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“DIVINO TUSCANY” (17-20 MAGGIO) - FIRENZE REGINA DEL GRANDE GUSTO: IN ARRIVO DA MEZZO MONDO I “WINE ENTHUSIAST”. IL SINDACO RENZI: “FIRENZE È ARTE, CULTURA, PAESAGGIO E GRANDI VINI. TOSCANA, CAPITALE DEL VINO PIÙ AMATA”. TUTTI I PARTICOLARI …

L’attesa è finita: “Divino Tuscany”, l’evento show dedicato al top della Toscana del vino, tra degustazioni e cene glamour (www.divinotuscany.com), da Altesino a Biserno, da Casanova di Neri a Banfi, da Castello Romitorio a Ciacci Piccolomini, da Fèlsina a Antinori, da Mazzei a Frescobaldi, da San Polo a Siro Pacenti, da San Filippo a Ornellaia, da La Poderina a Tenuta San Guido, by James Suckling, di scena da oggi al 20 maggio, a Firenze. Un’occasione unica, per i “wine enthusiast” di mezzo mondo, anche per affrontare i grandi temi dell’Italia del vino, partendo da quello più in voga, la conquista della Cina, “un bacino enorme in cui gli italiani dovrebbero essere molto più presenti, mentre a distinguersi per le strategie di marketing è solo Antinori”, come sottolinea il critico. E certo non aiuta il Ministero dell’Agricoltura che, secondo Suckling, “piuttosto che sostenere il comparto lo azzoppa con la burocrazia”. Fuori dalle strategie di mercato, c’è una Toscana “superiore al Piemonte per varietà e qualità, simbolo di un’Italia superiore anche alla Francia, se non fosse per il marketing, anche grazie al fenomeno “bio”, da incentivare assolutamente”. Parola di guru ...

Focus - “Divino Tuscany” (Firenze, 17-20 maggio), tutti i particolari …

Da stasera al 20 maggio, a Firenze, torna “Divino Tuscany”, la performance più esclusiva dei grandi vini toscani, ideata e organizzata da James Suckling, una delle voci più autorevoli dell’enologia mondiale, in collaborazione con Img Artists, leader nel management dello spettacolo e dei grandi eventi.

“Siamo molto contenti che James Suckling abbia scelto Firenze per “Divino Tuscany”: per il pubblico internazionale è un’occasione senza precedenti - ha dichiarato Matteo Renzi, sindaco di Firenze - per ammirare e apprezzare l'eccellenza della nostra città: dall'arte e la cultura al paesaggio e ai grandi vini che rendono questa regione una delle destinazioni preferite, e questa città una delle capitali del vino più amate al mondo”.

Divino Tuscany collocatosi da subito tra gli appuntamenti cult del vino e dell’art de vivre a vocazione internazionale, annotato nelle agende di esperti e amateur, collezionisti e professionisti, è divenuto leggenda appena aperti i battenti. Una manifestazione riservata ai nomi più blasonati della grande enologia toscana e ai loro vini icone riuniti in un contesto di straordinario appeal, all’interno di spazi di nobile eleganza e antico splendore. Una combinazione di grandi vini, alta cucina, arte, musica, bellezza, charme dentro una Firenze che sta vivendo una rinnovata, vibrante stagione da “Nuovo Rinascimento”, di nuovo una meta assolutamente irresistibile per un viaggiatore da moderno Grand Tour.

Nei “quattro giorni”, seminari, degustazioni guidate, “grand tasting”, gala e cene più intime, vedranno protagonisti i vini più prestigiosi di 50 aziende vitivinicole entrate nella top list. In altre parole, il salotto buono dell’enologia toscana. A cominciare dalle otto fondatrici: Barone Ricasoli, Marchesi Antinori, Castello Banfi, Marchesi di Frescobaldi, Mazzei, Petrolo, Il Borro, Principe Corsini.

Per James Suckling, per quasi 30anni firma più prestigiosa di Wine Spectator, Divino Tuscany è la realizzazione di un sogno inseguito fin da quando nel 1998 arrivò in Italia. Nell’aprire la prima edizione lo scorso anno, il guru del vino diceva: “Il mondo deve venire a Firenze, un posto unico al mondo, a celebrare l’eccellenza, nel vino ma non solo”. Ed effettivamente lo scorso anno il mondo è arrivato, e da oltre 18 Paesi diversi. Ed è così che ha cominciato a girare la voce che quando tutta la Toscana del vino che conta chiama, non si può non esserci. E allora Divino Tuscany alla seconda edizione è già diventato un “must be”.

Una passione di nicchia fuori dagli schemi nel mondo del gusto per sentirsi dentro situazioni un po’ speciali. Per esempio a cena nelle dimore private delle grandi dinastie del vino, le stesse che oltre cinque secoli fa rifornivano i Medici, per degustare e conversare insieme al Marchese Antinori o al Principe Corsini dei loro vini, oppure ospiti di celebrities come nel caso del pranzo a casa Sting.

Il quartier generale, quest’anno, la villa storica del Grand Hotel Villa Cora sulle colline proprio sopra il Giardino di Boboli. Considerata la “grande dame” delle colline, la dimora ottocentesca dal gusto eclettico circondata da un parco di platani, è un sofisticato city resort che vedrà coinvolti spazi diversi per la rassegna. Sarà il “Salone degli Specchi”, considerato il più bel salone da ballo di Firenze, ad ospitare tra stucchi, specchiere e boiserie, il party inaugurale (stasera, 17 maggio), quando l’atmosfera avrà note d’ispirazione cubana. Un intrigante connubio nel nome del buon gusto, un salotto allargato per tutti coloro che appena arrivati potranno godere di una lounge per tante diverse “private tastings”: dall’ottimo cibo ai grandi vini, dai dessert a pregiate etichette di grappe (una selezione di 12 grappe delle aziende presenti), e per finire sigari in edizione limitata in arrivo dall’isola caraibica da apprezzare nella “Sala del Fumo”, mentre sugli schermi sfilano le immagini di Cuba e le note sono quelle del migliore jazzista dell’isola. Insomma, si preannuncia un’apertura decisamente ricca di fascino.

In primo piano quella notte la musica live di Ernàn Lòpez Nussa, il più prestigioso jazzista cubano, dallo stile inconfondibile, un gran momento di spettacolo di ottimo livello a cui prestare molta attenzione. Non da meno l’anteprima del film documentario di James Suckling sui sigari, “Heart and Soul Cuba” il quale ha riscosso recensioni entusiaste sia all’International Latin America Film Festival sia al Sonoma Film Festival. Un viaggio attraverso l’isola, dove Suckling va regolarmente e frequentemente fin dal 1990, tra piantagioni di tabacco, fabbriche e manifatture sparse in un terroir unico per scoprire cosa è che rende così speciali i sigari cubani, i migliori al mondo e per arrivare alla conclusione che il segreto sta nell’eccezionale operosità e nella cultura di quella popolazione. In degustazione “La Escepciòn Selectos Finos”, brand cubano prestigioso e antico da un mese in esclusiva mondiale per il solo mercato italiano (prodotto in soli 2000 box numerati). In primo piano anche la cena servita “a passaggio” - sia nelle sale che in giardino e a bordo piscina - alla quale si affiancheranno le ultime annate di tutti i produttori. L’atmosfera sarà quella di una grande, bellissima “festa in casa” che invaderà tutti gli ambienti e i saloni dell’aristocratica residenza circondata da un parco secolare con più di mille varietà di rose.

Dalla mattina successiva (18 maggio) si aprono le sessioni delle “Tutored Tastings”, full immersion tra bottiglie e bicchieri per piccoli gruppi di persone riunite intorno ad un unico grande tavolo di degustazione insieme a James Suckling e Ned Goodwin, l’unico Master of Wine del Giappone e uno dei pochi residenti in Asia. Seminari, degustazioni guidate, verticali, face to face con i produttori, degustazioni con singoli enologi. E’ questo uno dei momenti più attesi dagli addetti ai lavori, italiani e stranieri: degustazioni tematiche mirate che si avviano già da ora al tutto esaurito come lo scorso anno. Quindi, Grand Tasting nel pomeriggio con i vini serviti direttamente dai produttori (come del resto il 19 maggio). Un’occasione non proprio frequente quella di poter muoversi tra etichette in formati rari e in edizione limitate o semplicemente bere un’ottima bottiglia di vino insieme al suo produttore, conversando in una splendida cornice. A concludere la giornata del 18 maggio, uno degli appuntamenti più attesi in programma: la Cena di Gala nei Saloni di Palazzo Corsini, firmata dai tristellati Annie Féolde e Giorgio Pinchiorri (18 maggio) con i quali conversare durante e dopo la cena. Una serata davvero unica, a cominciare dallo scenografico contesto del Palazzo Corsini nella cui corte sull’Arno, illuminata da fiaccole, a partire dalle ore 19,30 verrà servito l’aperitivo mentre musici, clown e giocolieri daranno vita ad una suggestiva performance di teatro di strada. Un quartetto d’archi, invece, accompagna la salita lungo il maestoso scalone d’accesso ai saloni dove verrà servita la cena placé: un menù, ancora top secret, ma che sicuramente mostrerà tutta la classica contemporaneità di una cucina unica esaltando un equilibrio composito tra piatti e vini in abbinamento.

Più intima e riservata, veramente un privilegio, l’atmosfera delle nove cene nei Palazzi (19 maggio), raramente accessibili, di alcune delle più illustri famiglie storiche di produttori che accoglieranno gli ospiti (40 persone per ogni cena) all’interno di proprietà di raffinata bellezza. Tra queste, Palazzo Antinori, Palazzo Frescobaldi, Palazzo Ricasoli, Palazzo Corsini al Prato. Tra le sedi di due delle cene anche due ristoranti sempre più in vista, “Ora D’Aria” di Marco Stabile dove a invitare sono quattro aziende produttrici di Brunello, Valdicava, Casanova di Neri, San Filippo e Siro Pacenti; e il “Borgo San Jacopo”, quest’ultimo ospiterà la cena de Il Borro, anticipata da un aperitivo a Palazzo Spini Ferroni. Incuriosisce e si segnala per la contemporaneità della scelta, la cena tutta biologica e vegetariana preparata dallo chef de “La Leggenda dei Frati” a Palazzo Capponi all’Annunziata per l’Azienda Querciabella, new entry biodinamica nel parterre de rois di Divino Tuscany. Accompagnata da una lieve e sofisticata colonna sonora di soli flauti si annuncia come uno degli appuntamenti più ambiti (per soli 12 commensali): una cena “taylor made” servita da un numero di camerieri pari al numero degli ospiti.

Piena di verve e animazione, vivacissima e dal tono elegantemente informale, invece, la cena ospitata da James Suckling, con un gruppo di produttori, soprattutto i più giovani, nel contesto caldo e particolare del “Teatro del Sale” dove per un’intera notte, complice l’indole istrionica dello chef patron, Fabio Picchi, va in scena tutto l’entusiasmo e la gioia del fare ottimi vini insieme, protagonisti di un territorio di successo nel mondo.

Si chiude (il 20 maggio) con il BBQ Lunch con Trudie e Sting, l’appuntamento che più di tutti scatena la sindrome del “c’ero anch’io”. Il pranzo di campagna a Villa Il Palagio, a pochi chilometri da Firenze, gentilmente messa a disposizione da Sting e Trudie Styler, felicissimi di riaprire i cancelli della Tenuta anche per questa edizione ed entusiasti per il successo, il calore, la simpatia riscontrati tra gli ospiti lo scorso anno. Quindi, Gran finale en pein air con una gioiosa colazione sul prato e angoli diversi dedicati ai migliori prodotti e piatti del territorio che raccontano di una terra d’eccellenza, mentre lo sguardo scruta proprio quella Toscana del vino, plasmata dalla maestria di produttori simbolo di uno stile di vita tuttora ambito.

Focus - Chi è il master of Wine, Ned Goodwin

Nato a Londra nell’aprile del 1969, Ned Goodwin è cresciuto in Australia e ha studiato a Tokyo e Parigi. La sua carriera enologica lo ha portato a lavorare nell’ambito della ristorazione, della consulenza, in realtà aziendali come addetto acquisti e coordinatore di eventi, in vari concorsi in veste di giudice, e infine nel mondo mediatico - dalla stampa alla televisione. Ned è l’unico Master of Wine del Giappone e uno dei pochi residenti in Asia. La collaborazione tra Ned e James è nata durante un recente viaggio in Australia, anche se i due si erano già conosciuti in precedenza a Bordeaux.

Dal 2001 Ned ha assunto la carica di Wine Director - wine educator e responsabile acquisti - presso una delle catene di ristorazione più grandi del continente asiatico, la Global Dining Japan. Collabora inoltre come consulente con i ristoranti del P.J. Group (Salt, WW e altri), Moet Hennessy e All Nippon Airways.

Dal 1998 al 2001, prima di trasferirsi in Giappone, Ned è stato uno dei tre sommelier del ristorante Veritas, nel quartiere Grammercy di Manhattan. Vincitore del Wine Spectator Grand Award, il Veritas vanta una delle selezioni di vini più raffinate tra i ristoranti di tutto il mondo. Ned ha anche lavorato da Les Juveniles, a Parigi, e da Michael’s a Los Angeles, sempre come sommelier. In questi anni l’attività di consulente privato e promotore di eventi lo ha visto impegnato, tra le altre cose, con l’Ambasciata Australiana a Parigi e con Ron Perlman e Harvey Weinstein a New York. Ha anche organizzato cene per luminari del calibro di Laurence Faller, dell’alsaziana Domaine Weinbach, ed Etienne de Montille di Domaine de la Montille, in Borgogna.

In Giappone Ned ha condotto un programma dedicato al vino dal titolo Vintage (2000), è stato relatore esterno sul tema del ‘Wine Marketing’ all’Università Keio, uno dei più prestigiosi atenei del Giappone (2002-2004) ed è comparso su New York Times, Winart, The Japan Times, Tokyo Calendar, Newsweek, Elle, oltre che sulla CNN. Ha anche scritto per le riviste Wine Business International, Qantas Inflight e Metropolis.

Focus - “Divino Tuscany” 2012: ecco chi sono i produttori

1. Uccelliera

Andrea Cortonesi


I progressi qualitativi nella vinificazione di questa azienda, che lega il suo nome al Brunello di Montalcino, sono un ottimo esempio di quanto si siano evolute le attività vitivinicole dei piccoli produttori negli ultimi decenni. I Brunelli di Uccelliera fecero il loro ingresso sul mercato internazionale negli anni Novanta, anche se in fatto di qualità lasciavano alquanto a desiderare. Ma da quando il proprietario Andrea Cortonesi ha deciso di rinnovare i vigneti e la cantina, i vini di Uccelliera hanno dato piena prova di sé. Il Brunello di Montalcino riserva 2004 è probabilmente il migliore dell’annata, seguito a poca distanza dal non riserva. Durante il “Grand Tasting” verrà servito l’imperdibile Riserva 1997.

2. Tolaini

Pierluigi Tolaini


Agli inizi del 2000 il canadese Pierluigi Tolaini tornò nella sua terra natale, la Toscana, spinto da un insaziabile desiderio di produrre vini pregiati. La sua azienda vinicola Tolaini, poco distante da Castelnuovo Berardenga nella regione del Chianti Classico, produce una straordinaria gamma di Super Tuscan avvalendosi dell’aiuto di Michel Rolland, consulente vinificatore di fama internazionale. In molti hanno un debole per il vino più pregiato dell’azienda, il Picconero Tenuta Montebello, una miscela di Bordeaux con Merlot, Cabernet Sauvignon e Petit Verdot. La qualità è eccelsa, anche se gran parte dei vigneti furono piantati solamente nel 2005. In futuro dai vitigni invecchiati si ricaveranno soltanto vini di primissima qualità. I 2008 serviti in questa seconda edizione di Divino Tuscany sono eccellenti.

3. Tua Rita

Rita Tua


Questa cantina, situata lungo la costa toscana, deve la sua fama mondiale a un Merlot straordinariamente ricco chiamato Redigaffi, che comparve sulla scena vinicola della regione nei primi anni Novanta. In pochi anni divenne un must per qualsiasi collezionista di vini pregiati. Il Redigaffi 1997 ricevette più volte la valutazione massima di 100 punti. Oggi Tua Rita produce molti vini di prima qualità sotto la direzione del proprietario Stefano Frascolla; tra questi ricordiamo una raffinata miscela di Bordeaux chiamata Giusto di Notri e un Syrah dal sapore deciso. Il Giusto di Notri 2004 dovrebbe deliziare il palato degli ospiti durante il “Grand Tasting”.

4. Testamatta

Bibi Graetz


È quasi incredibile che Bibi Graetz, una figura relativamente nuova nel panorama vitivinicolo toscano, in pochissimo tempo abbia fatto conoscere al mondo l’ottima vinificazione della regione. Bibi ha puntato soprattutto sulla qualità superba del suo Sangiovese puro, il Testamatta, la cui annata 2006 è impareggiabile. Bibi è un “patito” del Sangiovese ricavato dai vitigni più vecchi, ma anche di altre varietà locali di vite come il Colorino. I suoi vini migliori nascono da vecchi vigneti sulle colline sopra Firenze, nei pressi di Fiesole. Per la Cena di Gala Bibi metterà a disposizione la sua ristretta produzione di bianco dell’Isola del Giglio - il Bugia 2011.

5. Tenute Silvio Nardi

Emilia Nardi


Le donne sono una rarità fra i produttori di Brunello di Montalcino, eppure Emilia Nardi ha saputo imporsi nella regione con i suoi originali Brunelli di prima qualità. I suoi vitigni danno ottimi frutti in quasi tutte le annate. Da non perdere è il Brunello Manachiara, ottenuto dai vigneti più vecchi della proprietà, con il suo connubio di forza e struttura combinate a un’immancabile finezza. Tuttavia il suo vero trionfo è il Brunello 2007, che sarà servito nel corso dell’evento.

6. Tenuta Vitanza

Guido Andretta e Rosalba Vitanza


Ecco un altro esempio di tenuta di campagna trasformata in una seria azienda vitivinicola, questa volta per opera di Rosalba Vitanza e Guido Andretta. La loro cantina di Brunelli di Montalcino passò alla ribalta nel 1997 con un’annata eccelsa che fu la punta di diamante della regione. Da allora la coppia ha continuato a produrre ottimi Brunelli di primissima qualità. Sono produttori molto costanti, capaci di ottenere vini eccelsi sia nel 2007, sia nel 2006.

7. Tenuta Sette Ponti

Antonio Moretti


Il magnate della moda Antonio Moretti è un uomo pieno di sogni e di passione per i grandi vini. Una volta assunto il comando dei vitigni di famiglia a Sette Ponti, una trentina di chilometri a nord di Arezzo, sul finire degli anni Novanta cominciò a produrre rossi di prima qualità: l’Oreno e il Crognolo. Ancora adesso i suoi vini sono incredibilmente pregiati; il migliore fra tutti è forse l’Oreno 2008, ma gran parte dei vini di fine 2000 hanno riscosso un successo mondiale. L’Oreno 2009 servito a Divino Tuscany è di qualità eccelsa, così come la miscela di Bordeaux prodotta all’Orma, il suo podere di Bolgheri.

8. Tenuta San Guido

Marchese Nicolò Incisa della Rocchetta


Nella patria del Sassicaia, leggendario vino rosso toscano, questa straordinaria tenuta vinicola lungo la costa di Bolgheri è un luogo mozzafiato, completo di una scuderia famosa in tutto il mondo per i suoi straordinari cavalli da corsa. Ho assaggiato tutte le annate commerciali di questa ottima miscela di Cabernet Sauvignon, e stupisce come i vitigni di Sassicaia abbiano saputo mantenere nel tempo una simile grazia e raffinatezza. È un vino che merita un posto nella cantina di ogni serio collezionista di vini, anche in virtù del suo straordinario pedigree. Il Sassicaia 2004 servito all’evento dovrebbe cominciare proprio ora a essere bevibile. Un’esperienza da non perdere.

9. Tenuta Il Palagio

Il celebre musicista Sting e la moglie Trudie Styler vivono da oltre dieci anni nella loro meravigliosa tenuta toscana Il Palagio, ma solo di recente hanno cominciato a produrre vino. Tutti i vigneti della proprietà sono coltivati secondo i principi dell’agricoltura biodinamica, per tenere fede all’impegno della coppia di preservare l’ecosistema locale al’interno della proprietà. Apprezzai enormemente la loro prima creazione, il Sister Moon 2007, una miscela di Sangiovese, Merlot e Cabernet Sauvignon. La tenuta ha in serbo molti altri vini eccellenti.

10. Tenuta di Biserno

Questa azienda vitivinicola è relativamente nuova nel mondo dei pregiati vini toscani, ma da tempo i proprietari di maggioranza - Lodovico Antinori e Piero Antinori - hanno conquistato la fama di eroi nella regione. Piero è il fondatore dell’attività vinicola degli Antinori, mentre il fratello Lodovico è l’ex proprietario della Tenuta dell’Ornellaia. Biserno cominciò l’attività nel 2001 in una proprietà al confine con la denominazione di Bolgheri e vicinissima ad alcuni vigneti di Masseto. I vini sono tutte miscele di Bordeaux che con l’invecchiamento dei vitigni stanno trovando un loro equilibrio. L’annata 2007 è da provare, ma i 2008 serviti a Divino Tuscany sono forse i migliori di sempre.

11. San Filippo

Roberto Giannelli, proprietario dell’azienda San Filippo nella regione del Brunello di Montalcino, acquistò la tenuta qualche anno fa e in breve avviò la produzione di Brunelli distinti e raffinati. È innamorato di questa piccola ed elegante proprietà, che comprende circa un ettaro di vigneti di denominazione Brunello. Il suo Le Lucére, un Brunello ricavato da un singolo vitigno, rivela una ricchezza e una consistenza impareggiabili, con un vago richiamo alla Borgogna. Nelle annate migliori Le Lucére diventa anche un Brunello riserva. Il 2007 e il 2006 sono rossi eccezionali, ma al momento il più gradevole al palato è il 2004.

12. Poliziano

Quest’azienda vitivinicola ha dominato la produzione di Montepulciano per quasi trent’anni. Non conosco un altro produttore capace di ottenere un Vino Nobile di prima qualità un anno dopo l’altro - in particolare quello appositamente selezionato dai migliori vitigni di Sangiovese, l’Asinone. Tuttavia la mia vera passione è sempre stata la miscela di Bordeaux della tenuta, di altissima qualità. Le Stanze, una miscela di Cabernet Sauvignon e Merlot, è un tripudio di forza e ricchezza. Porta il marchio dell’azienda pur essendo ottenuto da varietà di vitigni internazionali. Il 2007 servito a Divino Tuscany è ricco e intenso. Aspetto con impazienza di provare il Le Stanze 1999 alla Cena di Gala.

13. Poggio al Tesoro

Questa tenuta di Bolgheri è stata inaugurata nel 2001 da Marilisa Allegrini, tra i migliori produttori dell’Amarone Veneto insieme alla sua famiglia presso la cantina che ne porta il cognome, e Leonardo LoCascio, fondatore di Winebow, ditta statunitense importatrice di vini. I due edificarono una nuova cantina e piantarono vigneti, e nel giro di pochi anni arrivarono a produrre vini rossi esaltanti ed energici. Il mio preferito è Dedicato a Walter, un Cabernet Franc puro, ma anche la miscela di Bordeaux Sondraia è un rosso bilanciato ed eccelso. Al momento l’annata 2004 dovrebbe essere perfetta per la degustazione.

14. Tenuta dell’Ornellaia

Situata nella regione costiera di Bolgheri, l’Ornellaia è una moderna leggenda nel mondo della vinificazione toscana. Produce non solo una superba miscela di Bordeaux che porta il suo nome ma anche un Merlot puro chiamato Masseto, che è il fiore all’occhiello della cantina. Nata da un’idea dell’ingegnoso Lodovico Antinori nei primi anni Ottanta, più tardi la proprietà venne assorbita dagli immobili della famiglia Frescobaldi dedicati a una vinificazione di primissima qualità. Ogni anno l’Ornellaia e il Masseto figurano tra i migliori vini d’Italia, e sono anche i più ambiti dai collezionisti. A Divino Tuscany verranno servite le annate migliori: il 2008, il 2006 e il 2004. Il 2008 è forse l’annata migliore, anche se sul piano qualitativo si contende il primato con il 2004.

15. Siro Pacenti

La cantina di Siro Pacenti, sulle alture settentrionali di Montalcino, detiene la leadership nella produzione di Brunello, ricavando vini densi e potenti tramite la precisa e abile vinificazione del proprietario Giancarlo Pacenti. I Brunelli di Pacenti sono ottenuti dai vitigni delle zone settentrionali e meridionali della denominazione, che donano ai vini uno splendido equilibrio di ricchezza e freschezza, a prescindere dall’annata. L’invecchiamento giova a tutti i vini della tenuta, in particolare allo straordinario 1997.

16. San Polo

Marilisa Allegrini, produttrice di pregiati Amaroni, ha di recente acquistato la tenuta di San Polo specializzata nel Brunello di Montalcino insieme al suo partner Leonardo LoCascio, importatore statunitense di vini, e in breve ne ha fatto la punta di diamante della regione. I vini possiedono una chiarezza e un fascino che mettono in risalto la qualità del suolo e il pedigree della tenuta. Il fatto che i vigneti siano coltivazioni biologiche e che l’azienda sia gestita tenendo conto della sostenibilità ambientale rende questi vini ancora più allettanti. Gli amanti del vino sono attirati soprattutto dai Brunelli di San Polo, ma il Super Tuscan rosso della tenuta, il Mezzopane, non è da meno. È una miscela di Sangiovese e Merlot con un tocco di Cabernet Franc e Petit Verdot. Il Brunello 2007 ha raggiunto un livello qualitativo impressionante.

17. Poggio Antico

La tenuta di Poggio Antico produce pregiati Brunelli di Montalcino fin dagli anni Ottanta. Ricordo di avere assaggiato una delle prime annate di Poggio Antico - il 1985 - e di essere rimasto colpito dall’intenso sapore fruttato e dalla sublime finezza del vino. Questa sintesi di forza ed eleganza è un tratto distintivo di Poggio Antico. La tenuta si concentra in particolare su due Brunelli: il Brunello non annata e l’Altero. Quest’ultimo subisce un processo di invecchiamento leggermente diverso, trascorrendo circa due anni in botti di quercia francese da 500 litri anziché in botti slavoni. Personalmente amo entrambi gli stili. Il Brunello Altero 2007 è una delle migliori annate del Montalcino. Imperdibile!

18.Podere Sapaio

Massimo Piccin


Ecco un’altra nuova tenuta nella leggendaria regione costiera di Bolgheri, che in poco tempo ha saputo a farsi un nome dopo essere stata inaugurata nel 1999. La miscela di Bordeaux, un Bolgheri Superiore che porta il nome del podere, è sempre estremamente pieno e ricco, pur conservando struttura e concentrazione. Ricordo di aver degustato la prima annata, il 2004, con uno dei più celebri produttori vinicoli italiani, che rimase stupefatto dalla qualità del vino e sconvolto dal rapporto qualità-prezzo. Un rosso eccelso. Il Sapaio 2008 è uno dei migliori di sempre.

19.Podere Poggio Scalette

Negli anni Ottanta Vittorio Fiore divenne uno dei fari guida della vinificazione toscana in virtù della sua attività di consulente enologo. Più tardi la sua fama crebbe ulteriormente tra gli intenditori di vini toscani, interessati alla produzione del suo Podere Poggio Scalette specializzato in Chianti Classico. La sua punta di diamante, il rosso IGT Il Carbonaione, mostra una chiarezza e concentrazione straordinarie che vanno a enfatizzare la qualità del Sangiovese ottenuto dai suoi vigneti di collina. Questi vini hanno una generosa fruttatura, ma sono anche splendidamente robusti e duri, con un tocco di vivace acidità. Il merito va ascritto ai vecchi vitigni presenti nella proprietà e alla propagazione delle talee di vite alle piante nuove. Tuttavia Vittorio, forte della sua abilità nella vinificazione, ottiene sempre vini di prima qualità. Alla Cena di Gala verrà servita l’annata 1996, di cui sono rimaste appena poche bottiglie.

20. Fontodi

Questa solida azienda vinicola fa ogni cosa alla perfezione. Situata alla periferia di Panzano, nella regione vitivinicola del Chianti Classico, la cantina a gestione familiare di Fontodi produce esclusivamente vini pregiati fin dagli anni Ottanta. È celebre per il suo eccellente Chianti Classico, esportato in tutto il mondo, ma la grandezza di Fontodi emerge al meglio nel suo rosso Super Tuscan: il Flaccianello della Pieve. Da decenni conferisco a questo vino una valutazione superiore ai 95 punti, e l’annata 2006 - a mio avviso la migliore di tutte - sfiora i 100. Degni di nota sono il Case Via, un eccellente Syrah, e il Chianti Classico Vigna del Sorbo, ottenuto da un singolo vitigno. I Flaccianello 2009 e 2006 allieteranno gli ospiti di Divino Tuscany.

21. Felsina

La tenuta Felsina, nei suoi vitigni alle porte del borgo di Castelnuovo Berardenga, nella regione del Chianti Classico, produce quasi esclusivamente vini di primissima qualità. Dallo Chardonnay al Cabernet Sauvignon puro fino ad arrivare al Sangiovese, i vini di Felsina sono un tripudio di carattere e chiarezza. I miei prediletti sono i Sangiovesi di Felsina, dal Super Tuscan Fontalloro al Chianti Classico Berardenga Rancia Riserva. La tenuta ha scelto di servire al “Grand Tasting” i suoi Fontalloro 2009 e 2003.

22. Fattoria Viticcio

Negli anni Ottanta molti poderi passarono nelle mani di una nuova generazione di vinificatori, che cominciò a produrre vini di grande qualità ricorrendo ai più moderni metodi di viticoltura e vinificazione. Fece lo stesso Alessandro Landini con la Fattoria Viticcio. Oggi ottiene vini pregiati senza soluzione di continuità, al punto che è difficile dire se i Chianti Classici riserva del Viticcio siano migliori dei due pregiati Super Tuscan Monile e Prunaio. Alessandro è molto soddisfatto dei risultati ottenuti nel 2009, pertanto servirà i suoi Chianti Classici Riserva Monile e Prunaio di quell’annata.

23. Fattoria Le Pupille

Siamo di fronte all’azienda vinicola che ha inserito la regione costiera della Maremma nel panorama dei vini di eccellenza. La tenuta produce molti vini pregiati, dal succoso Morellino di Scansano al sontuoso Super Tuscan Saffredi. Quest’ultimo ha dimostrato al mondo che anche in un angolo remoto della Toscana si possono produrre vini rossi pregiati con tanto di pedigree. La miscela di Cabernet Sauvignon, Merlot e Alicante è diventata leggenda tra gli intenditori toscani. Basta assaggiare un’annata grandiosa come il 1997 per capire quanto il rosso possa migliorare con l’invecchiamento. La cosa straordinaria è che il proprietario ha scelto di riservare al “Grand Tasting” una delle prime annate di questi vini - il 1987.

24. Eredi Fuligni

Mi innamorai del Brunello di Montalcino di Fuligni negli anni Ottanta. Fu l’annata 1988 a mostrarmi l’incredibile finezza e intensità dei vini di questa piccola cantina, che sorge sulle colline settentrionali di Montalcino. Vale la pena soffermarsi sulla grandiosa produzione limitata dei Brunelli riserva. Negli ultimi trent’anni è stato il professore di legge Roberto Guerrini a sovrintendere alla tenuta di famiglia. I suoi vini sono complessi e raffinati come la musica sinfonica che Guerrini ama ascoltare, essendo insieme un appassionato di Brunello e di musica classica. Durante la Cena di Gala servirà le riserve 2006 e 2001.

25. Duemani

Luca d’Attoma è meglio noto in Toscana come grande consulente enologo, ma alcuni dei suoi vini migliori provengono dalla piccola proprietà costiera che possiede insieme alla moglie Elena. I vigneti sono tutti coltivati seguendo i principi della biodinamica e certificati dall’organizzazione biologica Demeter. Mi sentirei di giudicarlo il miglior vino biologico d’Italia. La tenuta produce tre vini: il Suisassi, un Syrah puro, è indubbiamente il mio preferito per la straordinaria decadenza e ricchezza di tutte le annate, anche se c’è chi predilige il Cabernet Franc puro Duemani. Al “Grand Tasting” verranno servite due annate di questo vino: il 2008 e il 2001.

26. Ciacci Piccolomini

Fin dagli anni Ottanta questa famosa azienda produce Brunelli di Montalcino sopraffini, bilanciati e precisi, anche se le annate più recenti, come il 2006 e il 2007, rivelano un equilibrio e un’intensità senza precedenti. La cantina a conduzione familiare produce due Brunelli, un non riserva e un Vigna di Pianrosso ottenuto da singolo vitigno. Quest’ultimo è sempre un passo avanti in fatto di qualità, e al palato rivela una maggiore concentrazione e profondità di fruttatura. Il Santa Caterina d’Oro riserva, un Vigna di Pianrosso, è fra i più pregiati dell’annata 2001 e proviene da una selezione dei migliori vini ricavati dai vitigni di quell’anno. Al “Grand Tasting” sarà possibile confrontare tra loro il Vigna di Pianrosso 2007 e quello del 2004.

27. Castiglion del Bosco

Questa meta di lusso, situata tra le colline della regione vitivinicola del Brunello di Montalcino, è diventata la punta di diamante del turismo di tutta l’Italia centrale. È il sogno di Massimo Ferragamo, il magnate toscano della moda. Va detto però che Castiglion del Bosco cominciò a produrre Brunelli di qualità eccelsa molto prima che sorgessero l’albergo e la stazione termale. Offre un Brunello non riserva e il Campo del Drago, un Brunello ottenuto da un vitigno singolo connotato da una maggiore intensità e ricchezza. Da non dimenticare il Prima Pietra, una sopraffina miscela di Bordeaux provenienti dalla costa Toscana.

28. Castelvecchio a San Casciano Val di Pesa

Famiglia Rocchi


La denominazione di Chianti dei Colli Fiorentini è famosa per i suoi vini rossi aromatici e delicati, ma Castelvecchio offre un diverso taglio qualitativo alla regione producendo rossi forti e concentrati, con un buon equilibrio e una straordinaria ricchezza. Il rosso Il Brecciolino, una miscela di Sangiovese, Merlot e Petit Verdot, è quello che più mi ha colpito. Negli ultimi anni, come il 2006 e il 2007, ha rivelato una magnifica anima di pura frutta e tannini vellutati. È opulento, e tuttavia riservato. I proprietari, la famiglia Rocchi, sono alla costante ricerca di miglioramenti qualitativi nella loro produzione vinicola.

29. Castello di Bossi

I vigneti vicino a Castelnuovo Berardenga sono tra i migliori nella regione del Chianti Classico, e questa tenuta è una delle più importanti della zona. Non è tanto il Chianti Classico a fare del Castello di Bossi un eccellente produttore di vini. Gli intenditori sono principalmente attratti dai rossi ottenuti da varietà internazionali, come il Merlot Girolamo puro e la miscela di Sangiovese/Cabernet Sauvignon chiamata Corbaia. Detto questo, i Chianti Classici riserva, come il 2006, possono rivelarsi eccezionali in fatto di qualità. Durante la degustazione pomeridiana gli ospiti potranno saggiare l’evoluzione del Girolamo 2001 in bottiglia.

30. Castellare di Castellina

Questa proprietà, nel cuore della regione del Chianti Classico, è famosa da decenni nel settore della produzione vinicola grazie alla sua estesa gamma di vini, dal Chianti Classico ai Merlot e Sauvignon Blanc puri. Ma è l’IGT I Sodi di San Niccolò a catturare l’attenzione dei collezionisti di tutto il mondo. È una miscela originale di Sangiovese e Malvasia Nera. Quest’ultima, una varietà locale usata di rado, dona al vino freschezza e un carattere floreale. I Sodi ha vissuto la sua stagione più fortunata negli anni Ottanta, ma nel 2006 e 2007 è tornato alla ribalta. Il proprietario della tenuta è il magnate italiano delle telecomunicazioni Paolo Panerai. I Sodi 2001 garantirà agli ospiti una degustazione indimenticabile.

31. Casanova di Neri

Giacomo Neri


Negli ultimi anni la tenuta di Casanova di Neri è divenuta celebre in tutto il mondo grazie ai suoi superbi Brunelli di Montalcino, in particolare la super miscela Tenuta Nuova e il Cerretalto ottenuto da un singolo vitigno. Produce anche uno straordinario Cabernet Sauvignon puro e potente chiamato Pietradonice. Il proprietario, Giacomo Neri, ha già al proprio attivo due vini da 100 punti: il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova di Casanova di Neri 2006 e il Brunello di Montalcino Cerretalto di Casanova di Neri 2001. Il Brunello di Montalcino Tenuta Nuova di Casanova di Neri 2007 è eccellente.

32. Carpineta Fontalpino

Gioia e Filippo Cresti


Posta in una delle zone migliori nella regione del Chianti Classico, la tenuta Carpineta Fontalpino è di proprietà dei fratelli Gioia e Filippo Cresti. Gioia è anche una consulente enologa famosa in tutta la Toscana. Carpineta Fontalpino produce Chianti Classici eccelsi nei suoi vigneti a coltivazione biologica, tuttavia i vini migliori sono le miscele Super Tuscan: il Dofana e il Do Ut Des. Il secondo è una miscela di Sangiovese e Petit Verdot, il primo di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot. Non perdetevi i vini del 2006 e 2007. Anche il 2009 dovrebbe essere un’ottima annata.

33. Caparzo

Elisabetta Gnudi Angelini


Questa proprietà divenne celebre negli anni Settanta come principale produttrice di Brunelli di Montalcino. I suoi vini sono sempre stati connotati da una nobile sintesi di intensità e freschezza. Il più pregiato Brunello è La Casa, ottenuto da un singolo vigneto sul colle di Montosoli, una variante di Brunello più densa e robusta rispetto alle altre. Il La Casa 2006 e i non riserva sono tra i migliori Brunelli di Caparzo mai prodotti. Da provare durante la degustazione pomeridiana.

34. Brancaia

La famiglia svizzera dei Widmer avviò questa tenuta specializzata in Chianti Classico nei primi anni Ottanta, ponendo un forte accento sulla qualità. Il suo rinomato Chianti Classico ha sempre avuto un ampio seguito, ma di recente è stato il Tre a guadagnare prestigio come uno dei fiori all’occhiello della Toscana. Il vino più pregiato della tenuta è Il Blu. Sono un grande sostenitore di tutti i vini di Brancaia dell’annata 2007. I Widmer possiedono anche una delle più spettacolari tenute della Maremma - la Brancaia.

35. Altesino

Altesino è una delle punte di diamante nella regione del Brunello di Montalcino. La tenuta a conduzione familiare ottiene Brunelli bilanciati e strutturati da un unico prodigioso vitigno, il Montosoli, dal quale si ottiene uno dei migliori vini della regione in quasi tutte le annate. Il vino ha fatto continui progressi da quando Elisabetta Gnudi Angelini acquistò la proprietà sul finire degli anni Novanta. Tra le annate migliori di Montosoli ricordo il 1997 e il 2001. Il più pregiato di tutti resta però il 2007.

36. Barone Ricasoli

Il nome Ricasoli è associato alla creazione del versatile Chianti rosso toscano nei primi anni Settanta dell’Ottocento, ma negli ultimi anni la cantina si è inserita tra i principali produttori di Chianti Classico. Stupisce che il proprietario Francesco Ricasoli riesca a produrre esclusivamente vini di ottima qualità, dai semplici Chianti ai Chianti Classici potenti e strutturati della tenuta – in particolare il Castello di Brolio e il nuovo Colledilà. Il suo Super Tuscan rosso Casalferro possiede la classe e la forza di un prestigioso Bordeaux. Al “Grand Tasting” sarà possibile confrontare le annate 2008 e 2001.

37. Castello Banfi

Castello Banfi, di proprietà americana, è una delle più famose aziende vitivinicole toscane in virtù dell’eccellente qualità dei Brunelli di Montalcino e del suo esteso sistema di distribuzione globale. Banfi coltiva centinaia di ettari di vigneti a sud di Montalcino, ma la sua fama è legata soprattutto ai vitigni di Sangiovese dai quali ricava i suoi tre Brunelli: il non riserva, il Poggio alle Mura e il Poggio all’Oro, gli ultimi due ottenuti da singoli vitigni. È difficile pensare a un altro produttore di Brunello che sappia eguagliare la costante eccellenza di Banfi. Degustando il Poggio all’Oro 2006 e 1995 al “Grand Tasting” si potrà comprendere l’evoluzione qualitativa del suo Brunello.

38. Il Borro

Ferruccio Ferragamo, amministratore delegato della celebre casa di moda di famiglia, si dedicò seriamente alla produzione di vini appena dieci anni fa, con l’aiuto del figlio Salvatore. I vini nascono all’interno della loro lussuosa riserva di caccia Il Borro, circa 15 minuti a nord di Arezzo. I vini più pregiati sono ricchi e deliziosi nella fase iniziale della loro evoluzione. Ho sempre prediletto la miscela di Bordeaux con un tocco di Syrah che reca sull’etichetta il nome e il vessillo del borgo medievale Il Borro - dove ho preso in affitto una casa dal 1998. L’azienda produce anche un Sangiovese puro ottenuto da un singolo vigneto, il Polissena. Il Borro 2009 è forse il miglior vino mai uscito dalla tenuta.

39. Marchesi Antinori

Cosa sarebbe la Toscana senza la famiglia Antinori? Negli anni Settanta il patriarca del clan, Piero Antinori, cambiò per sempre l’immagine dei vini toscani nel mondo grazie all’invenzione del Tignanello, e più tardi del Solaia. Il primo è una miscela di Sangiovese e Cabernet Sauvignon, il secondo di Cabernet Sauvignon e Sangiovese, e insieme diedero origine alla categoria “Super Tuscan”. Questi straordinari vini rossi continuano ad attirare uno stuolo di collezionisti in tutto il mondo, in particolare il Tignanello e il Solaia 1997. L’annata 2008 è qualitativamente molto simile.

40. Marchesi de’ Frescobaldi

Questa famiglia, celebre per la sua centenaria produzione vinicola, di recente sta ottenendo i vini migliori in una vasta gamma di denominazioni toscane, dal Rufina al Brunello di Montalcino. I Frescobaldi sono anche proprietari di maggioranza della Tenuta dell’Ornellaia, anch’essa presente a Divino Tuscany. Ho un debole per le produzioni dei Frescobaldi a Montalcino, in particolare per il Brunello di Montalcino della tenuta di Castel Giocondo. Il Ripe al Convento riserva, ottenuto da un singolo vitigno, è una delle annate più prestigiose, dotata di straordinaria profondità e complessità. Il Super Tuscan Giramonte, una miscela di Merlot e Sangiovese, è all’estremo opposto: denso, potente e ricco. È prodotto nella proprietà della famiglia vicino a Firenze, la Tenuta di Castiglioni. Il 2006 è l’annata migliore in assoluto. Durante le degustazioni pomeridiane Frescobaldi servirà il suo Luce, un Super Tuscan rosso originario di Montalcino, in due diverse annate: il 2009 e il 1999.

41. Castello di Fonterutoli

Il nome Mazzei è uno dei più antichi e prestigiosi della Toscana, ma l’ultima generazione si sta ritagliando un posto nella storia della regione grazie ai suoi vini. Quello che più interessa i Mazzei è il Chianti Classico di Castello di Fonterutoli, un meraviglioso borgo medievale nella parte meridionale della denominazione, nei pressi di Siena. Di recente la famiglia ha ultimato una cantina high-tech per perfezionare i vini della tenuta, tra i quali spicca il leggendario Siepi, una superba miscela di Sangiovese e Merlot. Inolte i Mazzei producono alcuni dei vini migliori della Maremma, a Belguardo, e della Sicilia a Zisola. Il Siepi 2008 servito al “Grand Tasting” è uno dei migliori della tenuta.

42. Petrolo

Il celebre artista Luca Sanjust abbandonò il suo studio romano per aprire una cantina sui colli toscani, una cinquantina di chilometri a sud di Firenze, e a metà degli anni Novanta inaugurò nella sua piccola tenuta una produzione di vini precisi ma intensi. Oggi la sua miscela di Sangiovese/Merlot, il Torrione, e il Merlot puro Galatrona sono due tra i vini più ricercati della regione. Sanjust è dell’idea che il suo Galatrona sia la dimostrazione che la Toscana ha uno stile di Merlot tutto particolare, nettamente distinto da quello di Bordeaux o di qualsiasi altra parte del mondo. Per verificarlo suggerisco di provare la straordinaria annata 2007.

43. Principe Corsini

I Corsini sono un’antica famiglia aristocratica con una storia, uno stile e un gusto incredibili - proprio come i vini prodotti nelle loro tenute nella regione del Chianti Classico e in Maremma. Ammiro in modo particolare i suoi Chianti Classici riserva: il Cortevecchia e il Don Tommaso. I vini del 2006 spiccano per qualità, rivelando profumi meravigliosi e un’elegante fruttatura. Mentre li bevo mi sembra quasi di essere in Borgogna. Il Birillo, un’ardita miscela di Cabernet Sauvignon e Merlot ottenuta nella proprietà dei Corsini in Maremma, è uno dei fiori all’occhiello dei Super Tuscan. Duccio Corsini servirà due annate del suo vino migliore prodotto a Marsiliana, in Maremma: il 2007 e il 2006. È una miscela composta perlopiù da Cabernet Sauvignon e Merlot.

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