
Possono essere egoiste, vivere sulle spalle degli altri o escogitare un dispetto al vicino. A tutti, o quasi, è capitato almeno una volta di avere a che fare con una di quelle specie vegetali considerate le peggiori tra le migliori, le più furbe tra le fastidiose, le più resistenti tra le indesiderate: dalla sanguinella, tristemente nota ai viticoltori ed alle loro viti, alla vitalba, che per vivere si arrampica sulle altre piante, dall’ailanto, che fa una cosa buona - il miele - e per il resto distrugge l’ecosistema, alla cuscuta, la “pianta vampiro” che quando trova una vittima l’avvolge in un groviglio. A raccoglierle in un volume, è Francesco Broccolo, l’insegnante di agraria più famoso sui social, autore del “Piccolo erbario delle piante stronze”, una guida ironica e leggera, ma essenziale, per orti e giardini.
Negli ultimi anni, i ricercatori hanno esplorato sempre di più il mondo delle piante, ma, nonostante ci siamo evoluti di pari passo, conosciamo solo una piccola percentuale della vita nel regno vegetale. Sono stati condotti esperimenti che hanno permesso di comprendere come le piante siano reattive agli stimoli e all’ambiente, ma queste recenti scoperte degli scienziati, però, sono sempre state note agli agricoltori, che da millenni combattono ogni giorno contro molte specie vegetali “dal carattere difficile”.
Il “Piccolo erbario delle piante stronze” (Edizione Rizzoli, in uscita il 2 settembre, pp. 168, illustrazioni di Marina Cremonini, prezzo di copertina 24,90 euro) è nato per raccontare come molte piante abbiano caratteristiche a noi comprensibili e vicine e per scoprire le tecniche evolutive che le diverse specie hanno sviluppato e il modo in cui si relazionano sia nel regno vegetale sia con il nostro, quello animale. Chiunque possieda un giardino o un orto, infatti, non potrà fare a meno di riconoscere diverse “nemiche-amiche” in questo divertente volume.
Francesco Broccolo insegna all’Istituto Agrario di Macerata. Fin da piccolo, grazie ai nonni, ha iniziato a studiare le piante spontanee e il loro legame con il mondo rurale e la vita contadina. Da qualche anno gestisce pagine social in cui racconta, in modo leggero e accessibile anche agli erbaioli amatoriali, le erbe spontanee, la loro fitoecologia e gli usi tradizionali. La rubrica più apprezzata dalla community è proprio “Le piante stronze”, in cui, con ironia e sarcasmo, racconta quelle specie che in campagna sono fonte di problemi, per noi e per gli altri esseri viventi.
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