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TERRITORI VIRTUOSI

Cultura, sostenibilità, bellezza, visione: il Vino Nobile di Montepulciano disegna il suo domani

“Anteprima Vino Nobile”: nuove annate nel calice in assaggio WineNews. Il Consorzio lancia la mostra per 400 anni dello scienziato Redi

A quattro secoli dalla nascita di Francesco Redi (1626-1697), il letterato e primo medico per grado dei Medici, che, nel suo ditirambo “Bacco in Toscana” (1685), già lo definiva “d’ogni vino il re” (e che il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano celebrerà con una grande mostra, anche con il contributo WineNews, e tante iniziative nei prossimi mesi e ad inizio 2027), il Vino Nobile di Montepulciano, continua il suo viaggio virtuoso nella storia del vino nazionale, aggiungendo il suo ruolo di architrave paesaggistico ed economico ad un territorio ricchissimo di storia, come emerso nella due giorni “Anteprima del Vino Nobile” (14-15 febbraio, a Montepulciano). La prima Docg d’Italia (di cui si conserva la prima fascetta del genere in assoluto), fa perno su un areale produttivo strettamente limitato alla parte del Comune di Montepulciano compreso tra i 250 ed i 600 metri sul livello del mare, ed è forte di 1.400 ettari a vigneto iscritti all’albo della denominazione, per 7.500 tonnellate di uva e una produzione complessiva di oltre 6.377.000 bottiglie nel 2025. Con 82 aziende imbottigliatrici del Consorzio del Vino Nobile (che rappresentano oltre il 90% della superficie vitata), un giro d’affari di 65 milioni di euro e un valore patrimoniale delle aziende di 1 miliardo di euro.
Confermati anche i principali trend di mercato della denominazione, anche se il 2025, certo non è stato tra gli anni migliori per il comparto vino nazionale. Con l’export che ha rappresentato il 64,5%, mentre il restante 35,5% viene commercializzato in Italia. Per il mercato nazionale, le principali vendite sono state registrate in centro Italia (65%) e in particolare in Toscana per il 45%. Al nord viene venduto il 32,6% e al Sud il 2,3%. Per l’estero si assiste ad una torta divisa a metà tra Europa e paesi extra Ue. In America (tra Nord e Sud) va il 34,5% dell’export, in Europa (esclusa Italia) il 29%. La Germania continua ad essere il primo mercato del Nobile con il 36% della quota esportazioni. Stabile, nonostante le minacce dei dazi, è il mercato degli Stati Uniti che rappresenta il 27,5% dell’export del Vino Nobile di Montepulciano. Continua il trend di crescita del Canada che da solo vale il 5% delle esportazioni. Un dato significativo è rappresentato anche dalla fetta di mercato del Vino Nobile di Montepulciano a marchio bio che nel panorama italiano vale il 50% delle vendite, mentre a livello internazionale rappresenta oltre il 55% delle vendite complessive. Continua poi la tendenza di crescita degli ultimi anni per la vendita diretta in azienda che, nel 2025, ha ormai superato il 40%, segnale positivo che porta con sé anche una serie di significativi sviluppi.
Un polo produttivo, quello del vino poliziano capace - lo dice l’indagine di Santa Chiara Lab (il Centro dell’Università di Siena per le attività di Innovazione Interdisciplinare) e Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano - di diversificazione e multifunzionalità all’interno delle proprie aziende, con la maggioranza delle imprese (80%) guidata dal titolare e gestita a livello familiare (84%), a garanzia di continuità che, pur restando legata al vino, genera anche attività connesse (ospitalità, degustazioni, vendita diretta) che rappresentano ormai una quota rilevante del fatturato per molte aziende (fino all’80-90% in alcuni casi). Permettendo, anche alle microimprese, di superare i limiti della dimensione fondiaria sfruttando servizi a maggior valore aggiunto, in linea con le nuove tendenze del turismo esperienziale. In un circolo virtuoso tra agriturismo (presente nel 75% delle aziende), degustazioni (50%) e ristorazione (35%) che rafforza il legame tra prodotto e territorio, consolidando la reputazione del marchio e fidelizzando la clientela, soprattutto attraverso la vendita diretta in azienda.
Passando al bicchiere, ad “Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano 2026”, sotto la lente c’erano i Nobile 2023 (che è stata giudicata come un’annata da 4,5 stelle su 5, il rating assegnato dalla commissione composta da enologi, sommelier e ristoratori, vedere focus) e le Riserva 2022 (valutata l’anno scorso a cinque stelle). Un millesimo, il 2023, che certo è stato caratterizzato da un’impronta climatica calda, tuttavia “stemperata” dalla ormai storica capacità dimostrata dai terreni dai terreni di Montepulciano di “mitigare” il caldo che con costanza ormai granitica segna i mesi decisi per la vendemmia. Luglio è stato decisamente caldo, con massime stabilmente sopra i 30 gradi centigradi. In agosto l’andamento termico è stato simile a quello di luglio, con un picco termico delle massime, che hanno toccato i 40 gradi centigradi, nell’ultima settimana, mentre le piogge sono state modeste. Anche settembre è stato più caldo rispetto alla media (+1,6 gradi centigradi), con massime spesso vicine ai 30 gradi e piogge, concentrate in pochi eventi. Temperature decisamente alte anche in ottobre, con l’elevato numero di giorni di pioggia, oltre 25, tra il 9 maggio e il 15 giugno, e il conseguente persistere di una elevata umidità relativa, a costituire un habitat ideale per la peronospora.
Tuttavia, la sfida del calice è stata tendenzialmente vinta, con vini capaci di distinguersi per stile contemporaneo ed esecuzioni appropriate, come emerge dai migliori assaggi dello staff WineNews. Fiori e piccoli frutti rossi a tratti maturi con tocchi terrosi e affumicati, per il Nobile di Montepulciano 2023 de Le Berne, dalla progressione gustativa lieve e ben contrastata da tannini nervosi. Gustoso e molto profumato il Nobile di Montepulciano 2023 di Boscarelli, uno tra i migliori. Spiccata personalità e beva travolgente per il Nobile di Montepulciano 2023 di Poderi Sanguineti I e II. Dallo stile sottile e decisamente contemporaneo il Nobile di Montepulciano La Spinosa 2023 de Il Molinaccio di Montepulciano, dalla silhouette snella e spigliata a dare dinamica e piacevolezza di beva. Ben eseguito anche il Nobile di Montepulciano Cantina del Redi 2023 della Vecchia Cantina, dal naso definito nel frutto e dalla bocca scorrevole e saporita. Dai toni di sottobosco, frutti rossi e leggere speziature il Nobile di Montepulciano 2023 di Poliziano, che in bocca risulta ben profilato e piacevolmente polposo. Ben fatto anche il Nobile di Montepulciano Santa Caterina 2023 della Tenuta Trerose (Angelini Wines & Estates) dai profumi ben a fuoco e dalla bocca sottile e non priva di vivacità. Sul fronte delle Riserva ad emergere il Nobile di Montepulciano Vallocaia Riserva 2022 di Bindella, un vino dai profumi puliti ed intensi ad anticipare un sorso molto sapido e ben proporzionato. Fine e delicato il bagaglio aromatico del Nobile di Montepulciano Riserva 2022 di Gracciano della Seta, affiancato da una bocca snella e ben ritmata. Gioca la carta della potenza, declinata con buona armonia, il Nobile di Montepulciano Riserva 2022 di Carpineto. Intanto, procede a passi spediti e con un esito alla prova del bicchiere senz’altro positivo, il cammino del progetto “Pieve” (le menzioni geografiche aggiuntive già sul mercato già con l’annata 2021). Benché ancora presto per darne un giudizio definitivo, i vini sembrano già in possesso di una buona accuratezza d’esecuzione, che già li pone ad un gradino superiore rispetto al resto dei Nobile. Il Nobile di Montepulciano Pieve Le Caggiole 2022 di Poliziano sembra possedere davvero il passo del grande vino: i suoi profumi sono definiti e articolati, alternando fragranza fruttata a toni ferrosi ed affumicati, con il sorso a scorrere succoso, saporito e dinamico. Dai toni aromatici floreali e terrosi il Nobile di Montepulciano Pieve Le Caggiole 2022 di Tiberini, un vino dal sorso deciso e dai tannini vivaci che ne amplificano il carattere. Ha la stoffa dei più grandi anche il Nobile di Montepulciano Pieve Cervognano Costagrande 2022 di Boscarelli, dal bagaglio aromatico raffinato e dalla progressione gustativa docile e ben profilata. Dall’approccio stilistico ben concepito con un mix tra tradizione e modernismo il Nobile di Montepulciano Pieve Cervognano Cantina del Redi 2022 della Vecchia Cantina, speziato e fruttato e dai tocchi ferrosi al naso, ad anticipare una bocca disinvolta e molto godibile. Un po’ timido al primo approccio il naso del Nobile di Montepulciano Pieve Cervognano Alto 2022 de Le Berne, che poi si apre sul frutto e la terra e soprattutto trova il suo punto di forza in una bocca vivace e dalla beva quasi incalzante.
Ma al di là del calice, come detto, tanti sono stati i leitmotiv di questa Anteprima 2026. A partire, come detto, dalle celebrazioni dei 400 anni dalla nascita della figura di Francesco Redi (1626-1697) - scienziato, medico e letterato toscano, protagonista della nascita della scienza moderna e autore della celebre confutazione della teoria della generazione spontanea - con una serie di eventi durante tutto il 2026 e oltre, a partire dal “Solstizio d’Estate”, il 19 giugno 2026, proseguendo poi con il convegno intitolato “Quando Bacco giunse in Toscana - Francesco Redi, la scienza sperimentale, le arti e la cultura del vino nel Granducato degli ultimi Medici” ( 9 ottobre). Mentre dal 20 marzo al 19 giugno 2027, sarà di scena la mostra “Francesco Redi a Montepulciano. La cultura e la scienza del vino dopo Galileo”, che sarà curata dalla professoressa e studiosa Lorella Mangani, in programma nella Fortezza di Montepulciano, dal 20 marzo al 19 giugno 2027, dove sarà possibile vedere anche alcuni libri originali ed antichi provenienti dalla collezione WineNews. Seguace del metodo galileiano, lo scienziato-letterato Redi seppe coniugare rigore scientifico, sensibilità letteraria e profonda conoscenza della cultura del vino. Nel contesto del Seicento mediceo, segnato dall’impegno di Ferdinando II e Cosimo III de’ Medici per la valorizzazione della produzione vitivinicola del Granducato, Redi fu attento osservatore dei processi naturali, delle pratiche enologiche e dei riflessi culturali e terapeutici del vino. Un anniversario tanto significativo, che il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, in collaborazione con Società Storica Poliziana, Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte e Biblioteca e Archivio storico Piero Calamandrei, intende celebrare il connubio tra vino, poesia e scienza, attraverso un articolato programma culturale: oltre al progetto espositivo, sono previsti un convegno e ulteriori momenti di approfondimento per rendere il doveroso omaggio all’eredità di Francesco Redi e al prestigio del Vino Nobile di Montepulciano.
Che oggi è pilastro di un territorio che, come detto, si distingue per capacità di innovare il tessuto imprenditoriale diffuso, e sul fronte della sostenibilità. Secondo lo studio condotto da Santa Chiara Lab (il Centro dell’Università di Siena per le attività di Innovazione Interdisciplinare), in collaborazione con il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, infatti, è emersa una fotografia dettagliata delle strategie di diversificazione e multifunzionalità adottate dalle aziende locali, facendo emergere punti di forza, criticità e traiettorie di sviluppo futuro. “La ricerca conferma ciò che da tempo sosteniamo cioè che la multifunzionalità rappresenta una leva fondamentale per il futuro del territorio, capace di coniugare tradizione e innovazione, qualità produttiva e accoglienza turistica - ha commentato il presidente del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano, Andrea Rossi - il coinvolgimento diretto delle famiglie, la capacità di diversificare l’offerta e la crescente attenzione alla sostenibilità sono elementi che rafforzano la nostra identità e ci permettono di affrontare con determinazione le sfide del mercato globale”. Nel panorama vitivinicolo italiano, Montepulciano si distingue come distretto vitivinicolo d’eccellenza, capace di affrontare le sfide di un mercato in rapida evoluzione grazie all’integrazione tra produzione agricola, servizi esperienziali e innovazione gestionale. A dirlo è proprio l’indagine, condotta da Santa Chiara Lab, che ha evidenziato come la maggioranza delle imprese (80%) sia guidata dal titolare e gestita a livello familiare (84%), caratteristica che assicura continuità e trasmissione dell’azienda che, proprio per diversificare l’offerta, seppure restando legata al vino, si presenta nella sua multifunzionalità che si manifesta soprattutto nelle attività connesse (ospitalità, degustazioni, vendita diretta) che rappresentano ormai una quota rilevante del fatturato per molte aziende (fino all’80-90% in alcuni casi). Questo modello permette anche alle microimprese di superare i limiti della dimensione fondiaria sfruttando servizi a maggior valore aggiunto, in linea con le nuove tendenze del turismo esperienziale. Secondo l’indagine dell’Università di Siena, svolta nel Progetto di Ricerca Agritech, le aziende agricole di Montepulciano operano secondo una logica di Tourism-Led Growth, trasformandosi in centri di produzione culturale e relazionale. L’agriturismo (presente nel 75% delle aziende), le degustazioni (50%) e la ristorazione (35%) si integrano in un’offerta esperienziale che rafforza il legame tra prodotto e territorio, consolidando la reputazione del marchio e fidelizzando la clientela, soprattutto attraverso la vendita diretta in azienda.
Altro aspetto di cui il territorio del Vino Nobile di Montepulciano ò stato pioniere, quello della sostenibilità, al punto che proprio qui è arrivata la prima certificazione di territorio a marchio Equalitas, su un fronte su cui le aziende vitivinicole del territorio hanno investito ed investono molto. Il ricorso a certificazioni biologiche (oltre il 60% delle aziende), di origine e qualità e di sostenibilità in senso lato appunto, è molto diffuso e viene percepito come elemento strategico per il posizionamento premium e la credibilità sui mercati. Il successo di queste strategie passerà sempre di più anche attraverso la formazione del personale e lo sviluppo di competenze professionali specifiche. La transizione verso la multifunzionalità, infatti, ha già spinto le imprese a ricercare nuove figure professionali, soprattutto nei settori dell’ospitalità (61%), marketing (28%) e gestione tecnica (22%).
La consegna del Premio “Grifo Nobile”, tra le curiosità, al Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, che ha sottolineato: “la presentazione dell’annata non è solo un appuntamento per addetti ai lavori: è il racconto di un anno di fatica nelle vigne, di mani esperte, di attese, di sole e di silenzi. È questo il momento in cui un territorio intero si riconosce in un calice. Ricevere il Grifo Nobile 2026 è per me un grande onore. Un riconoscimento che sento di condividere con tutta la Toscana del vino, con i produttori, con il Consorzio guidato da Andrea Rossi e con chi ogni giorno contribuisce a rendere Montepulciano un simbolo nel mondo”. Con il presidente Eugenio Giani è stato premiato anche Mauro Rosati, il dg Fondazione Qualivita, per aver saputo creare, i 26 anni di attività: “un riferimento riconosciuto anche a livello internazionale, attraverso progetti e un approccio comunicativo capace di innovare il modo di raccontare l’agricoltura e di superare la tradizionale diffidenza di parte del settore verso iniziative di questo tipo”.

Focus - Il “Vino Nobile di Montepulciano Pieve” nel mercato degli Stati Uniti: l’analisi Nomisma
Qualità, toscanità, invecchiamento, eleganza e storia. Sono queste le parole chiave che evoca il Vino Nobile di Montepulciano “Pieve” negli addetti ai lavori del mercato americano. È questo uno dei dati significativi che il campione di professionisti sparsi nel territorio degli Stati Uniti (ristoratori, enotecari e addetti alla distribuzione) intervistato da Nomisma ha messo in evidenza sul nuovo disciplinare che dal 2025 determina la nuova categoria nella Docg di Montepulciano. Un prodotto che per i professionisti del settore desta interesse e più in particolare quasi il 90% degli intervistati ha già o metterà in carta questa tipologia. Per quanto riguarda la fascia di prezzo attesa dalle rivendite il Vino Nobile di Montepulciano Pieve dovrà rispondere a un prodotto di fascia alta (per il 34% degli intervistati). In generale, sommando questa indagine all’altra compiuta sempre da Nomisma sul mercato nazionale, tra i punti di forza messi in evidenza sono la “forte identità e tradizione di Montepulciano incarnata da questo nuovo progetto” (31%), la qualità superiore attesa (20%) poi il prestigio del marchio (12%). Tra i punti di forza del disciplinare “Pieve”, secondo il campione preso in analisi da Nomisma, l’identità delle singole Pievi (23%), l’esperienza gustativa di questo nuovo vino (18%) e poi la storia del terroir che lo rappresenta.
Un nuovo capitolo del Vino Nobile di Montepulciano: le Pievi raccontante in un volume. Si intitola “Le Pievi del Vino Nobile di Montepulciano - L’inizio di una nuova era” ed è la pubblicazione curata dalla giornalista Jessica Dupuy e dal Master of Wine Andrea Lonardi, con la collaborazione di esperti e il supporto del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano. Il libro, pubblicato dal Consorzio stesso, racconta l’introduzione del progetto Pieve, un’iniziativa innovativa per rafforzare il legame del vino con il suo terroir e le sue antiche tradizioni. Il progetto Pieve rappresenta un’interpretazione più dettagliata del terroir della zona di Montepulciano. Si tratta di un’iniziativa strutturata e sfaccettata, ispirata anche dal confronto con altre prestigiose regioni vinicole come Bordeaux, Borgogna e Chianti Classico. L’iniziativa sottolinea un legame più profondo tra la terra, le persone e il processo di vinificazione. Si concentra sul riconoscimento e sulla celebrazione delle caratteristiche uniche di 12 specifiche sottozone di Montepulciano, ognuna con la propria storia e rilevanza geografica. Il volume, oltre a raccontare il progetto, analizza le dodici Pievi dal punto di vista sociale, economico e storico, naturalmente passando per la parte più legata al vino, la pedologia e gli aspetti geologici delle zone. Questa pubblicazione sottolinea anche lo stimolo per l’enoturista ad approcciare il territorio attraverso il percorso delle Pievi stesse.

Focus - La vendemmia 2025 del Vino Nobile di Montepulciano
I primi mesi 2025 sono stati caratterizzati da temperature sopra la norma e piovosità superiore alla media, con riserve idriche completamente ripristinate alla fine dell’inverno. Da giugno si sono registrate temperature estive elevate e scarse precipitazioni, con giugno 2025 come il più caldo degli ultimi 20 anni. Luglio e agosto hanno mostrato variabilità termica e pluviometrica, con piogge abbondanti ad agosto e temperature nella norma a settembre e negli ultimi mesi dell’anno. Le temperature massime medie hanno raggiunto punte di 31,4 gradi centigradi a giugno, con anomalie positive soprattutto in primavera e giugno, mentre le precipitazioni sono state elevate in febbraio, marzo e agosto, e sotto la media in giugno, luglio, settembre e nei mesi autunnali. Il germogliamento è avvenuto nella prima metà di aprile in linea con la media storica, seguito da una crescita regolare grazie a temperature ottimali e buona disponibilità idrica. La fioritura è stata rapida e sincrona tra vigneti di diversa esposizione, favorita da un aumento termico a fine maggio. L’allegagione è stata ottimale con fertilità delle gemme inferiore sul 2024. Le piogge abbondanti della seconda metà di agosto hanno evitato stress idrico e mantenuto la buona salute dei grappoli senza favorire infezioni. La maturazione è stata regolare con ottima qualità aromatica e tecnologica. La pressione di patogeni e parassiti è stata bassa, semplificando la gestione. La vendemmia si è svolta principalmente nell’ultima decade di settembre con produzione quantitativamente media. Carichi produttivi contenuti, grappoli sani e di medie dimensioni, acini medio-piccoli con un elevato rapporto buccia-polpa, un giusto rapporto tra zuccheri e acidi e una buona maturità aromatica hanno consentito la produzione di vini di carattere, espressivi, equilibrati e strutturati, con ottime potenzialità d’invecchiamento.

Focus - Le stelle alla vendemmia 2023, in commercio da quest’anno (relazione tecnica sulla annata di riferimento)
Il primo trimestre 2023 sono stati caratterizzati da temperature sopra la media del periodo, da piovosità più alta in gennaio e nella media in febbraio e marzo. Alla fine dell’inverno le riserve idriche dei terreni erano completamente ripristinate in tutto il territorio grazie agli oltre 400 mm di pioggia caduti tra l’autunno e l’inverno. Aprile ha fatto registrare piovosità nella norma e temperature sotto la media, in particolare nella prima decade, quando, nelle pianure, le temperature sono spesso scese sotto lo zero. In maggio le temperature sono rientrate nelle medie mentre le piogge sono state molto difformi, sia per intensità che per distribuzione. Luglio è stato decisamente caldo, con massime stabilmente sopra i 30 gradi centigradi. In agosto l’andamento termico è stato simile a quello di luglio, con un picco termico delle massime, che hanno toccato i 40 gradi centigradi, nell’ultima settimana, mentre le piogge sono state modeste, come nella norma. Anche settembre è stato più caldo rispetto alla media (+1,6 gradi centigradi), con massime spesso vicine ai 30 gradi centigradi e buone escursioni termiche; le piogge, normali, si sono concentrate in pochi eventi. Gli ultimi tre mesi dell’anno hanno fatto registrare ancora temperature decisamente alte, in particolare ottobre, e piovosità nella media del trimestre. In relazione alle conseguenze sullo sviluppo vegeto-produttivo e allo stato sanitario delle viti, a caratterizzare l’andamento meteorologico del 2023 è stato l’elevato numero di giorni di pioggia, oltre 25, che si sono succeduti tra il 9 maggio e il 15 giugno, e il conseguente persistere di una elevata umidità relativa (Ur). I vini del 2023 all’assaggio presentano colori intensi, una buona espressione aromatica e una struttura sostenuta da media acidità e tannicità. A livello analitico si rilevano valori medi di intensità e tonalità di colore, di acidità, pH, estratti e polifenoli. Le gradazioni alcoliche sono medio-alte. In sintesi, la peculiarità di questi vini è data dalla finezza e dall’equilibrio.

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