari di vigneto, rivendicati nella denominazione nella vendemmia 2022, riporta il magazine francese Vitisphere, questo calo delle superfici vitate sembra vertiginoso, dal 19 al 28%, senza contare il futuro estirpamento e gli attuali terreni incolti. Per evitare questo scenario, il collettivo dei viticoltori di Bordeaux ha messo sul tavolo alcune proposte per uscire dalla crisi: dalla messa a punto di un prezzo minimo, alla rivalutazione delle scorte fino al divieto di utilizzare l’etichetta di Responsabilità Sociale d’Impresa (Csr) per i commercianti che acquistano al di sotto dei costi di produzione dei loro fornitori.

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