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L’“ARTE” DEL CAFFÈ

Da Matteo Thun a Yoko Ono, da Michelangelo Pistoletto a Marina Abramovic, 30 anni di tazzine illy

Con una mostra per la Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, le illy Art Collection festeggiano il sodalizio con grandi maestri internazionali
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La illy Art Collection per la Biennale di Venezia 2022

Nel 1992, un gruppo di artisti esprimeva la propria creatività sulla superficie della tazzina disegnata per illy da Matteo Thun. Nasceva così la prima illy Art Collection, che ha trasformato un oggetto quotidiano in una tela bianca su cui, negli anni, si sono cimentati 125 artisti di fama internazionale, tra grandi maestri e giovani talenti. Trenta anni dopo, i protagonisti dell’arte contemporanea continuano a lasciarsi ispirare dalla superficie bianca di porcellana, dando vita ad una nuova collezione disegnata da sei artisti, di età, stili e provenienze diversissime, selezionati tra quelli che espongono le loro opere all’interno della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia n. 59, da Felipe Baeza a Giulia Cenci, da Precious Okoyomon ad Alexandra Pirici, da Aki Sasamoto a Cecilia Vicuna. Ma anche ad una grande mostra nei della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia n. 59, nella serra dei Giardini Reali di Venezia fino al 30 giugno, che espone tutte assieme le 114 collezioni e le 459 tazzine diverse, che rappresentano una delle più grandi raccolte d’arte contemporanea, sin da quel primo esemplare bianco disegnato da Thun.
La poesia di Yoko Ono. I riflessi lucenti di Anish Kapoor. Le provocazioni di Marina Abramovic (si è mai vista una tazzina con un buco?). E poi il Terzo Paradiso, versione “ristretta”, di Michelangelo Pistoletto. Ma quante arte può entrare in una tazzina di caffè? Tantissima: da quella di Emanuele Luzzati a Sandro Chia, da Missoni a Francis Ford Coppola, da Mimmo Paladino a Louise Bourgeois, Da Jannis Kounellis a Sebastiāo Salgado, da Jeff Koons a Jan Fabre, da Pedro Almodóvar a Daniel Buren, da Kiki Smith a Robert Wilson, da Alanis Morisettes a Gillo Dorfles, da Emilio Pucci a Maurizio Galimberti.
“Era il 1991 quando Ernesto Illy scrisse un brief di addirittura 51 pagine in cui descriveva la tazzina perfetta”, racconta all’Ansa la ceo di illycaffè, Cristina Scocchia - chiamò poi Matteo Thun a realizzare la prima, quella bianca con il logo rosso che tutti conosciamo. Ma non ci siamo voluti fermare lì: l’abbiamo offerta ai più grandi artisti contemporanei proprio come fosse una tela” dando vita a uno speciale e unico matrimonio tra “bello” e “buono”. Ognuna di queste creazioni racconta una storia, un’avventura, una creatività diversa”.
“È sempre una bella sfida trovare l’artista giusto per un progetto specifico - racconta la curatrice Cecilia Alemani - questo poi è anche un progetto iconico che vanta collaborazioni con importanti artisti. Volevo però anche portare un po’ di poesia alle tazzine e per questo per la nuova collezione ho scelto artisti che hanno una certa propensione come Cecilia Vicuna e Precious Okoyomon. O altri dotati di una certa ironia, come Aki Sasmoto che ci fa bere quasi cadendo in un vortice. È sempre bello vedere cosa riescono a realizzare anche in una dimensione così piccola”. E la mostra diventerà poi cornice di una serie di dialoghi tra artisti, curatori e mecenati.
Ma la grande festa di illy prosegue. “Quest’anno vogliamo festeggiare il trentennale della tazzina illy anche al Salone del Mobile di Milano - anticipa Scocchia - lì celebreremo Matteo Thun e la sua creazione iconica e perfetta con un libro che raccoglie tutte le 114 illy Art Collection di questi trent’anni”.

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