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EFFETTO-SERRA, NELLE VITI LA SOLUZIONE ... IN ORNELLAIA LABORATORIO “A CIELO APERTO”, IN COLLABORAZIONE CON L’UNIVERSITA’ DI FIRENZE, PER STUDIARE IL POSTIVO IMPATTO AMBIENTALE DEI VIGNETI NEL MANTENERE L’ARIA PULITA

Italia
In Ornellaia si studia l’impatto ambientale sui vigneti

Settembre, si sa, è tempo di vendemmia. I vigneti, però, diventano protagonisti non soltanto per la raccolta delle uve, ma anche per il positivo impatto ambientale: 100 ettari assorbono 1.500 tonnellate di anidride carbonica e aiutano così a mantenere l’aria pulita. Tenuta dell’Ornellaia, la cantina di Bolgheri inventata da Lodovico Antinori poi venduta ai Mondavi ed oggi nelle mani dei Frescobaldi (in compagnia -25-30% - di soci russi), con il supporto dell’Università degli Studi di Firenze, ha trasformato i propri vigneti in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, gremito di ricercatori e delle più moderne apparecchiature per la rilevazione delle emissioni e lo studio dell’attività benefica delle viti sull’atmosfera.

Per un mese all’anno, lo studio nei vigneti della Tenuta dell’Ornellaia prevede un monitoraggio costante dell’efficienza delle viti, dalla foglia alla chioma, coordinato dal professore del Dipartimento di Ortoflorofrutticoltura dell’Università di Firenze Giovanni Mattii. “Fare ricerca per la viticoltura di qualità permette di valutare il reale impatto dei vigneti sull’ambiente - spiega - i dati misurati alla Tenuta dell’Ornellaia indicano che 1 ettaro di vigna assorbe 15 tonnellate di Co2 all’anno, che diventano 1.500, se prendiamo in considerazione i 100 ettari complessivi e 20.000 in tutta Bolgheri. L’equivalente dell’emissione di Co2 da parte di 6.000 automobili che percorrano ciascuna 20.000 km all’anno”.

La quantificazione della Co2 assimilata dalle viti e utilizzata per la fotosintesi è resa possibile mediante un misuratore ad infrarossi, munito di uno speciale pallone in grado di racchiudere l’intera chioma della pianta e determinare così la reale entità degli scambi gassosi (anidride carbonica e acqua) dell’intera vite. Le piante, che tramite la fotosintesi fissano la Co2 sotto forma di carbonio organico, sono gli organismi più adatti per limitare l’aumento del biossido di carbonio atmosferico poiché, oltre alla riduzione diretta di tale gas, sono in grado di innescare un feedback positivo che porta al miglioramento del microclima.

“Il nostro obiettivo è da sempre ottenere la massima qualità ottimizzando l’energia globale utilizzata nel rispetto delle migliori condizioni di lavoro - sottolinea Leonardo Raspini, direttore generale e agronomo della Tenuta dell’Ornellaia - l’impegno di Tenuta dell’Ornellaia nella ricerca e nel risparmio energetico è un must da cui non vogliamo trascendere, ogni azione è strettamente correlata alle altre e deve essere frutto di una grande conoscenza. Per questo collaboriamo attivamente con le Università di Firenze e Piacenza”. Così Tenuta dell’Ornellaia porta avanti parallelamente la cura nei prodotti e l’impegno verso un’eco-compatibilità capace di ridurre al massimo l’impatto ambientale, ha un proprio impianto di fitodepurazione, dal quale ottiene l’acqua necessaria al lavoro in cantina e nel centro agrario, ed impianti fotovoltaici per la produzione dell’energia sufficiente a muovere le macchine elettriche utilizzate nei vigneti. Macchine capaci di regolare la propria altezza a seconda del tipo di lavorazione che l’operatore deve effettuare sulle piante (vendemmia, potatura, scacchiatura, 600 ore l’anno per uomo/ettaro) e che permettono di salvaguardare l’ambiente non emettendo Co2 e di preservare la salute dei lavoratori riducendo al minimo lo sforzo fisico.

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