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SETTORE DELLA PASTA

Dal 1998 ad oggi la produzione mondiale di pasta è cresciuta del 63%: i numeri a Tirreno C.T.

È l’Italia a guidare il mercato: 1 piatto di pasta su 4 mangiato nel mondo è tricolore. Prima anche nei consumi, è seguita a ruota dalla Tunisia
MADE IN ITALY, PASTA, TIRRENO CT, Non Solo Vino
I numeri del settore della pasta analizzati a Tirreno C. T., a Carrara Fiere

Se il cibo abbatte ogni barriera culturale e linguistica, è anche primo portatore nel mondo della cultura e della tradizione da cui proviene: grande ed esplicativo esempio di portatrice di italianità nel mondo è la pasta, uno dei piatti italiani preferiti e più consumati nel mondo. Come ogni settore dell’alimentare, però, anche quello della pasta sta cambiando, soprattutto per la scelta delle materie prime. Emerge a Tirreno C.T., fiera dell’ospitalità in corso a Carrara, dove si evidenzia come l’impennata nel numero di persone allergiche o intolleranti al glutine negli ultimi anni, e la sempre maggiore attenzione del consumatore ad acquistare prodotti di qualità, abbia portato i produttori di pasta a riscoprire la coltivazione di grani antichi, che stavano quasi scomparendo. Proprio la capacità da modernizzarsi, riscoprirsi e stare al passo con i tempi ha permesso al settore di crescere in modo esponenziale dal 1998, anno in cui a Napoli si festeggiava la prima Giornata Mondiale della Pasta, ad oggi: ha assunto una dimensione sempre più globale ed ha saputo trasformarsi andando incontro alle esigenze dei consumatori. In 20 anni la produzione mondiale di pasta è aumentata del 63% passando da 9,1 a 14,8 milioni di tonnellate. Secondo i dati di IPO-International Pasta Organisation , sono 40 i Paesi che ne producono in quantità superiori alle 20.000 tonnellate. Allora come oggi, l’Italia guida questo mercato. E 1 piatto di pasta su 4 mangiato nel mondo (3 su 4 in Europa) è fatto con pasta italiana.

Se in Italia, patria della pasta, il consumo pro capite annuale è di 23,5 chili, negli anni i fan sono cresciuti, raggiungendo consumi non pari a quelli del Belpaese, ma comunque molto alti, partendo dalla Tunisia e i suoi 17 chili pro capite, poi il Venezuela (12 chili), la Grecia (11 chili), il Cile (9,4 chili), gli Stati Uniti (8,8 chili), l’Argentina e la Turchia a pari merito (8,7 chili). Insomma, rispetto a 20 anni fa il mondo mangia sempre più pasta italiana, la migliore al mondo: secondo elaborazioni di Aidepi - Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane , sono aumentati i Paesi destinatari (oggi quasi 200, +34% in 20 anni) ed è più che raddoppiata la quota export, da 740.000 a oltre 2 milioni di tonnellate, il 56% della produzione. Germania, UK, Francia, Usa e Giappone si confermano i Paesi più ricettivi verso la pasta italiana.

Si sa che nel mondo del cibo, non conta solo la sostanza, ma anche la forma: in Italia esistono oltre 300 formati di pasta. I primi 20 formati più venduti coprono il 70% del totale, con il 18% rappresentato dagli spaghetti. Ci sono delle differenze regionali: in Puglia c’è una richiesta di spaghetti più grossi, mentre la pasta mista vende il 4% su scala nazionale e il 12% in Campania, dov’è molto usata per la preparazione della pasta con fagioli, patate, lenticchie e zucca. Tra i formati sottili ci sono in testa i capelli d’angelo, i capelvenere, i fidelini, i sopracapellini e gli spaghettini.

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